Archivio mensile:Gennaio 2010

Ravascletto: carnevale in ValCalda, ritorna il “Contrasto dei mesi”


Con l’apertura della mostra sui “Tomàts” di Tarcento, sul carnevale di Sauris “Der Zahrar Voschankh” e sul “Contrasto dei mesi” della Valcalda, hanno preso il via a Ravascletto le manifestazioni del Carnevale 2010.
L’esposizione di maschere e fotografie, resa possibile dalla collaborazione fra Pro loco di Ravascletto, Centro etnografico “’s haus van der Zahre” e associazione “I Mascarârs di Tarcint”, è stata allestita da Domenico Adami presso l’ex Macelleria Buzzi, a due passi dalla piazza del capoluogo e resterà aperta fino al 16 febbraio, dalle 10 alle 18. Ma il principale appuntamento del Carnevale della Valcalda, con il coinvolgimento di gran parte della comunità, è in programma domenica 7 febbraio.
Alle 15, presso l’Hotel Harry’s di Zovello, prenderà il via la grande festa con la riproposizione del "Contrasto dei mesi”, la tradizionale cantata sul corso dell’anno e delle stagioni che viene eseguita da maschere che interpretano i dodici mesi. Gli alunni della Scuola Primaria parteciperanno proponendo una scenetta con le marionette che hanno recentemente costruito. Sul palco, i bambini si alterneranno con gli anziani del Centro di aggregazione di Comegliàns e Ravascletto, invitati a mettere in scena lo  pettacolo “Una strana scolaresca”.
Scenette, canti e balli, animati dall’Orchestra delle stagioni (il classico complessino di musica  tradizionale), saranno inframmezzati dagli interventi del comico di Imponzo Romeo Patatti “da Conte”.
I festeggiamenti di Carnevale, a Ravascletto, avranno il loro epilogo domenica 14 febbraio, con il “Carnevâl cui fruts e cui nonos”. È l’occasione, promossa dalla Pro loco, per visitare gli anziani di Salârs, portando nelle loro case un po’ di “crostui” e tanta allegria. Il corteo delle maschere si ritroverà alle ore 14 nella
piazza di “Cau”.
La tradizionale sfilata del “Contrasto dei mesi”, riscoperta nel 2006 grazie ad un progetto didattico della Scuola primaria, di anno in anno assume nuove forme e vitalità. Alla sua riuscita contribuiscono scolari, insegnanti e genitori della Scuola elementare, il Grup corâl e culturâl Valcjalda (che nel cd inciso per il 25° fondazione ha proposta una versione del “Contrasto”, armonizzata dal proprio direttore Anna Maria Fotia), i Pueri et Juvenes cantores della Valcalda, il Gruppo dei giovani di Zovello, il Centro di aggregazione anziani di Comegliàns e Ravascletto, la Pro loco di Ravascletto, Salârs e Zovello e un gran numero di compaesani e suonatori di Ravascletto e dei comuni vicini.

Seefeld: Pittin ancora sul podio 31/01/2010

Alessandro PittinAlessandro Pittin conquista il suo terzo podio della stagione nella seconda Gundersen di Seefeld, ultima gara della Coppa del Mondo di Combinata Nordica prima delle Olimpiadi di Vancouver. Il diciannovenne di Cercivento ha rinunciato a difendere i suoi tre titoli mondiali ai Campionati Mondiali Junior che si stanno svolgendo in questi giorni a Hinterzarten per continuare a fare preziosa esperienza nel massimo circuito che, nonostante le assenze di statunitensi, finlandesi, del leader di Coppa del Mondo Jason Lamy Chappuis e di Magnus Moan, offriva anche a Seefeld un altissimo campo di partenti.

Sesto dopo il Salto dal Trampolino, con un limitato distacco dal leader provvisorio, l’austriaco Gruber, Pittin è partito all’attacco sugli sci stretti per portarsi rapidamente sullo stesso Gruber e sul tedesco Frenzel e fare corsa d’attacco nel tentativo di fare selezione e ritardare al massimo l’aggancio del temibilissimo Felix Gottwald.

Aggancio avvenuto a tre quarti di gara e che ha portato come prevedibile al tentativo di Gottwald di fare selezione nell’ultimo giro: tentativo non riuscito che ha portato alla vittoria l’austriaco Mario Stecher con un secondo di vantaggio su Frennzel mentre Pittin superava in volata Gottwald per raggiungere il terzo podio della sua carriera.

Nelle retrovie, intanto, Giuseppe Michielli, ventinovesimo dopo il Salto, otteneva il secondo tempo assoluto nella frazione di Fondo e risaliva fino al dodicesimo posto finale a 30" da Stecher. E’ sceso, invece, al trentasettesimo posto, dopo il dodicesimo del Salto, Davide Bresadola.

Paluzza: ultimo saluto al colonnello Cattelan

Lutto per la scomparsa del colonnello Adriano Cattelan, cavaliere della Repubblica vinto venerdì da un male incurabile: aveva 69 anni. Cattelan dopo il congedo, con il suo fare riservato ma sempre coerente e caparbio, si era dedicato a diverse attività in campo sociale e culturale , facendosi conoscere e stimare anche fuori dall’ambito comunale di Paluzza. Nel corso degli anni aveva ricoperto i ruoli di consigliere e assessore comunale, presidente della casa di riposo, degli Amici delle Alpi Carniche nel suo paese di Paluzza, e del Museo delle arti e tradizioni carniche Gortani di Tolmezzo. La sua attività si è svolta anche a favore dell’Azione cattolica e della parrocchia di Paluzza e del Museo della Grande Guerra. Cattelan è spirato venerdì nella sua abitazione, dove successivamente è stata allestita la camera ardente: qui l’amministrazione comunale in segno di omaggio ha issato il gonfalone comunale. «Se ne va una delle colonne del nostro paese», ha subito detto il sindaco Elia Vezzi. A ricordarlo anche il gruppo di minoranza comunale con Massimo Mentil. I funerali saranno celebrati questo pomeriggio alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria a Paluzza.

Premariacco: per Veneziani La politica italiana è un incrocio tra un tribunale e un bordello


Veneziani è uno dei pochi veri intellettuali di destra e oggi mi permette di dare un concreto esempio di cosa significhi il termine demagogia; in sostanza si tratta di usare espressioni "altisonanti" che modificano sottilmente il senso della realtà  attribuendo colpe alle istituzioni piuttosto che agli uomini che le compongono. Il vero significato dell’espressione di Veneziani citata nel titolo, in realtà è: "I politici Italiani sono un’incrocio tra delinquenti e puttanieri" 😀

«La politica italiana? Sta all’incrocio fra il tribunale e il bordello.  Non credo di poterne dare altre definizioni». Marcello Veneziani – intellettuale e filosofo, scrittore, giornalista e opinionista, ospite l’altra sera della tenuta Zorzettig, a Casali Pasch di Premariacco – ne ha per tutti. Politici in primis, appunto: parla di un presidente della Camera «che campa sulla fronda a Berlusconi» ed è affetto da «una dissociazione mentale preoccupante», di un premier che potrebbe crollare «solo per mano di Berlusconi medesimo: a volte è capace di autogol pazzeschi», cataloga il Pdl come «il partito del leader» e il Pd come «il partito “del” e basta, perché non si sa di chi o di che cosa».
L’Italia, dice Veneziani, ha alle spalle una storia di forte contrapposizione ideologica, probabilmente la più forte dell’Occidente. «Da qualche anno, però – osserva -, le categorie principali di tale panorama, la destra e la sinistra, sono sparite. Pensiamoci: nessuno ormai si dichiara espressamente di destra o di sinistra. Siamo in una fase di bipolarismo affaticato, che si traduce in una sorta di monarchia popolare. Il Paese sta vivendo un momento di transizione, e sottolineo “trans”, dove la politica perde i contenuti e diventa un meccanismo ad personam».
Culla di cultura e di anomalie, l’Italia – dice ancora Veneziani – «è lo Stato con il maggior patrimonio culturale al mondo, ma su questa ricchezza non ha mai riflettuto abbastanza: è sconcertante che le “chiavi” della cultura siano state lasciate in mano a personaggi quali il ministro Bondi. Mi sembra una pernacchia ai tesori custoditi dalla penisola. Ma il nostro Paese detiene anche il record di longevità, nel panorama occidentale. La contropartita è rappresentata dalla bassissima natalità, ovvero la media di 1,2 figli a famiglia, e ciò equivale a uno Stato che non ama il proprio avvenire ma solo il suo presente. Altri primati su scala mondiale? Abbiamo il tasso più alto di proprietari di case e un rapporto pro capite con il cellulare che non teme rivali…».
In sintesi: realtà con un grandissimo passato e un futuro che si annuncia invece «scarsissimo», perché il senso dell’italianità è sì forte, ma quello dello Stato, al contrario, è molto debole. «La malattia dell’Italia, il suo principale limite – afferma Veneziani -, è vivere nel culto del presente, senza curarsi di quello che verrà».
Dal mondo della cultura, in tal senso, arriva un campanello d’allarme: «Il potere è rimasto nelle mani di una setta intellettuale, che tiene le leve dell’editoria, dell’università, del teatro, del cinema eccetera, ma che non produce più, non esprime contenuti degni di nota».
E il rapporto giovani-cultura?, chiede il pubblico. «Direi che c’è incompatibilità di carattere. Idem per i giovani e la politica. Ma attenzione: la colpa non è loro».

Friuli: contro gli OGN la Coldiretti vuole il referendum


dal MV di oggi

Per difendere il sacrosanto diritto della stragrande maggioranza dei cittadini e degli agricoltori di mantenere i propri territori liberi dagli organismi geneticamente modificati , se si dovesse rendere necessario, «avvieremo referendum e faremo esprimere il voto degli agricoltori, come previsto dalla raccomandazione comunitaria in materia di coesistenza degli Ogm con le altre coltivazioni».
 
Lo dice il presidente di Coldiretti del Fvg condividendo una presa di posizione di Coldiretti nazionale, nel commentare la decisione del Consiglio di Stato del 19 gennaio che permette a un agricoltore pordenonese, aderente a Futuragra, di piantare il mais geneticamente modificato.
Sulla base dei risultati dell’ultima indagine annuale Coldiretti-Swg «le opinioni di italiani e europei sull’alimentazione», il 72% dei cittadini italiani che esprimono una opinione ritiene che i prodotti alimentari contenenti Organismi geneticamente Modificati siano meno salutari rispetto a quelli tradizionali.
«Una agricoltura moderna che vuole rispondere alle domande dei consumatori deve fare – aggiunge Ermacora – scelte coerenti con i bisogni di sicurezza alimentare e ambientale nel rispetto del principio della precauzione, per non iniziare a percorrere strade senza ritorno. La scelta di non utilizzare Ogm non è quindi il frutto di un approccio ideologico, ma – conclude Ermacora – riguarda una precisa posizione economica  per il futuro di una agricoltura che vuole mantenere saldo il rapporto con i consumatori. In questo contesto, è fin troppo evidente che il modello produttivo cui appare orientato l’impiego di organismi geneticamente modificati sia il grande nemico della tipicità e della biodiversità e il grande alleato dell’omologazione.
Ma Futuragra difende la sua posizione. «Seminare organismi geneticamente modificati in aprile è un diritto degli agricoltori che intendono esercitarlo secondo quanto stabilito dalla sentenza del Consiglio di Stato». Lo afferma una nota di Futuragra, l’organizzazione di agricoltori che promuovono le coltivazioni Ogm, il cui vicepresidente ha vinto il ricorso contro lo Stato c he finora non aveva mai autorizzato la coltivazione sul territorio nazionale.
«Allo stesso modo – riconosce Futuragra – i consumatori hanno diritto di scegliere cosa acquistare e di essere informati correttamente, senza alimentare false paure. Le biotecnologie – secondo l’organizzazione – offrono oggi alimenti più sani e più sicuri, i consumatori devono saperlo».
«L’obiettivo – sottolinea Futuragra – è produrre di più e meglio» con prodotti che secondo l’organizzazione sarebbero «a ridotto impatto ambientale e più sani».
«Non sono in discussione – conclude Futuragra – il tipico e il biologico ma il diritto di ogni agricoltore di scegliere come e cosa coltivare come sancito dal Consiglio di Stato e come l’Europa ha chiarito da anni».
 

Villa Santina: via alla nuova rotatoria e al piano di FVG Strade


Parte dalla Carnia il piano di FVG Strade per realizzare più di 50 rotatorie in Friuli Venezia Giulia, con un investimento di 40 milioni di euro, per eliminare altrettanti incroci pericolosi e rendere più scorrevole il traffico.
Il "via" è stato dato questa mattina a Villa Santina, con la posa della prima pietra all’incrocio tra le strade 52 e 355, presente l’assessore regionale alla Viabilità e alle Infrastrutture di trasporto, Riccardo Riccardi.
"Abbiamo detto che il 2010 sarà l’anno dell’apertura dei cantieri per il miglioramento e il potenziamento della viabilità regionale – ha detto Riccardi – e la cerimonia di oggi dimostra che l’impegno è stato mantenuto".
Riccardi ha voluto portare il saluto del presidente della Regione, Renzo Tondo, che non ha potuto essere presente per altri compiti istituzionali, sottolineando nello stesso tempo come quest’opera sia il frutto dell’impegno degli amministratori locali dei Comuni di Villa Santina e di Lauco, dei consiglieri regionali Luigi Cacitti e Franco Baritussio, dell’ex assessore regionale Vanni Lenna.
La nuova rotatoria di Villa Santina sarà realizzata all’intersezione tra la statale 52 "Carnica", la strada regionale 355 "della Val Degano" e la provinciale verso Lauco e il suo altopiano, risolvendo così uno dei principali "nodi" del traffico in Carnia. L’opera costerà 500 mila euro e si prevede possa essere completata in sei mesi.
Si tratta di un intervento molto atteso, come hanno confermato gli amministratori locali, in quanto la nuova rotatoria andrà a regolare e snellire il traffico da e per Forni Avoltri e Sappada (355) e verso Forni di Sopra, passo della Mauria e Alto Cadore (52), direttrici fondamentali sia per il traffico commerciale che per quello turistico, molto intenso d’inverno come d’estate.
L’opera, del diametro esterno di 32 metri, sarà posizionata in corrispondenza dell’attuale isola spartitraffico; da Sud (quindi per il traffico proveniente dal centro di Villa Santina) l’immissione verso Lauco sarà definita con una corsia preferenziale. Contestualmente, verranno rifatti gli esistenti marciapiedi e saranno realizzati nuovi passaggi pedonali.
Prima della cerimonia si è svolto un incontro in Municipio a Villa Santina. L’assessore Riccardi è stato accolto dal sindaco Romano Polonio e dalla Giunta comunale, presenti anche il sindaco di Lauco, Olivo Dionisio, e il consigliere regionale Cacitti.
L’incontro ha permesso di approfondire i problemi della viabilità locale, grazie anche alla presenza del vicepresidente di FVG Strade Franco Bonanno, che era affiancato dal direttore Oriano Turello

Friuli: Ivan Vergendo e la cattedra papale


E’ del giovane architetto friulano Ivan Vergendo il progetto vincitore del trono papale che Benedetto XVI utilizzerà a Torino, in occasione dell’Ostensione della Sindone, durante la Messa di domenica 2 maggio in piazza San Carlo. Alla selezione, indetta dall’Asdi Sedia di Manzano, hanno partecipato 27 progetti , tutti presentati da architetti e designer friulani. La commissione giudicatrice, composta da un rappresentante dell’Asdi Sedia, due membri del Comitato per l’Ostensione della Sindone e un rappresentante dell’Arcidiocesi di Torino, si è riunita a Torino il 27 gennaio per selezionare il progetto vincitore.

Il progetto. La cattedra per il Papa sarà realizzata dagli artigiani del Distretto della Sedia interamente in legno, foderata di velluto rosso; sulle sponde dei braccioli saranno scolpite a bassorilievo – tramite un processo di intaglio con pantografo elettronico – due immagini sacre tratte dalla storia dell’arte (deposizione e resurrezione), mentre sull’alto schienale verrà impressa l’immagine della Sindone. Il trono papale sarà costruito in due esemplari: uno rimarrà, dopo la visita di Benedetto XVI, all’Arcidiocesi di Torino, l’altro resterà a disposizione dell’Asdi Sedia.
«Con rammarico abbiamo escluso gli altri progetti – ha commentato questa mattina durante la conferenza stampa di presentazione del vincitore, il presidente del Comitato Ostensione Sindone Fiorenzo Alfieri, anche Assessore alla cultura del Comune di Torino -, ma quello di Vergendo ci è piaciuto per la sua freschezza e per il mix di contemporaneità e citazione dell’antico; il volto sindonico stampato sul velluto è evocativo, il disegno verticale della seduta è pulito ed essenziale. Il fatto poi che il progettista sia un designer giovane dà un valore aggiunto a questa apprezzata iniziativa dell’Asdi Sedia, che ha dimostrato una gran voglia di fare mettendo a disposizione la creatività dei designer friulani». Il progetto vincitore è stato scelto, si legge inoltre nella motivazione, perché «riesce a sintetizzare tutti gli elementi richiesti per la progettazione della cattedra papale: simbologia, creatività, comfort, capacità di adattamento al contesto. Un progetto che è la dimostrazione della qualità e dell’eccellenza artigianale e professionale del Distretto della Sedia».

Tolmezzo: sequestrate 9 tonnellate di formaggio in uno stabilimento abusivo


Oltre nove tonnellate di formaggio poste a stagionare in uno stabilimento abusivo della zona di Tolmezzo non riconosciuto a livello comunitario sono state sequestrate dai Carabinieri dei Nas di Udine. Si tratta di circa 1.800 forme di ricotte e formaggi tipici della Carnia, fra i quali Occhione e Montasio Dop  (Denominazione di origine protetta), per i quali non vi era un idoneo sistema di rintracciabilita’. Al caseificio – hanno accertato i Nas – la certificazione per la produzione di formaggi Dop era stata tolta nel 2008. Gli stessi Carabinieri dei Nas (Nuclei Antisofisticazioni e Sanita’), in un’azienda agricola del Codroipese, hanno vincolato oltre cinque tonnellate di prodotti ortofrutticoli etichettati come biologici ma privi della certificazione completa di rintracciabilita’ dell’ origine e provenienza

Friuli: cordoglio per la morte del Presidente Adriano Biasutti


E’ morto Adriano Biasutti, 69 anni, ex presidente del Friuli-Venezia Giulia e parlamentare della Dc. Biasutti è morto questa mattina all’ospedale di Udine, dove era da tempo ricoverato, per un male incurabile che lo aveva colpito sei mesi fa. Biasutti è stato presidente della regione Friuli-VeneziaGiulia dagli anni ’80 ai primi anni ’90 e per una legislaturadeputato della Democrazia Cristiana. Q
uesti i primi commenti alla notizia:
 

“Provo una commozione profonda e mi torna in mente l’ultimo incontro, in ospedale a Udine tra Natale e Capodanno. Era sofferente ma ben presente sui temi che la politica sta affrontando e mi incoraggiava ad andare avanti sulla strada della modernizzazione. Ricordo con piacere la sua visione unitaria della regione. Una regione che lui vedeva aperta e fortemente attiva all’interno dell’Europa e per questo mi sollecitava a continuare con convinzione nel nostro impegno internazionale che lui vedeva come prosecuzione del suo lavoro per la Comunità di Alpe Adria”. Questo il commento di Renzo Tondo attuale Presidente della Regione

“Adriano Biasutti è stato un protagonista della storia del Friuli Venezia Giulia. Una persona molto dinamica e aperta al dialogo. Da commissario alla ricostruzione fu anche una figura chiave del dopo terremoto. Ricordo il suo impegno in favore dell’autonomia degli enti locali”. Così il sindaco di Udine Furio Honsell nell’esprimere il suo cordoglio e quello della giunta comunale non appena appresa la notizia della scomparsa dell’ex presidente della Regione Adriano Biasutti.

Gorizia: buono e pregiato, ma il radicchio sta scomparendo


dal MV di oggi

Belli come fiori il “canarino” e “la rosa di Gorizia”, i pregiati radicchi prodotti ormai da pochissimi contadini isontini, oltre che squisiti nel piatto possono diventare un prezioso e originale ornamento della tavola. Questi rari ecotipi di “Cicoria intybus”, selezionati nel corso dei secoli , sono coltivati prevalentemente nei rioni goriziani di Sant’Andrea e San Rocco, dove ogni famiglia conservava orgogliosamente i propri semi e le pratiche agricole per coltivare questi radicchi sempre più dolci, croccanti e anche belli nelle sfumature rosa, rosse, gialle.
Seminati con la luna calante, contemporaneamente al frumento, il radicchio, sfalciato il grano, ricresce. Tra ottobre e novembre le foglie, ormai grandi, iniziano a colorarsi: il “canarino” di verde-giallo, la “rosa di Gorizia” di rosso. Le foglie esterne proteggono il cuore abbracciandolo. Non resta che aspettare il freddo. Solo quando il gelo “brucia” le foglie esterne, inizia il suo raccolto. I cespi vengono tagliati con tutto il gambo e conservati in ambienti caldi e bui: coricati sotto un manto di paglia per diverse settimane, durante le quali vengono innaffiati frequentemente. Del radicchio originario, pulito dagli strati superficiali, non resta che il cuore. Meno di un terzo di quanto raccolto