Archivio mensile:Gennaio 2015

Alto Friuli: scossa del 30/01/2015, parla l’esperto «Quello del ’76 fu tremila volte più forte»

 L’epicentro della scossa di terremoto avvertita ieri notte in Friuli all’1.45 è stato individuato dagli studiosi del Centro ricerche sismologiche di Udine nella zona tra Moggio Udinese e Resiutta, sotto il versante settentrionale del monte Plauris. Partita da una profondità di circa quindici chilometri, ha avuto una magnitudo di 4.1 gradi della scala Richter. Una potenza, come spiega il ricercatore del Crs Gianni Bressan, «tremila volte inferiore rispetto a quella sprigionata durante il sisma del 1976». Nella giornata di ieri non ci sono state segnalazioni di danni a persone o cose. Per Marco Mucciarelli, direttore del Crs, «il terremoto è avvenuto in un’area sismicamente molto attiva, poco a nord dell’epicentro del terremoto del 1976, la più sismica della regione. Dal 1977, da quando è attiva la rete di monitoraggio, i terremoti più rilevanti sono stati quelli di Chiusaforte (18 aprile 1979, magnitudo 4.8); di Mena (1 febbraio 1988, magnitudo 4.1); del Monte Sernio (14 febbraio 2002, magnitudo 4.9). Il terremoto è stato sentito in un’area non molto estesa, con effetti di scuotimento del suolo ben al disotto dei parametri necessari per causare problemi. Dopo un evento sismico di rilievo come quello della notte tra giovedì e ieri c’è la possibilità – avvertono gli esperti – che nelle prossime due settimane, o forse per un periodo anche più lungo, ci siano “repliche”, ossia nuove scosse dello stesso ordine di grandezza o comunque entro un grado (nella giornata di ieri ne erano state registrate circa sette). «Stiamo monitorando la situazione momento per momento – sottolinea Bressan – perché, nel caso ci fosse un’altra scossa di una certa importanza, il quadro potrebbe modificarsi ulteriormente provocando una sorta di reazione a catena». Gianni Bressan, originario della frazione di Mena, in Comune di Cavazzo Carnico, quest’anno compirà sessant’anni e nella sua mente i ricordi del 1976 (all’epoca aveva poco più di vent’anni) sono nitidi. «Non avrei mai immaginato – racconta – di diventare uno studioso dei terremoti, invece faccio questo lavoro da circa trentadue anni. Capisco bene che cosa si prova quando si sente una “botta” di terremoto. È una paura a cui non ci si abitua mai». Lo dimostrano le decine e decine di telefonate che, a cavallo delle 2, sono arrivate ai centralini del vigili del fuoco e della protezione civile. «Hanno chiamato una ventina di persone, manifestando curiosità e preoccupazione» riferiscono infatti dal comando dei pompieri di via Popone, a Udine. Il Centro ricerche sismologiche di Udine, che fa parte dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs), per il 2014 ha realizzato una mappa degli eventi sismici che si sono verificati in Friuli Venezia Giulia. «Si è trattato di scosse – precisa il ricercatore Bressan – di magnitudo compresa tra 1.4 e 3.2. Il tasso di sismicità, dunque, è stato piuttosto blando e ha riguardato, in particolare, la zona tra Venzone e Cavazzo; quella tra Villa Santina, Tolmezzo e Verzegnis e quella di Trasaghis. Poi, il 18 gennaio, nell’area di Villa Santina c’è stata una scossa di magnitudo 2.9. Il territorio friulano, spiegano ancora dal Crs, è una zona sismica caratterizzata dalla collisione tra la micro-placca Adriatica (di origine africana) e il continente euro-asiatico. Grazie alla rete geodetica di stazioni Gps denominata FreD- Net (Friuli regional deformation network, www.crs. inogs.it/frednet)si è potuto stimare un movimento in atto dell’area friulana in direzione nord di 2-3 millimetri all’anno. La rete sismometrica del Friuli, inserita nella più ampia rete dell’Italia Nord-Orientale del Crs (http:// rts.crs.inogs.it), consente di rilevare e localizzare i terremoti e di stimarne l’energia rilasciata (espressa grazie alla magnitudo). Il primo nucleo di questa rete sismometrica, composto da 7 stazioni, fu installato il 6 maggio 1977 nell’area epicentrale del terremoto del Friuli. Nel tempo, come detto, si è estesa all’intera Italia nord-orientale e, tramite lo scambio dati con le reti nazionali di Italia, Austria, Slovenia e Svizzera, contribuisce al monitoraggio sismico del settore alpino sud-orientale. Dal 1977 sono stati localizzati circa ventimila eventi, di cui novecento con magnitudo superiore a 3, potenzialmente percepibili dall’uomo. Molto più raramente, i terremoti possono avere effetti catastrofici. In Friuli ciò è avvenuto ad esempio nel 1976, nel 1511 e nel 1348. Nell’ultimo secolo hanno causato danni significativi anche i terremoti di Tolmezzo del 1928, del Cansiglio del 1936 e di Bovec, poco oltre il confine italo/sloveno, nel 1998 e nel 2004. Convivere e difendersi dai terremoti è però possibile: basta seguire le indicazioni che arrivano dalla sismologia, dalla geotecnica e dall’ingegneria sismica per minimizzare i potenziali effetti di questi eventi naturali. La conoscenza del carattere sismico del nostro territorio, l’utilizzo di costruzioni adeguate, il rispetto dei vincoli in aree soggette a frane e dove il terreno amplifica le onde sismiche, sono, assieme all’informazione preventiva e alla capacità di pronto intervento a seguito di fenomeni sismici, gli elementi chiave per ridurre il rischio sismico.

Tolmezzo: l’Isis Linussio di Tolmezzo ha vinto il 1° concorso di cucina “Aqua in bocca”

SquadraLinussio

Per il secondo anno consecutivo, l’Isis Linussio di Tolmezzo torna con un prestigioso riconoscimento da “Agriest”, la principale rassegna agricola della regione, svoltasi a Udine dal 22 al 25 gennaio. Gli allievi Alice Andreutti, Emanuele Del Dò, Martina Fadi, Lisa Nassivera e Denise Sebastianis, guidati dall’insegnante Luca Grosso, hanno vinto il primo concorso di cucina “Aqua in bocca”, riservato agli istituti statali di istruzione superiore con indirizzo Enogastronomia e ospitalità alberghiera, ideato dall’“Ersa” per diffondere il marchio di qualità regionale per il settore agroalimentare “Aqua” (Agricoltura, Ambiente Qualità).

A premiarli, domenica 25 gennaio, l’assessore regionale Mariagrazia Santoro, con il direttore del Servizio promozione, statistica agraria e marketing dell’agenzia regionale per lo sviluppo rurale Paola Coccolo, ideatrice dell’iniziativa. Durante i tre giorni della Fiera, presso lo stand “Ersa” al Quartiere fieristico di Torreano di Martignacco, le squadre degli istituti “Sandro Pertini” di Monfalcone; “Federico Flora” di Pordenone; “Jacopo Linussio” di Tolmezzo e “Bonaldo Stringher” di Udine si sono sfidate, preparando vari piatti a base di prodotti a marchio “Aqua” (asparago bianco, latticini, mela, patata e carne suina).

Le pietanze di giornata sono state valutate da una giuria di esperti, composta da ristoratori e chef professionisti, incaricati di valutare l’esecuzione delle ricette, la presentazione dei piatti, il loro profumo, il gusto nonché l’originalità della composizione e la valorizzazione dei prodotti agroalimentari tipici. Venerdì e sabato, i membri della giuria hanno rappresentato le organizzazioni “Ladychef”, Federazione italiana cuochi, Unione cuochi e ristoratori. Per la valutazione finale, sono intervenute ben tre “Stelle Michelin”: Emanuele Scarello degli “Amici” di Godia, Alessandro Gavagna della “Subida” di Cormòns e Alessandro Breda del “Gellius” di Oderzo.

Fra il pubblico, è stata scelta giornalmente una giuria popolare, composta da tre persone, che si è espressa sulle realizzazioni culinarie. Le squadre all’opera erano composte da 3 allievi di cucina e da un allievo di sala, scelti tra le classi quarte e quinte. I visitatori di “Agriest” hanno potuto assistere all’esibizione dal vivo, osservando nel dettaglio le operazioni di preparazione dei singoli piatti, grazie all’installazione di telecamere e monitor dedicati ad ogni singola postazione di lavoro.

La conduzione del concorso è stata affidata al macellaio e giornalista Fabrizio Nonis, noto personaggio televisivo ed esperto del “settore food”, coadiuvato da Luciano Grispan dell’agenzia regionale per lo sviluppo rurale. Tra i partecipanti al concorso saranno scelti successivamente gli studenti che collaboreranno con “Ersa” durante la manifestazione fieristica “Cucinare”.

I ragazzi dell’Isis Linussio di Tolmezzo hanno conseguito la vittoria finale ottenendo il primo posto nel “Doppio raviolo con polenta e Montasio, condito con raguttino di maiale con composta di mele”; il secondo posto con il “Risotto ai sapori della nostra terra”; e il terzo con la “Trota in confit su milleveli di patate con crema alla ricotta”. Per due giorni di seguito, inoltre, hanno ottenuto il consenso della Giuria popolare.

Nel 2014, l’istituto carnico per l’Enogastronomia e l’ospitalità alberghiera era già stato premiato ad “Agriest”, in occasione della prima edizione del concorso “Coltiva l’ingegno”, ispirato ai contenuti del Piano di sviluppo rurale della Regione. In quell’occasione, gli studenti dell’Isis “Linussio” avevano presentato un video che illustrava il loro progetto per un’innovativa struttura agrituristica cooperativa e multifunzionale.

La dirigente dell’Isis “Linussio”, Lucia Chiavegato, presente a Torreano di Martignacco anche durante la cerimonia finale, oltre a complimentarsi calorosamente con gli studenti e con il professor Luca Grosso, ha ringraziato formalmente “Ersa”, con il direttore generale Paolo Stefanelli e il direttore del Servizio promozione, statistica agraria e marketing Paola Coccolo, per il coinvolgimento della scuola carnica nell’interessante concorso ed in altre iniziative che permettono ai ragazzi di conoscere e imparare ad utilizzare i prodotti di qualità del territorio regionale.

Carnia: il lento declino della montagna, cresce solo il comune di Amaro

di Maura Delle Case.

Non si cura del campanile Giorgio Morocutti, sindaco di Ligosullo, piccolissimo paese che all’inizio del 2014 contava appena 126 abitanti. Quel che gli importa è continuare a garantire il minimo dei servizi necessari alle 35 famiglie che ancora abitano il paese, affinché possano restare e non cedano al richiamo delle sirene, ossia i centri della pianura. La ricetta è drastica, ma a suo giudizio inevitabile e passa attraverso la fusione «di cui – accusa Morocutti – i comuni di fondovalle non vogliono sentir parlare». Eppure, secondo il sindaco “illuminato”, questo sarebbe l’unico modo per evitare uno spopolamento senza freno, l’unico per convincere la gente a restare. «Così – continua il primo cittadino – potremmo infatti attivare servizi di prossimità per comuni e frazioni, come il trasporto di anziani e famiglie con una sola vettura (o nemmeno quella) a fondo valle. Sarebbe un modo per dare un segnale perché qui paghiamo le tasse come tutti, ma alla gente non torna indietro nulla». Morocutti lo dice con tono affranto, raccontando di un paese in debito d’ossigeno, che lo scorso anno ha dovuto suo malgrado rinunciare anche all’unico bar del paese. «Ha chiuso per le troppe tasse, ora abbiamo solo una taverna che apre nel fine settimana», afferma. Tutt’altra la situazione di Tarvisio, che pure, in assoluto, è il paese che dal ‘91 ha perso di più: quasi 1.500 persone. Colpa delle frontiere “cadute”, che hanno spazzato via un’intera economia fatta di dogana, guardia di finanza, case di spedizioni, servizi collegati. Si aggiungano poi la chiusura della miniera di Cave del Predil e ancora il decremento degli occupati in Weissenfels, passati dai 600 dell’epoca d’oro agli attuali 80 e poco più. E oggi? «A penalizzarci ancora è la sfida, costantemente in perdita, con Austria e Slovenia – afferma il sindaco Renato Carlantoni – . C’è una differenza enorme sia in ordine alla pressione fiscale che alla burocrazia. In Austria per avere una concessione edilizia basta una settimana, da noi ci vogliono mesi. Un litro di benzina costa meno di un euro, da noi un euro e 40 centesimi. Il tutto ad appena 5 chilometri di distanza (7 dalla Slovenia). La gente se n’è accorta e oltre al fenomeno migratorio delle imprese, oggi noi viviamo un esodo costante anche da parte dei privati». Sono ben 83, dal 2010, i cittadini che si sono trasferiti oltre confine «pur venendo quotidianamente a lavorare da noi». Amaro invece cresce. Merito della vicina zona industriale. É forse l’unico caso in regione dove i lavoratori superano gli abitanti. Sono mille “contro” 837. Il paese deve la sua ricchezza senz’altro alla presenza di lavoro, ma contano anche «il casello autostradale – spiega il sindaco Laura Zanella – , il servizio pubblico extraurbano (passa una corriera per Udine ogni ora) nonché la vicinanza a Gemona e Tolmezzo». I due centri si raggiungono in appena 5 minuti da Amaro dove comprare o affittare casa costa però assai meno.

Ciclovia Alpe Adria: ecco i nuovi tratti là dove c’era il treno

di Piero Cargnelutti.

La ciclabile Alpe Adria (che nei progetti vuol collegare l’Austria a Grado) si arricchisce di nuovi tratti, alcuni creati ex novo, la maggior parte realizzati sul sedime della vecchia ferrovia. Così da Gemona a Venzone, lungo i percorsi naturalistici del parco Minisini di Ospedaletto e l’ex ponte ferroviario sopra il Tagliamento. Saranno terminati in primavera i lavori dell’ammontare d’un milione 200 mila euro, avviati l’anno scorso dalla Comunità montana per realizzare la ciclabile tra Gemona e Venzone che si collegherà in futuro alla ciclovia Alpe Adria in arrivo da Tarvisio. Il tratto ciclabile si snoda tra via Battiferro a Gemona e la zona di Casali Scjis a Venzone: nel dettaglio, la nuova pista corre nei terreni di proprietà dell’Azienda sanitaria accanto all’ospedale San Michele per collegarsi con via Cjamparis dalla quale il percorso ciclabile si immette direttamente nel parco Minisini dall’entrata di borgo Mulino a Ospedaletto. All’interno del parco il percorso resterà su strada sterrata, essendo localizzato in prossimità di un’area Sic: dietro la chiesa di Santo Spirito è stata realizzata una rampa di collegamento con l’ex sedime ferroviario che conduce direttamente a Casali Scjis attraverso la via Strete Lungje che invece è stata asfaltata. Da quel punto, il ciclista potrà scegliere se raggiungere facilmente il centro di Venzone oppure proseguire verso Pioverno dove il collegamento ciclabile con Cavazzo è attivo da anni. Il collegamento a nord con Moggio via Tarvisio sarà realizzato dalla Provincia. Il collegamento con Venzone è senz’altro un passo importante per il Gemonese: tale percorso dovrà in futuro essere completato con un tratto che permetterà di giungere ad Artegna attraverso i campi accanto alla ferrovia e con il ponte di Braulins, da dove a breve partiranno i lavori per il collegamento Osoppo-Tomba di Buja. Tra Ugovizza e Tarvisio invece è già stato asfaltato il tratto che “taglia” Valbruna e si sta lavorando alla galleria di Malborghetto.

Carnia: Devis Bonanni, vitto e alloggio a chi aiuta nei campi e un nuovo romanzo sulla decrescita felice

di Melania Lunazzi.

Sta sistemando una rete antilepre agli alberi del suo frutteto, Devis Bonanni, quando ci risponde al telefono: «Bisogna farlo perché se nevica, la lepre non trova da mangiare e la corteccia degli alberi giovani è molto appetitosa per lei». A quasi un anno dall’incendio che lo scorso marzo rase al suolo la sua casetta – «un colpo duro, l’opera di un pazzo isolato, ma naturalmente andiamo avanti, non vedo perché no»-, l’autore di “Pecoranera” è pronto a ricevere tra i suoi campi i prossimi ospiti con la formula del “wwofing” – offerta di vitto e alloggio in cambio di un aiuto nei lavori agricoli – tra marzo e giugno. «L’età media si aggira tra i venti e i trent’anni, anche se non mancano i cinquantenni. C’è chi è alla prima esperienza lavorativa, chi studia in facoltà vicine, tipo scienze ambientali, ma vengono anche laureandi in scienze sociali e antropologia. Questo progetto è visto un po’ come fenomeno culturale rispetto ai temi della sostenibilità ambientale e della decrescita». Nel programma che Devis invia ai suoi contatti c’è il calendario della attività da svolgere: in marzo si pulisce il bosco e si lavora alla piantumazione degli alberi da frutto e tra aprile e maggio ci si dedica ai lavori di terra, con le semine di ortaggi e cereali. «In Carnia e in Friuli, come dappertutto, si è perso un patrimonio di alberi da frutto che erano nella prima campagna del paese. Intendo alberi veri, come li disegnerebbe un bambino dell’asilo, con il tronco e la chioma, e non come si vedono ora, forzati in filari cosí come dettato dall’agricoltura industriale. Un tempo ogni famiglia aveva nel proprio fazzoletto di terra gli alberi da frutta, un patrimonio di varietà e gusti diversi». Un patrimonio anche paesaggistico, aggiungiamo, che bisognerebbe tutelare nella sua impronta storica. E lo stesso si può dire di altre coltivazioni che si sono perse negli anni: «Il Friuli è sempre stato associato al mais, carattere distintivo del paesaggio friulano. Ma noi in quest’ultimo anno abbiamo cominciato a lavorare anche sui cereali, seminando, oltre al mais, anche frumento, orzo e farro. Qui il mais è arrivato nel Cinquecento ed è andato a sostituire orzo e segale. Ma vuoi mettere l’emozione e l’effetto simbolico del vedere luccicare a fine giugno i campi dorati di spighe?». E cosí Devis si è ricostruito una piccola filiera del frumento arrivando – nonostante la piovosa estate del 2014 – a farsi il pane in casa con la propria farina. Ma anche contagiando qualche vicino: «Qualche signore del paese è venuto a dirmi che si ricordava di quando in Carnia si piantavano orzo e segale o dei racconti sentiti dai nonni e alcuni, soprattutto giovani, ci hanno chiesto aiuto nella semina. Se fai un’indagine tanti sanno fare la polenta o sanno dire qual è una farina buona. Piú difficile trovare chi ha la cultura di altri cereali. E cosí abbiamo seminato nei paesi vicini da qui fino alla valle di Moggio sei piccole parcelle di cereali, facendo nascere oltretutto nuove amicizie». Ma anche l’autunno e l’inverno sono stati mesi utili per seminare qualcosa: idee e parole. Devis ha infatti già quasi terminato il prossimo libro, che verrà pubblicato, sempre da Marsilio, nell’autunno prossimo. «Ovviamente non posso pubblicarlo in primavera, con tutto il lavoro da fare che c’è nella bella stagione, non riuscirei a seguire le presentazioni. Per “Pecoranera” sono state quasi cento!». E quindi anche la casa editrice si è dovuta adattare ai ritmi dell’agricoltura. Ma di cosa tratterà il nuovo lavoro? «Non poteva essere un aggiornamento del tipo “Pecoranera tre anni dopo”». Certo, Devis, ha dovuto lasciar sedimentare la prima esperienza e far maturare nuovi contenuti. «”Pecoranera” è stato un racconto autobiografico, mentre questo lavoro sarà una sorta di manifesto, per usare una parola un po’ grossa. Uno sguardo generale ai temi dell’alimentazione, dell’agricoltura, della sostenibilità e della salute. Siamo nell’anno dell’Expo, dove su questi argomenti si toccherà l’apice. Ho conosciuto, incontrato e ascoltato molte persone grazie al primo libro. Ma c’è parecchia confusione ancora: tutto vale e niente vale , vorrei suggerire un ordine».

Forni di Sopra: sul web info dannose su neve e impianti, gli operatori protestano

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(g.g. dal MV di oggi)

Informazioni turistiche sulla neve inesatte o incomplete danneggiano le località e gli operatori: l’accusa viene dall’albergatore Maurizio Ferigo dell’hotel Edelweiss, che rileva come troppo spesso le informazione su piste, impianti e neve siano errate, se non disattese, da alcuni siti internet. «D’estate il meteo che ci penalizza con la nuvoletta di Fantozzi, d’inverno la mancanza di comunicazione sui bollettini neve. Mi chiedo chi deve veicolare i dati corretti, visto che oggi il web è il mezzo più utilizzato per scegliere una destinazione turistica». A supporto delle sue accuse, e della preoccupazioni, Ferigo riporta come l’11 gennaio il sito del Nordicski desse 0 km disponibili sulla pista di fondo. Altri siti, in giornate diverse, riportavano che gli impianti erano sì aperti, ma che non vi erano piste a disposizione degli sciatori, mentre il dato relativo alla neve caduta era non pervenuto. Anche il sito 3bmeteo.com per il giorno 24 gennaio, sabato, dava risultati contradditori: 8 su 8 gli impianti aperti, ma nessuna pista da discesa disponibile. Naturalmente tutte le piste erano aperte e sciabili. Informazioni errate anche sul sito www.neveitalia.it, che dava impianti chiusi, ma piste aperte. «Oggigiorno sono in molti a utilizzare le informazioni su cellulare o internet riguardo all’innevamento delle piste e degli impianti aperti: una informazione scorretta o lacunosa procura danni d’immagine e di portafoglio alle località turistiche come la nostra», aggiunge Ferigo, che ha bussato alle varie porte del paese, Promotur e Comune in primis. «Mi è stato riferito che questa comunicazione spetta a Turismo Fvg, che ha inglobato pure Promotur». Ferigo chiede una maggiore attenzione da parte dell’ente regionale a fornire i dati esatti ai vari divulgatori di queste informazioni. «Ritengo tuttavia – termina l’albergatore – che il compito della struttura regionale sia quello di fornire i dati esatti e verificare che siano esattamente proposti».

Colombia: la friulana Nicole Fedele terza ai mondiali di parapendio

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La quattordicesima edizione dei campionati del mondo di parapendio si è conclusa a Roldanillo in Colombia, cittadina affacciata sulla Valle del Cauca. Delle dodici giornate di gara previste ne sono state cancellate solo due, segno che sito e periodo scelti dalla Federazione Aeronautica Internazionale  hanno agevolato parecchio lo svolgimento della competizione. Tre task oltre i cento chilometri di percorso, la più lunga l’ultimo giorno, 122,3 km, una vera maratona per i 148 piloti che hanno rappresentato 38 nazioni. Le gare di volo libero, vale a dire senza motore, in parapendio o deltaplano, funzionano un po’ come le regate veliche: i piloti decollano per raggiungere ed aggirare punti salienti del territorio, detti “boe”, scelti dagli organizzatori secondo le condizioni meteo del momento, fino all’atterraggio ufficiale. Vince chi impiega minor tempo.
Aggrappate al parapendio di Nicole Fedele le speranze dell’Italia: la campionessa di Gemona del Friuli non le ha deluse, conquistando per la seconda volta in carriera il bronzo alle spalle della francese Seiko Fukuoka Naville e della giapponese Keiko Hiraki. Nicole ha vinto in passato la coppa del mondo, gli europei e stabilito il record mondiale femminile di distanza libera, 381 km. Il mondiale sudamericano è stato in genere dominato dai piloti del vecchio continente, tanto che bisogna scendere fino al nono posto della classifica a squadre per trovare il Venezuela, miglior team d’America. La vittoria è andata alla Germania, seguita da Slovenia e Spagna, due sorprese che hanno messo in riga squadre ben più favorite dai pronostici.
L’Italia come squadra, rappresentata, oltre che da Nicole Fedele, dal torinese Davide Cassetta, dai trentini Luca Donini e Aaron Durogati, dagli altoatesini Franz Erlacher, Peter Gebhard, Joachim Oberhauser e dal CT Alberto Castagna di Cologno Monzese, è giunta mestamente solo al settimo posto, un risultato deludente per piloti capaci in altre occasioni di migliori risultati, come l’argento del 2013.
La classifica individuale maschile laurea nuovo campione del mondo il francese Honoris Hamard, davanti a Michael Maurer (Svizzera) e Torsten Siegel (Germania). Migliore tra gli azzurri Joachim Oberhauser al nono posto. Buone le prestazioni di Luca Donini ed Aaron Durogati che in un paio di prove sono giunti due volte secondi e due volte terzi. Durogati nel 2013 vinse la coppa del mondo e Donini fu secondo ai mondiali del 2011.

Gustavo Vitali

Carnia: Scuola media sportiva, Paluzza prepara gli atleti del futuro

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di Giacomina Pellizzari
Dove poteva trovare spazio la scuola media sportiva se non a Paluzza, patria dello sci da fondo e dei pluricampioni Manuela e Giorgio Di Centa? La dirigente dell’istituto comprensivo, Rossella Rizzatto, l’ha intuito e, con la collaborazione del sindaco, Massimo Mentil, ha sviluppato il progetto, il primo di questo genere in Carnia, che prenderà il via a settembre. I ragazzi che sceglieranno il nuovo corso previsto nell’offerta formativa seguiranno 4 ore a settimana in più di educazione fisica e andranno a far pratica sulle piste dello Zoncolan e nella palestra di Timau dove il Comune realizzerà una mini palestra di roccia. «Oltre alle attività tipiche dell’educazione fisica, non mancheranno le esperienze di orienteering, nordic walking, arrampicata, sci, tennis e nuoto» spiega la dirigente impegnata nella stipula delle convenzioni con lo Zoncolan. Il progetto al quale hanno aderito tutte le associazioni sportive presenti sul territorio, risponde alla richiesta della famiglia con figli iscritti in quinta: «Il 70% – assicura Rizzatto – è interessata all’iniziativa didattica». A questo punto, la dirigente scolastica auspica che «l’Ufficio scolastico regionale abbia la sensibilità di capire che serve l’organico in aggiunta, si tratta di 4 ore in più di educazione fisica a settimana». La dirigente sa bene che, dal punto di vista dei finanziamenti, è un impegno anche per le famiglie che dovranno noleggiare le attrezzature sportive. «Stiamo definendo una protocollo d’intesa con i Comuni per garantire il trasporto agli studenti» aggiunge la dirigente alla quale interessa formare giovani con la mentalità dello sportivo soprattutto relativamente alla conoscenza del territorio, all’alimentazione e al rispetto delle regole. «La proposta – conclude Rizzatto – è motivata dal fatto che l’Istituto si inserisce in un territorio montano che è di per se una palestra naturale, ricco di potenzialità, dove agiscono importanti associazione sportive e buone pratiche».

Paularo: contributo del comune alla cooperativa che gestisce la “casa-albergo per anziani”

(g.g. dal MV di oggi)

L’amministrazione comunale ha concesso un contributo di 8 mila euro alla casa-albergo per anziani del paese in via della Pineta. «La casa di riposo, gestita cooperativa sociale Idea – illustra il sindaco Ottorino Faleschini – ospita attualmente 20 anziani. Pur essendo autorizzata a ospitare 25 ospiti, non raggiunge questa quota per la mancata riclassificazione ottenuta dalla Regione». Una riqualificazione che consentirebbe alla casa di riposo di ottenere un contributo per l’abbattimento delle rette per gli anziani non autosufficiente di 13 euro al giorno per anziano. La società occupa 13 dipendenti tutti della vallata «e ha chiuso con una pesante perdita anche per l’obbligo imposto dalla legge di assegnare del personale notturno aggiuntivo a quello che già finora era previsto». Da qui l’idea da parte del Comune di assegnare un contributo di 8 mila euro al fine di garantire la continuità del servizio. «Non comprendiamo perché le case albergo come la nostra – spiega ancora il sindaco Faleschini – pur fornendo servizi analoghi a quelli delle case di riposo, siano escluse dall’accesso ai contributi regionali che permetterebbero di rendere ancora più accessibile il servizio, incidendo positivamente sia sulla tutela degli anziani che nella economicità della gestione delle strutture con positive ricadute sul territorio». Nel 2015 il Comune avvierà i lavori per l’adeguamento della struttura per un importo di circa 450 mila euro per dotarla – illustra ancora il primo cittadino – «di tutte le caratteristiche necessarie per essere qualificata come casa di riposo».

Tolmezzo: eventi per la Giornata della Memoria, il Giorno del Ricordo, Giornata della Memoria e dell’Impegno

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Tra Gennaio ed Aprile si terranno quattro eventi celebrativi organizzati dal Comune di Tolmezzo in occasione della Giornata della Memoria, del Giorno del Ricordo, della Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie e dell’anniversario della Liberazione.

La volontà dell’amministrazione comunale è quella di ricordare dei momenti importanti della Storia e non dimenticare alcuni avvenimenti significativi per l’Italia e non solo.  E’ fondamentale imparare dalla memoria storica per poter guardare al futuro con una prospettiva critica che permetta di non commettere più i gravi errori che hanno portato a delle tragedie drammatiche. In quest’ottica vogliamo celebrare anche chi si è speso per i valori di libertà, democrazia, giustizia sociale, legalità ed uguaglianza.

Si inizierà, martedì 27 Gennaio alle ore 20.45 al Cinema David, con la proiezione di Anita B. del regista Roberto Faenza con Moni Ovadia tra gli interpreti. Il film racconta la storia di un’adolescente di origini ungheresi sopravvissuta ad Aushwitz, catapultata in una realtà dove il ricordo del campo di concentramento è tabù, trovando davanti a se un muro di silenzi. La proiezione sarà preceduta da una lettura scenica a cura dell’Accademia Sperimentale Spettacolo della Carnia sull’occupazione austriaca nella Valle del But nel 1917-1918, interpretazione che vuole testimoniare come da una guerra fatta di dolori e sofferenze non si sia imparato sufficientemente, tanto da arrivare in pochi anni ad un’altra tragedia mondiale di dimensioni ancora maggiori come quella della seconda guerra mondiale.

Si proseguirà poi venerdì 13 Febbraio alle ore 20.45 presso il Teatro L. Candoni con la messa in scena dello spettacolo teatrale “Il Cerchio – Nessuno è innocente” che tratterà la vicenda della Foibe, tramite un racconto dove interagiranno quattro personaggi, due italiani e due slavi: un partigiano, uno studente, un professore di letteratura e una giovane ragazza. Uno spettacolo che vuole ricordare e far discutere, alternando momenti recitati e momenti musicali.

Sempre al Teatro L. Candoni si terranno altri due importanti momenti: il 16 Marzo lo spettacolo “U Parrinu”, dedicato a Don Puglisi, prete ucciso dalla mafia, ed infine il 23 Aprile “Achtung Banditi”, concerto teatrale diretto da Massimo Somaglino, in occasione del 70esimo Anniversario della Liberazione.

Tutti gli appuntamenti saranno a ingresso libero. Per informazioni: Ufficio Cultura del Comune di Tolmezzo tel. 0433 487 961/987/988 mail: [email protected]