Archivio mensile:Luglio 2008

Uno bianca: scarcerato Gugliotta; destinazione in Friuli?

Questa mattina dopo 14 anni di reclusione, Pietro Gugliotta, l’ex agente di polizia della banda della “Uno Bianca” e’ uscito dal carcere di Bologna.  E’ stato accompagnato dai suoi legali, non c’era nessuno dei familiari ad attenderlo. L’ex agente della Questura di Bologna – ha riferito il suo legale Stefania Mannino – e’ apparso "frastornato" ed il suo pensiero e’ sempre andato verso le sue due figlie le quali pero’, come l’ex moglie, hanno manifestato la ferma intenzione di non volerlo vedere. "Rispettera’ la loro volonta’ – ha detto l’avv.Mannino – ma e’ chiaro che il suo desiderio sarebbe quello di incontrarle". Gugliotta, condannato solo per le rapine e non per i piu’ efferati fatti di sangue compiuti dalla banda della ‘Uno Bianca’, ha usufruito degli sconti di pena legati all’indulto e alla Legge Gozzini. Adesso deve scontare ancora 6 mesi di lavoro socialmente utile presso una cooperativa lontano da Bologna e sembra che la sua destinazione sia in Friuli Venezia Giulia.

Video-testamento per non diventare un vegetale

In questi giorni forse in Italia si è cominciato seriamente a parlare di argomenti come "diritti dell’individuo" ed "eutanasia";  dopo infatti le polemiche per Eluana e il suo caso e la discussione, durata anni, su quali fossero le sue reali volontà (nonostante tutti, parenti e amici affermassero il suo non voler vivere così), molti malati e non hanno deciso di incidere come prova dei videomessaggi in cui dichiarare la propria volontà riguardo alla vita assistita dalle macchine.

 

Il caso di Paolo Ravasin da Treviso rientra in questa casistica: ammalato da anni di ASL (Sclerosi laterale amiotrofica), patologia degenerativa dalla quale non si può guarire, questo coraggioso e determinato uomo ha deciso di stabilire come dovrà essere la sua vita negli ultimi momenti, quando cioè, non avrà più il controllo di sè e del suo corpo: per far ciò ha registrato un videomessaggio (visibile qui) che ha poi messo su youtube, appoggiato, in questo, anche dall’associazione Luca Coscioni che da sempre si muove per la libertà dei malati di scegliere per la propria vita.

 

La Chiesa, in questo come in altri casi più o meno recenti, si oppone fermamente a questa libertà dell’individuo di scegliere per la propria vita ponendo come obiezione principale la “divinità della vita concessaci da Dio” e le polemiche, ora più che mai, infuriano.

Attendendo la conclusione della storia di Eluana Englaro (vicenda che non sembra avere mai fine) molte persone, anche non direttamente interessate, cominciano a porsi domande e a decidere per la propria vita, per quei momenti futuri così bui e duri, momenti nei quali ognuno dovrebbe poter scegliere per se stesso.

Samsung: la vergognosa (mancata) consegna dell’Omnia i900 (aggiornamento)

Prenota Omnia i900 e riceverai in omaggio Xbox 360 Arcade. Questo bello slogan ha attirato  numerosi utenti desiderosi di acquistare quello che è stato definito l’anti-iphone e (dato che c’è l’offerta) di portarsi a casa anche l’Xbox. Questo accadeva tra il 14 e il 21 luglio e a sentire la Samsung le consegne sarebbero arrivate agli utenti prenotati tra il 22 e 31 luglio. Una figata (direte voi) e l’ho detto anche io che ho prenotato il telefono presso il Mediaworld di Udine, speranzoso, fiducioso, di certo sicuro che un nome blasonato conme Samsung avrebbe tenuto fede ai suoi impegni.

Invece … è successo di tutto. La telefonata da Mediaword ad oggi non è arrivata e nel frattempo hanno spostato sia i ermini delle consegne che i termini delle registrazioni sul sito per avere l’Xbox a casa. Nei centri Mediaworld il panico perchè ovviamente i promoter e gli addetti sono stati lasciati soli a gestire utenti imbufaliti. I terminali sono arrivati solo in alcune sedi del gruppo e sinceramente ignoriamo il criterio che hanno scelto per le consegne. Ovviamente molte persone avevano fatto affidamento sulla promessa: chi aveva già venduto il precedente cellulare, chi doveva partire per le ferie ecc.. A chi chiedeva lumi per e-mail (al numero verde Samsung le addette ripetevano come un disco rotto che si sarebbe consegnato la prossima settimana, senza dirti il giorno del termine ultimo di consegna, cioè la prossima settimana a prescindere) riceveva questa bella risposta:

Gentile Signor XXXXX,

con la presente facciamo seguito alla Sua e-mail che alleghiamo, al fine di comunicarLe che siamo spiacenti per il disagio da Lei vissuto, causato da un ritardo nella consegna del prodotto di Suo interesse.

A tal proposito, La informiamo che sarà cura del nostro punto vendita Media World di xxxxxx contattarLa quanto il prodotto sarà disponibile, per procedere all’acquisto.

Ovviamente per tutti gli utenti coinvolti la voglia di non acquistare più il prodotto è grande, ma ancora più grande è la rabbia per essere stati presi in giro. Solo adesso capiamo perchè Samsung ha scelto l’Italia per il lancio dell’Omnia: se avessero trattato così gli utenti Tedeschi o Francesi sarebbe stato uno scandalo nazionale riportato dai media. Qui in Italia i giornali scrivono che finalmente la Samsung ha scelto l’Italia per l’anteprima . Non siamo utenti siamo sudditi liberi di spendere 500 euri ed essere trattati in questo modo.

Cara Samsung non so se manterro la mia prenotazione, ma fin d’ora posso regalarti io un bel …

Aggiornamento del 31-07-2008

Bene anzi male: l’ultimo giorno in cui MW e Samsung  avrebbero dovuto consegnare gli apparecchi è passato e nessuno mi ha telefonato.

Le uniche certezze sono:

-Tanti, tantissimi utenti potenziali dell’Omnia arrabbiati, delusi e presi in giro.

-Sul sito MW on-line è stato possibile acquistare regolarmente l’apparecchio (che è giunto regolarmente a destinazione); questo vuol dire che MW ha fornito l’apparecchio prima ai nuovi clienti anzichè a quelli che hanno sottoscritto la promozione.

-MW e Samsung ne escono con un’immagine a pezzi in quanto ad affidabilità, comunicazione esterna e comunicazione organizzativo-aziendale.

-Alla data attuale non c’è nessun comunicato ufficiale veicolato al pubblico e nessuno sà dare all’utente una data certa di consegna.

Addio Omnia, ho aspettato per 6 mesi la tua (non) uscita sul mercato.

Riavvistato lo Yeti: che sia un effetto della crisi? :-)

Yeti, peli di una creatura misteriosa  trovati nella giungla indiana<br>Ok c’è la crisi, ma non penso che possano essere allucinazioni dovute alla fame: finora era una di quelle leggende alimentate da continui avvistamenti ma mai sostenute da uno straccio di prova.  Invece ora gli scienziati pensano che l’abominevole uomo delle nevi sia esistito o addirittura esista davvero. Lo dimostrerebbero due peli trovati in una giungla indiana dove le popolazioni locali giurano di aver visto più volte la terribile creatura.

I test, condotti dalla Oxford Brookes University, dimostrano che il materiale non appartiene a nessuna specie conosciuta e che ha «un’incredibile somiglianza» con i peli trovati da Edmund Hillary sull’Himalaya mezzo secolo fa. «E’ la prova più evidente – ha detto all’Independent on Sunday Ian Redmond, esperto di scimmie antropomorfe – che lo yeti possa esistere. Siamo entusiasti dei primi risultati, anche se ci sono ancora molti test da fare». I due peli, rispettivamente di 33 e 44 millimetri, sono stati trovati sulle colline Garo, nel nord est dell’India, circa cinque anni fa. Lì la gigantesca creatura, chiamata dagli indigeni "mande barung" (ovvero "uomo della foresta"), era stata avvistata per tre giorni di seguito mentre devastava alberi e piante. Il materiale è poi stato spedito in Gran Bretagna dove è passato all’esame degli esperti.

«Eravamo sicuri che appartenesse a una specie conosciuta – ha detto ancora Redmond -. Invece no». I peli saranno ora ingraditi da un potentissimo microscopio e spediti in due diversi laboratori per estrarne il Dna. Sarà quella la prova del fuoco. Se il profilo genetico non corrisponderà a nessuna creatura vivente, allora si potrà affermare con sicurezza che lo yeti, o qualcosa di molto simile a lui, esiste davvero. Come sostengono da anni tante popolazioni locali sparse nel mondo, dal Canada al Nepal e all’Indonesia.

TRIVIGNANO UDINESE: no al raddoppio della discarica

Quella che si prospetta sarà una guerra durissima fra Comune ed Exe: l’oggetto del contendere è il raddoppio della discarica di Trivignano situata in località Merlanis. Dal Gazzettino di oggi

Il sindaco Francesco Martines, supportato dall’intero consiglio comunale, riunitosi per la circostanza nell’atrio delle scuole gremito di gente, ieri sera è apparso fortemente determinato a cercare ogni mezzo per bloccare una simile evenienza, che configura come un’azione di forza capace di cancellare il patto sociale stipulato dieci anni or sono (al tempo della prima discarica) tra Comune, Provincia e Comuni della Bassa friulana nel quale si prevedeva la "rotazione dei siti".

Nettamente contario all’ipotesi Exe anche il gruppo guidato da Roberto Fedele, che però non ha mancato di rimarcare come in passato gli ampliamneti del "buco" siano stati eseguiti fra la più disarmante indifferenza. Il ragionamento di Martines è semplice: Trivignano ha già dato; ora tocca agli altri fare la loro parte. Nel fuoco di sbarramento contro il nuovo impianto, il sindaco è confortato dalla relazione di cinque tecnici di chiara fama che hanno analizzato il problema sotto il profilo all’impatto dell’eventuale struttura, dei costi-benefici, delle conseguenze sulla viticoltura, sulla vulnerabilità della acque di falda, sui canoni di affidabilità e sicurezza.«Pur essendo il proponente (Exe) un soggetto pubblico – ha sottolineato Martines – partecipato da Provincia e Comuni, non è stato messo in atto alcun percorso per costruire il consenso (l’unico tentativo è quello della Exe di comprare il sì dei cittadini dando soldi direttamente alle famiglie) prima di partire con la progettazione, percorso che invece è stato fatto nel caso dell’attuale discarica con l’allora Csr». Per il primo cittadino la politica della Exe di costruire discariche da un milione di metri cubi è ampiamente superata dalle strategie che Regione e Provincia di Udine mettono in atto in direzione di una raccolta differenziata spinta (meno rifiuti in discarica e quindi minori esigenze di volumetrie). Ma per Martines c’è un altro imputato in questa vicenda ed è la Provincia di Udine la quale, pur avendo la maggioranza in Exe, "decide di non decidere". «Nonostante le tante sollecitazioni che sono giunte dal Comune – sostiene Martines – non vuole prendere posizione, nel senso di indurre la Exe a revocare la delibera del suo consiglio di amministrazione che approvò il progetto sul quale importanti soci, come Net e Csr, votarono contro proprio perchè mancava il parere favorevole del comune».Un’ultima lamentazione Martines la riserva al fatto che in Regione c’è tutto il tempo per analizzare il progetto, valutarlo, "spulciarlo" mentre un piccolo comune com’è Trivignano, che non ha una struttura organizzativa adeguata per valutare impianti del genere, ha a disposizione appena trenta giorni per esprimersi: Davide contro Golia, dunque, ma si sa come andò a finire.

Renzo Tondo abroga il reddito di cittadinanza

[renzo+blog.jpg]Comincia a prendere forma e sostanza il programma di Renzo Tondo e della nuova Giunta regionale, perlomeno nelle abrogazioni delle norme volute dalla precedente Giunta Illy, che sono maggiormente in contrasto con le nuove linee del centro destra che governa la Regione  

Se l’abolizione tout court del reddito di cittadinanza varato dal centro-sinistra sarà portata in aula già martedì 29 luglio, Tondo prospetta il suo modello di welfare con il ritorno alla legge 30, «voluta dall’allora assessore alla sanità Aldo Gabriele Renzulli che prevede il trasferimento dei fondi ai Comuni. Sono i sindaci che conoscono le vere situazioni di disagio, la Regione deve finanziare loro», annuncia Tondo al termine della seduta di giunta dove è stata siglata l’intesa sulla cancellazione delle misure.

La cancellazione avverrà grazie a un emendamento al ddl sulle variazioni di Bilancio, che verranno esaminate in Consiglio regionale fra martedì e giovedì. «Con l’approvazione dell’emendamento – ha spiegato Tondo – non si presenteranno più le domande per il reddito di base, ma si darà corso a quelle già presentate aprendo un nuovo percorso per il futuro. D’ora in poi le domande andranno fatte ai Comuni, perchè creeremo un Fondo destinato a dare risposta a questo disagio».

La riforma del welfare targata Cdl, spiega Tondo, arriverà con la prossima legge Finanziaria: «Spero – prosegue – che possiamo disporre di risorse per dare corso a una serie di provvedimenti annunciati, come l’abbattimento dell’Iva dal 10 al 4% per l’acquisto del latte in polvere. Si tratta di percorsi sostanzialmente congelati perchè questa manovra, per un ammontare complessivo di 156 milioni di euro, darà 40 milioni alla sanità e 116 a copertura del debito».

Abrogazione totale anche per la legge sull’Immigrazione. «Istituiremo un fondo regionale in materia di interventi per l’immigrazione – dice ancora Tondo – i finanziamenti rimangono, ma anzichè mantenere la vecchia legge, che sostanzialmente favoriva coloro i quali si occupavano di immigrazione anzichè gli immigrati veri».

www.macoragregador.blogspot.com : voe di lavorà saltimi intôr

 

Dicono che sia tornato, ma non è vero: l’unica cosa realmente stabile è che il Furlanist (quello vero) non ha + voglia di fare un tubo 🙂  Dopo aver messo in (meno)pausa il mitico blog del Furlanist, ora ci piazza un aggregatore otenendo visite al suo nuovo blog con il lavoro degli altri. E a quanto pare non è finita lì: voci insistenti rumoreggiano che il Dee sia riuscito a convince un cantautore in lingua friulana (lanciato dal Furlanist) a scrivere una canzone che ha come tema una noto tormentone presente su un’altro blog (corona’s): anche in questo caso l’unico merito di Dree sarebbe quello di essere un gran romp … , uno molto insistente. Comunque: www.macoragregador.blogspot.com poi decidete voi

Legambiente 2008: bandiere nere a Zoncolan e Pramollo

Legambiente da i voti alle amministrazioni e manifesta tutta la sua preoccupazione per la galoppante cementificazione cui sarebbe sottoposto il territorio del Friuli Venezia Giulia. Per bocca del suo presidente Giorgio Cavallo fà sapere che sono nel mirino e si prendono una bandie in particolare i progetti per un villaggio in quota sullo Zoncolan promosso dall’amministrazione di Sutrio e l’analogo progetto previsto a Pramollo.  Preoccupazione anche per le captazioni idrauliche cui sono sottoposti da anni ormai i corsi d’acqua della montagna.

Bandiera verde invece all’iniziativa "Ciclovia Alpe Adria" e alla "gestione di una proprietà collettiva dei beni frazionari di Pesariis"

Friuli in MB: 23 percorsi diversi

Se volete girare il Friuli Venezia Giulia in bicicletta lo potrete fare addirittura in 23 modi diversi e quindi se volete, riuscireste a non scendere dalla MB per un mese restandovene sempre in Regione 🙂 Il Friuli Venezia Giulia in bicicletta. Turismo Fvg segnala 23 itinerari da fare in bici attraversando alcuni tra i più affascinanti scenari naturali della regione: che siano le Alpi della Carnia o del Tarvisiano, le verdi valli del Torre o del Natisone, le Dolomiti friulane e la pedemontana pordenonese, le colline del Collio e del Friuli collinare, Piancavallo o il Carso affacciato sul mare. Quelli segnalati in rosso (scaricabili dal sito www.turismofvg.it) sono i percorsi più impegnativi. Il blu indica itinerari adatti a tutti e il colore verde quelli praticabili anche da principianti. Blu, rossi o verdi, tutti i percorsi suggeriti sono ad anello e ciascuno di essi propone due livelli di difficoltà. Ogni itinerario è corredato da precise indicazioni di chilometri e tempo di percorrenza, dai dati sul fondo stradale (sterrati e strade asfaltate), dislivello, consigli sul grado di esperienza richiesto, punti di sosta suggeriti.

Un esempio (percorso blu): dal monte Quarin al crinale di Dolegna del Collio. L’itinerario si sviluppa nell’area collinare ampia ed estesa tra Cormòns, Plessiva fino a Lonzano e Scriò per scendere attraversando la valle del Judrio e la dorsale del Bosco Romagno nella valle di Corno di Rosazzo. Si attraversano due aree naturali protette: il bosco di Plessiva e Romagno dov’è possibile ammirare specie vegetali autoctone, oltre a castagni e querce, o incontrare piccoli scoiattoli, tassi e caprioli. Il fondo drenante dei sentieri, tipica la terra a scaglie denominata “ponca”, e le carrareccie rendono il tracciato percorribile tutto l’anno. Alcuni brevi tratti presentano gradini o varianti con salite tecniche e impegnative.

Presidenza Cciiaa: Legacoop stoppa Bertossi

LegacoopNo ad accordi sottobanco sulla presidenza della Camera di Commercio, specialmente se il candidato da sistemare è un ex assessore regionale della giunta Illy.  L’altolà è firmato dal presidente regionale di Legacoop Renzo Marinig, il cui messaggio ha un preciso destinatario: Enrico Bertossi, indicato nel prossimo consiglio camerale in quota al settore dei servizi alle imprese. Marinig chiama in causa le altre categorie, a partire da Confindustria: «Valduga mi disse che sulla presidenza c’era già un accordo. Noi però non sappiamo quali ne siano i contenuti: se l’accordo c’è venga fuori, perché da quando ci si è messa di mezzo la politica si è scatenato il mercato delle vacche». Tutto nasce dall’esito delle elezioni regionali. Che ha portato al ripescaggio di un candidato pesante come Bertossi, capace di mettere in discussione l’annunciata conferma di Giovanni Da Pozzo (Ascom) alla presidenza e di Adriano Luci (Confindustria) come vice, nominati 11 mesi fa in seguito alle dimissioni di Valduga. Chiamato in causa da Marinig, quest’ultimo precisa che «quella di Da Pozzo e Luci era una designazione a lungo termine», non limitata cioè all’attuale mandato. «Se la scelta è per Da Pozzo – incalza Marinig – siamo d’accordo. Ma siamo pronti a votare anche per Bertossi, a patto che il suo nome sia il frutto di un accordo tra tutte le categorie». Questo vale per la forma. Sulla sostanza, invece, Marinig ha molto da ridire: «Bertossi è stato un ottimo assessore. Però non sta scritto da nessuna parte che vada risarcito».

Ma dietro alla presa di posizione di Legacoop c’è anche una questione di rappresentanza: «Siamo stufi di portare le borracce, vogliamo correre per vincere». Cioè contare di più nelle poltrone che contano, mentre in Camera di Commercio la cooperazione si sente defraudata di un posto: quello che nell’attuale consiglio spetta al presidente di Idealservice Enzo Gasparutti e che nel prossimo, per rotazione, toccherà a Confcooperative con Giampaolo Zamparo. «L’uscita di Gasparutti – tuona Marinig – è uno schiaffo a tutto il movimento cooperativo, tanto più che Idealservice è iscritta anche a Confindustria. Se deciderà di ritirare l’adesione, Confindustria se la prenda con se stessa. Ricordo che Idealservice fattura 50 milioni». Ma il nodo Gasparutti, assicura Marinig, non ha nulla a che fare con la questione Bertossi, come scritto ieri dal Gazzettino: «Non ho mai detto che Bertossi ha preso il posto a Gasparutti, né che Gasparutti vada nominato in quota a Confindustria