Archivio mensile:Novembre 2014

Carnia: il Comune di Arta regala a Udine l’abete natalizio

 

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(g.p. dal MV di oggi)

Il Comune di Arta Terme dona l’albero di Natale al capoluogo friulano. L’abete è stato tagliato nei boschi della Carnia, a pochi chilometri di distanza dall’Austria da dove, generalmente, arrivava l’albero natalizio. Lo scorso anno quel viaggio e soprattutto l’installazione del mega albero austriaco avevano richiesto un investimento di circa 6 mila euro, troppo per l’assessore alle Attività commerciali, Alessandro Venanzi, che quest’anno per evitare di dover versare questa cifra ha accettato il dono dei boscaioli carnici. L’abete arriverà nelle prossime settimane e sarà allestito in piazza Duomo. In piazza Libertà, invece, troverà spazio un boschetto composto da più abeti di dimensioni più piccole. Ma non è ancora tutto perché in tempo di crisi è tornato alla ribalta pure l’albero tecnologico quello che, nel 2008, rovinò il primo Natale alla debuttante giunta Honsell. Quell’intreccio di ferri pieno di luci è stato installato in via Pradamano al posto del consueto abete austriaco che, generalmente, veniva donato dagli austriaci. «Quest’anno – spiega il vicesindaco Carlo Giacomello -, per motivi di salute, la signora austriaca non ha potuto mantenere l’impegno e quindi abbiamo ripiegato sull’albero tecnologico». Il collega Venanzi, invece, ci tiene a sottolineare che la crisi ha tagliato anche i doni: «Installeremo un unico albero in piazza Duomo, mentre in piazza Libertà dove è più complicato arrivare con i mezzi, creeremo una sorta di boschetto con diversi abeti alcuni addobbati altri lasciati al naturale». Il programma approvato dalla giunta Honsell, da Natale all’Epifania, prevede un centinaio di eventi in città. Concerti, animazione per i bambini e i tradizionali fuochi d’artificio dal colle del castello, allieteranno le festività agli udinesi. Lo stesso per le luminarie che, grazie alla collaborazione della Confcommercio, sono state installate in decine di strade del centro storico. Stesso copione nelle periferie dove le iniziative non mancheranno.

Tolmezzo: annuncio Serracchiani all’assemblea soci “4 membri su 9 del CDA Coopca rimetteranno il mandato”

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Abbiamo chiesto un assunzione di responsabilità ai membri del cda di Coopca e possiamo dirvi con certezza che 4 membri su 9 rimetteranno il loro mandato. Metteremo dentro il cda Coopca una task force a garanzia, composta da persone competenti e capaci e in questo modo dovremo far recuperare credibilità alla Coopca. Un percorso complicato, non facile perché la regione deve cercare di cercare di accompagnare la situazione per arrivare ad una soluzione positiva coinvolgendo la cooperazione a livello nazionale. Lo ha detto la Presidente della Regione Debora Serracchiani all’Auditorium Candoni di Tolmezzo dove si è tenuta una affollata assemblea dei Soci prestatori della Coopca che hanno visti congelati i loro risparmi dopo che l’azienda ha fatto domanda di concordato preventivo al Tribunale di Udine.

Ma è toccato al vice-presidente Bolzonello in qualità di Assessore alle attività produttive illustrare all’assemblea quale fosse la situazione attuale dell’Azienda e le azioni che la Regione sta mettendo in campo: “Ora la Coopca ha presentato il concordato e tutto è stato congelato per presevare il patrimonio e per salvare l’integrità dell’azienda. Bisogna costruire un percorso comune e agire su più fronti e la notizia positiva è che il calo di fatturato in questi primi giorni post-crisi è solo del 6 per cento, quindi non è marcato. La rabbia dei soci è legittima, ma se riusciamo a far mantenere il fatturato, portare alcuni partner senza vendere i singoli negozi allora possiamo ipotizzare un percorso in cui i soci prestatori vengano trattati diversamente dagli altri creditori.

“Sicuramente c’è grande preoccupazione e io capisco la posizione di queste persone che vedono a rischio i risparmi spesso di una vita” ha sottolineato poi la Presidente Debora Serracchiani, “abbiamo cercato di spiegare il funzionamento della procedura di concordato anche perché la Regione in questo momento è uno degli attori della procedura e metteremo a disposizione delle competenze che ci permettano in questi 60 giorni di avere un quadro delle azioni possibili per tenere aperti i negozi, salvaguardare l’occupazione e anche il prestito sociale”.

Udine: prova a vincere il concerto di Davide Van De Sfroos al Teatro Nuovo il 6/12/2014

Volete provare a vincere i biglietti per il concerto di Davide Van De Sfroos che si terrà al Teatro Nuovo Giovanni da Udine il 6/12/2014 con l’apertura del cantautore Aldo Rossi e  la partecipazione del musicista e scrittore Luigi Maieron? Niente di più facile: grazie alla collaborazione fra Messaggero Veneto e Azalea Promotion, la possibilità di vincere due pass di ingresso allo spettacolo è a portata di click, basterà rispondere in maniera personale e originale alla domanda

«Quale frase, augurio o proverbio in lingua friulana dedichereste a Davide Van De Sfroos?»

Facile no? Quindi adesso andate al link riportato qui di seguito, scendete in basoo fino al “commenti dei lettori”  e lasciate li la vostra frase o proverbio.

clicca qui per partecipare sul sito del Messaggero Veneto

L’autore della risposta/commento che riceverà più “Mi Piace” entro le 16 di lunedì 1 dicembre, si aggiudicherà due pass d’ingresso per lo spettacolo di sabato 6 dicembre al Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

 

Tarvisio: crisi Weissenfels, cassa integrazione e possibile cordata giapponese

di Antonio Simeoli.
Povero Melzi, quando lui era il padrone le acciaierie Weissenfels a Fusine contavano oltre 400 dipendenti. Ora le storiche acciaierie sono addirittura state smembrate in due aziende precipitando in una crisi senza fine. Per la sezione catene da sollevamento, la Weissenfels Tech-Chains l’anno scorso era arrivata la liquidazione, l’anticamera della fine. Poi era arrivata la soluzione austriaca, mal digerita dai sindacati perchè si trattava della stessa azienda concorrente che anni prima era entrata in Weissenfels assestandole un alto duro colpo. Ora un altro colpo di scena: la Pewag, che ha ottenuto l’affitto del ramo d’azienda dell’impresa nel frattempo dichiarata fallita fino a fine 2015, e si era detta pronta a rilanciare l’occupazione facendola decollare dagli attuali 80 dipedneti fino a oltre 120, potrebbe essere sorpassata dalla corsa all’acquisto dell’acciaieria da una cordata nippo-americana. Sì perchè il gruppo, che fa riferimento al colosso del Sol Levante Kito, ha manifestato una richiesta d’interesse al ciratore fallimentare, la dottoressa Paola Cella, che, come prevede la procedura, aveva aperto l’asta per l’impresa di Fusine. Il tutto, ottenuto il via libera dal comitato dei creditori, rassicurato dai numeri presentati dal possibile compratore su tutti i quattrini disposti a investire per acquistare l’impresa fallita. A conti fatti dovrebbe trattarsi di una cifra superiore ai tre milioni di euro. Fin qui tutto normale, tutto secondo la normale procedura che si adotta in questi casi. Compito del curatore fallimentare, infatti, è quello di garantire il più possibile i creditori, i lavoratori e anche far si chè dal punto di vista delle ricadute sociali sul territorio la strada intrapresa sia la migliore possibile. «Ho sorpreso la procedua di vendita delle acciaierie – si limita a dire la curatrice Paola Cella – perchè c’è un’impresa che ha manifetstato un concreto interesse per Weissenfels. In accordo con i creditori vedremo come si evolve quest’offerta». Stop. Il curatore non può dire altro, salvo rimarcare come tutte le mosse saranno fatte per tutelare oltre agli stessi creditori pure i lavoratori. Alla cordata austriaca, però, questo stop improvviso non è andato giù. Pewag, per avviare la produzione a Fusine aveva creato la società Acciaierie Valcanale (capitale sociale irrisorio di 10 mila euro), depositato una cauzione di 700 mila euro e assunto subito, come da accordi, 85 lavoratori e aveva avviato la produzione di catene da sollevamento con buon profitto e commesse buone. Ora, saputo del possibile arrivo di compratori giapponesi, le cose sono cambiate. «L’azienda aveva buoni ordini – spiega il segretario regionale della Fiom Cgil, Gianpaolo Roccasalva – era pronta a trasferire in Valcanale macchine utilizzate in altri stabilimenti della Repubblica Ceca e della Slovacchia, ma senza garanzie non è disposta a continuare in questi investimenti». Insomma, la Pewag vuole congelare il piano di rilancio e oggi a Udine, nella sede dell’Api, ha convocato le parti sociali per la firma della cassa integrazione per i dipendenti. «Eravamo scettici sull’opzione austriaca, ma le cose funzionano: ora si blocca tutto – spiega Roccasalva – non sappiamo per cosa e ci preoccupano le prospettive». Da oggi, dunque, tutti in cassa. Ma con un grande punto di domanda: la proceduta fallimentare prevede che un’azienda che ha in affitto un’impresa fallita non possa chiederla se non per un brusco calo di ordini. Che al momento non c’è stato. Se fosse tutto un ricatto austriaco per paura dei Giapponesi?

Bordano: Casa delle farfalle, storia senza fine, spuntano i dubbi sulla riapertura

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di Piero Cargnelutti.

Un altro anno senza la Casa delle farfalle? Se durante l’anno che sta finendo non è stato possibile organizzare la stagione turistica nella struttura museale aperta a Bordano dal 2003 a causa della nuova gara di appalto, ora che un vincitore per la gestione del Casa delle farfalle nei prossimi 7 anni è stato determinato nella cooperativa Farfalle nella testa, proprio da quest’ultima arrivano i dubbi: «Cari futuri visitatori – ha scritto in questi giorni sul suo blog il presidente di Farfalle nella testa Stefano Dal Secco – vi scriviamo qualche riga per informarvi sulla situazione della Casa delle Farfalle di Bordano, e prima di tutto per dirvi che certamente non potremo aprire al pubblico in marzo, come avremmo voluto e come è abitudine. Forse sarà in maggio o sarà giugno, o forse sarà molto più in là. Forse non sarà proprio». Tra le motivazioni che più spingono Dal Secco a fare queste affermazioni, il fatto che al momento la Casa sarebbe ancora occupata dal precedente gestore, la Coop Pavees: «Esiste un precedente gestore – scrive ancora Stefano Dal Secco – il cui contratto è scaduto il 6 marzo di quest’anno, data in cui gli è stata recapitata la richiesta di liberare i locali, da parte del Comune. Tuttavia oggi ciò non è ancora successo e il Comune non è ancora tornato in possesso dei locali». Dalla conclusione della gara d’appalto, in cui è risultata vincitrice Farfalle nella testa sono trascorse un paio di settimane e al momento sono in vigore i 35 giorni di tempo per poter presentare eventuali ricorsi sulle modalità di svolgimento della gara stessa. Tuttavia, a tali possibili lungaggini legali, per Farfalle nella testa il problema sarebbe anche determinato dal fatto che la struttura potrebbe risultare completamente vuota quando la coop vincitrice potrà avere le chiavi: «L’ultimo problema- conclude Dal Secco – è dovuto al fatto che a quanto pare il precedente gestore ha completamente svuotato la struttura, lasciando “solo i muri”. Quando finiranno le “utili lungaggini” burocratiche e processuali che sono state messe di traverso sulla strada, ci si troverà dunque in una città fantasma. Siccome la gara chiedeva di calcolare i costi di gestione partendo da una struttura pienamente operativa, questo fatto sarà un grave problema».

Tolmezzo: soci Coopca sul piede di guerra, altre riunioni previste per il 26 e 28 novembre 2014

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di Tanja Ariis.

Grande partecipazione. E rabbia, delusione e tensione per i soldi bloccati fino a chissà quando. Ieri è nato il Comitato dei soci prestatori della CoopCa, oltre 200 risparmiatori e lavoratori. Accalcati in un bar di Tolmezzo per cercare risposte e per gettare le basi di un’azione comune. Ieri si sono messi i ferri in acqua per iniziare a organizzare il tutto. Probabile l’unione di forze con i soci delle Cooperative operaie di Trieste. Domani alle 14 i soci si riuniranno in Comunità montana. E il commissario della comunità montana Lino Not, invita tutti i sindaci a essere presenti al Candoni venerdì. È emersa anche la proposta di formare una delegazione per chiedere a Coopca di mettere nero su bianco quanto è accaduto. Lo scopo della serata, ha spiegato l’organizzatrice, moglie di un socio con libretto Coopca, e che ha aperto con una collega tolmezzina anche un profilo Facebook dedicato, è unire le forze, avere una voce che possa essere ascoltata. Sono arrivati al Nigris anche Federconsumatori, Adiconsum, Fisascat Cisl. Tanti giovani come anziani, parecchi molto arrabbiati per la situazione. Un socio di Rivignano spiega di essere da 30 anni con Coopca e di averci messo i risparmi di una vita, 32 mila euro, che ora voleva impiegare per ampliare l’impresa che ha con i figli. Inutili, racconta, le richieste di chiarimento a Coopca, da cui giungevano rassicurazioni. Una signora di Tolmezzo spiega di avere 130 mila euro in Coopca: «Io ho 85 anni, non ho tanto tempo ancora da aspettare, lo scriva» dice riferendosi ai soldi che vuole riavere subito. Un altro socio Coopca ha sbottato che «la gente si sente presa per i fondelli, io non sono mai stato in ferie, ho messo tutto lì il mio denaro». Molti hanno chiesto che i responsabili paghino, protestando perché hanno appreso la situazione solo dai giornali e prendendosela molto anche per il fatto che l’unica comunicazione ai soci che Coopca ha fatto dopo la richiesta di concordato l’ha fatta sul suo sito, senza contare peraltro che molte persone, anche per motivi anagrafici, non navigano su Internet. In diversi hanno anche chiesto di avere la lista dei primi che hanno ritirato i loro risparmi da Coopca. È anche emerso che ci sarà un altro sottogruppo a Udine e che anche il gruppo Cicogna di Gemona darà una mano all’iniziativa.

Tolmezzo: l’appello di Piutti stampiamo l’opera di Fabio Quintiliano Ermacora

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di Gino Grillo.
Dare esecuzione alla delibera del consiglio comunale licenziata 400 anni fa dal consiglio comunale di Tolmezzo. Questa la richiesta di Igino Piutti, ex sindaco, che ha scoperto come nella seduta 3 giugno 1610 l’assemblea civica, commemorando il consigliere Fabio Quintiliano Ermacora, appena scomparso, sapendo che lo stesso aveva lasciato un manoscritto in latino sulla storia della Carnia intitolato “De antiquitatibus Carneae” (antica storia della Carnia), per ricordarlo degnamente, su proposta del consigliere Giuseppe Trieste, deliberava di dare alle stampe la sua opera, dopo averla fatta trascrivere e rivedere da qualcuno competente. «Non credo – ha scritto Piutti in una lettera inviata all’attuale amministrazione guidata dal sindaco Francesco Brollo – di essere la persona alla quale pensavano quei consiglieri. Ma visto che a quella delibera non è mai stata data esecuzione in questi quattrocento anni, mi sono comunque permesso di ricostruire il testo latino originario e di darne una versione che rendesse, nell’italiano di oggi, la bellezza del testo latino, affinché il consiglio comunale di Tolmezzo possa finalmente dare esecuzione a quella delibera, e ricordare degnamente il personaggio a cui è dedicata una delle vie più importanti». Quello di Piutti non è il primo tentativo di dare alle stampe l’opera, ma non si ha notizia che questo sia mai avvenuto. Una sorta di “maledizione” sembra «gravi sul testo latino di questa storia della Carnia, o meglio di questa storia del Friuli vista avendo come punto di riferimento il capoluogo della Carnia. Mi auguro – termina Piutti – che questa sia la volta buona e che finalmente il consiglio comunale di Tolmezzo voglia adempiere all’impegno assunto il 3 giugno 1610».

Friuli: per la Coopca ipotesi Despar, Klotz si fa avanti per rilevare i negozi

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di Michela Zanutto.

«Siamo pronti a sederci al tavolo per aiutare un’azienda in difficoltà». Con queste parole Paul Klotz, amministratore delegato di Aspiag service (la rete del pino verde a Nordest), segna l’ingresso del gruppo Despar nella trattativa per rilevare Coop Carnica. L’occasione è offerta dall’inaugurazione della Latteria sociale di Castions di Strada e il lancio del nuovo brand del gruppo “Adotta una latteria”. «Per il momento ho letto di un nostro coinvolgimento soltanto sui giornali – confessa Klotz –, ma se qualcuno ci invita a discutere, siamo pronti a sederci al tavolo», ribadisce. Per il momento, dunque, Despar «monitora la situazione», ma l’interesse nei confronti di un intervento di acquisizione della cooperativa è alto. Perché «la Carnia è una zona interessante per noi – aggiunge Klotz –, ma in linea generale siamo in piena espansione: in Friuli Venezia Giulia c’è ancora lavoro». Lo testimoniano i sei punti vendita rilevati dalle Coop operaie a Trieste, prima ancora che la crisi scoppiasse con l’istanza di fallimento e la successiva nomina di un amministratore giudiziale, che hanno già accresciuto il fatturato. Ma anche le inaugurazioni di nuovi supermercati: un paio di giorni fa a Povoletto, vicino a Udine, e dalla prossima settimana a Spilimbergo, Gorizia, Gemona e Villa Santina. Proprio qui, Despar raddoppia: «Manteniamo aperto il punto vendita che esiste già e in più ne inauguriamo un altro perché sono situati in due punti strategici – spiega Klotz –. Anche la crisi del centro commerciale Alpe Adria di Cassacco non ci impensierisce: l’alimentari resta aperto». Su CoopCa, Klotz ha le idee chiare: «Se avessi gestito io la cooperativa, certamente non mi sarei imbarcato nella costruzione del centro logistico. Bisogna investire sui punti vendita perché sono remunerativi. E poi, più grande è l’apertura, tanto è più probabile che affondi. Anche il centro commerciale di Amaro… la logistica non è delle migliori. Una struttura simile poteva resistere a Tolmezzo, non da altre parti in zona». Nel 2012 la sola Aspiag ha portato al gruppo un fatturato di 1,8 miliardi. Cifra confermata anche l’anno successivo, sebbene con un leggero calo. I punti vendita sparsi fra Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia sono quasi 600 per una superficie complessiva di quasi 400 mila metri quadrati. È proprio su questo il punto sorge un “però”: CoopCa conta dodici negozi in provincia di Udine, sei a Pordenone, uno a Trieste, due a Padova, sette a Treviso, quattro a Venezia e tre a Vicenza. Esiste il rischio sovrapposizioni? «Siamo in piena espansione – ribatte Klotz – e un’attività deve dimostrare di essere destinata alla morte economica senza ombra di dubbio, perché il Gruppo decida di chiuderla». Come dire, un eventuale ingresso del marchio Despar non comporterebbe significativi sacrifici. Intanto in Regione il lavoro per salvare CoopCa non conosce pause. «Stiamo cercando una soluzione per salvaguardare i posti di lavoro, i punti vendita e anche il risparmio dei soci – sottolinea la presidente Debora Serrachiani –. Cerchiamo anche alleati per traghettare la proprietà». E chissà che il taglio del nastro di ieri non sia stato galeotto. Riunito nella piazza principale di Castions di Strada, ieri, c’era tutto il paese. «Mi avete fatto sentire a casa, in Tirolo», confessa Klotz dal microfono. E prima del taglio del nastro benedetto da don Domenico Vignuda, è il presidente della storica Latteria sociale Giovanni Deana a ringraziare tutti «perché Castions può essere di nuovo protagonista con i suoi formaggi». Il nuovo brand di Despar è infatti “Adotta una latteria”. «Stringiamo accordi per acquistare un certo quantitativo di prodotti a chilometro zero per venderli nei nostri supermercati – spiega Klotz –. Questa è una prima assoluta. Un inizio. Prima testiamo la risposta dei clienti dei paraggi e poi potremo allargare il raggio d’azione. E chissà che “Adotta una latteria” possa trasformarsi in “Adotta un peschereccio” o qualcosa d’altro». Oppure “Adotta CoopCa” ora che la società ha 60 giorni di tempo per depositare un piano credibile di rilancio, a fronte del congelamento dei debiti, inclusi quelli con i soci risparmiatori (quasi 3 mila per 30 milioni di euro). Despar è in piena espansione in Friuli Venezia Giulia dove conta 68 rivendite di proprietà e cento affiliati, per un totale di circa 2 mila 500 dipendenti. Sono invece 650 quelli con il fiato sospeso per la cooperativa che ha sede legale a Tolmezzo e direzione amministrativa ad Amaro. Se in Carnia si sta col fiato sospeso, a Castion di Strada, anche per effetto dei 250 mila euro stanziati dalla giunta Tondo per la ristrutturazione della letteria, si è dato nuovo futuro a una latteria aperta nel 1880 e rifondata dal comitato parrocchiale nel 1896. Nei “tempi d’oro” la Latteria è arrivata a contare fino a 300 soci conferitori.

Udine: “Tùur teatràal”, il nuovo spettacolo di Davide Van de Sfroos, apre il concerto Aldo Rossi, special guest Luigi Maieron

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È partito lo scorso 20 settembre da Crema, il nuovo tour teatrale del grande Davide Van De Sfroos, ribattezzato dal cantautore tremezzino – in perfetto stile De Sfroos – “Tùur Teatràal”. Uno spettacolo che vuole essere una rievocazione delle canzoni che nel passato hanno fatto la storia del cantautore, unita a una rivisitazione in chiave acustica di alcuni dei brani di “Goga e Magoga”, album campione di vendite pubblicato lo scorso aprile. Di oggi la grande novità che riguarda l’unica data in Friuli Venezia Giulia, che si terrà sabato 6 dicembre al Teatro Nuovo da Udine, inizio alle 21.00, ovvero la partecipazione di due graditi ospiti alla serata.

A dare il via alla musica sarà infatti il cantautore friulano Aldo Rossi con un set acustico composto da alcuni brani tratti dai cinque album all’attivo, in cui spiccano “Furlan”, “La Vite e la Muart” e “Ta Cove da Strie”.
Altro ospite speciale della serata sarà il cantautore, poeta, autore e scrittore Luigi Maieron, artista fra i più rappresentativi della nostra regione, che duetterà con Davide Van De Sfroos sul palco, confermando una collaborazione che prosegue da anni fra i due. Maieron ha infatti partecipato a al fortunato album “Yanez” di Van De Sfroos che, a sua volta, è stato consulente artistico dell’album “Vino, Tabacco e Cielo” dell’artista friulano.
Il concerto del 6 dicembre è organizzato dal Teatro Nuovo Giovanni da Udine e Azalea Promotion, in collaborazione con il Comune di Udine.

I biglietti per lo spettacolo, inserito nel pacchetto “Music&Live” realizzato dall’Agenzia TurismoFVG, sono in vendita online su Ticketone.it, nei punti autorizzati Ticketone e Azalea Promotion e a seguire anche nelle biglietterie del Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

È lo stesso Davide Van De Sfroos a raccontare il suo nuovo spettacolo: ““Tùur Teatràal” sarà l’occasione per rispolverare alcuni dei brani rimasti a lungo chiusi in un cassetto. C’è grande voglia di riscoprire il passato, affidandosi a quelle canzoni che ancora oggi fanno parte a pieno titolo della mia storia personale e musicale. Il teatro permette di interpretare i brani in chiave acustica e molto intima, mescolando passato e presente, con uno sguardo, perchè no, anche al futuro”. Nato a Monza, classe 1965, Davide Bernasconi è cresciuto a Mezzegra, nel “cuore” del lago di Como. La maggior parte dei suoi testi è pensata, scritta e cantata in dialetto tremezzino (o laghée): una lingua più che un vernacolo, resa ancora più realistica da storie e personaggi assolutamente poetici, grazie al suo stile unico Davide Van De Sfroos ha saputo conquistare i fan di tutta Italia. A febbraio 2011 Davide Van De Sfroos partecipa alla 61ª edizione del Festival di Sanremo con “Yanez”, un brano sul celebre personaggio salgariano Yanez De Gomera, posizionandosi a un passo dal podio, quarto nella classifica finale. Del 15 aprile 2014 l’ultimo “Goga e Magoga”, che segue il successo del precedente posizionandosi direttamente al secondo posto della classifica degli album più venduti. Nel nuovo “Tùur Teatràal”, Davide Van De Sfroos sarà accompagnato sul palco dal violino di Angapiemage Galliano Persico, dalle chitarre di Maurizio “Gnola” Glielmo e dal polistrumentista Andrea Cusmano

Carnia: niente più licenze, più facile aprire negozi a Tolmezzo

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di Tanja Ariis.

 
Sarà più facile aprire negozi in città, anche se resta il fermo no alla grande distribuzione. Il consiglio comunale sarà chiamato giovedì a esaminare le modifiche in questo senso che la giunta chiede di apportare al regolamento comunale sui criteri di insediamento delle medie strutture di vendita. Il regolamento attuale, spiega l’assessore comunale Michele Mizzaro, è ormai superato, non tiene conto della nuova normativa regionale risalente già al 2012 per quanto riguarda la media distribuzione, quella cioè per negozi da 400 a 1.500 mq. Per essi con tale modifica del regolamento che Mizzaro definisce ormai un atto dovuto non ci sarà più il contingentamento delle licenze e quindi potrebbero esserci più attività commerciali. In città per aprire un negozio se si è in regola con le norme igienico-sanitarie e di altro tipo previste non servirà più la licenza. Tale modifica inoltre, se approvata dal consiglio comunale, potrà agevolare anche i negozi già aperti, spiega, ma che vogliano apportare modifiche di tipo merceologico o per alcune autorizzazioni edilizie connesse all’attività. Mizzaro spiega che «mentre le agevolazioni per i piccoli imprenditori erano dovute, invece per la grande distribuzione è confermato il no deciso dell’amministrazione comunale, vista la crisi congiunturale, il tessuto economico già in difficoltà e lo spopolamento dell’area montana». Giovedì il consiglio comunale esaminerà anche l’adozione di una variante urbanistica del centro storico e delle aree di Prà Castello. Si tratta, spiega il sindaco, Francesco Brollo, di piccole modifiche in accoglimento a richieste di cittadini, tra cui una che prevede di consentire l’edificazione in piazza Garibaldi accanto al museo carnico nella zona vicina al parcheggio. Si tratta, spiega Brollo, di iniziative private per realizzare abitazioni. Lì finora, rileva, il Prgc non lo consentiva, c’era un vincolo per l’ampliamento museale e visto che al museo non interessa procedere in tal senso e l’area è anche piuttosto trascurata, si è deciso di proporre questa modifica. Il consiglio comunale inoltre esaminerà l’assestamento di bilancio e le modifiche sottoposte ai regolamenti per occupazione di spazi e aree pubbliche e sulle entrate comunali e numerosi altri punti.