Archivio mensile:Gennaio 2009

Azzano Decimo: Bortolotti vieta, Fontanini non condivide


Il sindaco di Azzano Decimo, Enzo Bortolotti (Lega Nord), sta preparando un’ordinanza per vietare le preghiere islamiche nel territorio comunale. L’ordinanza – ha anticipato lo stesso Bortolotti in un’intervista al Piccolo  sara’ emessa la prossima settimana e conterra’ anche il divieto di parcheggiare le roulotte dei Rom in aree sia pubbliche, sia private. Dopo l’iniziativa di Bortolotti, la Lega Nord presentera’ mozioni nei consigli dei comuni del Friuli Venezia Giulia chiedendo alle forze politiche locali di adottare analoghi divieti. Quattro anni fa, Bortolotti aveva emesso un’ordinanza per vietare alle donne islamiche di usare il burqa in pubblico. L’ordinanza era stata annulluta dal Prefetto di Pordenone e poi definitivamente bocciata dal Consiglio di Stato. Il segretario del Friuli Venezia Giulia della Lega Nord, Pietro Fontanini, non condivide l’iniziativa del sindaco di Azzano Decimo (Pordeonone), Enzo Bortolotti (Lega Nord), che, con un’ordinanza da emettere la settimana prossima, intende vietare le preghiere islamiche in piazza. ”La Lega – ha detto in serata Fontanini, interpellato dall’ANSA – non sa niente di questa ordinanza. Non siamo assolutamente d’accordo. Sono solo idee di Bortolotti, idee sue che non so in base a cosa abbia presentato”. ”Il principio della liberta’ religiosa – ha aggiunto Fontanini, che e’ anche Presidente della Provincia di Udine – e’ sancito dalla Costituzione e noi vogliamo preservare questo principio”. Riferendosi alle recenti preghiere di musulmani a Milano, Fontanini ha detto di ”non vedere in Friuli Venezia Giulia questa emergenza. Non ci dev’essere disparita’ tra le varie religioni”, ha aggiunto. Fontanini ha anche riferito che l’idea di presentare mozioni nei consigli comunali del Friuli Venezia Giulia per chiedere di adottare analoghi divieti di preghiera ”non e’ stata discussa, ne’ decisa, all’interno del partito. Il sindaco di Azzano Decimo – ha concluso Fontanini – non e’ portavoce della Lega”.

Addio Francesco: è morto Mike Francis

E’ stato quello che per primo, mi ha fatto capire che la musica poteva essere qualcosa di più rispetto a una chitarra e una voce … Brividi sulla schiena, occhi lucidi, ricordi di giorni e notti spensierati, un nodo in gola , commozione per tempi che non torneranno mai più, la sensazione che c’è molto di te nel modo in cui studio un’arrangiamento per le mie canzoni  È morto questa mattina a Roma Mike Francis, protagonista del boom musicale pop-dance anni Ottanta grazie anche alla hit Survivor. Francesco Puccioni, questo il suo vero nome, nato a Firenze 47 anni fa, è deceduto all’Ospedale S. Pietro per un tumore al polmone. I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata.

LA BIOGRAFIA – Nato a Firenze, a 14 anni Mike Francis forma la sua prima band con un gruppo di amici conosciuti a scuola: l’Istituto di Studi Americano di Roma (da qui la naturale predisposizione a scrivere i testi in inglese). Dopo queste esperienze «adolescenziali» – si legge sul sito ufficiale dell’artista – approda giovanissimo al suo primo contratto discografico. Realizza quindi il suo primo album, di cui fa parte «Survivor» (1982), hit single che arriva ai vertici della maggior parte delle chart europee. L’artista abbina all’attività di solista, autore e interprete una serie di collaborazioni con artisti prestigiosi.

Tra questi Amy Stewart, per la quale compone «Friends». Negli anni successivi realizza altri album. Compone inoltre musiche per film sia per il cinema che per la televisione. A questo punto Mike Francis si prende una pausa di riflessione, durante la quale, però, si concentra sulla realizzazione di brani in lingua italiana. Collabora con Mogol e Pasquale Panella. Nel 1991 pubblica, infatti, il suo primo album in italiano, «Mike Francis in italiano», in previsione di una sua partecipazione a Sanremo; tale partecipazione però non si concretizza.

IN TOUR – Tre anni dopo, nel 1994, Mike pubblica il suo secondo album in lingua italiana (il sesto della sua carriera), questa volta su testi di Panella: «Francesco innammorato», il disco contiene un altro dei suoi classici: «Bellissimi occhi chiusi». La produzione di Mike Francis si arricchisce, nel 1995 dell’album: «A different air» la cui title track è una cover dei Living in a box. In questo periodo si esibisce in California (Los Angeles, Hollywood Palladium e S. Francisco) e ancora in Oriente: da queste performance sarà tratta la raccolta «The very best – Live» pubblicata nello stesso anno. Nel 1998 pubblica l’album «Misteria» e la raccolta «The best of»; nel 1999 incide l’album «All rooms with a view» distribuito dalla Sony e rende disponibile la raccolta «I grandi successi»; nel 2000 è la volta della doppia raccolta «I Grandi Successi Originali – Flashback». Nel 2000 e nel 2004 torna nelle Filippine per alcuni concerti. Il palasport Araneta Coliseum di Manila fa il tutto esaurito con 16.000 fan. Nel 2007, dopo alcuni anni di silenzio come solista, durante i quali si dedica all’esperienza dei Mystic Diversions, esce il suo nuovo lavoro «Inspired»; in questo disco sono riproposte personali interpretazioni di celebri cover amate dal cantante, insieme ad alcuni brani nuovi.

Su FB un gruppo per intitolare alla memoria di Luciano Lazzaro la pista di Prampero

Intitoliamo la pista mondiale "di Prampero" alla memoria di LUCIANO LAZZARO
Per tutti quelli che hanno conosciuto Luciano Lazzaro e sanno quindi, quanto di Suo c’è nella realizzazione di quella pista mondiale, e altresì sanno, quanto è stato il Suo impegno, imprescindibile alla realizzazione di quella realtà prestigiosa Questa è la descrizione del gruppo che su Facebook ha già 575 utenti e che vorrebbe intitolare la pista mondiale "di Prampero" alla memoria di Luciano Lazzaro . Tanti i post nel gruppo:

Paolo Albano scrive:  UN ALLENATORE..UN MAESTRO…UN PADRE…UN UOMO.
GRAZIE ALLA VITA CHE CI HA DATO L’OPPORTUNITA’ DI CONOSCERTI.
Così recitava un grande drappo bianco all’ingresso del Duomo di Tarvisio il giorno dei suoi funerali.
I suoi giovani atleti gli avevano scritto l’ultimo saluto.
Quando la pista del Lussari si chiamerà "Pista LAZZARO" quelle parole incise nei nostri ricordi e verranno riscritte con gli sci nella neve per ogni discesa che farà ognuno di noi.

Gianluigi Fabris: mi piace ricordare Luciano, quando circa 40 anni fa ci "induriva" gli scarponi di quoio con una resina speciale, già quella volta era avanti.
Penso che sia un dovere morale intitolarli almeno una pista.

Per chi è iscritto a FB raggiungere il gruppo è facile: basta digitare Luciano Lazzaro nella ricerca.

Progetto Borgonovo: donate apparecchiature per persone affette da SLA


“Udinese per la vita” ha deciso di bruciare le tappe e per «dare un calcio alla Sla» farà scattare subito la prima fase del progetto Stefano Borgonovo. In questi giorni partiranno quindi le prime ordinazioni per il materiale necessario all’allestimento di una stanza con due speciali letti dotati di apparecchiature per la respirazione delle persone affette da Sclerosi laterale amiotrofica che troverà posto al Gervasutta.
«Vogliamo lanciare un segnale forte – ha spiegato ieri Giuliana Linda Pozzo, anima e motore della Onlus dell’Udinese calcio – per dimostrare che il calcio è anche solidarietà». Una corsa in aiuto a chi soffre che è già iniziata: dalla banca di Manzano sono arrivati 25mila euro, 10mila sono stati donati dalla stessa signora Pozzo, altri 5mila dagli Udinese club. Quindi i contributi personali, compreso quello del presidente Franco Soldati, e il ricavato dal merchandising di Natale e dalla vendite di maglie bianconere. La referente dell’Aisla, Laura Toffolutti ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno partecipato e parteciperanno alla raccolta di fondi a nome delle 90 persone affette da Sla in regione che, grazie a questo progetto, potranno migliorare le loro condizioni di vita e, in alcuni casi, evitare di essere sottoposti a intervento di tracheotomia.
«Complessivamente – ha illustrato il presidente di Udinese per la vita, Andrea Bonfini – abbiamo già a disposizione una cifra compresa tra i 50 e i 60mila euro per cui abbiamo deciso di anticipare i tempi». La raccolta, intanto, continua. L’obiettivo, ambizioso, è quello arrivare a raccogliere entro l’anno circa 100mila euro. «Per questo – ha sottolineato la signora Pozzo – faccio appello alla solidarietà di tutti i tifosi bianconeri, che hanno sempre risposto in modo positivo, e non solo a loro. Dopo aver incontrato Borgonovo, abbiamo scelto di privilegiare un progetto che garantisca una migliore qualità della vita a chi ha la sfortuna di ritrovarsi affetto da una malattia terribile come la Sla. Tutto il 2009 sarà dedicato al reperimento dei fondi necessari per l’acquisto di queste speciali apparecchiature”.
Il progetto Borgonovo ruoterà attorno a tre eventi principali: il primo appuntamento sarà una cena di gala in programma a marzo che si concluderà con un’asta benefica in cui giocatori di oggi e del passato doneranno maglie e oggetti personali per la raccolta di fondi da destinare al progetto. Tra le maglie dei campionissimi potrebbero esserci anche quelle originali di Zico e di Beckham. La seconda parte del progetto prevede l’organizzazione del trofeo “Udinese per a vita”, abbinato a un’asta on-line sul sito internet www.udinese.it, mentre la terza si svolgerà in concomitanza con la presentazione della squadra bianconera della stagione 2009/2010.

Scuola: la provincia di Udine perde tre autonomie scolastiche


Tanto tuonò che poi alla fine qualcosa piovve e qualche istituto viene perso; sembravano svaniti in un nulla gli effetti della famigerata riforma Gelmini-Tramonti e invece in questi giorni l’assessore provinciale Lizzi da i numeri della stretta. La provincia di Udine perde tre autonomie scolastiche, vale a dire sedi di presidi e uffici amministrativi (a Lignano, Latisana e in Valcanale), scendendo da 85 a 82. Per il momento sono salve le scuole di montagna che hanno meno di 50 alunni. È questo il risultato del "Piano di dimensionamento scolastico provinciale" (2009/2010) messo a punto dall’assessore provinciale all’Istruzione Elena Lizzi e approvato ieri dalla Giunta, dopo confronti con enti locali e scuole. Il Piano segue il diktat del ministro Tremonti che ha imposto a Regioni, Province e Comuni di attuare il decreto 233/98 sull’ottimale dimensionamento delle scuole.
      AUTONOMIE ELIMINATE. Poteva andare peggio, perché le autonomie a rischio erano 11, fa sapere l’assessore Lizzi. Si sono ridotte a 3 per accorgimenti adottati sul territorio e per due deroghe. Salta la presidenza dell’Istituto superiore di Brazzà di Lignano (235 studenti), assorbita dal Mattei di Latisana. A Latisana se ne va la presidenza delle medie per confluire in un’unica dirigenza cui faranno capo le materne, le elementari e le medie. La terza dirigenza con relativi uffici amministrativi ad essere soppressa si trova nella Valcanale. Lì c’erano 3 autonomie: Moggio, Pontebba e Tarvisio. Ora saranno due: un istituto comprensivo, con un unico preside per materne, elementari e medie di Pontebba, Dogna, Chiusaforte, Resiutta, Resia e Moggio e sede ancora da definire; un istituto onnicomprensivo, il cui preside dirigerà materne, elementari, medie di Malborghetto, Tarvisio e l’istituto superiore Bachmann.
      La prima deroga riguarda l’istituto tecnico Marinoni di Udine, che con 460 allievi non avrebbe potuto tenersi il preside (il minimo previsto è di 500 allievi). «Abbiamo rimandato l’accorpamento – spiega Lizzi – in attesa della nuova formulazione dei corsi di studio e perché la scuola ha un trend di crescita». Il Deganutti, rifatti i conti, è salvo con 526 studenti. La seconda deroga riguarda l’autonomia dell’Istituto comprensivo di Ampezzo che, con 278 alunni (materne, elementari e medie di 6 Comuni) doveva essere cancellata. La Provincia ha detto "no", impensabile farlo confluire a Villa Santina o Comeglians. Salva l’autonomia delle medie di San Giorgio di Nogaro, aggregate alle elementari e alle materne di Torviscosa, che sono state sottratte al circolo di didattico di San Giorgio. Per non far perdere l’autonomia alle medie di Mortegliano, si sono formati due istituti comprensivi, uno per Mortegliano e Castions e uno per Lestizza e Talmassons.
      LA MONTAGNA. La Provincia non ha toccato le scuole con meno di 50 alunni. Sono circa una decina, dislocate in montagna e nelle Valli del Natisone. Gli interventi sono stati rimandati, «perché richiedono un percorso lungo e condiviso», ha detto Lizzi, e le elezioni comunali sono alle porte.
      ISTITUTI PER GLI ADULTI. In provincia saranno istituite due nuove presidenze per istituti dedicati all’istruzione degli adulti. Una avrà sede allo Stringher di Udine e una al Solari di Tolmezzo. Le lezioni serali probabilmente continueranno a svolgersi nelle attuali sedi, dislocate su sei Comuni.
      Ora il Piano provinciale dovrà essere vagliato dalla Regione e quindi spedito al ministero

Pordenone: truffavano gli anziani simulando finti incidenti


Sono stati arrestati dai carabinieri madre e figlio, originari della Sicilia, dopo una complessa indagine e dopo essere stati ricercati da sei procure. Le vittime erano tutte anziane, di un età compresa da 75 a oltre 90 anni, i due giravano su un utilitaria e lanciavano sassi contro la carrozzeria per simulare il rumore dell’ impatto.

La madre, Michela Casella  di 42 anni e il figlio, Angelo Boscarino di 20 anni erano entrambi già segnalati alle Procure di Torino, Alessandria, Cuneo, Vercelli e Pavia; i reati che hanno permesso la loro custodia cautelare in carcere (la semplice truffa non prevede l’arresto) sono quelli di rapina aggravata e lesioni personali aggravate. L’indagine è partita a fine luglio 2008 dopo la denuncia di un anziano di 93 anni. Il modus operandi era il seguente: dopo aver simulato l’incidente i due lanciavano un sasso sul paraurti o sul fianco della vettura e infine chiedevano di risolvere la questione senza dover ricorrere all’assicurazione. Se la vittima si opponeva minacciavano di chiamare polizia e carabinieri paventando la prevedibile decurtazione di punti dalla patente. L’ anziano di Casarsa al volante della propria auto dopo aver accettato di liquidare subito il danno viene rapinato di tutto il contante che aveva, 7 mila euro che i truffatori gli ha strappato di mano per poi scappare.

Che la coppia non si fosse allontanata più di tanto e che, anzi, stesse battendo l’intero Pordenonese, gli inquirenti lo accertarono dopo poche settimane, quando un episodio simile si verificò a Cordovado, seguìto da truffe e furti in casa commessi a Clauzetto. Il cerchio si è stretto ieri mattina: identificati anche grazie a segnalazioni simili giunte da altri comandi di carabinieri di Piemonte e Lombardia, madre e figlio sono stati localizzati a Torino e, quindi, arrestati.

Appuntamenti 2009 della Filologica in Carnia

La sede di Tolmezzo della Società Filologica Friulana – in collaborazione con Comunità Montana della Carnia, Museo Carnico delle Arti e Tradizioni Popolari e BarTeatro di Tolmezzo – ha predisposto un calendario di eventi per il primo semestre 2009. Gli appuntamenti, a cadenza mensile, si terranno tutti nel capoluogo carnico, di venerdì alle ore 18.00.
 
Si parte il 30 gennaio, presso il Museo Gortani, con la presentazione del volume La toponomastica di Sauris. Un’isola tedescofona in terra di Carnia– frutto della ricerca di Barbara Cinausero con la collaborazione di Ermanno Dentesano – inserito nella collana della Filologica “Quaderni di toponomastica friulana”. L’opera, edita insieme con il Comune di Sauris, sarà introdotta dal professor Giovanni Frau.
 
Venerdì 20 febbraio, nuovamente in Museo Gortani, sarà la volta della presentazione di Arte in Friuli,il poderoso volume curato da Paolo Pastres in cui, nel ripercorrere la storia dell’arte friulana dal Quattrocento al Settecento, si riserva uno spazio importante anche alla scultura lignea e alla pittura in Carnia. Quella stessa sera verrà inoltre inaugurato dall’insegnante Gloria Angeli il Corso pratico di lingua e cultura friulana programmato, per il secondo anno consecutivo, proprio nel capoluogo carnico.
 
Il terzo appuntamento, venerdì 20 marzo, nella suggestiva sala con caminetto del BarTeatro di Tolmezzo, è con Dino Persello, Maria Luisa Rosso e il loro Lamps…a lûs piades, un’esibizione molto originale durante la quale lo spettatore è condotto per mano in un viaggio attraverso quel mosaico di suoni e colori che nasce dall’intrecciarsi delle diverse varietà della lingua friulana.
 
 
 
Si arriva a venerdì 24 aprile e a una nuova tappa al Museo Gortani con il convegno Le pietre nobili di Carnia. Le cave di Verzegnis, Forni Avoltri, Timau e dintorni. Sono previsti gli interventi di Adriana Stroili, Novella Del Fabbro e Laura Plozner. Si tratta di un’iniziativa nuova sul territorio, volta a fornire preziose informazioni sul prestigio e la storia delle nostre cave e nel contempo spunti e stimoli per il futuro.
 
Spaziando dunque dalla storia dei luoghi e dei loro nomi a quella dell’arte, passando attraverso il teatro e la lingua, non poteva a questo punto mancare la musica. Così, venerdì 22 maggio, presso il Centro di coordinamento della Carnia attiguo al Museo Gortani, il cantautore tolmezzino Aldo Rossi intratterà gli ospiti con la sua più recente produzione, un simpatico disco dal titolo piuttosto curioso, Curtis ghitaris e curtìs, le cui canzoni, da buon friulano, Rossi ha scritto, musicato e prodotto di bessôl.
 
Il ciclo di eventi si chiuderà al Museo Gortani venerdì 19 giugno, questa volta con un’incursione nelle usanze e tradizioni popolari grazie alla presentazione del volumetto di Roberto Tirelli Il pellegrinaggio alpino a Maria Luggauedito dal Centro Culturale J. F. Kennedy di Forni Avoltri.

Barazzutti: basta con il dibattito sulla gerla, i problemi della Carnia sono altri


Finalmente qualcuno che parla chiaro e in Carnia, quelli che ruggiscono veramente, sono i vecchi leoni come Franceschino Barazzutti. E’ abbastanza chiaro che il dibattito sulla Gerla per qualche ex esponente politico locale è un modo a buon mercato di cominciare la campagna elettorale per le Europee . Franceschino Barazzutti, ex sindaco di Cavazzo, e presidente dell’associazione sindaci del terremoto, una delle voci più ascoltate della Carnia ha seguito con grande attenzione il dibattito che si è sviluppato in questi giorni attorno alla gerla-monumeto.  Boccia l’idea e dipinge un quadro della Carnia di oggi (e di conseguenza di domani) preoccupato, senza però evitare quelli che a suo dire sono i responsabili di una situazione sociale ed economica difficile.Dice Barazzutti: «I problemi della montagna carnica sono ben altri, e trattano di economia in tutti i settori: agricoltura, artigianato, commercio, turismo ed industria, e di rappresentanza, in un momento in cui, un presidente della Regione che viene dalla Carnia, come Renzo Tondo, vuole sopprimere la Comunità montana della Carnia, vero catalizzatore, riconosciuto da tutti, dell’essere carnici. Si sta correndo dietro a un simbolo, la gerla appunto, mentre si è persa di vista la vera sostanza dei problemi della Carnia.» Barazzutti non ritiene che la gerla possa incrementare il turismo, «attuale cavallo di battaglia dei politici tanto che hanno messo in azione anche la campionessa Manuela Di Centa grande sportiva, ma da sempre poco presente sul territorio carnico: mi sembra si voglia cavalcare il problema della gerla in maniera faziosa, partitica piu’ che politica. Oggi va di moda il turismo, ieri l’industria, ma la Carnia ha bisogno di tutti settori dell’economia: è un piccolo compendio di ogni forma economica ed è estremamente difficile sintetizzare queste sue anime in un simbolo.» Barazzutti contesta la scelta e l’autore della stessa, cioè il Cosint «già retto da Tondo e ora supportato dai maggiorenti politici del centro destra.» La gerla è sotto accusa perché essenzialmente un simbolo del passato, «mentre proprio l’area della ricerca e dell’innovazione della piana di Amaro dovrebbe far riflettere su quello che è la realtà attuale e su quello che sarà il futuro della Carnia, mentre il Consit dovrebbe limitarsi a fare infrastrutture e favorire l’insediamento di nuove imprese industriali, lasciando all’unico organo rappresentativo del territorio, nel quale tutti i carnici si riconoscono, la Comunità montana della Carnia, il compito di ricercare, se necessario, il simbolo che rappresenti tutti.” Una ricerca che deve transitare, per Barazzutti, attraverso un concorso di idee ed essere vagliato da una commissione di esperti, autonoma

Università: Trieste spende più dell’ateneo di Udine

 Lanfrit dal Gazzettino di Udine
L’Università di Trieste spende di più dell’ateneo di Udine per consulenze e collaborazioni esterne. Lo certifica l’elenco relativo al primo semestre 2008 pubblicato sul sito del ministero della Funzione pubblica e innovazione.  A Trieste 260 i contratti attivati, per un importo previsto di 1 milione 572 mila 748 euro, di cui 706 mila 718 euro già pagati. Per Udine, le consulenze e collaborazioni attivate sono 434, per una spesa prevista di 1 milione 300 mila euro, di cui 600 mila erogati.
      Scorrendo i lunghi elenchi, numericamente la parte del leone la fanno gli affidamenti per attività di ricerca e di docenza con importi che, se fossero contributi, si riassumerebbero nella formula “a pioggia”.
      A Udine fanno eccezione i quattro incarichi affidati allo Studio Catalano, per servizi di architettura ed ingegneria per la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva (uno di questi riguarda anche il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e costruzione). Due hanno decorso dal 30 maggio ’08 e si concludono il 31 dicembre 2009, per un importo di 120.200 euro e 124 mila 781. Un terzo data 27 giugno 08 e si conclude a fine anno, con un importo previsto di 121.823 euro. Il quarto è attivo dall’aprile dello scorso anno e durerà fino al termine di questo, per una cifra di 175.392 euro. Complessivamente, la spesa prevista dall’ateneo per questi servizi è di 542 mila 202 euro, ma nei primi sei mesi del 2008 non è stato erogato un euro.
      Va ancora a servizi di architettura e ingegneria la prima cifra che si trova sotto i centomila euro, cioè 88.945, prevista per Vitruvio-Total Enterprise Engineering srl. Un accordo siglato a maggio che si concluderà a fine 2009 e per il quale nel primo semestre 2008 non stati staccati assegni.
      Dalle spese previste a quelle davvero sostenute, a guidare la classifica sono i 27 mila euro per Renato Zamburlini che, dal 28 febbraio a fine dicembre ha collaborato per il controllo della Zanzara Tigre. Seguono i 25 mila euro di Mauro Rainis che nello stesso periodo ha collaborato con la presidenza della Facoltà di ingegneria per la realizzazione di una interfaccia; i 14.583 (sui 35 mila previsti) di Salvatore Lavecchia per collaborazione didattica. In un tempo più breve, dal 1 febbraio al 15 marzo, Fulvio Mattioni ha incassato 12 mila euro per una ricerca sulla realtà sociale del Friuli Venezia Giulia. E poi giù, una marea di assegni tra i 92 euro (per una conferenza) e cifre che non raggiungono i 10 mila euro. Appena sotto si pone Orietta Lain per cinque mesi impegnata nella genotipizzazione di alcune collezioni di varietà di specie arboree da frutto e vite e Martina Fabris (8972) per analisi di linea cellulare ottenuta da paziente di Sindrome di Siogren.
      A Trieste gli importi previsti variano da 100 euro a 62.800. Una cifra, quest’ultima, messo in bilancio per Elisabetta Iengo per una ricerca in chimica supramolecolare che, cominciata a febbraio 2008, si concluderà a febbraio 2010 (erogati 12.560 euro). Seguono i 52 mila euro (erogati 8.640) per Elena Pittao che, da settembre 2007 a settembre 2010, lavora al progetto Keytolife. Due anni di consulenza non meglio precisata per 50 mila euro a Francesca Vita (erogati 6 mila). La consulenza non precisata di Alberto Ces vale 39.475 euro (12.500 pagati) e quella di Rodolfo Riccamboni per una sperimentazione legata alla geologia e alla paleontologia nelle scuole dell’obbligo si ferma a 33.913 euro per tre anni. Sopra i 20 mila euro (22.500) lo studio su basi molecolari della palatoschisi di Mariateresa Di Stazio (pagati 11.250).
      Chiudono la classifica i tutor, 100 euro previsti, 50,04 quelli spesi.