Archivio mensile:Dicembre 2014

Carnia: lo Zoncolan apre a Natale, Skipass prevendita lenta

di Maurizio Cescon
Arriverà il freddo. Già nel week end e sarà così possibile programmare l’innevamento artificiale sulle piste della montagna friulana. Semprechè non faccia capolino (ma al momento è un’evenienza ritenuta poco probabile) la neve, quella vera. Ieri alla presentazione dell’Agenda Fisi degli sport invernali, Regione, operatori e dirigenti sportivi erano ottimisti. La stagione dello sci potrà finalmente decollare, dopo lo stop forzato imposto finora dalle condizioni meteo sfavorevoli. Regalo di Natale, intanto, per gli appassionati. Da domani, oltre a Sella Nevea, si potrà sciare nella parte alta dello Zoncolan. Promotur e TurismoFvg hanno fatto il punto pure sulla prevendita degli skipass stagionali e a ore. Da un primo bilancio sembra che ci sia stata una piccola flessione rispetto all’anno scorso, che aveva fatto registrare il record. L’incasso, comunque, è di circa 600, 700 mila euro. Debutta il Kaiser. Domani aprirà la parte alta dello Zoncolan. Si potrà salire da Ravascletto con la funivia e dal versante di Sutrio con la seggiovia Valvan davanti al rifugio Moro. Arrivati al “Cubo”, attraverso il tornante ci si porterà sul versante che porta all’area del monte Tamai. Saranno quindi aperte le piste Tamai 1, Arvenis, Goles e Zoncolan 4 fino ai laghi con due seggiovie per risalire in quota. Aperto anche il “tappeto” del campo scuola vicino al “Cubo”. Promotur fra neve naturale e artificiale ha garantito in pista un minimo di 30 centimetri sulle piste. Per il rientro a valle, stessi impianti della salita partendo dal cubo. Niente da fare invece per gli allenamenti degli sci club, che ancora non possono usufruire della pista Zoncolan 1. Così domani e a Santo Stefano, poi la situazione dovrebbe migliorare. Per gli altri poli (Forni, Piancavallo, Tarvisio) bisognerà attendere il week end, ma da sabato le temperature scenderanno in modo sensibile e sarà possibile “sparare” con i cannoni. Economia e sci. Il direttore di TurismoFvg Bregant ha illustrato la nuova strategia: con la Fisi, la Federazione degli sport invernali e quindi con il grande popolo degli sciatori, dovrà esserci sinergia. «Lo sci è la base del turismo invernale – ha detto Bregant -. Noi abbiamo puntato sulle famiglie con lo skipass gratis per i bambini fino a 10 anni e invitiamo gli operatori a garantire l’ospitalità gratuita dei più piccoli. E’ una mossa che sta dando già risultati».

Tolmezzo: (doveva essere) “Guida sicura” ora la pista fa discutere

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di Tanja Ariis.

«Troppi rumori dalla pista di Tolmezzo? Allora la si riservi alla guida sicura, ma l’impianto va completato perché manca di diverse dotazioni». Lo dice Alessandro Prodorutti, presidente di Carnia Racing, associazione sportiva che ha gestito fino a un anno fa l’impianto e che conosce fin troppo bene le proteste che anche oggi, con l’attuale gestione, continuano e anzi aumentano a causa dei rumori causati dall’attività in pista. Prodorutti allarga le braccia e dice: «E allora si chiuda la pista alle attività sportive e si faccia solo guida sicura, ma allora servono un impianto di illuminazione, un impianto di irrigazione (l’acqua serve per le manovre di sicurezza e per tutto), in un’area ad hoc superfici ad aderenza differenziata, cioè realizzate con asfalti e vernici particolari per simulare lastre di ghiaccio o fondo bagnato sulla strada, una reception e i bagni. Lì c’è solo la pista e basta. I bagni noi li avevamo dovuti noleggiare e per le superfici avevamo provveduto con tappeti ad hoc, ma se una pista deve essere di guida sicura, certe cose le deve avere. Inoltre se a Lavariano realizzeranno l’impianto di cui si parla, poi a Tolmezzo ci pianti gli alberi perché là ci sarà tutto ciò che qui manca. Trasformino quella di Tolmezzo in una pista di guida sicura, completandola, lasciando a Lavariano la parte sportiva. Ma allora va anche abbassato l’affitto che il Comune di Tolmezzo chiede al gestore. A noi chiedeva quasi 22 mila euro l’anno». Carnia Racing fa ancora corsi di guida sicura alla pista tolmezzina:nel 2014 ne ha fatti cinque e ha lavorato molto con Comuni dell’Udinese e imprese friulane, nulla con i Comuni carnici: «Ho fatto corsi a tutti – dice Prodorutti – tranne che ai carnici, a parte qualche ragazzo. Dalla Carnia la risposta è zero sui corsi di guida sicura». Le parole di Prodorutti sorprendono, perché ogni volta che in Carnia un giovane muore in un incidente stradale si assiste alla gara delle buone intenzioni tra le istituzioni (specie dai Comuni), ma poi tutti si volatilizzano. In Trentino e Lombardia alcuni anni fa con progetti regionali hanno portato tutti i ragazzi patentati a fare un corso di guida sicura in piste così. «Lì – dice Prodorutti – hanno investito per formare i ragazzi. Basta copiare. Tanti in situazioni di emergenza (come un ostacolo improvviso) non sanno che fare e come si comporta il veicolo. Tanti non sanno gestire la macchina in frenata». Carnia Racing organizza anche corsi di guida sportiva e dal 2013 ha una propria scuderia piloti. Dal 16 al 24 gennaio organizza il 6º corso co-piloti che insegna l’abc di una gara di rally (le iscrizioni sono possibili fino a metà gennaio, per info [email protected]). Il migliore del corso vince una gara con un pilota Carnia Racing.

Sella Nevea: l’hotel Forte si affida a un gruppo di giovani

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(g.m. dal MV di oggi)

Nella giornata nera (l’ennesima) per Sella Nevea almeno una luce di speranza: riapre l’hotel Forte, appena riaperto, che era chiuso dall’inverno scorso. Sabato, infatti, è cominciata la gestione della Global Tour. È una nuova società composta da un gruppo di giovani, sui 25 anni, con esperienze e professionalità acquisite frequentando lo Ial e lavorando in importanti alberghi e ristoranti. Ognuno è specializzato nel ruolo da svolgere, nelle reception, in cucina o nelle altre attività, spiega Renato, un friulano di Codroipo. Il gruppo ha provveduto a “rinfrescare” i locali e invita tutti al brindisi di apertura annunciato alle 17 di domani. Ovviamente, un hotel con 450 posti letto a disposizione, ha bisogno di un po’ di tempo per ingranare, ma le prospettive sono buone, in quanto i gestori contano su un numero di prenotazioni che va dalle 5 mila alle 8 mila fino ad aprile. A Sella Nevea, questi giovani imprenditori sono stati accolti con molta simpatia. «Dimostrano di avere tanta voglia di fare e vogliono vincere quella che per loro è una sfida importante – commenta Fabio, del Rifugio Gilberti -. Ed è un messaggio molto positivo che danno a tutto il sistema». Ma ieri c’è stato il guasto alla seggiovia Gilberti a offuscare la giornata sugli sci. «Non ci voleva proprio, comunque, un episodio non può deturpare la splendida immagine che Sella Nevea sta dando in questi giorni». «E più che criticare – aggiunge la gestrice del rifugio, Irene Pittino – è da ringraziare il personale di Promotur che è riuscito a risolvere il problema». Ieri, al rifugio l’atmosfera che si respirava era quella dei grandi eventi. In mattinata, infatti, è stato festeggiato l’ottantesimo anniversario della costruzione della struttura, a cura della Società alpina friulana dedicata all’alpinista Celso Gilberti, morto a soli 23 anni, precipitando durante l’ascensione alla Paganalla in Trentino. La figura di Gilberti e la storia del rifugio sono state ben tratteggiate da Umberto Sella della Saf. Il coro Amici del Canto di Resia ha poi intonato il mitico canto alpino dedicato al monte Canin e altri motivi classici della montagna, offrendo un intrattenimento anche agli sciatori che si erano fermati in attesa che ripartisse la seggiovia.

Tolmezzo: stop al progetto ciclabile, la Regione non varia la destinazione d’uso della linea ferroviaria dismessa

di Tanja Ariis.
Stop, almeno per ora, al progetto di Cosint, Comune di Amaro e Comunità montana di ricavare una pista ciclabile sulla vecchia linea ferroviaria Carnia-Tolmezzo, smantellando i binari. La Regione ha deciso di non variare la destinazione d’uso della linea ferroviaria dismessa Carnia-Tolmezzo, passo necessario per quel progetto, il quale dovrà essere modificato per avere ancora una chance, proponendo, per esempio, una sede alternativa ai binari per la pista ciclabile, magari proprio a fianco di essi. Come hanno suggerito Flavio Cimenti e Pierpaolo Lupieri dell’associazione “Vecchi binari Fvg Udine/Tolmezzo”: «Condividiamo – affermano – la decisione della Regione di non variare la destinazione d’uso del sedime ferroviario del raccordo Carnia-Tolmezzo, mantenendolo come patrimonio ferroviario di interesse regionale. La Regione ha sollecitato gli enti locali interessati a trovare soluzioni alternative per ricavare la pista ciclabile con l’allargamento del sedime ferroviario o altri siti che puntino all’eventuale riqualificazione della strada provinciale del Sasso Tagliato(vecchia strada tra Tolmezzo e Amaro) nonché di tratti paralleli ad essa». L’associazione auspica la ripresa di un serrato confronto conle parti interessate per trovare soluzioni condivise che valorizzino in chiave turistico-museale sia il tratto ferroviario sia progetti di sviluppo di piste ciclabili. «Si riprenda – sollecitano Cimenti e Lupieri- la collaborazione: l’idea è un progetto turistico complessivo che possa consentire anche il recupero dello stabile dell’ex polveriera per spazi espositivi sulla cultura ferroviaria o musei di memoria militare». Intanto l’associazione ha da poco ottenuto dalla Provincia di Bologna, in comodato d’uso, la locomotiva a vapore T3 già utilizzata all’epoca sulla tratta ferroviaria carnica. Per ora, in attesa che un giorno possa anche tornare in Carnia magari come mezzo turistico, come avviene all’estero, il mezzo sarà ospitato a Udine dalla società regionale Ferrovie Udine-Cividale. Roberto Carollo, presidente del museo ferroviario di Trieste, conferma che i rapporti con l’associazione carnica sono costanti e possono dar vita a un progetto di respiro regionale: da Trieste, dove c’è appunto il museo ferroviario (5 mila visitatori l’anno) gestito da volontari, alla Carnia dove sulla linea dismessa Tolmezzo-Carnia si potrebbe utilizzare il mezzo storico come treno turistico, e poi Udine con la biblioteca Joppi, ipotizza Carollo, per la parte bibliografica, essendoci tutto l’archivio austro-ungarico relativo.

Tolmezzo: Burgo c’è l’ accordo per il depuratore

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di Tanja Ariis.

Risolta la questione del depuratore consortile con il Gruppo Burgo che si impegna a rimanere collegato per almeno tre anni. Ieri la firma dell’accordo tra Regione, Mosaico (di cui fa parte la cartiera) e Carniacque. La governatrice Debora Serracchiani ha partecipato alla firma giunta dopo nove mesi di trattative mediate dalla Regione. «In questi mesi – ha commentato soddisfatta Serracchiani – abbiamo lavorato con determinazione per risolvere i problemi e rispondere alle istanze dello stabilimento Burgo, ora Mosaico, soprattutto in materia di riduzione dei costi della depurazione, sventando così il rischio della chiusura della linea cellulosa e aiutando a trovare il punto di equilibrio tra le esigenze dell’azienda e quelle del gestore. È stato un lavoro molto puntuale che ha portato alla presa di responsabilità di tutte le parti. Questo accordo ci permette di tirare un respiro di sollievo per la situazione dello stabilimento tolmezzino, che confidiamo mantenga i livelli occupazionali e faccia investimenti sugli impianti permettendo così di contare sulla prosecuzione della produzione in Friuli del gruppo Burgo». L’accordo individua il tempo previsto per l’utilizzo da parte di Mosaico sia per la parte carta che per la parte cellulosa e prevede un impegno complessivo triennale, ossia 36 mesi per il conferimento riguardante la carta e 30 per quello della cellulosa, entrambi termini prorogabili, definendo anche le condizioni per le fermate temporanee che potrebbero verificarsi. La parte più importante è la definizione degli importi che saranno dovuti per il servizio e in base ai quali poi Carniacque sarà anche in grado di bandire la gara, a fronte della scadenza del servizio. «In ogni caso – ha assicurato il presidente di Carniacque, Fabrizio Luches – ci siamo impegnati a garantire continuità all’utilizzo dell’impianto». «È un accordo importante – ha commentato Furio Azzopardo, direttore della cartiera tolmezzina – perché permette di ridurre i costi sulla linea cellulosa, che quest’anno siamo riusciti a rendere redditizia, anche se è la più datata dello stabilimento. Ciò garantisce tre anni di stabilità in un quadro comunque positivo per Tolmezzo, che ha raggiunto quest’anno il record di risultato economico e nel quale sono state effettuate di recente nuove assunzioni». Il sindaco Francesco Brollo commenta: «È una tappa molto importante di un percorso durato tempo e che ha visto l’impegno di vari soggetti seduti a un tavolo. È una bella notizia perché porta alla messa in sicurezza per un tratto di futuro dell’attività di Burgo e c’è stato l’impegno della Regione perché ciò potesse avvenire. Noi al tavolo ci siamo sempre stati e questo è il momento della soddisfazione». Soddisfazione piena è espressa da Renzo De Prato, rsu Cisl: «Tre anni in un quadro come quello attuale di crisi generale è tanto e per questo risultato ringraziamo la Regione, il Comune e l’azienda che si sono impegnati molto per una soluzione. Noi abbiamo sempre avuto fiducia in un soluzione positiva e sappiamo anche che potrebbero esserci altri investimenti. Inoltre il portafoglio ordini per il 2015 è come quello del 2014, che già era stato un record. In un momento come questo, e se pensiamo che nel 2004 eravamo quasi in procinto di chiudere, non possiamo che essere soddisfatti». Entusiasta per l’avvenuta firma dell’accordo anche Mario Mazzolini, rsu Uil, che dice: «Dopo tanti mesi di trepidazione, finalmente è stato siglato l’accordo. Ora qui tutti i lavoratori, compresi quelli del reparto cellulosa, che era più in discussione, potranno trascorrere un Natale sereno. Sappiamo che è importante del resto che lo stabilimento rimanga integrato anche in futuro. Mi complimento con tutte le parti sedute al tavolo, con la presidente Serracchiani e anche con chi negli anni scorsi nelle precedenti legislature si è preso l’onere di sostenere il commissariamento e con tutti coloro che si sono impegnati per mantenere aperta la cartiera, compresi l’ex sindaco Cuzzi e Pillinini, di cui non ci dimentichiamo». Stefano Pillinini, rsu Cgil, commenta: «Sono supercontento della firma dell’accordo. Avevamo paura perché ci sono quasi 90 operai del reparto cellulosa che rischiavano di andare a casa. Sarà un Natale più sereno per tutti i lavoratori della cartiera Mosaico». E Giorgio Donaer, rsu Ugl, infine afferma: «Sono contento per l’accordo; spero che vada avanti».

Amaro: il 22/12/2014 l’Assemblea ordinaria e straordinaria per la liquidazione di Agemont S.p.A

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L’Assemblea ordinaria e straordinaria di Agemont S.p.A., della quale la Regione è socio unico, è stata convocata per il prossimo 22 dicembre. Lo ha comunicato l’assessore regionale alle Finanze del Friuli Venezia Giulia Francesco Peroni. Peroni ha ricordato come l’ordine del giorno dell’Assemblea fosse già stato oggetto di una precedente comunicazione alla Giunta regionale e che nel disegno di legge Finanziaria regionale 2015 è inserita una norma che autorizza ogni operazione finalizzata allo scioglimento e alla liquidazione della Società.

In particolare, dopo un’attenta analisi della situazione di bilancio e delle attestazioni dell’organo di controllo, è stata ravvisata la sussistenza delle condizioni di perdita strutturale della Società, con conseguente necessità della messa in liquidazione della stessa.

Nello stesso senso, un recente accertamento peritale ha confermato come la società non sia più in grado di perseguire il suo oggetto sociale.

Pertanto, l’assessore Peroni ha proposto alla Giunta regionale di dare mandato al proprio rappresentante nell’Assemblea di Agemont di approvare il Bilancio al 30 giugno 2014 e di esprimersi a favore della procedura di liquidazione, accertato nel frattempo l’esito di approvazione della manovra finanziaria da parte del Consiglio regionale.

Chiusaforte: sarà festa per gli 80 anni del rifugio Celso Gilberti

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di Giancarlo Martina.

Domenica al rifugio Celso Gilberti, situato su una rilevanza che domina il Vallone del Prevala, in faccia al Bila Pec, saranno sottolineati, alle 11, con un incontro genuino con il coro degli Amici del canto della val Resia, promosso dalla gestrice Irene Pittino, gli ottanta anni di onorato servizio della struttura. È un punto d’appoggio per gli alpinisti che frequentano le pareti delle cime del Gruppo del Canin, gli speleo che esplorano gli abissi del Canin, gli escursionisti che frequentano gli itinerari che si snodano fra ghiaioni e rocce dove è ben evidente il carsismo che caratterizza l’area di pregio del parco delle Prealpi Giulie, che offre anche un interessante itinerario botanico e un altro geologico. E nei mesi invernali, oltre che dare ristoro agli sciatori in genere, è anche il punto di partenza per le uscite degli scialpinisti e degli amanti del freeride, per i quali già da questa stagione si pensa di predisporre percorsi in sicurezza per le loro discese mozzafiato. Insomma un rifugio collocato proprio al posto giusto, dove hanno anche sostato i grandi dell’alpinismo friulano, da Gervasutti a Ignazio Piussi, e anche i grandi dello sci, dai nostri Di Centa e Paruzzi a Ulvang, Alberti, Thoeni, Tomba…, protagonisti di scialpinistiche e discese del Canin. Bisogna riconoscere che la Società alpina friulana è stata lungimirante quando decise di costruirlo per assicurare una base agli alpinisti (allora era in pieno territorio italiano in quanto i confini con la Jugoslavia sulle creste del Canin sono stati tracciati dopo la seconda guerra mondiale). Fu inaugurato, ricordiamo, il 24 ottobre 1934 e la Saf lo dedicò alla memoria del rocciatore friulano Celso Gilberti, un valente alpinista nonostante la giovane età, che, ricordiamo, il grande Emilio Comici definì «il vero cavaliere della montagna». Celso Gilberti, purtroppo, perì tragicamente a soli 23 anni, precipitando durante un’ascensione alla Paganella (Trento) assieme all’amico Erberto Pedrini, l’11 giugno 1933 e di lui si ricordano le 46 vie nuove aperte sulle Alpi, di cui molte anche di livello estremo. Il rifugio, devastato da un incendio durante la guerra, fu ricostruito e reinaugurato il 28 ottobre 1948.

Tolmezzo: cordoglio per la scomparsa dell’ex sindaco Ilario Brollo

 

di Gino Grillo.

È morto improvvisamente nel pomeriggio di oggi, mercoledì 17 dicembre, all’ospedale dov’era stato ricoverato nella mattinata, Ilario Brollo, 72 anni, ex sindaco della città carnica e fondatore della squadra di calcio locale della Virtus. Una malattia fulminea l’ha stroncato, lasciando sbigottiti quanti lo conoscevano. Alcuni erano venuti a conoscenza che stava poco bene, la modestia e la riservatezza di Ilario non dava adito però ad avere notizie più precise sulla sua salute.

Brollo fu sindaco della città dal 1995 al 1999, succedendo a Renzo Tondo. Una vittoria, la sua, impeccabile, da un punto di vista politico, sull’avversario Sergio D’Orlando. Entrambi di provenienza democristiana, avevano scelto strade diverse, Brollo schierandosi con il centrosinistra, mentre D’Orlando si era posizionato con il centrodestra. Sottoufficiale dell’Aeronautica per 4 anni, poi si stabilì nella sua città, lavorando quale impiegato per Pillinini Mobili e quindi entrando in Cassa rurale. Dal 1975 Ilario Brollo si dedicò alla politica, come consigliere con il sindaco Igino Piutti, cui era legato da grande amicizia, anche se poi le loro strade in campo politico si sono differenziate, ma sul piano umano la loro amicizia non è mai venuta meno.

«La nostra – ricorda Piutti – è stata un’amicizia personale prima che politica, anche quando la diversità di vedute sul futuro della Carnia ci ha portati su posizioni politiche diverse. Sapevo che venerdì era uscito dall’ospedale, lo avevo chiamato per sapere i risultati delle analisi mediche effettuate, ma la sua riservatezza non gli ha permesso di rispondermi al telefono. Poi tutto è precipitato».

Piutti lo ricorda come un archetipo di cittadino tolmezzino, di derivazione contadina. «Tutta la Dd dei primi periodi a Tolmezzo era così, che presentava, come ha fatto Ilario da amministratore quale sindaco e anche all’opposizione, posizioni concrete, al servizio della gente con un rapporto di onestà semplicità delle relazioni».

Parole di cordoglio sono state espresse pure dagli ex sindaci Renzo Tondo e Sergio Cuzzi, che lo ricordano come persona pacata, riservata, «mai sopra le righe con il quale si poteva dialogare facilmente». Brollo fu sindaco in un brutto periodo per la città carnica, quando fu colpita dall’alluvione di Torre Picotta, «dove per poco non ci scappò il morto – rammenta Cuzzi –. Un amministratore lo si giudica per come gestisce i momenti difficili, e in quell’occasione Ilario, uomo di concretezza, si è comportato egregiamente, anche se questo lo ha penalizzato nella tornata amministrativa seguente (perse appunto contro Cuzzi, ndr).

Dario Zearo ricorda Ilario non solo come amministratore: «Siamo quasi coetanei, per cui abbiamo trascorso la vita praticamente insieme: uomo moderato, con il quale ho condiviso bei momenti anche da avversari politici. Nessun screzio, anche se avevamo posizioni politiche diverse sulle quali ci siamo spesso confrontati».

Riservata pure la famiglia, che con la figlia Elena, impiegata in Comune, chiede di ricordare il padre quale uomo pubblico. «Sul piano personale, riservato com’era, non sarebbe voluto apparire». Ilario lascia altri due figli: Anna, impiegata in una ditta locale, e Alberto che lavora in banca e due fratelli Fantina e Giuseppe, attualmente cappellano degli emigranti in Germania, del quale si attende il ritorno in Carnia per stabilire l’orario del funerale che si terrà in duomo domani pomeriggio.

Sutrio: omaggio (poetico) al Maestro Domenico Molfetta

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Al maestro Domenico Molfetta…
di Federica Nodale

 

Fuoco che scalda fredde sere,
fuoco del sapere.

Uno scambio continuo che mi fa sentire il vivere meno stanco,
non piu’ in cattedra maestro ma seduti allo stesso banco.

Eppure ora che trent anni sono passati e la memoria non regna stagna
e ti vedo ancora lì davanti alla lavagna.

Mi insegni latino custode di frasi a me sconosciute.

Mi parli di energia nelle piante, di cromoterapia, di boschi, di legno,
dei cramars o di un antico disegno.

Ancora una volta mi accorgo dell importanza di una persona colta che umilmente
trasmette il suo sapere a generazioni intere
e a differenza d’altri
non lo fa per mestiere.

Maestri si nasce, non si diventa.

I tuoi libri fanno luce su un territorio e la sua storia;
doni preziosi, da imparare a memoria!