Archivio mensile:Giugno 2009

Friuli: per il G8 sospeso il trattato di Schengen

Come paradosso non è niente male: se si tratta della sicurezza dei cittadini comuni allora le frontiere possono rimanere aperte; se invece parliamo di garantire la massima sicurezza alle delegazioni partecipanti e degli invitati al summit del G8, allora il trattato di Schengen può essere sospeso 😛

Vi siete abituati a «scorazzare» liberamente in bici o a piedi lungo i sentieri di montagna tra Italia, Slovenia e Austria? Avete conservato come un cimelio «storico» la vostra «prepustnica», per ricordare i tempi in cui il Friuli era ancora una terra di frontiera? Scordatevi queste abitudini «transfrontaliere», riaprite i cassetti e rispolverate i vecchi lasciapassare, perché le lancette dell’orologio stanno per tornare indietro di due anni, per tornare al 21 dicembre 2007. 

Da domenica 28 giugno (ore 00:01) e fino al 15 luglio, il trattato di Schengen, quello che da un anno e mezzo consente la libera circolazione delle persone attraverso i confini «interni» dell’Unione Europea, potrebbe essere sospeso, al fine «di garantire la massima sicurezza dei cittadini, delle delegazioni partecipanti e degli invitati» al summit del G8, che si terrà a L’Aquila dall’8 al 10 luglio prossimi.

Si tratta di una facoltà prevista dallo stesso Accordo di Schengen: ciascuno Stato aderente, previa consultazione degli altri, in via del tutto eccezionale può decidere che per un periodo limitato sulle frontiere interne siano ripristinati i controlli ai valichi e sospesa la libera circolazione delle persone. Il provvedimento riguarda tutte le frontiere, terrestri, marittime ed aeree. Per questo torneranno gli agenti di pubblica sicurezza ai confini. Il ministero degli Interni ha elaborato un piano speciale per rinforzare il personale della Polizia di frontiera, che dopo la caduta del confine era stato opportunamente sfoltito con trasferimenti ad altri incarichi. Laddove possibile, si utilizzeranno i fabbricati dei vecchi valichi, dove sono stati distrutti si provvederà all’utilizzo di strutture mobili realizzate per l’occasione.

E, al comando della Polizia di frontiera di Udine, si apprende che non si tratterà di un ripristino «simbolico». Tutte le persone che transiteranno dai valichi dovranno esibire un documento valido per l’ingresso in Italia, pena il respingimento. Il controllo non avverrà solo in entrata – per impedire che dei facinorosi possano cercare di creare disordini attorno al G8, come avvenne a Genova nel luglio 2001 –, ma anche per coloro che usciranno dall’Italia. Inoltre, essendo sospesa la libera circolazione delle persone, si potrà transitare con la carta d’identità da un paese all’altro (il provvedimento riguarda non solo la frontiera con la Slovenia, ma anche quelle con l’Austria e la Francia) solo nei valichi di prima categoria. Per quasi un mese, quindi, scordatevi «sconfinamenti» lungo i sentieri di montagna! E, se non avete ancora un lasciapassare valido, scordatevi anche itinerari alternativi attraverso i valichi di seconda categoria.

E non mancano le polemiche. Sulla sospensione temporanea degli accordi di Schengen si è espressa oggi anche la Giunta regionale, rispondendo a un’interrogazione del consigliere regionale del Pd, Giorgio Brandolin. Risposta che Brandolin giudica insoddisfacente in quanto la Giunta, ha dichiarato il consigliere, «praticamente abdica alla propria autonomia e a qualsiasi tipo di azione volta a mitigare gli effetti di una scelta antistorica e politicamente offensiva nei confronti dei nostri vicini sloveni che porrà problemi logistici per la sistemazione del personale di polizia, essendo in molti casi state rimosse le strutture ai confini, tanto che si parla di utilizzare camper o strutture provvisorie».

 
«Teniamo conto inoltre – ha aggiunto Brandolin – che sul confine con la Slovenia i valichi sono numerosi e anche questo sarà un problema per l’organizzazione logistica. Infine, bisogna considerare che il ripristino dei controlli avrà un effetto negativo anche per la concomitanza del periodo estivo, con lunghe code che inevitabilmente si creeranno ai valichi e che non faranno piacere a turisti e operatori transfrontalieri».

Ma il ripristino dei confini servirà almeno a qualcosa? L’ultima volta che questa misura è stata adottata fu nel novembre 2002 per il Social forum europeo svoltosi a Firenze (si temevano violenze da parte di estremisti, ma non successe nulla). La stessa misura fu però adottata nel luglio 2001 in occasione del famigerato G8 di Genova, ma non impedì le violenze dei «black block».

Comprensibili i malumori e l’irritazione di tutto l’arco politico sloveno. Il «black out» dei confini colpirà un periodo «caldissimo» per gli spostamenti turistici verso l’Istria e la Dalmazia, e si rischia di rivedere le file chilometriche ai valichi di Pese e Rabuiese, ma anche a quello sull’A23 con l’Austria. Con molti fastidi anche per chi a ridosso del confine ci vive. Dagli ambienti della polizia si apprende che i controlli saranno «intelligenti», evitando inutili lungaggini e invece privilegiando controlli approfonditi nei casi in cui il «fiuto» degli investigatori percepirà qualcosa di strano. Ma non basta ad allontanare lo sconcerto per questo anacronistico ritorno al passato in occasione di un avvenimento che, per quanto importante, si svolgerà ad oltre 600 chilometri di distanza.

Le Dolomiti sono patrimonio dell’umanità

Dal MV di oggi

Dal mare alla montagna, «in una grande festa dei territori» dice il ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo, l’Italia vede riconosciute dall’Unesco, le peculiarità e il grande valore del proprio straordinario territorio. Tocca alle Dolomiti ricevere lo status di bene naturale patrimonio dell’umanità . Ci sono voluti 17 anni, sino all’accelerazione definitiva del 2004 favorita dalla partecipazione diretta delle cinque province di Trento, Bolzano, Belluno, Udine e Pordenone, per vedere accogliere dall’Unesco la candidatura delle montagne più belle del mondo.










 Decantate da scrittori e illustrate da pittori, set di grandi film, teatro di grandi imprese sportive, patrimonio naturalistico, sociale ed etnografico, le Dolomiti entrano tra le 176 gemme naturali della terra per la loro «straordinaria bellezza paesaggistica e la specificità geologica». Hanno poi il primato di essere il primo bene seriale ammesso dal “World Heritage Committee”. Un aspetto reso possibile «dalla partecipazione delle realtà territoriali, cinque province e tre regioni» dice il ministro, con il coinvolgimeto delle popolazioni di lingua italiana, ladina e tedesca.
La candidatura delle Dolomiti era arrivata in Spagna forte del parere positivo espresso nelle scorse settimane dall’Iucn (l’Unione mondiale per la conservazione della natura), l’organismo internazionale incaricato di esaminare in prima istanza e candidature dei beni naturali Unesco. Sinora in Italia il riconoscimento come bene naturale era stato assegnato solo alle Isole Eolie.
Fanno parte il gruppo formato da Pelmo e Croda da Lago, situati in Veneto, tra Cadore, Zoldano e Ampezzano; del massiccio della Marmolada, posto fra Trentino e Veneto e comprendente la cima più alta delle Dolomiti (3.343 metri) e il ghiacciaio più significativo; il gruppo formato dalle Pale di San Martino, Pale di San Lucano e Dolomiti Bellunesi, per lo più in territorio veneto ma anche trentino; il gruppo formato dalle Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave, le più orientali, suddivise fra le province di Pordenone e Udine; le Dolomiti settentrionali, situate fra Alto Adige e Veneto e comprendenti i frastagliati Cadini, le candide Dolomiti di Sesto, le austere Dolomiti d’Ampezzo, le lunari Dolomiti di Fanes, Senes e Braies; il gruppo Puez-Odle, tutto in territorio altoatesino, oggi splendido parco naturale; il gruppo formato dallo Sciliar, dal Catinaccio e dal Latemar, a cavallo fra Alto Adige e Trentino; le Dolomiti di Brenta, le più occidentali, dove vive ancora l’orso bruno, tutte in territorio trentino; il Rio delle Foglie, uno straordinario canyon, unico al mondo, le cui stratificazioni rocciose dei più diversi colori e gli innumerevoli fossili di animali preistorici permettono di leggere come in un libro aperto la storia geologica della Terra.
Sarà la futura Fondazione “Dolomiti-Dolomiten-Dolomites-Dolomitis Unesco Foundation” il soggetto unitario di coordinamento interistituzionale per la gestione delle politiche di conservazione e valorizzazione dei valori del Patrimonio universale. È Mauro Gilmozzi, assessore all’Urbanistica della Provincia autonoma di Trento a scandire l’agenda dei prossimi impegni, già a Siviglia subito dopo la proclamazione delle Dolomiti a sito naturale tutelato dall’Unesco.
«Ora abbiamo 18 mesi di tempo per dare attuazione agli impegni presi – spiega Gilmozzi – in particolare dobbiamo rendere operativa la fondazione e definire i piani di gestione di settore dei vari territori. Il piano di gestione generale già c’è ma ora dobbiamo articolarlo sui vari territori e dimostrare che la candidatura delle Dolomiti non è più solo un’idea ma diviene un fatto concreto».











Udine: Rifondazione corsi di recupero a prezzi popolari


Niente da dire: quando i comunisti si rimettono a fare i comunisti sul serio, i risultati si vedono subito e sono anche molto aprezzati. Dopo il pane a prezzi popolari,  sicuramente un aiuto del genere non si dimenticherà facilmente da parte di tutte quelle famiglie che del decreto Gelmini e di tutta la confusione fatta fino ad oggi sul rinnovamento della scuola,  percepiscono solo di dover pagare cifre colossali per permettere ai loro figli di recuperare i debiti scolastici.  Corsi di recupero a quattro euro l’ora per gli studenti delle scuole superiori che hanno un debito formativo e non vogliono o non possono permettersi un professore di ripetizioni a 50 euro l’ora. La proposta arriva da Rifondazione comunista che lancia i cosiddetti “corsi di recupero popolari”. «Un modo per venire incontro a ragazzi e genitori – ha spiegato il segretario provinciale Carmelo Seracusa, alla presentazione dell’iniziativa – in un momento di difficoltà economica».
Dodici le persone che si sono già candidate, gratuitamente, come insegnanti di italiano, latino, matematica e inglese: sono professori delle scuole superiori o studenti universitari laureati o laureandi. L’iniziativa partirà dal mese di luglio, per proseguire dal 20 agosto ai primi di settembre, nella sede di Rifondazione comunista, in via Percoto 8, e al nuovo circolo Arci “Cas’Aupa”, in via Val D’Aupa 2, al Villaggio del Sole. «Abbiamo già ricevuto cinque prenotazioni – commenta soddisfatto il segretario –. I corsi saranno organizzati in gruppi di studenti e non c’è limite di posto». L’idea nasce a margine di una serie di iniziative lanciate da Rc per far fronte alla crisi economica. «Una su tutte, la distribuzione del pane e della pasta a prezzo calmierato – spiega –, che continua in via Percoto ogni sabato: 1,50 euro per un chilo di pane e 1 euro per un chilo di pasta». Per un totale di circa un centinaio di chili di pane e una ventina di chili di pasta alla volta. «Abbiamo poi costruito due campi e acquistato due cucine per i terremotati dell’Abruzzo – continua – dando assistenza al 6% degli sfollati. Quello che mancava era una proposta sul fronte istruzione».
Il problema, secondo Seracusa, è che solo gli studenti più agiati possono permettersi le esose ripetizioni estive, perché la scuola, con la riforma Gelmini, non garantisce più i cosiddetti corsi di recupero. E proprio per dare un sostegno all’istruzione il ricavato dell’iniziativa andrà alle organizzazioni studentesche de “L’Onda” udinese. Gli interessati possono contattare il numero 0432.21400 dal lunedì al venerdì dalle 18 alle 20 oppure il 347.2594868 o il 327.6620486 o scrivere un’email all’indirizzo [email protected]

Friuli Doc 2009: mancano i fondi e laMontagna Pordenonese rinuncia


Manca la copertura finanziaria per Friuli doc e Montagna Leader rinuncia a organizzare la partecipazione della “montagna pordenonese” alla celebre kermesse udinese. La conferma è arrivata ieri dal presidente di Montagna Leader, Franco Protti , che ha reso noto come tra i tanti enti del territorio contattati negli scorsi mesi solamente alcuni hanno confermato la loro presenza con atti concreti. Complice verosimilmente la crisi economica generalizzata che non accenna a mollare la presa e i tagli decisi dagli enti locali, la somma necessaria a coprire la presenza alla manifestazione – che sarebbe vicina a 60 mila euro – è stata coperta solamente a metà. Di qui la decisione di Montagna Leader accolta con comprensibile dispiacere dal sindaco di Maniago, Alessio Belgrado.
      La città era stata la prima realtà a rispondere con entusiasmo all’invito dell’ente montano e a procedere e in concreto con gli atti amministrativi conseguenti. «Mi dispiace che come territorio vi sia stata così poca solidarietà per un evento che poteva rilanciare la “Montagna pordenonese”, posto che questo era il tema dominante dell’edizione 2009 di Friuli doc – ha affermato Alessio Belgrado – A Montagna Leader va tuttavia riconosciuto un apprezzamento per lo sforzo compiuto nel tentare di coordinare le varie espressioni del territorio. Ma, forse, servivano anche altri attori istituzionali sovracomunali per dare maggior peso all’iniziativa nonché sicurezza agli enti per la partecipazione».
      Il Comune di Udine aveva interpellato Montagna Leader circa sei mesi fa, dopo l’ente presieduto da Franco Protti aveva proceduto con una serie di verifiche ed incontri ad hoc. L’incarico ufficiale a Montagna Leader da parte dell’amministrazione udinese a gestire il coordinamento per organizzare la presenza della montagna pordenonese a Friuli doc era giunto il 25 marzo scorso. Tanto che erano stati contattati tutti gli enti, istituzioni e associazioni del territorio, tra cui i 27 Comuni dell’area montana da Caneva a Spilimbergo, tutte le Pro loco interessate, Comunità montana, Asdi del Coltello, associazioni di categoria, dei commercianti, Coldiretti, Ecomuseo e via dicendo.
      L’ultima riunione della settimana scorsa ha tuttavia portato alla luce che mancava la copertura finanziaria prevista, dal momento che non tutti gli enti che avevano partecipato agli incontri, dando il loro assenso a essere presenti a Friuli doc, erano stati poi coerenti nel versare gli importi promessi. Solamente tre sarebbero stati gli enti a aver aderito mettendoci i soldi, tra questi Montagna Leader e Comune di Maniago. Nelle scorse ore il presidente di Montagna Leader, Franco Protti, ha firmato la comunicazione formale di rinuncia inviata a tutti gli enti interessati, in primis al Comune di Udine.

Tarvisio: scossa di terremoto 26/06/2009

 

Una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 gradi della scala Richter e’ stata registrata in Friuli, nella zona del comune di Tarvisio durante la notte   . La scossa – ha reso noto la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia – non ha causato danni, ma e’ stata avvertita chiaramente dalla popolazione

Bibione: penalizzata dalla scomparsa dei cartelli

 

Bibione dichiara “guerra” al Friuli, in particolare ai vertici di Autovie Venete e al sindaco latisanese Micaela Sette. Motivo del contendere la “scomparsa” delle indicazioni per Bibione nei cartelli posizionati all’uscita del nuovo casello di Latisana, a Ronchis . Il sindaco Giorgio Vizzon scrive a Roma: siamo stati tagliati fuori, è un’azione molto discutibile e dagli effetti pericolosi».Dopo il primo week-end, caratterizzato nella prima parte da lunghe code verso il mare che hanno paralizzato le frazioni latisanesi di Picchi e Pertegada in particolare, c’era stata una riunione urgente tra i vertici di Autovie e i sindaci della Bassa, in cui si era alla fine deciso di deviare il traffico per Bibione verso il centro di Latisana.
Quando ha saputo di non essere stato invitato alla riunione urgente, Vizzon ha manifestato il suo disappunto. Ora rincara la dose. Prendendo carta e penna e scrivendo anche a Palazzo Chigi. «Ricordo che il casello di Latisana è ufficialmente identificato come l’uscita autostradale per le località turistiche di Lignano Sabbiadoro e Bibione. Da qualche giorno – ricorda Giorgio Vizzon – qualcosa è cambiato. Una decisione assunta pochi giorni fa a seguito di una riunione a cui hanno partecipato i sindaci della Bassa e il vicecommissario per la terza corsia Riccardo Riccardi, ha portato ad intraprendere un’azione molto discutibile e dagli effetti pericolosi. In prossimità della pista di uscita del casello autostradale in questione, si è proceduto alla copertura della segnaletica verticale di indicazione per Bibione. Questa novità – dice ancora Vizzon – lascia privi gli automobilisti-turisti di ogni qualsiasi indicazione circa la loro destinazione presso la nostra località e provoca pesantissimi disagi alla viabilità sulle altre arterie viarie».
Vizzon ha illustrato alcuni dei disagi: «I turisti che provengono dal Brennero, non trovando più l’uscita per Bibione presso il casello di Latisana, superano quest’ultima e si trovano “persi” sull’autostrada in direzione nord. Inversamente succede che gli utenti provenienti da Tarvisio o dal Lisert, non individuando anche loro l’uscita corretta per Bibione, superano anch’essi il casello di Latisana e si trovano propagati in direzione ovest. Questa incredibile scelta strategica ha provocato, oltre a gravissimi disagi viabilistici per i turisti, anche un importante danno all’economia turistica di Bibione che – sostiene il sindaco bibionese – con i suoi sei milioni di presenze, si attesta come la seconda spiaggia d’Italia a la prima del Veneto».
Vizzon chiede il ripristino della segnaletica per Bibione, per «tutelare un interesse sia locale, sia nazionale, si auspica la conclusione di questo increscioso episodio, posto in essere senza contemplare le conseguenze».

 

Los Angeles: addio a Michael Jackson

Dimentichiamoci gli ultimi assurdi anni della sua vita e ricordiamolo così…

Il cantante Michael Jackson è morto, stroncato da un arresto cardiaco. Ricoverato d’urgenza in ospedale a Los Angeles, è deceduto poche ore dopo. Aveva 50 anni. Il malore lo ha colto mentre si trovava nella sua residenza di Holmby Hills, sulle colline di Los Angeles. I soccorritori hanno riferito che, al loro arrivo, "non respirava più". E’ stato necessario un intervento di rianimazione cardio-polmonare. Jackson è stato ricoverato alle 12.20 (le 21.20 in Italia).

Già da un paio d’anni circolano notizie, e foto, sulle precarie condizioni del cantante. Nel 2007 gli era stata diagnosticata una grave lesione al fegato, poi la sua salute era peggiorata: si era parlato di problemi alla schiena che lo avrebbero costretto ad assumere dosi massicce di antidolorifici e tranquillanti.

Nel luglio dello scorso anno le foto del cantante su una sedia a rotelle, in pigiama, con una mascherina sulla bocca. Risale a tre mesi fa l’ultima conferenza stampa dell’artista, organizzata per annunciare una serie di concerti a Londra. In quell’occasione, Jackson aveva detto che il mini-tour sarebbe stato "la mia ultima chiamata sul palco". Le date degli spettacoli erano poi slittate.

Udine: la notte bianca del 10 luglio 2009

di Camilla de Mori
Quattro piazze, cinque sensi. La Notte bianca del prossimo 10 luglio si potrebbe riassumere così. In piazza Libertà le degustazioni e i giochi sensoriali a cura del Movimento turismo del vino Fvg, per soddisfare l’olfatto e il gusto, in piazza San Giacomo le proiezioni visive per tenere desto lo sguardo, in piazza XX Settembre le vecchie glorie degli anni ’80 capitanate da Paul Young che puntano ad accattivarsi l’udito del pubblico (con "ascolta Udine") e, per finire, i giochi per i bambini con "Il circo 238" sul piazzale del Castello. Il tatto? Come spiegano gli organizzatori, ha un posto d’onore nello slogan ammiccante che farà capolino dai manifesti e che dice: "La stella brilla dei colori della città e Udine si fa bella in questa notte magica… vivila con i tuoi sensi, vedila, gustala, odorala, sentila… toccala con mano". L’ultima frase è in grassetto. «Questo è il claim della festa – spiega Massimo Del Mestre della Avant, la società che si è aggiudicata l’organizzazione della serata -. Abbiamo cercato di dare un taglio un po’ elegante all’evento realizzando dei percorsi sensoriali diversi nelle diverse piazze e una grafica che ricorda le locandine dei teatri di Brodway, in bianco e nero», assicura Del Mestre, che è anche direttore del Mtv Friuli Venezia Giulia.
      In attesa della presentazione ufficiale (sul web c’è anche il sito dedicato www.nottebiancaudine.it con effetto-sorpresa), le anticipazioni dicono che la Notte bianca accenderà i riflettori in piazza Libertà a partire dalle 19 con "gusta Udine": degustazioni di vino e prosciutto e giochi sensoriali curati dal Mtv. Poi, musica con la Gone with the swing orchestra, Tonino Carotone, Le iene one night dj set, per concludere la serata in gloria con un brindisi finale. Il piazzale del castello, invece, sarà riservato ai bambini: a partire dalle 20 ospiterà "gioca Udine" con lo spettacolo di circo e l’animazione sportiva. I più piccoli potranno poi scatenarsi in via Mercatovecchio sul "gonfiabile" o farsi accompagnare al trotto da un pony (dalle 19 alle 21), grazie all’iniziativa curata da Confcommercio. I negozi, come si sa, resteranno aperti fino alle 24.
      Sia i bambini sia i loro colleghi più cresciutelli che amano giocare troveranno pane per i loro denti a Palazzo Morpurgo, con la ludoteca che tirerà le ore piccole (dalle 21 alle 23.30), offrendo oltre cento giochi da tavolo per appassionati dai 6 ai 99 anni. In piazza San Giacomo, invece, le danze si apriranno alle 22.30 con "vedi Udine": videoartisti e musica live con Montefiori cocktail. XX Settembre, invece, per una notte, si trasformerà nella pista di una discoteca anni Ottanta, con 80 Festival(un’idea lanciata già nell’edizione 2008 curata da Dario Diviacchi), che vedrà sul palco Paul Young, La Bionda, Alberto Camerini, Lu Colombo.
      Al Visionario ci sarà la Balkan night, con il rockumentary "The Pied Piper of Hutzovina, seguito da musica che fonde i ritmi balcanici con il beat. Ma anche al San Giorgio i visitatori potranno gustare (al costo di 5 euro, però, mentre gli altri eventi sono gratis) la performance allestita dall’Homepage art/music festival". Dulcis in fundo la nottata in piscina: al Palamostre si potrà tirare tardi dalle 21 alle 24 con uno spettacolo di nuoto sincronizzato, dj set e bracciate in libertà nelle vasche all’aperto.

Majano: nuovo caso di una volpe morta per rabbia


L’ennesimo caso di rabbia silvestre è stato scoperto nella frazione di Tiveriacco, a Majano, qualche giorno fa. Al civico 143 è infatti stata trovata una volpe morta sul cui corpo l’azienda sanitaria ha immediatamente disposto le analisi di rito, il cui esito ha stabilito il decesso per rabbia. Come detto, l’ennesimo. Nel corso delle ultime settimane volpi morte sono state ritrovate prima nella val del Torre, poi a Gemona, quindi a Buja per arrivare nei giorni scorsi fino a Majano.
La zona interessata dagli episodi si va dunque allargando e di conseguenza anche le campagne di vaccinazione già in atto nel Gemonese si sono ampliate alla zona collinare. A seguito di questo ennesimo caso di rabbia accertato, il direttore dell’Ass4, Giorgio Ros, ha subito firmato un’ordinanza in cui si adottano tutti i provvedimenti previsti dalla legge. In particolare, «nei 60 giorni successivi all’ordinanza (firmata il 22 giugno) sul territorio dei comuni di Majano, Buja, Colloredo, Fagagna, Rive D’Arcano, San Daniele, Ragogna e Forgaria, tutti i cani, anche se muniti di museruola, non possono circolare se non condotti al guinzaglio».
I possessori di cani dovranno poi segnalare all’autorità comunale l’eventuale fuga dei propri cani così come il manifestarsi di qualsiasi sintomo che possa far sospettare l’inizio della malattia. Cambiamento di indole, tendenza a mordere, paralisi e impossibilità nella deglutizione dovranno dunque essere dunque letti quali campanelli d’allarme nel caso in cui dovessero manifestarsi nel corso delle prossime settimane. L’ordinanza impone inoltre nei comuni di Fagagna, Rive D’Arcano, Forgaria, Ragogna e San Daniele la vaccinazione antirabbica sia per i cani che per bovini, bufalini, suini, ovini, caprini, ed equidi esposti al rischio del contagio. E’ ovviamente fatto divieto di toccare animali sospetti, vivi o morti, e di segnalare immediatamente a una qualsiasi autorità (sindaco, veterinari, stazione forestale, vigili urbani o carabinieri) l’eventuale ritrovamento di animali morti o il cui comportamento fosse contrario alle normali abitudini.

Mortegliano: in festa x il il 50esimo anniversario del campanile


È ufficiale il programma che celebra il 50esimo anniversario del campanile più alto d’Italia. Una serie di iniziative che, dai primi giorni di luglio, – e organizzate da Pieve Arcipretale, Comune e Pro Loco di Mortegliano, con il supporto delle Pro loco regionali – coinvolgerà tutto il paese per culminare nella giornata di domenica 20 settembre. Venerdì 3 luglio, alle 18 nella sala Buiatti della canonica, inaugurazione della mostra dei Catapani, antichi registri parrocchiali, restaurati dalla soprintendenza di Trieste e di altri reperti d’archivio. Sabato 4, alle 21 in duomo, concerto vocale e strumentale con il gruppo di ottoni del maestro Fasso e la partecipazione dei cori di Flambruzzo e Mortegliano. Domenica 5, alle 10.30, celebrazione con messa solenne della festa dei Santi Pietro e Paolo, patroni e titolari del duomo. Al termine presentazione e benedizione della bussola restaurata dell’ ingresso laterale e delle porte principali in cui sono state inserite immagini in vetro dei papi Pio X e Giovanni XXIII. Saranno consegnate alle famiglie la ristampa del numero unico “Il nostro campanile” del 1959 e “Pregare cantando”, il nuovo libro dei canti ecclesiastici della Forania. Si riprende giovedì 27 agosto, alle 21 nell’area della “Cortina”, – in replica il giorno dopo – con una serata teatrale della compagnia “Buine Blave”. Venerdì 28 agosto, al centro civico di via Marconi, inaugurazione della mostra “Il campanile racconta”, esposizione di 80 cartoline del paese fra gli anni 1900 e il 1951 e altre 50 riguardanti solo il campanile dal 1959 al 1985. Sabato 29 agosto, in duomo alle 21, concerto dell’orchestra di fiati del Veneto. Sabato 5 settembre, alle 18 nella sala consiliare del municipio, presentazione della monografia “Giovanni Martini e le sue opere” a cura del prof. Giuseppe Bergami. Sabato 12 settembre, alle 18 nella palestra delle scuole medie, mostra filatelica e annullo postale speciale mentre alle 21, in canonica, presentazione della nuova edizione del volume “Il campanile di Mortegliano”, un classico del 1991, di Roberto e Fernando Tirelli. Domenica 13 settembre, dalle 10.30 in duomo, messa solenne con i cori “Tomadini” di Mortegliano e “Le colone” di Castions di Strada. Il 16 settembre, nell’area festeggiamenti di via Tomba, nuova rappresentazione teatrale mentre il 17, nello stesso luogo, curata da “I ragazzi soli”, riedizione della rassegna canora e musicale che spopolò tra gli anni ’60 e ‘70, “Il campanile d’oro”. Venerdì 18 settembre, alle 21 in duomo, concerto per coro e orchestra con la cappella musicale “Perosa” e il coro “Tomat” di Spilinbergo. Musiche di Haydn. Domenica 20 settembre, gran finale, con la celebrazione vera e propria, a partire dalle 10.30, del campanile. In duomo eucaristia solenne e “Te Deum”. Durante l’intera giornata animazione con i gruppi storici del Palio dei Turchi, sbandieratori, concerti di chiarine, bivacco medievale e chioschi gastronomici. Nei locali del campanile è prevista una mostra sull’attività dell’ architetto Zanini, che progettò la costruzione.