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Alto Friuli: sui monti senza prudenza, da 204 a 290 gli interventi annuali dei volontari del Soccorso alpino

di Alessandra Ceschia.
Cadute, perdite di orientamento, malori, scivolate, ma su tutti è l’inesperienza, quando non la superficialità, a provocare gli incidenti in montagna. Una telefonata, e i volontari del Soccorso alpino e speleologico si mettono al lavoro per salvare vite umane. Lo fanno ogni giorno, senza clamore, senza retribuzioni. E lo fanno sempre più spesso. Il numero degli interventi dal 2010 al 2015, infatti è passato da 204 a 290, vale a dire un terzo in più, seguendo un trend che è in continua crescita. «Nei primi mesi del 2016 sono già stati effettuati 104 interventi – sintetizza il delegato alpino Sandro Miorini –, il 60 per cento dei quali in provincia di Udine, mentre le persone soccorse sono state 126, fra queste, 18 sono decedute. Anche nel 2015 gli interventi in provincia di Udine erano in netta prevalenza e rappresentano il 73,12% di quelli complessivi. Hanno impegnato 938 soccorritori con l’ausilio di 16 cani da ricerca per un totale di 6.531 ore–uomo». «Tutto questo senza contare gli eventi addestrativi, formativi e verifiche che hanno interessato i volontari al fine di mantenere un grado di efficienza sempre ad altissimi livelli» aggiunge il delegato. A capitanare la classifica delle chiamate che ha visto 1.672 volontari al lavoro nel 2015 è il gruppo di Cave del Predil, seguito da Forni Avoltri, Udine e Moggio. La causa più frequente degli interventi è la caduta in montagna, seguita dalla perdita di orientamento, dal malore in quota, o dalla scivolata, spesso sono i gitanti della domenica a farsi sorprendere dal maltempo, quando non tengono presente che la montagna va affrontata con una certa esperienza, un adeguato equipaggio e dopo aver consultato le previsioni meteo. L’incapacità e l’inesperienza incidono sul 9 per cento dei recuperi che coinvolgono alpinisti improvvisati. C’è che sopravvaluta le proprie possibilità e, messo a dura prova da un percorso montano tutt’altro che facile, chiede aiuto, sfinito, perché non riesce a portare a termine il tragitto. Una piccola percentuale di infortunati, che non va oltre il 3 per cento, viene determinata dalla puntura di insetti. Se le emergenze in montagna sono in aumento costante è perché, a differenza di qualche decennio fa, la montagna non è più appannaggio degli alpinisti, ma molti si accostano all’escursionismo senza la dovuta preparazione, sottovalutando i rischi. Attualmente, le stazioni del servizio regionale Friuli Venezia Giulia Cnsas comprendono 9 stazioni di soccorso alpino con 260 volontari che operano su tutto l’arco alpino e sul Carso. Tra loro ci sono 24 tecnici di Elisoccorso, un istruttore tecnico nazionale, una dozzina di istruttori tecnici regionali, altrettante unità cinofile e un paio di istruttori nazionali cinofili oltre a un istruttore medico nazionale e uno regionale, due istruttore regionali soccorso in fossa e quattro tecnici soccorso in forra. Infine vi sono quattro stazioni di soccorso speleologico con 70 volontari. L’attività del Servizio regionale è finanziata dalla Regione ed è garantita da una convenzione inerente l’impegno del servizio per attività di Protezione civile e una per l’attività presso l’Elisoccorso del 118 regionale. È stata stipulata una convenzione con Promotur per il soccorso e il collaudo degli impianti di trasporto su fune.

Paularo: la sala Pineta, quel dancing degli anni belli

di Dino Menean

Il dancing Pineta è una sala da ballo ormai desueta a Saletti di Paularo. E come tutte le cose desuete ha in sé oltre al normale logorio causato dal tempo, un’aura di nostalgica malinconia. Non era cosí ai tempi del suo splendore. Allora si riempiva all’inverosimile nelle feste di Natale, Capodanno, Ferragosto. Si era cosí in tanti stretti e pigiati, che davvero per i ballerini risultava un impresa ardua muoversi e danzare. Quante coppie si sono avvicendate, perdute, ritrovate. Quanti amori sbocciati, vissuti e poi… finiti. Nell’arco della sua lunga attività si sono esibiti nella sua sala diversi gruppi e orchestrine. Ci hanno suonato i magnifici “Lunatici” e gli ancor piú magnifici “Alpen-Echo”. Ma io e i miei amici la preferivamo quelle domeniche estive prima e dopo le partite di calcio. La grande sala era semivuota il juke-box troneggiava nel centro. La musica si spandeva, si riversava nell’aria, giungeva fin su al paese. I piú audaci di noi si lanciavano in sfrenati “shake”. I fortunati si perdevano fluttando nel dolce ballo del mattone. Il dancing Pineta era se non il centro e il motore, sicuramente parte integrante della vita ludica di Paularo: “Ci vediamo in Pineta”. “Facciamo quattro salti in Pineta”. Ci sono passato alcuni giorni fa e un botto al cuore mi ha trattenuto. Bloccato. Vedendo il locale grigio e deserto. L’area del parcheggio invasa da erbe e cardi. E mentre me ne stavo cosí deluso e amareggiato, combattuto tra la rabbia e la tristezza mi sono visto come d’incanto giungere con il mio “600” parcheggiare, scendere con gli amici, entrare alla spicciolata. La grande sala rumoreggiava, le luci soffuse, la musica echeggiava. E lassú in un angolo confusa quella ragazzina (chissà dove sarà?) che mi aveva rubato il cuore. Quanto sono rimasto cosí in silenzio, sospeso tra sogno e realtà. Un attimo, un’eternità. Non so. Andando, perché bisogna sempre e comunque andare, ho abbracciato ancora una volta con lo sguardo il dancing Pineta. Quel che ne rimane. Un magnifico ricordo che mi piace condividere con Attilio, batterista dei “Lunatici”.

Friuli: Promotur non trascuri chi pratica lo scialpinismo

di Alberto Muzzolini Udine.

Una proposta per Promotur nDa tanti anni ormai faccio parte della categoria degli scialpinisti, quegli sportivi cioè che preferiscono risalire a piedi le piste innevate piuttosto che utilizzare gli impianti di risalita per poi godersi un’unica discesa guadagnata con le proprie forze. Siamo tanti e rappresentiamo una potenziale risorsa per gli operatori turistici delle località che frequentiamo ma di questo, in zona, nessuno si è accorto ed anzi i gestori dei comprensori sciistici regionali di Promotur da anni ci ostacolano con una serie di divieti incomprensibili quasi fossimo un pericolo pubblico. Di recente una minima apertura, in verità, c’è stata ma molto limitata ed utile, nella pratica, solo agli atleti che in questa disciplina si allenano per le competizioni. Sinceramente non capisco quale pericolo possa rappresentare uno sciatore che lentamente a bordo pista risale un pendio ma tant’è ormai nessuno rischia multe tra l’altro spropositate dal momento che nella vicina Austria ma anche in Veneto gli scialpinisti sono invece accolti a braccia aperte. Per fare un esempio nel comprensorio di Arnoldstein pagando 5€ si può risalire un tracciato a bordo pista opportunamente segnalato senza alcun rischio per chi sale come per chi scende. Mi permetto di suggerire a Promotur di non trascurare una categoria di appassionati delle nostre montagne che ha raggiunto ormai una consistenza numerica tale da essere appetibile per gli operatori economici dei comprensori sciistici regionali.

Paluzza: ai laghetti di Timau la 6^ prova del trofeo pole star di orienteering

Dopo il Sunti van Gasa – organizzato dalla Proloco Timau-Cleulis il 31 maggio scorso ecco di nuovo sbarcare l’orienteering in Comune di Paluzza e non molto distante da dove si era svolta la 3^ prova del Trofeo Pole Star. Il contesto tuttavia risulterà completamente diverso. Nel caso della gara di Timau i concorrenti dovevano sbrogliarsela fra i prati e le ripide stradine della frazione di Paluzza con dislivelli importanti. Ai Laghetti di Timau l’altimetria sarà più controllata ma la gara si arricchirà di altri motivi di interesse in una foresta ben percorribile anche al di fuori dei sentieri. Riprende così il suo pieno utilizzo una carta che, dopo le prove di Campionato Regionale Sprint e di Sci-orientamento di alcuni anni fa era stata prevalentemente utilizzata nei raduni giovanili e scolastici come perfetto terreno didattico e con una logistica davvero invidiabile. Parcheggio e Segreteria-Ritrovo vicini, nessun problema con le proprietà (il Comune di Paluzza detiene la quasi totalità della foresta cartografate), la presenza del fiume But che ne arricchisce la vallata, fanno della carta dei Laghetti uno dei nostri impianti più fruibili in Carnia. Il fatto che sia utilizzata soprattutto a livello didattico non deve suggerire l’ipotesi che si tratti di un terreno facile. In questo caso il tracciatore ha scelto di sfruttare infatti una parte della carta (che è simbolizzata sprint) per disegnare dei tracciati non difficili sul piano altimetrico ma impegnativi dal punto di vista tecnico ponendo al centro dei percorsi riservati agli agonisti quello che possiamo definire ‘il labirinto di rocce’ dei Laghetti di Timau. Qui a nostro parere si deciderà la gara dei migliori. Li attendono dei percorsi filanti, dove nella prima parte e nell’ultima conta la prestazione atletica e una parte centrale dove la differenza sarà costituita dal bagaglio tecnico individuale di ognuno. I problemi da risolvere non saranno pochi anche perché, è bene ricordarlo, si correrà su una scala non abituale (1:5.000) adatta negli ambiti urbani o nei parchi e che noi abbiamo invece adeguato ad una foresta alpina. Attenti quindi a non andare ‘lunghi’ sui punti e ai cambi di direzione repentini tipici delle gare sprint di cui Alessandro Cecon, responsabile dei tracciati, ha disseminato i percorsi costringendo l’atleta a mantenere comunque sempre vigile il contatto con la carta. Organizzazione tecnica a carico della Friuli Mtb & Orienteering mentre, come sempre quando ci spostiamo in Carnia, la logistica sarà assicurata dalla Timaucleulis e dall’Aldo Moro le due storiche società polisportive locali che collaborano alla promozione di questo sport in Comune di Paluzza. Anche questa sarà una manifestazione che cercherà di coinvolgere, oltre agli atleti di classifica del Trofeo Pole Star anche i tanti sportivi che praticano discipline diverse e vogliono cimentarsi nella ricerca delle ‘lanterne’ i punti di controllo che obbligatoriamente i partecipanti debbono trovare testimoniando il passaggio con un chip che verrà consegnato al momento dell’iscrizione, se non di proprietà.
La partecipazione dei non agonisti rimane come sempre un obiettivo primario degli organizzatori quando si corre in Carnia, magari abituati a correre in montagna ma alle prime esperienze con la lettura di una carta da orienteering. Li aspettiamo numerosi soprattutto nei percorsi Bianco e Giallo riservati agli esordienti e se anche le distanze e le altimetrie cui sono abituati possono apparire ‘leggere’ è proprio la capacità di correre veloci e trovare tutti i punti di controllo nel loro percorso che costituisce il fascino di questa disciplina. Uno sport dove conta correre ma anche mantenere la lucidità necessaria per leggere in velocità la carta e risolvere i problemi che il tracciatore da punto a punto ha progettato per ogni percorso.
La gara sul percorso più impegnativo vivrà del confronto fra Serhij Mukidinov dell’Aldo Moro, vincitore dell’ultima prova al Green Volley di Faedis e di Stefano Collodet della Friuli Mtb & Orienteering che dopo 5 tappe guida la classifica di questa categoria. Nella stessa categoria, ma al femminile, Alessia Ciriani (Friuli Mtb & O) – che sarà anche speaker della manifestazione – assente a Faedis, cercherà di riconquistare il primato attualmente a favore di Elisabetta Tadina. Nel percorso Rosso rientreranno in gara i due timavesi, Simone e Valentina Unfer (Friuli Mtb & O) che conoscono il terreno, ma non le insidie del tracciato, e che quando si trovano sul terreno di casa sfoderano sempre ottime prestazioni, una classifica per ora saldamente in pugno a Stefano De Eccher (Sci Club Udine) e a Marta Canal (Friuli Mtb & O). Questi ultimi saranno impegnati oltre a difendere e a consolidare la classifica di categoria anche su una personale battaglia per la conquista del trofeo finale. Per ora sono divisi da un solo punto. L’imperativo per loro è vincere per chiudere definitivamente la classifica e rimandare l’appuntamento all’ultima gara in programma a novembre a Ravosa per quello che sta diventando davvero il tema di maggior interesse di questo Trofeo: oramai non ci sono possibilità di distrarsi o accontentarsi di guardare la propria classifica con un risultato da podio. Conta solo il gradino più alto in quanto la prima posizione a questo punto della stagione vale triplo: per la classifica di tappa, per la classifica finale di categoria e per la conquista del Trofeo. Siamo lieti che regni ancora l’incertezza in quanto questo è un motivo in più, nella penultima tappa dei Laghetti di Timau per non mancare domenica 20 settembre in Carnia.
Ma attenzione agli out-siders, i rappresentanti della Carnia non ci stanno a veder vincere sul loro terreno atleti esterni e faranno di tutto per rompere le uova nel paniere di chi ritiene che la classifica sul percorso rosso (maschile e femminile) sia ormai delineata definitivamente.
Un’ultima annotazione come sempre quando siamo ospiti del Comune di Paluzza è per la bella locandina ideata da Mauro Unfer. In questo caso la scelta di pubblicare l’immagine del laghetto artificiale ha condizionato, e reso quasi obbligatorio, l’arrivo della gara dove Mauro ha piantato un punto di controllo.

INFORMAZIONI TECNICHE
La società Friuli MTB & Orienteering in collaborazione con Polisportiva Timaucleulis e U.S. Aldo Moro organizza la 6^ prova del Trofeo ‘Pole Star’ di Orienteering
Data: Domenica 20 settembre 2015
Cartina: ‘Laghetti di Timau’ produzione 2010 aggiornamenti 2015 ISSOM Marchio CS 0724
Scala: 1: 5000 Equidistanza 2,5 m
Terreno di gara: La gara si svolge in ambiente boschivo, con dislivelli non significativi, nel Centro Fondo dei Laghetti di Timau.
Ritrovo: Bar Trattoria Laghetti presso il Centro Fondo dei Laghetti di Timau 2 km a nord dell’abitato, alle ore 09.00.
Partenza: Libera, dalle ore 10.30 alle ore 11.00. Dista 1,5 km dal ritrovo con 70 m di dislivello (20’ al passo). Sarà di tipo “svedese”.
Arrivo: Presso il ritrovo.
Premiazioni: Dopo le ore 12.30 presso il ritrovo. Saranno premiati i primi tre classificati di ogni percorso (maschile e femminile per il rosso e nero, unificate per giallo e bianco).
Categorie:
•BIANCO: difficoltà facile(livello 1 della piramide-colori FISO), lunghezza 2,1 km
•GIALLO: difficoltà medio-facile(livello 2-3 della piramide-colori FISO), lung. 2,4 km
•ROSSO: difficoltà media(livello 4 della piramide-colori FISO), lunghezza 3,2 km
•NERO: difficoltà difficile(livello 6 della piramide-colori FISO), lunghezza 4,09 km
N.B. Le lunghezze sono provvisorie.
Iscrizioni: Preventive, entro giovedì 17 settembre. Per i tesserati preferibilmente attraverso la propria società sul portale FISO
Per chi non fosse tesserato può pre-iscriversi inviando una e-mail all’indirizzo [email protected]t, specificando: nome, cognome e categoria. Sarà possibile iscriversi anche il giorno della gara fino alle 10.00 e in ogni caso fino ad esaurimento delle cartine (previste in numero limitato).
Quota di iscrizione: 5€ per singola persona.
Con l’iscrizione i partecipanti dichiarano, sotto la propria responsabilità, di essere idonei all’attività sportiva oggetto della manifestazione, secondo le vigenti leggi sanitarie.
Punzonatura: Verrà utilizzato il sistema di punzonatura elettronica con si-card. Nel caso il partecipante non ne possegga una di sua proprietà gli verrà attribuita una dall’organizzazione gratuitamente che dovrà riconsegnare a fine gara e potrà ritirare il documento di identità consegnato alla Segreteria al momento del ritiro. Il partecipante non avrà il pettorale.

Regolamento:
1.La gara è riservata ai soli tesserati FISO il cui costo è di 3 Eur. Gratis per gli under 16. Chi non fosse tesserato e vuole partecipare singolarmente lo deve necessariamente fare al momento dell’iscrizione.
2. La classifica è prevista solo a livello individuale.
3. Si può partecipare in coppia o gruppi ma dovrà essere individuata (iscritta ed eventualmente tesserata) una sola persona in seno alla coppia o gruppo che lo rappresenta. Verrà consegnata una sola si-card e una sola cartina.
4. E’ stato concordato con il Bar Trattoria Laghetti il servizio di distribuzione pastasciutta e bibita al costo di eur 6. Prenotare al momento dell’iscrizione.

Per quanto non contemplato nel presente regolamento si fa riferimento al Regolamento del Trofeo “Pole Star” 2015, al Regolamento del Comitato Regionale FisoFVG, al Regolamento Tecnico Federale della FISO e al comune senso civico.
Comitato Tecnico:
Direttore di gara: Paolo Di Bert
Tracciatore: Alessandro Cecon
Giudice di partenza: Paolo Sbrizzi
Giudice di arrivo: Giuseppe Specogna
Segreteria: Friuli MTB & Orienteering
Elaborazione dati: Marina Lovisotto
Logistica: Timaucleulis & Aldo Moro Paluzza
Come Arrivare: Uscita autostrada A4 a Tolmezzo-Amaro. Direzione Tolmezzo Paluzza Austria. Distanza uscita autostrada 31 km.

Carnia: Paularo, proteste per la musica alta di notte, l’assessore De Toni invita alla tolleranza

 

È il grande dilemma del turismo in montagna: riposare o divertirsi. Da un lato, i giovani reclamano maggiori divertimenti, dall’altro vi è chi, valligiano o turista, intende riposare. A Paularo, durante una festa regolarmente autorizzata (si poteva far musica sino alle 2 della mattina), sono giunti i carabinieri chiamati da alcune persone che non riuscivano a dormire. La musica era già terminata, ma un folto numero di giovani si era fermato in prossimità del locale pubblico sino alle 3.30. Sulla questione è intervenuto l’assessore comunale alle attività produttive Renzo De Toni: «In montagna – afferma – mantenere aperte le attività produttive è molto difficile, in quanto i costi di gestione sono sempre più alti, la gente sempre meno e con sempre meno soldi da spendere». De Toni dice di conoscere bene quali siano le difficoltà degli esercenti per portare a casa «niente di più di un dignitoso stipendio, creando posti di lavoro e subendo critiche in quanto non offrono nulla al turista». E nel contempo De Toni lancia una frecciata anche a quanti, «concentrati su loro stessi, non tollerano di essere disturbati, nemmeno durante una serata estiva, unico periodo in cui si possono organizzare feste all’aperto». Feste che l’assessore ritiene organizzate «non per far soldi, in quanto oberate da troppe incombenze burocratiche, ma per animare i nostri paesi e dare l’opportunità ai nostri giovani di potersi divertire e stare in compagnia in loco». Per cui De Toni invita quanti si sentono infastiditi da queste, sporadiche, occasioni di festa, a essere più tolleranti verso i giovani del paese e i turisti che si divertono in qualche serata prefestiva sino a tardi.

Arta Terme: a Piano inaugurata la “Sale dal paîs”, stimolerà la cultura

«Piano d’Arta, una comunità che crea strutture per il suo futuro»: l’ha sottolineato Marco Marra, pittore e responsabile dell’associazione Italia Nostra, all’inaugurazione della “Sale dal paîs”. Il sito è collocato nella sede della ex scuola primaria della frazione, attualmente dismessa, che verrà utilizzata anche per ospitare il museo, di prossima attuazione, dedicato all’ampia raccolta di fossili che è stata donata al Comune termale da un concittadino, Enrico Campibelli, appassionato cultore dei reperti geologici cui ha dedicato tanti anni di ricerche e di impegno, per realizzare quella grande raccolta che ha stupito chi ha potuto esaminarla. La predisposizione della sala è stata voluta e realizzata dall’associazione culturale di Piano, Amici della montagna, con il sostegno economico di Euroleader. L’associazione è attiva da diversi anni e ha già saputo attuare iniziative di carattere culturale e ambientale, a favore della collettività, quali la realizzazione del noto Bivacco Lander, inserito nello splendido paesaggio del monte Rivo, caratterizzato dalle suggestive erosioni che hanno creato i famosi Campanili del Lander. La nuova “Sale dal paîs” consentirà di organizzare diversi incontri culturali, perché dotata di strumenti tecnologici di elevata qualità, trasformandola in una sede multimediale attrezzata con i diversi apparati informatici che consentiranno di proiettare documentari e filmati, costituenti preziose testimonianze di carattere scientifico, geografico e storico. Documentazioni che permetteranno di approfondire e ampliare le conoscenze sull’ambiente della Carnia e sulla sua storia complessa e suggestiva, nonché sul patrimonio culturale del comprensorio, sulle sue tradizioni e sulle sue connotazioni etniche. In questo modo, potranno usufruire di tali apprendimenti non solo gli abitanti della zona e gli ospiti della località termale, ma soprattutto le scuole e i giovani studenti che vorranno conoscere il mondo che li ospita nella maniera più approfondita.

Forni Avoltri: un modo speciale per “scalare” il Cogliàns nel 150º anniversario della prima ascensione

di Davide Vicedomini.
Un logo, un piatto speciale, alcuni gadget e una cartina ad hoc per rilanciare la montagna più alta del Friuli Venezia Giulia. Si celebra quest’anno il 150º anniversario della prima ascensione al monte Cogliàns con una serie di iniziative culturali che prenderanno il via venerdì 17 luglio e termineranno domenica 27 settembre con una salita commemorativa alla vetta. Era il 1865 quando il grande esploratore delle Dolomiti, l’aristocratico viennese Paul Grohmann, fondatore del club alpino austriaco, e un falegname e cacciatore di Collina, Niccolò Sottocorona, scalarono per la prima volta il Cogliàns. Da allora la cima è diventata un punto di riferimento per gli escursionisti che lungo i sentieri possono ammirare le bellezze e ricchezze geologiche e botaniche della zona, stazionando anche in alcuni rifugi, come il Tolazzi e il Marinelli ed effettuando una visita al lago Volaia sul confine italo – austriaco. «Ma spesso – ha affermato Giulio Magrini, Presidente dell’Asca, Associazione delle sezioni montane del Club alpino italiano, nel corso della presentazione degli eventi – ci si dimentica che il Cogliàns è la nostra montagna più alta, confondendola con il Canin o il Mangart. Come il Triglav è un istituzione per gli sloveni, o il Glossglockner per gli austriaci e i carinziani, vorremmo che il Cogliàns lo diventasse per i friulani». Così il Comune di Forni Avoltri, il Cai e la Pro loco assieme all’Asca hanno messo in campo, con fondi propri, un piano di marketing per dare visibilità alla montagna «con l’auspicio – ha sottolineato il vice sindaco di Forni Avoltri, Manuele Ferrari – che queste iniziative diventino un appuntamento periodico annuale». Ad arricchire il programma ci saranno convegni, serate storiche, dibattiti, escursioni botaniche, dimostrazioni di calata in notturna, corse podistiche, tra cui la celebre staffetta dei tre rifugi prevista per domenica 16 agosto, e verranno anche organizzate arrampicate per le famiglie su strutture artificiali e in falesie. A corredo delle iniziative, oltre alla creazione di un logo che rappresenta il monte Cogliàns visto da Collina, verranno distribuiti anche gadget, magliette, cartoline, timbri di vetta, e una cartina dell’area disegnata dalla Tabacco in edizione speciale con i tracciati degli itinerari storici, impreziosita da uno scatto di Ulderica da Pozzo che immortala il Cogliàns dal Monte Crostis. «Il Cogliàns – continua Magrini – deve diventare un vero e proprio simbolo. Vorremmo che le scuole e le istituzioni si accorgessero delle potenzialità di questa montagna e che questa cima entrasse nel cuore di tutti i turisti». «Parliamo della montagna del Friuli Venezia Giulia – fa eco il presidente della Provincia, Pietro Fontanini –, purtroppo i centri estivi e le parrocchie negli ultimi anni non portano i ragazzi ad ammirare queste grandi bellezze. Ed è un vero peccato». «E’ una montagna che non ha nulla da invidiare alle grandi cime delle Alpi – ha sottolineato infine il consigliere regionale Vittorino Boem – Sta a tutti noi metterci l’amore e le capacità per far sfruttare le sue potenzialità». E a credere nell’operazione di rilancio sono anche i ristoratori, le locande e i rifugi di Forni Avoltri e di Collina che proporranno un piatto speciale dedicato all’alpinista viennese Paul Grohmann da offrire a tutti coloro che vorranno visitare quest’area alpina. Ogni ristoratore presenterà una proposta diversa, puntando soprattutto sugli ingredienti e i prodotti tipici della zona, dalla zuppa di fagioli alle salsicce, dai gnocchi di patate all’hamburger di selvaggina.

Ovaro: storie, miti e paesaggi raccontati in un posto tutto da scoprire ad Aplis

Storie, paesaggi, personaggi, miti e leggende di casa nostra, raccontati in un luogo poetico e appartato, che molti devono ancora scoprire. Venerdì 10 luglio, nel complesso di Aplis  a Ovaro, si inaugura una serie di incontri estivi proposti sotto il titolo di “Libri nel bosco”, che poi continuerà, con appuntamenti ogni venerdì fino al 21 agosto, inizio sempre alle 18, ingresso libero. L’iniziativa è proposta dall’Albergo diffuso Zoncolan, con il patrocinio del Comune di Ovaro e del Consorzio boschi carnici. Il debutto avverrà con il progetto e la guida riguardanti “Il cammino delle pievi”, tema molto suggestivo perché narra un itinerario naturale e spirituale straordinario nel contesto delle montagne carniche. Ne parleranno la giornalista Melania Lunazzi e Pietro Cosatti, presidente del comitato sorto per valorizzare e far conoscere il pellegrinaggio che collega santuari e segni del sacro, presenti sul nostro territorio. Venerdì 17 luglio la conversazione toccherà un argomento ancora di forte interesse, “I cosacchi in Carnia”, attraverso le parole dell’architetto Luciano Di Sopra e di Diego Franzolini, autori di due recenti libri pubblicati dall’editore Aviani di Udine. Il 24 luglio il giornalista del Messaggero Veneto, Antonio Simeoli, parlerà su “Zoncolan, tutti i segreti di un mito”. La montagna più amata dai ciclisti non è però solo sport perché il suo scrigno racchiude tante vicende legate all’ambiente e alla storia di queste vallate. Il 31 luglio “Libri nel bosco” si soffermerà su una delle scommesse mancate in montagna, quella dei collegamenti ferroviari. Romano Vecchiet, direttore dei Civici musei di Udine, interverrà su “Treni in Carnia: sogni, progetti e delusioni” traendo spunto da un suo recente libro edito da Forum. Venerdì 7 agosto il dottor Paolo Gaspari, storico ed editore, farà una panoramica sulla Grande Guerra un secolo dopo soffermandosi su “Battaglie, protagonisti e pregiudizi” mentre il 14 agosto il professor Paolo Patui leggerà brani dello splendido romanzo “Illazioni su una sciabola” che Claudio Magris dedicò nel 1992 ai cosacchi narrando in particolare gesta e misteri dell’atamano Krasnov. Infine il 21 agosto la scrittrice Elena Commessatti illustrerà la figura e le iniziative di “Arturo Malignani, un genio friulano”, presentando pure quanto a Udine avverrà da fine estate per i 150 anni della nascita del grande inventore. Il programma di incontri, che saranno coordinati da Paolo Medeossi, avviene in collaborazione con Pro Loco di Ovaro, hotel Aplis e Aviani editori. L’idea dell’Albergo diffuso Zoncolan di Ovaro, Prato Carnico e Raveo (i dettagli delle notizie sul suo sito) è di proporre a turisti e residenti una occasione di svago, curiosità e conversazione nella sala tutta in legno situata sopra il museo dell’antica segheria veneziana e il museo naturalistico. Il complesso turistico ambientale e l’oasi di Aplis sono un gioiello della Val Degano e questa nuova rassegna vuole promuoverlo ancora di più come punto di riferimento. Saranno occasioni per ascoltare e conoscersi, come avvenne un paio di mesi fa in una intensa serata per la presentazione del libro di Luciano Di Sopra e Rodolfo Cozzi “Le due giornate di Ovaro”. C’è sempre di più la necessità di spiegare a tutti, e in particolare agli ospiti dell’estate, il fascino segreto d’una montagna poco nota per tanti aspetti.

Forni Avoltri: il Lambertenghi riparte con una nuova gestione carnica e il cuoco ha 22 anni

di Melania Lunazzi
C’è aria di novità tra i nostri rifugi alpini. Mentre pochi giorni fa sono stati resi pubblici i bandi per la affidare gestione di due rifugi delle Alpi Giulie, il di Brazzà e il Divisione Julia, un nuovo team di gestori si appresta ad inaugurare la stagione 2015 al rifugio Lambertenghi Romanin, a pochi metri dal Passo di Volaia e dalle trincee della Grande guerra. L’estate si avvicina e il lungo ponte del 2 giugno è già stato per alcuni gestori un’occasione di apertura anticipata rispetto al calendario ufficiale che cade alla metà del mese. In questi giorni al Lambertenghi fervono frenetici i preparativi. C’è da controllare il corretto funzionamento di tutto, pianificare le provviste, apportare qualche modifica o riparazione e, soprattutto, i nuovi gestori non vedono l’ora di avviare l’attività. Hanno tra i 29 e i 36 anni, sono tutti carnici, si chiamano Giulia Boiti, Alex Graputti e Stefano Donaer. Assieme a loro, in cucina un cuoco di 22 anni di Trelli, Alex. Giulia è nipote d’arte quanto a “montanità”, suo nonno era Bruno, il compagno di cordata di Giusto Gervasutti, il Fortissimo. È lei l’anima del team. «Ho sempre sognato questo lavoro. Quattro anni fa ho iniziato a fare le stagioni invernali allo Zacchi e nel 2014 ho lavorato al De Gasperi. Con la mia laurea, nonostante i concorsi e i curricula inviati, non riuscivo a trovare lavoro, né a fare esperienza e questa è stata l’occasione per far germogliare un seme piantato la prima volta a 12 anni, vedendo il rifugio Grauzaria chiuso». Donaer ha lasciato il lavoro per lanciarsi in questa esperienza da appassionato e Graputti salirà a dare una mano nel fine settimana. Ai tre giovani, tutti appassionati di arrampicata e montagna, hanno scelto la forma giuridica dell’associazione culturale «di promozione sociale» e grazie a questa forma intendono dare una precisa impronta alla loro conduzione, con diverse iniziative. «Lo scopo principale – dice Giulia – è quello di dare ossigeno all’economia locale, pur nel nostro piccolo». In primis sfruttando esclusivamente i prodotti locali, a chilometri quasi zero. E poi con un’offerta articolata. In programma ci sono non solo corsi di arrampicata – il primo parte il week-end del 6 con il Cai di Tolmezzo, ma ci saranno anche corsi con le guide alpine e un’occasione di incontro con il climber vicentino da 9a Silvio Reffo –, gite naturalistiche, itinerari con esperti che illustrino il patrimonio geologico dei dintorni, salite notturne al Cogliàns, corsi di yoga, serate di musica, corsi di fotografia, serate culturali e di teatro. «Ci piacerebbe – dice Graputti, che fa il grafico e sta con Giulia da quasi quattro anni – fare scoprire la montagna con tempi più lunghi e non solo per far mangiare polenta e frico al volo. Lo scopo è anche quello di fermare la gente in rifugio per riscoprire e godere la calma atmosfera che si gode. Vogliamo attirare sia le famiglie che i giovani. E con l’arrampicata sfrutteremo le potenzialità delle pareti attrezzate qui vicino, dove ci sono vie facili e di medie difficoltà, cosa rara da queste parti». «Ci sono vie – conclude – anche di 20 tiri sotto il 6a a un tiro di schioppo dal rifugio». In bocca al lupo.

Tolmezzo: trasferito il diritto di superficie, sbloccati i lavori alla piscina il cantiere potrà partire a luglio 2015

di Tanja Ariis.
Partirà a luglio l’imponente e attesissimo intervento di ristrutturazione della piscina tolmezzina. Si punta a ultimare i lavori per l’inizio del prossimo anno scolastico, visto il suo forte utilizzo anche da parte delle scuole della Carnia. L’intervento metterà fine una volta per tutte ai problemi e anche ai costi (specie energetici) derivanti dalla mancanza di un’adeguata coibentazione dell’impianto: si interverrà su questo fronte e saranno migliorati gli impianti. Ad aggiudicarsi l’appalto per l’esecuzione dei lavori è stata la Castellanimpianti di Tavagnacco (sono in corso le ultime verifiche di rito) per 311 mila 225 euro più iva su una base d’asta che era di 364 mila e 500 euro. Ci sono stati diversi momenti in questi anni in cui quasi non ci si sperava più nella ristrutturazione dell’impianto natatorio cittadino, dopo gli innumerevoli intoppi che hanno ritardato parecchio la realizzazione dell’intervento, nonostante la sua evidente necessità. Nel 2010 la Regione concedeva infatti un contributo di 500 mila euro per il rifacimento della pista di atletica al Comune, che già però aveva ottenuto analogo contributo dalla Comunità montana e chiedeva quindi alla Regione di poter utilizzare quei fondi per intervenire sulla piscina, di proprietà comunale. La Regione dava l’ok solo nel 2012, in più poi il patto di stabilità stoppava ancora una volta tutto, con i relativi disagi per gestore e utenti e la possibilità per il Comune di fare solo interventi tampone a una struttura che ha però un’indiscussa valenza comprensoriale. La piscina è infatti utilizzata da utenti provenienti da tutta la Carnia, di tutte le età e con varie esigenze(compresa quella riabilitativa) e frequentata molto anche dalle scuole. In virtù di ciò il Comune ha trasferito alla Comunità montana il diritto di superficie sull’impianto natatorio per consentirle di eseguire l’intervento e ha restituito il contributo alla Regione che lo ha girato a sua volta nel dicembre scorso alla Comunità montana per finalmente procedere. I lavori, attesissimi anche dal Comune ovviamente, cominceranno a luglio: prima partiranno all’esterno della piscina, in quel periodo ancora utilizzata, per poi spostarsi nella parte interna dell’impianto. «Si punta a riaprire la piscina – spiega il commissario della Comunità montana Lino Not- tra fine settembre e i primi di ottobre. L’ulteriore somma derivante dal consistente ribasso d’asta sarà utilizzata per effettuare altre migliorie alla piscina: quali saranno verrà deciso in base alle risultanze di una riunione che si terrà col Comune proprio per individuarle». La gestione della piscina poi sarà sempre seguita dal Comune.