Archivio mensile:Settembre 2008

Addio a Luciano Lazzaro

Si sono svolti ieri a Tarvisio i funerali del conosciutissimo maestro di sci e allenatore del Liceo Sportivo Ingeborg Bachmann, morto a sessant’anni mercoledì a causa di un improvviso malore

Il centro della Valcanale, fra la commozione generale, ha rivolto, ieri, l’ultimo saluto a Luciano Lazzaro, maestro di sci, a lungo dirigente di Promotur e allenatore del Liceo Sportivo Ingeborg Bachmann, morto a sessant’anni mercoledì a causa di un improvviso malore che l’ha colpito in un albergo al Passo dello Stelvio verso le 23: un infarto fulminante ha stroncato la vita di Luciano. La mattina l’allenamento con i suoi ragazzi del Bachmann di Tarvisio sul ghiacciaio dello Stelvio. La grande partecipazione al funerale celebrato nella chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo (duemila persone, ma più di un migliaio non ha potuto trovare posto nell’edificio di culto seguendo il rito dal sagrato) dal parroco don Claudio Bevilacqua, è stato l’abbraccio ideale che la comunità e i tanti estimatori dello scomparso hanno voluto riservare ai suoi cari duramente provati: la moglie Tiziana Candoni e i figli Lara, Massimo e Andrea,la sorella Maria.
Ed è stato anche un modo silenzioso di rivolgere un grazie di cuore a Luciano Lazzaro per tutto ciò che ha saputo fare per lo sviluppo turistico della sua Tarvisio e, soprattutto, per tanti giovani atleti di cui è stato guida nella sua carriera di allenatore dello sci, una professione che l’aveva portato anche condurre la squadra azzurra per più di un decennio. Da due anni era impegnato ad allenare gli studenti del Liceo sportivo, ma per vent’anni era stato responsabile del polo Promotur di Tarvisio e Sella Nevea. Anche grazie a lui gli impianti della Valcanale sono migliorati a tal punto da essere presi ad esempio dalla Federazione internazionale dello sci, che ha sempre elogiato l’ottima preparazione delle piste di gara riservata dalle nostre località.
Don Bevilacqua, rivolte parole di conforto ai famigliari, ha affermato che «la bella manifestazione di affetto da parte di tutti è un segno di gratitudine nei confronti di un uomo di grande spessore umano, di valore e di professionalità nel campo del lavoro e dello sport». E, prendendo spunto dal grazie che gli allievi del Bachmann hanno rivolto al maestro scomparso, il parroco ha citato Sant’Agostino dicendo che «il grazie per quello che ha lasciato aiuta a superare il dispiacere per la dipartita».
Al momento del commiato, prima che la bara uscisse dalla chiesa, si sono vissuti altri momenti di forte commozione quando una allieva è intervenuta per rivolgere un ulteriore apprezzamento all’allenatore, mentre una madre, a nome delle altre, ha rivolto il grazie di cuore all’allenatore, ma anche al sensibile maestro di vita per i ragazzi. Tessere importanti che hanno contribuito a completare la figura di Luciano Lazzaro. Come il ritratto che Barbara, la collega di lavoro ai tempi di Promotur, ha saputo cosi ben dipingere ricordando «l’impegno di Luciano e quelle doti che ne hanno fatto un leader nel suo campo». Il consigliere regionale Franco Baritussio è quindi intervenuto per portare alla famiglia la solidarietà del presidente della Regione, Renzo Tondo, del Consiglio regionale, dei sindaci di Tarvisio e della valle presenti. «Con Luciano Lazzaro – ha rimarcato Baritussio – abbiamo raggiunto grandi obiettivi (e il pensiero di tutti è andato a Universiadi e Coppa del Mondo, ndr), ma anche ciò che faremo in futuro sarà sulla via da lui tracciata».

Friuli: contributi regionali per i sistemi d’allarme?

Ci guadagneranno un pò tutti: chi compra il sistema antifurto perchè risparmia, le compagnie assicurative che possono scontare le polizze antifurto, i rivenditori che aumenteranno il giro d’affari. Ma la Regione finanzierà? Per ora si parla di istituire l’Osservatorio Regionale sulla Sicurezza per monitorare e analizzare l’attuazione delle politiche integrate in materia realizzate sul territorio regionale. La costituzione di questo organo a supporto della Giunta è indicato nella proposta di legge 23 presentata dal consigliere regionale del Pdl, Antonio Pedicini e firmata da tutto il gruppo. «Questa proposta precisa Pedicini ha anche lo scopo di disciplinare, nel rispetto dei diritti della persona, la promozione della legalità e della sicurezza sul territorio regionale attraverso un sistema integrato ed interforze che privilegi la prevenzione dei fatti delittuosi. Il concetto di sicurezza non può essere disgiunto da quello di civiltà».

«Tra gli obiettivi prioritari c’è anche la previsione di un contributo per coloro che intendono installare sistemi di allarme nelle proprie abitazioni e di un fondo per le piccole e medie imprese e per i distretti industriali a cui far riferimento sia per l’installazione di antifurti sia per garantire un rimborso parziale per danni subiti a seguito di atti criminosi».

«L’Osservatorio aggiunge Pedicini elaborando i dati sulla sicurezza permetterà di programmare azioni mirate di prevenzione. Attività in questa direzione potranno essere presentate al nuovo Organo dai Comuni con una popolazione superiore ai mille abitanti o da più Comuni con una popolazione complessiva superiore ai mille abitanti. Saranno finanziati anche quei progetti d’interesse presentati dai Comuni con una forte presenza turistica e dalle Province». «Per lo svolgimento dell’attività conclude – l’amministrazione regionale potrà avvalersi di collaborazioni con le Università, Istituti di ricerca e altri soggetti pubblici e privati».

Granbassi: bella e brava e allora … non và bene

Campionessa Olimpica, ottima conduttrice e presentatrice Tv, molto carina e intelliegente e allora … allora in Italia una così non và bene. E chi lo dice? Cossiga, che evidentemente dopo aver picconato l’Italia, lasciato morire il suo amico Aldo Moro in mano alle BR e gestito il caso Gladio non ha niente di meglio da fare.  L’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga ha stigmatizzato la partecipazione ad Annozero della fiorettista Margherita Granbassi, maresciallo dei Carabinieri, definita "stupefacente e scandalosa". E ha rivolto sulla questione un’interpellanza al presidente del Consiglio dei Ministri, al ministro della Difesa e al ministro dell’Interno "a norma dell’ articolo 24 del regolamento organico dell’Arma dei Carabinieri". Cossiga, si legge nel testo diffuso dal suo ufficio stampa, ha chiesto di "conoscere l’opinione" di Silvio Berlusconi, Ignazio La Russa e Roberto Maroni "sulla stupefacente e scandalosa, e in un indecoroso abbigliamento, partecipazione del maresciallo dei Carabinieri in servizio permanente Margherita Granbassi, nella veste di collaboratrice ‘in video’, retribuita con regolare contratto e anche in forma di ‘velina’, alla trasmissione dello talk-show politico Annozero". L’ex capo dello Stato vuole "sapere se non ritengano incompatibile questa partecipazione con i doveri di un appartenente all’Arma e gravemente offensiva del prestigio professionale e morale dell’Arma stessa, e in particolare di quei carabinieri, donne e uomini, che adempiono il loro rischioso dovere in teatri d’operazione esteri e anche in zone sensibili e ad alto rischio del nostro paese". Cossiga, poi, ha ricordato "la memoria di quei carabinieri che in Italia e all’Estero, a iniziare da Nassiriya, sono caduti nell’adempimento del loro dovere" e "il dolore delle loro famiglie". Inoltre, Cossiga ha chiesto di essere informato su "quale autorita’ dell’Arma abbia autorizzato il maresciallo Margherita Granbassi ad assumere questi impegni contrattuali e a partecipare a detta trasmissione e quale eventualmente sia stata l’autorita’ politica e perche’ abbia ordinato all’autorita’ militare dell’Arma la concessione di questa abnorme autorizzazione al maresciallo CC Margherita Granbassi". Infine, il senatore a Vita ha sollecitato una risposta su "quali provvedimenti si intendano sollecitamente adottare a tutela del prestigio dell’Arma dei Carabinieri, pilastro fondamentale del sistema nazionale di difesa e di sicurezza militare del nostro Paese. L’interpellanza ha carattere di urgenza.". Come se in questo paese non ci fosse nulla di più urgente!

Ovviamente questa è tutta demagogia: la Vezzali che da Berlusconi si sarebbe fatta toccare và benissimo, la Granbassi che invece è una tipa intelligente nò. Povera Italia

Fontanafredda: Life Music, la casa dei musicisti

Presentata ieri in un clima di grande effervescenza, Life Music è una nuova struttura all’avanguardia che sorge a Fontanafredda, in via Puccini 141 (con ampio parcheggio e area esterna lontana dalle abitazioni) e si propone di divenire un importante punto di riferimento per musicisti ed esecutori di ogni genere (gruppi pop, rock, jazz, fusion, solisti e orchestre classiche, ensemble cameristici o gruppi corali), in particolare nella zona dell’alto Friuli e della confinante area del Veneto. Nei suoi 600 metri quadrati sono raccolte 7 confortevoli sale prove di diverse dimensioni, un sistema di registrazione di ottima dotazione tecnica che si serve di vari studi, perfettamente adeguati. Gioiello tra le sale è la Show Room, acusticamente attrezzato e dotato di un palco (8 metri di larghezza per 4 di profondità), adibito non solo alle registrazioni, ma anche a sala prova e auditorium (80 posti a sedere) per masterclass, attività didattiche, dimostrazioni, corsi intensivi. La Show Room si appresta a diventare un’ottima sede anche per realizzare videoclip. La struttura annovera anche l’attività didattica del Music Lab: la nascente scuola di musica conta su docenti di solida formazione quali Enrica Bacchia, Gaetano Valli, Paolo Corsini, Giacomo Da Ros, Alberto Milani, Loris Veronesi, Enrico Fabris, Nicola Casagrande, Cindy Cattaruzza e Gianpiero Cescut.«Life Music è un laboratorio di idee aperto a ogni genere di collaborazione» afferma il direttore artistico Marco Galliazzo. L’altra anima della struttura è Angela Salvador, che si occupa in particolare della segreteria organizzativa. Al loro fianco Andrea Malacart, presidente della sezione "Terziario Avanzato" dell’Unione Industriali della provincia di Pordenone che – assicura Malacart – «ha appoggiato subito l’iniziativa con entusiasmo offrendo la propria consulenza». Tra le collaborazioni già avviate c’è’ quella con Biasin Musical Instruments, che ha fornito la strumentazione e promuoverà clinics e seminari (in arrivo a dicembre Gianluca Mosole per presentare il nuovo album) e con un giovane team per l’avanguardistico sito Internet www.life-music.it.

Fiore all’occhiello è la "fabbrica creativa" che prevede la costruzione di strumenti originali (chitarre, bassi elettrici e batterie e percussioni). Il primo prodotto è un rullante per batteria in acero canadese a strati, ed è già avviato il progetto di realizzare dei prototipi di rullanti e di batterie acustiche. Completano il tutto un bar interno e uno esterno, una postazione Internet gratuita, l’alternarsi di piccole mostre di grafica o di fotografia dedicate alla musica. L’inaugurazione ufficiale avverrà domani: dalle 17 e fino alla sera di domenica 28 ci sarà una "due giorni" di jam session (alle 18 e alle 21 di domani e alle 15 di domenica) e di festa all’insegna di "fare musica assieme". La struttura sarà "operativa" tutti i giorni, sabato e domenica compresi, dalle 10 alle 24.

Gemona: scoperto l’ossario del duomo e quel che resta di una torre

Che le nostre chiese siano un patrimonio d’arte inestimabile, in Friuli è abbastanza risaputo. Ma che riservino e celino ulteriori sorprese nascoste da qualche parte, non è così facile immaginarlo. Sotto il Duomo di Santa Maria Assunta, proprio in questi giorni stanno venendo a galla nuove e interessanti pagine della storia medioevale di Gemona. Grazie all’infaticabile opera di un gruppo di volontari dell’associazione archeologica e culturale “Valentino Osterman”, coordinati dall’archeologo Davide Casagrande, in accordo con i funzionari della Soprintendenza, sotto la sagrestia dell’edificio sacro è infatti stata riesumata la parte più superficiale dell’ossario del Duomo, un deposito che dovrebbe risalire a un periodo compreso tra il Trecento circa (epoca in cui fu edificato il luogo di culto) e l’Ottocento, quando sotto la dominazione napoleonica gli ossari furono interrati e vennero aperti i primi cimiteri. Questa la novità, ma c’è di più. L’archeologo Casagrande e i volontari continueranno infatti a scavare in vista di raggiungere, qualche metro più sotto, un ritrovamento di ancora maggiore rilevanza. Tale da riscrivere, questo sì, nuove pagine di storia locale. Sotto l’ossario, infatti, dovrebbero esserci i piani di un’antica torre medioevale, indicativamente di epoca romanica (XI-XIII secolo), sulla cui sommità vi è l’ambiente criptato che attualmente ospita il lavoro di scavo. A testimoniare l’esistenza della torre é uno dei suoi muri perimetrali, che si può vedere dal lapidario del Duomo e che scende giù fino al livello della sottostante porta Udine (per circa 7 metri). Attualmente gli scavi si stanno conducendo, come detto, sulla “sommità” della torre e hanno permesso di portare a galla l’ossario.
A illustrare le prossime tappe del lavoro é Casagrande: «Sotto questo strato di ossa, venuto alla luce durante gli ultimi giorni, contiamo di trovare i livelli della torre medioevale e di poterne ricostruire la storia». Ipotesi e speranze già oggi non mancano: «Potrebbe trattarsi di una torre legata al sistema difensivo della città – continua l’archeologo -, oppure del campanile della chiesa preesistente al Duomo, risalente attorno all’anno mille. In quest’ultimo caso, una volta giunti alla base della torre non escludiamo di poter trovare una porta che la collega direttamente alla chiesa». Quanto tempo ci vorrà per arrivare così in profondità (mancano ancora circa 3 metri per raggiungere la quota di porta Udine) è difficile a dirsi. Sul campo infatti sono impegnati, accanto a Casagrande, i “soli” volontari dell’associazione Ostermann, la cui passione permette al lavoro di avanzare quotidianamente, con passi piccoli, ma dal valore inestimabile.
 

A4: vietato il sorpasso ai Tir

Sorpassi vietati ai tir per 14 ore al giorno (dalle 7 alle 21) su tutta l’A4, da Trieste a Venezia e per i trasgressori sono già in arrivo le supermulte.

La concessionaria sta per attivare i safety tutor, un sistema di autovelox multipli che consente la misurazione della velocità media dei veicoli su tutta la tratta oltre alla verifica dell’eventuale superamento istantaneo. Ad aggravare la situazione sarà l’inizio dei lavori e l’apertura del cantiere per effettuare la terza corsia sull’autostrada, aumentado il traffico e restringendo la carreggiata.

Ieri i vicecommissari Riccardi e Silvano Vernizzi si sono incontrati per mettere a punto gli ultimi dettagli del cronoprogramma. Obiettivo dei tecnici è ridurre al massimo i tempi del cantiere che potrebbero passare da 10 a 6 anni. Inoltre, indica l’assessore Riccardi, il Governo del Friuli Venezia Giulia approverà due distinte delibere. Verranno impiegate significative risorse, circa un milione di euro, per “portare” nel corso di un anno sulla rete ferroviaria complessivamente oltre 57 mila tir andando cosi a sgravare la rete autostradale.

Anche Autovie Venete non sta a guardare ci mette del suo: pattuglie in borghese su auto civili, sorpassometri e mezzi per il controllo su strada dei Tir, saranno dislocati sull’A4.La Polizia Stradale del Friuli Venezia Giulia potenziera’ queste misure nei prossimi giorni sull’autostrada A4 Venezia-Trieste. Le misure sono state concordate in un incontro che si e’ svolto oggi fra il Presidente di Autovie Venete Giorgio Santuz e il comandante regionale della Polizia Luciano D’Agata. Le pattuglie in borghese non saranno riconoscibili.

Minaccia la bocciatura per guadagnarci in lezioni private

Questa è la solita storia all’Italiana in cui tutto sembra quello che non è e se non analizziamo i fatti per come realmente sono accaduti, corriamo al solito il rischio di prendere fischi per fiaschi e facciamo passare per vittima l’insegnante, che invece vittima non lo è per niente, anzi
Allora i fatti: la corte di Cassazione ha stabilito, con una sentenza destinata a far discutere,  che minacciare la bocciatura non si può. Anzi, è reato. . Insomma, il professore che intimidisce i suoi studenti promettendogli la bocciatura commette il reato di minaccia aggravata. E nella sentenza si legge che per i ragazzi "la ingiusta prospettazione di una bocciatura rappresenta una delle peggiori evenienze" e un simile atteggiamento del docente è "idoneo ad ingenerare forti timori, incidendo sulla libertà morale" degli allievi.

Però nessuno dice che il professore in questione è stato condannato per abuso d’ufficio, in quanto dava ripetizioni private a pagamento agli studenti costringendoli anche a fargli dei regali; cioè minacciava la bocciatura agli studenti, ma non per far il loro bene, spronandoli quindi a studiare di più, ma solo per costringerli a tirare fuori i soldi che lui avrebbe incassato per le ripetizioni. Complimenti 🙂

Speriamo che almeno il professore venga bocciato, o meglio licenziato. Ma attenzione:  non permettetevi mai di dire a un professore che se continua così lo … licenziamo 🙂

Ex consiglieri regionali FVG: in pensione a 60 anni

Ci risiamo: come minimo possiamo dire che predicano bene e razzolano male; già come minimo. Continuano ad allungare i termini (o finestre) per l’andata in pensione delle persone "normali", ma al solito quando si tratta di tutelare i loro interessi non si fanno scupoli. Al grido di tutti in pensione a 60 anni  è iniziata corsa alla quiescenza da consiglieri regionali in Friuli Venezia Giulia. E quelli che rischiavano di vederla sfumare, a causa dell’election day andato male la primavera scorsa, hanno provveduto a mettere mano al portafoglio per pagare quanto mancava all’agognato bene: il vitalizio. Che è previsto dalla legge, naturalmente. E consente, dopo una legislatura, di beneficiare di un vitalizio a partire dal compimento del sessantesimo anno di età. Anche Riccardo Illy, ex Presidente della Regione oggi “Re del caffè”, sconfitto nelle elezioni anticipate che aveva fortemente voluto, ha compilato tra i primi la legittima richiesta. Trattandosi di consigliere regionale di “prima nomina” – l’ex presidente Illy non aveva rinunciato alla carica di consigliere durante la presidenza – dovrebbe ricevere un assegno mensile di circa 2 mila euro. E come lui gli altri ex consiglieri regionali della precedente legislatura (ne risultano 16) che non avevano ancora maturato il diritto alla pensione, non avendo versato i contributi per il periodo minimo di cinque anni, e che le urne hanno inesorabilmente bocciato.
L’unica eccezione è quella dell’ambientalista Alessandro Metz (Verdi), che ha detto «di essersi completamente disinteressato della vicenda». Tant’è. Se al termine dei 90 giorni prescritti non comunicherà la sua volontà di pagare i due mesi mancanti, si vedrà recapitare a casa quanto versato negli oltre quattro anni precedenti. I versamenti volontari riguardano solo due mesi, e si sono resi necessari perché, come accennato sopra, la legislatura si è conclusa proprio con due mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale.
A interrompere la legislatura fu proprio Illy per far coincidere le elezioni regionali con le politiche nazionali del 13 e 14 aprile scorso, il cui esito fu sfavorevole per la coalizione di centrosinistra. La volontà dei 17 ex consiglieri è stata perfezionata ieri con la decisione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale di accogliere le ultime domande. A chiedere di versare i contributi per maturare il diritto alla pensione sono stati sia consiglieri alla prima esperienza non riconfermati dalle urne, sia coloro che oggi sono siedono sugli scranni del Parlamento, come l’onorevole Carlo Monai (Italia dei valori) e la senatrice Tamara Blazina (Pd).