Archivio mensile:Settembre 2018

Friuli: strutture dei rifugi troppo vecchie? «Mancano soldi per rifarle»

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di Melania Lunazzi.
C’era una volta il rifugio alpino spartano, silenzioso, raccolto, raggiungibile a fatica. In centocinquant’anni di storia dell’alpinismo molto è cambiato e il grande aumento di frequentazione della montagna di questo millennio fa nascere a volte discrepanze tra domanda e disponibilità dell’offerta. Una questione di mentalità cittadina poco adattabile alle scomodità alpine o una incapacità da parte delle strutture alpine di adeguarsi alla maggiore domanda di comodità? In che termini va posta la questione sollevata dalle recenti lettere e dagli interventi pubblicati dal Messaggero Veneto? Da una parte c’è chi chiede più cura nella gestione delle strutture, dall’altra chi ricorda come la montagna abbia il suo ritmo e le sue leggi.«Sposo quanto detto dal sindaco Brollo anche se il signore della lettera di protesta qualche ragione ce l’ha» dice Stefano Sinuello, presidente di Assorifugi Fvg e gestore da più di trent’anni del rifugio Pelizzo sul Matajur. «È vero, periodicamente ci sarebbe bisogno di cambiare gli arredi, la perlina va marcia, i tavoli hanno cinquant’anni e le terrazze esterne avrebbero bisogno di abbellimenti, ma questi lavori non possono essere imputati ai gestori, che a ogni stagione pagano un affitto e devono vivere dell’attività che conducono. Spesso ci troviamo a dover sopperire di tasca nostra a carenze strutturali, perché la proprietà (il Club Alpino o altri proprietari) non sempre risponde tempestivamente alle nostre richieste di intervento: dalla sostituzione del gruppo elettrogeno al bisogno di attrezzi da cucina. Non metterei in dubbio la professionalità dei gestori nel servire per quanto possibile prodotti genuini e artigianali: ognuno di noi dà il massimo. Invece direi che gli introiti che le proprietà ricevono dai nostri affitti dovrebbero essere puntualmente investiti per apportare migliorie ai rifugi».Ma anche le sezioni del Cai proprietarie di rifugi alpini stentano a volte a stare al passo e non per mancanza di volontà. «I rifugi si trovano in ambienti difficili, sono costruzioni spesso datate e richiedono costanti manutenzioni – dice Antonio Nonino, presidente della Società Alpina Friulana, proprietaria di quattro rifugi (di Brazzà, Divisione Julia, Marinelli e Gilberti – Soravito). Investiamo ogni anno circa 45.000 euro sui nostri rifugi, importo che corrisponde esattamente agli introiti ricevuti dai gestori. Siamo tra l’altro ancora impegnati per quindici anni in un mutuo per pagare le spese sostenute nella ristrutturazione del Divisione Julia di Sella Nevea. Certamente se potessimo permettercelo vorremmo investire la cifra (circa 300.000 euro) necessaria per dotare i rifugi Marinelli e di Brazzà di corrente elettrica, in modo da consentirne l’apertura invernale, con un allacciamento a bassa tensione interrato. Ma questo non è nelle nostre disponibilità».Da Tolmezzo il presidente del Cai Alessandro Benzoni cita un altro esempio che è il rifugio alpino Fratelli De Gasperi: «Purtroppo c’è una netta disparità tra entrate e uscite da destinare ai lavori. In tre anni abbiamo incassato 13.000 euro e ne abbiamo spesi 21.000, senza contare le tasse. E al momento il De Gasperi ha bisogno di un impianto per il pompaggio dell’acqua che costa 100.000 euro e verrà finanziato con un contributo regionale». Altro che tendine tirolesi.

Trieste: dimissioni degli Assessori in carica, Luca Boschetti entra in Consiglio Regionale

Si chiude ufficialmente lunedì 01 ottobre 2018 la vicenda dei quattro assessori che il presidente del Fvg Massimiliano Fedriga, fin dal primo momento, aveva detto si sarebbero dovuti dimettere dalla carica di consiglieri. Domani, infatti, in Consiglio ci sarà il passaggio di consegne: Sergio Bini (assessore alle Attività Produttive), Barbara Zilli (Finanze), Stefano Zannier (Politiche agricole) e Pierpaolo Roberti (Autonomie locali), saranno sostituiti rispettivamente da Edy Morandini, Luca Boschetti, Alfonso Singh e Antonio Lippolis.I quattro assessori avevano consegnato le proprie dimissioni da consiglieri eletti nelle mani del presidente alla fine di agosto. Sono passati cinque mesi dal giorno delle elezioni in cui il centrodestra guidato da Massimiliano Fedriga aveva stravinto alle urne contro centrosinistra e M5s. Come assicurato da Fedriga in campagna elettorale, gli assessori si sarebbero dovuti dedicare esclusivamente alla giunta. Bypassate, dunque, anche le voci secondo cui ci sarebbero stati alcuni distinguo all’interno della maggioranza, legati soprattutto al voler attendere il ricorso presentato da Lanfranco Sette e Franco Bandelli che potrebbe in caso di vittoria al Tar di Trieste costare il ruolo di consigliere regionale a Bini e Claudio Giacomelli. L’attesa delle dimissioni è stata lunga. La giunta ha dovuto aspettare prima la giunta delle elezioni e poi la convalida delle nomine perché, altrimenti, non ci sarebbe stata la possibilità di sostituire gli uscenti. C’è di più, però, perché a metterci lo zampino è stata anche l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) che ha voluto controllare il casellario giudiziario di tutti gli eletti. Non soltanto di quelli del Friuli Venezia Giulia, ma di tutte le amministrazioni andate a elezioni. Questo, infatti, è un modus operandi valido per tutti le regioni, una richiesta che ha fatto posticipare di qualche settimana l’intero iter.Domani l’Aula di piazza Oberdan sarà chiamata a votare e convalidare le dimissioni dei quattro assessori che sono anche consiglieri. Dopo l’ok i quattro politici di centrodestra resteranno “soltanto” assessori, svestendo il doppio ruolo. La maggioranza, come è ovvio che sia, non perderà però alcun componente visto che i quattro saranno immediatamente sostituiti dai primi dei non eletti nelle rispettive circoscrizioni. Così al posto di Bini entrerà Edy Morandini (mille preferenze con ProgettoFvg a Udine), Luca Boschetti della Lega (mille e 180 nel collegio di Tolmezzo) sostituirà Zilli, Roberti lascerà il voto in Aula nelle mani di Antonio Lippolis della Lega (520 voti a Trieste) e Alfonso Singh del Carroccio (467 preferenze personali a Pordenone) subentrerà in Consiglio a Zannier.

Carnia: CoopCa ripartono anche i rimborsi agli ex soci dopo la sentenza di rigetto dell’autofallimento

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Riprendono i rimborsi agli ex soci CoopCa rimasti invischiati nel crac della storica cooperativa carnica, ormai 4 anni fa. Dopo il rigetto del tribunale di Udine alla richiesta di autofallimento presentata dai liquidatori sociali, Paola Cella (la liquidatrice giudiziale) potrà così riprendere il lavoro e chiudere la settima tranche, la primo a favore dei soci, che aveva a disposizione 2,8 milioni. Il tribunale di Udine, nel sottolineare il fatto che CoopCa avesse già avuto accesso a una procedura di concordato (pertanto ne erano già stati esaminati i libri contabili), pone una nuova questione. La richiesta di autofallimento era stata presentata dai liquidatori (Luigino Battiston e Giovanni Toffoli, assistiti dal legale pordenonese Loris Padalino) in forza del fatto che, a loro parere, il concordato non disponeva dei fondi per i loro emolumenti, 30 mila euro l’anno per tutta la durata della procedura. Ma, innanzitutto, come ha sottolineato Cella in aula, esiste un fondo rischi che potrebbe coprire quelle spese; secondo, per il tribunale la decisione dell’assemblea dei soci di pagare 30 mila euro l’anno non sarebbe legittima poiché arrivata quando il concordato era già stato approvato, quindi c’è la «cessazione del regime di limitazione dei poteri dispositivi della società debitrice».In altre parole, quei soldi erano bloccati e non era compito dei soci deciderne la destinazione. Un bel pasticcio, anche perché, detto che il concordato è salvo, chi pagherà i liquidatori sociali? La buona notizia è che riprendono i pagamenti. La liquidatrice giudiziale, Paola Cella, ha accumulato oltre 2,8 milioni da distribuire ai creditori. Per i privilegiati non ancora saldati sono già andati 79 mila 378 euro e, per tutti i chirografari, è prevista l’assegnazione di 2,8 milioni. L’importo ammonta, quindi, complessivamente a 2 milioni 879 mila 378 euro. In particolare, il progetto di riparto prevedeva il pagamento a favore delle banche di 28 mila euro, pari all’1 per cento dell’importo da assegnarsi complessivamente ai creditori chirografari. Per i prestatori sociali c’era un milione 876 mila euro, pari al 67 per cento del totale. Restavano altri 896 mila euro per altri chirografari iscritti al concordato (il 32 per cento della somma), come previsto nel piano di concordato.Il riparto in questione è stato completamente eseguito nei confronti dei creditori privilegiati, mentre, è stato eseguito solo parzialmente, per un milione e 729 mila 794 euro, nei confronti dei creditori chirografari. Resta, dunque, da ripartire a favore dei creditori chirografari l’importo di un milione e 70 mila 205 euro. Nel 2019 è previsto un altro pagamento che non è stato vanificato dalla richiesta di fallimento. Viaggia su un binario parallelo – e con tutta probabilità avrà il medesimo esito del primo tentativo – la richiesta di autofallimento presentata da Battiston la scorsa settimana anche per l’immobiliare della cooperativa carnica, ImmobilCoopCa. In questo caso non è ancora stata fissata la data per la prima udienza.

Enemonzo: l’attività di ERSA alla 44^ mostra mercato del formaggio e della ricotta di malga

L’ERSA (Agenzia regionale per lo sviluppo rurale) ha curato alcuni eventi alla 44^ mostra mercato del formaggio e della ricotta di malga di Enemonzo (Ud), nell’ambito di due iniziative di collaborazione transfrontaliera del Programma Interreg V-A Italia-Austria 2014-2020: “MADE – Malga and Alm Desired Experience” (per conservare e tutelare il patrimonio culturale e naturale, nonché le conoscenze dell’agricoltura tradizionale nella zona alpina) e “TOP-Value Il valore aggiunto del Prodotto di montagna” (per favorire l’adesione all’indicazione facoltativa “Prodotto di Montagna” da parte dei produttori di questi territori).

Sono stati 3 i focus principali su cui è stata posta attenzione: la produzione, la qualità e l’utilizzo finale delle produzioni casearie d’alpeggio.

L’ERSA ha proposto al pubblico una degustazione dei prodotti di malga regionali, con un approfondimento guidato sulle caratteristiche dei formaggi e delle ricotte di alpeggio. Domenica 16 si è svolto un convegno con le relazioni del prof. Giulio Cozzi dell’Università di Padova (dipartimento di medicina animale, produzioni e salute) sul tema “Riflessioni sulle ricadute positive nelle produzioni di malga dovute alla corretta interazione tra razze alpeggiate, alimentazione e gestione dei pascoli” e di Ennio Pittino (ERSA) che ha illustrato le modalità di valutazione dei prodotti in concorso, secondo apposite schede predisposte dai tecnici dell’Agenzia, ed un sistema informatizzato di raccolta dei dati di ogni giurato. Su proposta dell’ERSA è stata introdotta al concorso una nuova categoria dedicata ai “Formaggi caprini di malga”

Ecco i vincitori del concorso suddivisi per categoria:

Categoria “Formaggio di malga”
Malga Comune Gestore Casaro
1^ Montasio Chiusaforte AAFVG Toffolo Simone
2^ Confin Venzone Colomba Ennio Colomba Daniel
3^ Valuta Socchieve Erman Mirko, Erik e Petris L. Erman Bernardino
Categoria “Ricotta affumicata di malga”
1^ Lavareit Paluzza Soc. Coop. Agricleulis Flora Davide
2^ Casavecchia Forni Avoltri Gressani Aulo Gressani Aulo
3^ Pramosio Paluzza Screm Marino e Pietro Paluber Samuele
Categoria “Formaggio caprino di malga”
1^ Fossa de Bena Polcenigo De Conti Giovanni De Conti Giovanni
2^ Lavareit Paluzza Soc. Coop. Agricleulis Mella Anna
3^ Vinadia Grande Prato Carnico Piazza Mauro Rupil Daniele

Dopo l’inaugurazione della mostra “L’uomo domini sul bestiame … Dalla pastorizia alla zootecnia” allestita da ERSA e dell’esposizione dei prodotti caseari di malga in concorso, la famiglia Rugo di Enemonzo ha consegnato il premio “GIACOMO RUGO” all’azienda agricola L’allegra fattoria di Morocutti Ivan e Silverio Romina di Tolmezzo.
Questo riconoscimento viene assegnato ogni anno a giovani malghesi che si distinguono nell’attività dell’alpeggio.

Per festeggiare i vincitori l’ERSA e la PRO LOCO hanno offerto un aperitivo a base dei prodotti del territorio e dei formaggi e ricotte in mostra.

Nel tardo pomeriggio, l’Agenzia ha organizzato uno show cooking con la collaborazione dello staff del ristorante “Da Nando” di Mortegliano (Ud) per presentare al pubblico una ricetta a base di ingredienti locali e tradizionali, tra i quali i prodotti di malga del FVG.