Archivio mensile:Agosto 2010

Pordenone: il genio del friulano Montanari alla Tate Gallery di Londra

di STEFANO POLZOT

Americo “Pordenone” Montanari ha dipinto e scritto per decenni in silenzio, come un eremita. Lo ha scoperto il collezionista indiano Raja Khara quando gli ha comprato la casa a Biella. Esporrà a Londra il 21 settembre
Ha sostituito con “Pordenone” il proprio nome di battesimo vuoi per affetto nei confronti della città natale, vuoi perché quell’Americo, con cui è registrato all’anagrafe, non gli va giú. Grazie a questa idiosincrasia Pordenone non sarà piú conosciuta nel mondo della pittura solo per Giovanni Antonio de Sacchis, ma anche per Pordenone Montanari
A differenza del Pordenone, che visse a cavallo tra il Quattrocento e il Cinquecento, Pordenone Montanari è nato nel capoluogo del Friuli occidentale nel 1937. La notorietà che gli verrà offerta sulla scena internazionale da una grande rassegna, in programma dal 21 settembre a Londra, in realtà non l’ha cercata. È giunta talmente per caso che la vicenda non sembra nemmeno vera.
La racconta l’inviato del quotidiano La Stampa, Marco Neirotti. Il suo mecenate è il collezionista e uomo d’affari indiano Raja Khara, sposato con la piemontese Cinzia, originaria di Pettinengo, dove abitano ancora i suoceri. Durante una visita Khara passa vicino alla casa di Villa San Nicolao, a 15 chilometri da Biella, dove vivono Montanari e la moglie Flavia, impiegata in banca. Nel ’90 Pordenone ha deciso una sorta di clausura spirituale e narrativa nella cittadina, spiegata in un librone nero che non si apre e che accompagnerà il catalogo della sua mostra. In paese lo si vede rarissimamente. Ad attirare Khara il cartello con la scritta “vendesi” affisso fuori della villa. Decide di visitarla e scopre al suo interno, affastellati, alcuni dei 500 quadri realizzati dall’artista in quasi mezzo secolo d’attività. Ne rimane affascinato e decide non solo di acquistare la villa, ma anche di stipulare un contratto con Montanari, il cui importo economico è riservato, per fare in modo di divulgare le sue opere, buona parte delle quali cedute all’anglo-indiano.
Un passo dopo l’altro e a settembre Londra ospiterà una rassegna che ha ricevuto anticipazioni entusiastiche. Il quotidiano Guardian accosta Montanari a Cèzanne, Bracque, Picasso e Bacon. Per lo storico dell’arte inglese Edward Lucie-Smith le opere «sono uniche, capaci di ridisegnare la storia della pittura italiana del dopoguerra. Montanari – afferma – è una voce fuori dal coro, totalmente indipendente dai circoli culturali intorno ai quali si sono sviluppate molte correnti del secondo Novecento». Ne scrive anche l’Observer, ne ha parlato la Bbc. Raja Khara, da parte sua, intende trasformare la villa piemontese in un museo, realizzando quello che l’Observer definisce «il maggiore investimento mai tentato da un collezionista in un artista di fatto sconosciuto».
«Ho potuto vedere qualche quadro – testimonia Neirotti – e ne sono rimasto veramente impressionato. Si vede che c’è dietro uno studio». Pordenone Montanari non ha improvvisato la sua pittura: ha studiato a Brera all’inizio degli anni Sessanta e nel 1967 si è trasferito a Parigi. Nel ’73 l’incontro con Guttuso.
Ma che fine ha fatto Montanari dopo la vendita della sua proprietà? Lasciato “l’eremo” di Villa San Nicolao, nel 2007 ha fatto una breve tappa a Pordenone per poi trasferirsi a Pieve di Cadore, in provincia di Belluno. Anche qui lo si nota poco in giro, va a vedere qualche mostra d’arte, nulla di piú. Talmente poco amante della vita mondana che la sua presenza a Londra, il 21 settembre, per la mostra che raccoglierà 60 opere patrocinata dall’Istituto italiano di cultura, è in forse.
I legami con il Friuli non si esauriscono con le origini. Montanari ha pubblicato per la Campanotto editore, la casa di Pasian di Prato fondata da Franca e Carlo Marcello Conti, nel 2005, Filetto e clitoride. Quattro passi speranzosi. Altre prose e rime sono in La mano che bussa e Primavera partire, per la trentina Stella, e Addestrandomi da solo nel mestiere dello scrivere, edita dalla Tipografia Arte della stampa. Alcune poesie sono nella lingua della sua terra e non è escluso che anche queste vivranno un rinnovato interesse dopo la scoperta del suo genio artistico.

Paularo: il 21/08/2010 si recupera Carnia in mtb, torna la Paularo Cross Country

Verrà recuperata sabato prossimo la quinta tappa del trofeo “Carnia in mtb”, rinviata lo scorso 19 giugno a causa delle cattive condizioni meteo. La manifestazione, organizzata dal settore Uisp dell’Asd Carnia Bike, tornerà dunque per la terza volta a Paularo, località regina di questa 16ª edizione. In Val d’Incarojo, infatti, si sono già svolte una gran fondo di 38 km e la spettacolare salita a Malga Pizzul, nell’ultima prova disputata prima della pausa ferragostana
Saranno complessivamente 20 i chilometri che i bikers dovranno affrontare nella “Paularo Cross Country”, attraverso un percorso impegnativo ma suggestivo, che toccherà anche le frazioni di Misincinis, Cogliat, Rio, Villamezzo, Villafuori e Casaso. Complessivamente il dislivello è di 750 metri. Ritrovo previsto al campo sportivo in località “Trottola”, con partenza alle 16 dalla centralissima via Roma, anche sede d’arrivo. Per informazioni e iscrizioni si potrà contattare Nino Unida (331-3672786), Darko Moro (338-1930524), oppure consultare il sito www.carniabike.it.
Intanto, a 4 gare dal termine, si fa sempre più intensa la lotta per il successo finale di categoria: fra le Donne, Mariangela Damiano ha 10 punti di vantaggio su Giovanna Del Gobbo e 15 su Simona Schneider; negli Junior, Omar De Conti lascia a -37 Giuliano Cosano e a -75 Andrea Lupieri, tutti del Gs Edelweiss; nei Senior, Federico Bitussi ha 162 punti contro i 136 di Fabio Bulfone e i 134 di Luca Macorig; nei Senior B, gran lotta fra Bryan Piotto e Dino Pavana, separati da soli 4 punti, con Luca Paliaga terzo a -22 dalla vetta; nei Senior C, lotta ristretta ad Andrea Veritti e Paolo Rizzi, divisi da 29 punti, mentre il terzo, Fabrizio Tesolin, è a -63 dall’esponente della Ki.Co.Sys; nei Veterani, Gianni Burba dispone di 8 punti di margine su Giobatta Cristofoli e 45 su Giampaolo Roccasalva.
Tutta da vivere, infine, la sfida nelle società fra Pedale Gemonese (246 punti) e Carnia Bike (245), mentre il Team Bike Leon (189) è favorito per il terzo posto finale. La fase decisiva si avrà a settembre, con Malga Pramosio (domenica 5), Resia (sabato 11) e Invillino sabato 18.

 

Tolmezzo: il Consigliere Cacitti contro gli otto Sindaci che “bloccano la Carnia”

Gino Grillo dal MV di oggi

La Comunità montana è commissariata ed è urgente dare vita a un organismo che ne erediti il ruolo, assorbendone le funzioni, e sia il grado di svolgerlo al meglio. «Ma – accusa il consigliere regionale del Pdl Luigi Cacitti – l’atteggiamento di 8 sindaci su 28 ostacola la ricerca di una soluzione ottimale».
«La volontà del Pdl regionale in merito alla riforma degli enti locali in montagna è quella di organizzare e dotare il territorio montano di un nuovo assetto in grado di garantire il coordinamento delle politiche in zona montana e strutturato in maniera adeguata anche per poter assorbire buona parte delle competenze oggi svolte dalle comunità montane» premette Cacitti
«In tal senso – prosegue -, anche se in termini generali, si era ottenuto un ampio consenso da buona parte degli amministratori locali e in particolare da quelli il cui territorio di riferimento è la Carnia»».
«Ma otto amministratori Carnici “meno di un terzo dei sindaci” – accusa – hanno assunto una posizione, che è come un “cuneo” studiato apposta per far saltare la proposta stilata a grandi linee non solo dal gruppo del Pdl regionale ma anche con il supporto di diversi amministratori locali appartenenti a vari raggruppamenti politici».
«Questo conferma per l’ennesima volta – osserva con amarezza Cacitti – che in Carnia neppure sulle cose importanti si è in grado di fare squadra nonostante i diversi incontri promossi sul territorio per trovare soluzioni e miglioramenti a una bozza di legge che oggi risulta ancora in fase embrionale».
Cacitti, in qualità di componete del gruppo di lavoro regionale istituito per la riforma delle comunità montane, ricorda di aver invitato alcuni mesi or sono a un incontro tutti i sindaci della Carnia per affrontare assieme l’importante riforma, invitando i partecipanti a fornire tutti i suggerimenti del caso per trovare una soluzione ottimale e risolutiva, atta a migliorare non solo l’efficienza dell’ente locale verso il cittadino ma soprattutto a valorizzare e potenziare il peso politico della montagna verso gli enti superiori.
«Nonostante l’invito rivolto – prosegue Cacitti – riscontro come da parte degli otto amministratori che si contrappongono alla bozza di legge, non sia arrivato alcun suggerimento e nessun segno di volontà di confronto».
Una scorrettezza – a suo giudizio – nei confronti di tutti gli altri 20 loro colleghi amministratori carnici.
«Se il conclamato “cuneo” funzionerà come auspicato dagli otto sindaci carnici – conclude Cacitti -, la conseguenza sarà che le competenze assegnate oggi alle comunità montane, il personale e magari anche il patrimonio confluiranno automaticamente e in toto alle Province, con un contestuale ridimensionamento del peso politico di tutta la montagna, Carnia compresa.

 

Udine: l’11/09/2010 Boris Spassky sfiderà 20 scacchisti friulani

di Emanuele Degano
 

È attesa una piccola folla alla Loggia del Lionello per il sensazionale colpo a sorpresa che animerà il settembre udinese: l’Agenzia del Turismo friulana è riuscita a portare in città per l’evento culturale Biancoeneroudine uno dei personaggi che piú hanno colpito l'immaginario collettivo degli anni Settanta. E che portò in diretta televisiva davanti a milioni di persone in tutto il mondo uno sport fino ad allora ignorato dal grande pubblico. Si tratta del già campione mondiale Boris Spassky, che nel 1972 giocò contro l’americano Bobby Fischer quello che è rimasto negli annali come il match di scacchi del secolo : spie, cause milionarie e pressioni politiche ad altissimo livello animarono quello che fu ben piú di uno scontro a tavolino in un mondo ancora nel pieno della Guerra Fredda tra Usa e Urss. I colpi di scena del match islandese tennero tutti col fiato sospeso ed ebbero conseguenze drammatiche per il vincitore Fischer, che continuò sempre ad accusare i russi di complottare contro di lui e finí per abbandonare il gioco senza difendere il titolo. Il match finí su tutti i giornali e le televisioni per settimane e avvicinò il grande pubblico al magico mondo delle 64 caselle, che da allora ha visto una continua crescita di popolarità: si calcola che 605 milioni di persone al mondo conoscano le regole degli scacchi, mentre 285 milioni giocano via internet. Agli appassionati e ai semplici curiosi si rivolgerà il campione russo naturalizzato francese, che sarà a Udine per due giorni: l’11 settembre dalle 10 sarà a disposizione del pubblico per un’intervista a domanda libera sulla sua carriera, mentre nel pomeriggio riserverà alla platea degli scacchisti friulani una lezione magistrale in inglese (con traduzione). L’attesa maggiore è però per il 12 mattina, quando Spassky sfiderà in una esibizione simultanea su venti scacchiere gli aspiranti Fischer locali: la presenza di qualche maestro non sarà un problema per un giocatore che stupí tutti per la sua precocità e che a settant’anni mantiene una forza di gioco da professionista. Al termine del suo soggiorno udinese il campione inaugurerà un piccolo torneo di scacchi che si terrà sempre alla Loggia del Lionello, aperto a tutti e a iscrizione gratuita: per i semplici amatori e per i piccoli curiosi non ci sarà miglior modo di avvicinarsi a quella che è stata definita «un’opera d’arte tra due menti».

 

Lignano: 3 cuccioli di puma nati da mamma Gray al parco zoo

Parto eccezionale al Parco zoo Punta Verde di Lignano Sabbiadoro: nati tre cuccioli di puma. La loro mamma, che proveniente dallo Zoo di Salisburgo, si chiama Gray e protegge suoi piccoli con molta cura e tenerezza. Per poter ammirare questi splendidi felini, di cui al momento non si conosce ancora il sesso, bisogna attendere con molta pazienza poiché sono spesso nascosti tra la vegetazione
      Un boom di nascite per lo zoo lignanese che dopo aver festeggiato il mese scorso l’arrivo di una quindicina di cuccioli (un’otaria, un lemure dalla coda ad anelli, un daino isabellino, un coati, dieci fenicotteri, la mucca Carolina e un asinello) in questo periodo ha dato il benvenuto anche a due alpaca, un maschio e una femmina, e altri sei fenicotteri (sempre i più prolifici) che sono ora a quota sedici.

 

Gemona: All’ospedale è nato un bambino, senza il reparto di ostetricia


dal MV di oggi

Il punto nascita è ormai un ricordo lontano 14 anni, che ieri mattina, per qualche ora, all’ospedale di Gemona è ritornato più vivo che mai. La cigogna è infatti tornata a volare sopra il San Michele dove una giovane donna montenegrina ha partorito il suo piccolo regalando allo staff medico dell’area di emergenza un’emozione che qui, dal lontano 1996, anno di chiusura del reparto di maternità, s’è vissuta due, forse tre volte in tutto. Erano da poco passate le 6 del mattino quando la donna, accompagnata dal marito, si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale di Gemona, in una fase già avanzata di espulsione del feto, troppo anche solo per ipotizzare un trasferimento a Tolmezzo
I sanitari hanno quindi provveduto a fornire l’adeguata assistenza alla donna e poche decine di minuti dopo, attorno alle 6.30, il suo piccolo, un maschietto, ha visto la luce. Senza complicazione alcuna. Nel frattempo i sanitari avevano già provveduto a contattare l’ospedale carnico dal quale, poco dopo il parto, è giunta un’ostetrica che ha subito preso in carico madre e figlio, poi trasferiti in ambulanza a Tolmezzo. A Gemona i due montenegrini erano arrivati sull’onda del bisogno, inconsapevoli dell’assenza di un reparto dedicato alle nascite, bisognosi solo dell’assistenza necessaria vista la fase avanzata del parto. Come detto tutto è andato per il meglio, senza complicazioni, e il lieto evento è anzi stato accolto, fuori e dentro l’ospedale, con entusiasmo.
Tra le prime sono arrivate le felicitazioni del sindaco di Gemona, Paolo Urbani, che dalle ferie, informato dell’accaduto, ha rivolto le sue congratulazioni ai due neogenitori e per un attimo ha cullato il sogno di vedere un giorno riaperto il reparto maternità dell’ospedale cittadino

Tarvisio: il Lago di Cave, risorsa dimenticata

di Tiziano Gualtieri

Aumentare le potenzialità del lago di Cave che può vantare peculiarità difficilmente riscontrabili in altre località montane. Punta a questo il gruppo di minoranza "Crescere Insieme" attraverso la proposta di diversi progetti che vanno dalla creazione di un camping gestito, all'ultimazione del sentiero attorno alle rive, dalla realizzazione di servizi igienici sulla falsariga di quanto già fatto per i laghi di Fusine, al potenziamento dei due centri balneari passando per la realizzazione di un ristorante  «Chiederò già nel prossimo consiglio comunale assieme ai capigruppo Stefano Mazzolini della Lega Nord ed Enrico Toniutti di Alleanza per Tarvisio – spiega il consigliere Christian Della Mea – se l'attuale amministrazione intenda portare avanti alcuni progetti in prima persona». Secondo Della Mea i progetti di sviluppo, nati seguendo le indicazioni degli stessi operatori presenti sul lago, potrebbero dare linfa vitale a una zona altrimenti in difficoltà. «Il lago – prosegue – se sviluppato in maniera appropriata può diventare una delle maggiori attrazioni turistiche della zona paragonabile alle piste da sci». A una prima sommaria stima da parte degli operatori locali, infatti, già ora si contano presenze nell'ordine di decine di migliaia. Per questo la minoranza chiede all'amministrazione un impegno maggiore per il lago fornendolo di una pluralità di servizi che permetta a una clientela diversificata di usufruirne. Ma le note negative non sono finite qui. Della Mea sottolinea anche una mancanza di attenzione a cose più "banali" come la manutenzione ordinaria delle sponde, intesa non solo come pulizia dai legnami, ma anche dagli arbusti che – a volte – rendono difficili le passeggiate o la quasi assoluta mancanza di informazioni: «L'azienda di promozione turistica – spiega – deve sviluppare una strategia di marketing più incisiva». Molte, infatti, sarebbero le lamentele dei turisti giunti a Cave "spesso per puro caso" per la mancanza di brochure e segnaletica adeguata.
     

 

Udine: un rene in cambio di un posto di lavoro, il dramma della disperazione

Un impiegato friulano rimasto senza lavoro ha pubblicato un annuncio su Internet offrendo un rene in cambio di un posto di lavoro o di 100.000 euro. L'annuncio e' stato scoperto dalla Polizia Postale di Udine durante l'attivita' di controllo e monitoraggio dei siti Internet e, su invito della stessa Polizia Postale, e' stato immediatamente rimosso dal provider gestore del sito, venerdi' scorso.  "Offro rene per un lavoro o per 100.000 euro. Per favore, contattatemi. Ho bisogno di lavorare": la fame, la disperazione ha spinto un impiegato friulano di 52 anni, rimasto senza lavoro da più di un anno, a mettere in vendita un pezzo del proprio corpo "per continuare a vivere"

A leggere l'annuncio su un sito Internet, con tanto di numero di cellulare, è stata la polizia postale di Udine durante l'attività di controllo e monitoraggio della Rete. All'inizio gli investigatori hanno pensato a uno scherzo, a una vendetta, a un'operazione per screditare il proprietario del telefonino che, invece, una volta contattato, ha confermato tutto e ha svelato i particolari di un dramma umano e sociale nel quale, un pò alla volta, la perdita del lavoro ha gettato lui e la sua famiglia. La polizia, con la collaborazione del provider, ha subito fatto rimuovere l'offerta che, fino a venerdì scorso, era visibile da ogni parte del globo sulla pagina degli annunci locali di un sito nazionale. Ha inoltre inviato una dettagliata informativa alla Procura della Repubblica di Udine per ogni eventuale ulteriore valutazione della vicenda. Ora, senza ammetterlo esplicitamente, spera che qualcuno contatti l'impiegato per ridargli una speranza.

L'uomo, fino a maggio di un anno fa, aveva un ruolo di primissimo piano in un'azienda privata friulana. Era il responsabile amministrativo dell'intera struttura, un 'quadro' di peso, che conduceva una vita più che agiata, con la sua famiglia, moglie e figli, tutti studenti sotto i 20 anni, e casa di proprietà nel comune di Udine. Poi la crisi, che – ha raccontato lui stesso alla Polizia Postale – colpisce duro e lo manda a casa. E' l'inizio della fine: alla perdita del lavoro segue una grave crisi familiare. Lui non è più in grado di mantenere lo stesso tenore di vita; gli amici si diradano; la serenità svanisce e un nuovo lavoro non arriva. Alla fine, si separa dalla moglie, che resta a vivere in quella che era la casa di famiglia con i figli.

Lui è costretto a prendere in affitto un minuscolo monolocale, sempre a Udine, e, sempre più solo e sempre più disperato, dopo aver esaurito anche le ultime risorse che aveva da parte, comincia a vivere di espedienti, in una condizione – riferisce la Polizia Postale – di progressivo degrado, fino al limite dell'indigenza, per lui che, per anni, al lavoro era andato ogni giorno, in giacca e cravatta, stimato e rispettato. Anche la ricerca di un nuovo posto di lavoro non fa che aggiungere frustrazione a frustrazione. La polizia postale ha accertato che quello con l'offerta del rene non era che l'ennesimo, disperato annuncio pubblicato sempre sullo stesso sito nel tentativo di trovare un lavoro, qualunque lavoro – ha raccontato – pur di avere la possibilità di continuare a vivere in una casa. Un appello – riferisce la polizia – che resta in piedi anche oggi, anche senza annunci su Internet e senza rene in cambio.

Friuli: (mini) tornado senza conseguenze sulle campagne friulane 16/08/2010

dal MV di oggi

Chi, attorno alle 13 di ieri, si trovava in auto, in cortile o affacciato alla finestra, nella zona a nord di Udine, l’avrà sicuramente visto: un tornado in piena regola, che, ruotando su se stesso, ha finito per oscurare il cielo sopra il roialese, attraversando un’area grosso modo compresa tra i territori di Vergnacco, Zompitta e Cortale. Un colpo d’occhio senza dubbio impressionante, ma che, a quanto pare, ha graziato case e campagne da possibili danni  O almeno da quelli gravi, visto che, dopo il suo passaggio, nè il Comando dei vigili del fuoco, nè altre forze dell’ordine hanno registrato richieste di soccorso.
Notevole, comunque, la velocità del vento stimata al centro del tornado. Secondo il servizio privato per la meteorologia “Meteopoint sas” di Udine, la tromba d’aria – che per livello d’intensità può essere classificata “da debole a moderata” – viaggiava a una velocità compresa tra i 90 e i 150 chilometri orari. Ma cos’è stato a dare vita a un fenomeno che, in altre parti del mondo, è capace di seminare paura e distruzione? La risposta arriva dallo stesso centro meteo, che, nella sede di via del Cotonificio – dov’è presente da sette anni –, si occupa anche di previsioni. «Il fenomeno – spiega il suo direttore, Massimo Marchetti – è generato dallo scontro tra masse di aria fredda e secca con masse di aria caldo-umida. La fascia di territorio che, in senso diagonale, si estende da Nimis a Pordenone rappresenta una zona ideale per lo scontro. Non per niente, questa porzione di Friuli, insieme con la provincia di Ferrara, è tra quelle più a rischio di tornadi del Nord Italia». Avventurarsi in previsioni, però, in questo caso sarebbe davvero arduo.

 

Friuli: si cerca un Curdo probabilmente morto in un «viaggio della speranza»,

Sono in corso in provincia di Udine le ricerche di un cittadino iracheno di etnia curda, Baiz Ebraim Pshadar, di 47 anni, di cui la famiglia, residente nella regione del Kurdistan, non ha più notizie da una ventina di giorni. Secondo la denuncia che il cugino Hama Ali Rasoul, cittadino britannico di etnia curda, di 37 anni, ha fatto ai Carabinieri del Comando provinciale di Udine, l'uomo, che era partito illegalmente dall'Iraq con destinazione Gran Bretagna, sarebbe morto durante un cosiddetto «viaggio della speranza», affrontato all'interno di un camion imbarcato in Grecia il 24 luglio scorso e diretto verso uno dei Paesi dell'Unione europea, via Italia

Il camion sarebbe arrivato al porto di Venezia e avrebbe imboccato poi l'autostrada A23 Udine-Tarvisio in direzione dell'Austria. Il cadavere – sempre secondo il racconto fatto da Hama Ali Rasoul ai militari – sarebbe stato abbandonato dal conducente del camion, verso le ore 2.30 del 25 luglio, lungo la A23, presso una delle aree di servizio o di sosta.

Un amico della famiglia avrebbe inoltre ricevuto da un'utenza greca un sms, con la scritta «Udine – Venzone – Bueris A23 Tolmezzo SS13», per cui non è da escludere che l'abbandono possa essere avvenuto lungo la strada statale 13 Pontebbana.

Lo scomparso è alto un metro e 80/85 cm circa, ha corporatura magra, occhi azzurri, capelli corti scuri e un neo sul mento. Al momento della partenza dall'Iraq, è stato riferito che vestiva una maglietta di colore scuro, jeans e scarpe da ginnastica.

Le ricerche dei Carabinieri si stanno concentrando in particolare nelle aree notoriamente utilizzate per la sosta dei mezzi pesanti, soprattutto vettori stranieri.