Archivio mensile:Maggio 2018

Piano d’Arta: il Lander custodirà le ceneri di Tiziana Marra

La famiglia ha comunicato data e modalità delle esequie di Tiziana Marra l’insegnante vittima il  17 maggio, di un incidente stradale che l’ha vista coinvolta mentre, in sella alla sua moto Honda, rientrava verso casa. L’incidente è avvenuto verso le 15. La donna dopo aver terminato le sue ore di lezione nelle scuole di primo grado di Cesclans, stava rientrando lungo la strada regionale 512 verso casa.

Il funerale avrà luogo venerdì 1 giugno e sarà celebrato con rito civile e spargimento delle ceneri in località “Lander”, Piano d’Arta.
Il ritrovo, per quanti vogliano celebrarne il ricordo, è previsto alle ore 16.00 presso l’omonimo bivacco.

Al figlio Suan, al fratello Francesco, al Papà Marco e ai parenti tutte le condoglianze più sentite  da parte del titolare di questo blog

Cesenatico: le ragazze del Liceo Scientifico di Tolmezzo quarte alle Olimpiadi della Matematica

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Le ragazze dell’Isis “Paschini-Linussio” di Tolmezzo, a Cesenatico

Le allieve del Liceo Scientifico dell’Isis “Paschini-Linussio” di Tolmezzo si sono classificate quarte alle Olimpiadi nazionali della Matematica, nella Sezione “Squadre femminile”. La finale si è svolta a Cesenatico, nei giorni 4 e 5 maggio, e ha visto in gara le 20 squadre meglio classificate nelle semifinali, alle quali hanno partecipato oltre 200 formazioni, provenienti da tutta Italia.

Le studentesse si sono sfidate nella risoluzione di problemi matematici, in una gara punto a punto, in tempo reale. La squadra dell’Isis “Paschini-Linussio” era composta da Giulia Toch (Quinta A), Aurora Cagnoni (Quarta A), Aurora De Giudici (Quarta B), Agnese Schiava (Quarta D), Elisa Camol e Gemma Intilia (Terza A) e Amanda Cescutti (Seconda A).

Per ottenere l’ammissione alla fase nazionale delle Olimpiadi, le ragazze hanno superato le selezioni locali, svoltesi a gennaio. In quell’occasione, la squadra del Liceo Scientifico di Tolmezzo si era classificata, superando le concorrenti delle province di Udine, Rovigo, Reggio Emilia e Roma. Nella gara individuale di Cesenatico, tra i 9 rappresentanti della provincia di Udine, c’era anche Aurora Cagnoni della Classe Quarta ALS, che ha ricevuto una menzione speciale per aver svolto un esercizio in modo perfetto. Per soli due punti, la studentessa di Tolmezzo non ha ottenuto la medaglia di bronzo.

Con le finali di Cesenatico e con l’eccellente risultato conseguito dal Liceo Scientifico della Carnia e dell’Alto Friuli, si è concluso un anno ricco di risultati per gli studenti dell’Isis “Paschini-Linussio”. In particolare nelle competizioni dei “Giochi Matematici” e nei “Giochi Logici”, si tratta di una vera e propria tradizione, che ormai continua da dieci anni. I successi di quest’anno e degli anni trascorsi saranno celebrati venerdì 8 giugno alle 17, presso l’Aula Magna dell’Istituto (in via Ampezzo 18), in occasione della “Festa dei dieci anni” del Progetto “Phi-Quadro”. Vi parteciperanno gli ex allievi e sarà previsto il saluto ai ragazzi di Quinta.

Il Progetto “Phi-Quadro” è nato nel 2008, all’interno del Dipartimento di Matematica dell’Isis “Paschini-Linussio”, su iniziativa dei docenti Sandro Campigotto e Ivano Triolo. Il suo scopo è favorire un approccio ludico-ricreativo alla Matematica.

Le varie iniziative proposte sono state realizzate grazie al determinante contributo della Fondazione Friuli, che ha convintamente sostenuto il progetto didattico, permettendo di raggiungere i prestigiosi traguardi ottenuti.

Carnia: i sostenitori di Luca Boschetti lo vogliono in Consiglio Regionale

 

Federica Nodale e sostenitori di Luca Boschetti.

Elezioni regionali 2018: 1180 voti, sono stati assegnati a Luca Boschetti.
Vorremmo ricordare che questi voti di fiducia non vengono dal nulla ma dietro ad ognuna di queste preferenze, si celano persone che hanno seguito ed apprezzato il grande e costante lavoro ed impegno del sindaco di Cercivento che in questi anni di mandato, ha affrontato e continua la battaglia dell’acqua pubblica per mantenerne la gestione comunale, affrontato con grandi risultati, azioni concrete di solidarietà, dedicati ad un bambino suo concittadino e bisognoso di cure, lavorato alacremente fino al raggiungimento della vittoria del “No all’elettrodotto in Carnia”, progettato e gestito con grande successo di visitatori la bellissima realtà della “Bibbia a cielo aperto” oltre a tante migliorie per il territorio.
Luca Boschetti è un sindaco amato e molto apprezzato dalla sua gente che lo ha scelto per rappresentare la Carnia all’interno del Consiglio Regionale e che ora confida fiduciosamente nella concreta possibilità che egli possa essere scelto come loro portavoce, dandogli la giusta opportunità di poter sedere ai banchi del Consiglio Regionale.
Molte promesse sono state fatte durante la campagna elettorale ed il popolo carnico, seppur disilluso dalla vecchia politica, ha voluto credere ancora in un cambiamento positivo e fatto sentire a gran voce con questo voto, il grande desiderio di fiducia in una politica che mantenga i propri impegni e la parola data. È questo ció che ci aspettiamo e se c’è una cosa di cui proprio non difetta il popolo carnico, è la memoria che non scorda mai nulla nel bene o nel male e sa essere tanto generoso con chi è stato affidabile, quanto severo con chi non lo è stato.
Confidiamo vivamente nella credibilità di chi ha preso l’impegno di promuovere Luca Boschetti in Consiglio Regionale, tenendo conto dell’alto numero di preferenze a lui assegnate.

Tolmezzo: Presentazione del film ‘Cercivento. Una storia che va raccontata’

Venerdì 25 maggio, ore 20.00 presso Cinema David, piazza Centa 1.

Carnia: “La potenzialità delle Malghe comunitarie” convegno a Paularo e Arta Terme

 «Gestione e valorizzazione delle malghe in proprietà collettiva»: è il tema del convegno in programma a Paularo ed Arta Terme, domenica 13 maggio, nell’ambito della “Setemane de Culture furlane 2018” (www.setemane.it).

Su impulso della Comunità di Valle e Rivalpo, proprietaria di 4 malghe – Cason di Lanza, Cordin, Val Dolce e Valbertad –, il confronto si svolgerà in due sessioni.

Nel corso della mattinata, interverranno presso Palazzo Calice Valesio di Villa Fuori di Paularo, a partire dalle 9, Erik De Cillia del Commitato frazionale di Valle e Rivalpo (“La lungje lote pal ricognossiment dai ûs civics di Rualp e Val / La lunga lotta per il riconoscimento degli Usi civici di Valle e Rivalpo”), Claudio Peresson (“La vite di mont e las sôs potenzialitâts / La vita in Malga e le sue potenzialità”), Stefano Bovolenta (“Zootecnia di montagna e alpeggio: un rapporto imprescindibile?”) e Luca Nazzi (“Malghe collettive: la Comunità gestisce il suo storico patrimonio”), moderati da Ezio Banelli e Mario Pezzetta.

La sessione pomeridiana prenderà il via alle ore 15, presso l’Ex Albergo Savoia (Salone delle Feste di via Roma). Matteo Venier modererà gli interventi di Claudio Lorenzini (“Las monts in Cjargne: un caso storiografico”), Daniele D’Andrea (“La Magnifica Comunità di Cadore: una forma condivisa di gestione territoriale”), Roberto Micheli (“Montagne, pastori e animali: evidenze archeologiche e dati etnostorici a confronto”) e Gianfranco Ellero (“Gli usi civici come fattore identitario e considerazioni finali”).

Alto Friuli: il fascino di Pusea, una riflessione sul futuro della Carnia

di Igino Piutti, Tolmezzo.

Al paese di Pusea, ci si arriva anche da Verzegnis dalla strada che attraversa il lago omonimo. Ci si arriva in macchina, e c’è anche il parcheggio. Ma chi ama il fascino della scoperta deve salire da Cavazzo Carnico. Lasciata la macchina al parcheggio del ristorante al Pescatore, si prende la carrareccia segnalata come Cammino delle Pievi. La strada di accesso al paese infatti è anche un tratto della tappa, tra le Pievi di Cesclans e di Verzegnis, dell’ormai famoso cammino turistico devozionale. La comoda carrareccia ampia e ben tenuta, con i tratti in pendenza sistemati a calcestruzzo, consente di avanzare in gruppo, commentando meravigliati le forre e i dirupi strapiombanti del rio Faeit. Non è difficile immaginare ci fosse un lago, nella notte dei tempi, nell’invaso al cui fondo abbiamo lasciato la macchina. La strada è stata risistemata per le esigenze militari della Prima guerra mondiale, ma la sua costruzione risale senza dubbio almeno all’epoca della conquista romana. Forse più antica, opera dei Celti, che preferivano le montagne ai fondovalle. Manca da tempo un ponte di legno crollato, chissà che non ci pensi Trieste, ora che i Carni non ci sono più!Salendo si discute e si immagina, procedendo in una galleria di verde. Alle spalle l’Amarianna che emerge con la vetta soltanto, bella nel biancore della roccia in contrasto con il verde del rilievo del monte Alz che la copre. Davanti, incombenti il Piçiàt e il Bottai e lo scrosciare dell’acqua del rio Faeit. Il paese emerge dal bosco all’improvviso dopo un tratto in leggera discesa. Una decina di case, in una conca di verde. Non puoi non pensare a un nido d’uccello sospeso tra una montagna e l’altra. 66 abitanti dice la storia fino all’ultima guerra, quando vivere era poco più che sopravvivere, e, per riuscirci, ogni filo d’erba era utile per mantenere in stalla una mucca in più, per far pascolare una capra di più. Nel dopoguerra quando si è capito che emigrando nel resto d’Europa, ci si poteva immaginare una vita meno ingrata di quella a cui costringeva la povertà della montagna, il paese si è in breve dissolto. Come tanti altri in Carnia. Sono rimaste le case. In gran parte ricostruite dopo il terremoto del 1928, dimostrazione evidente delle tecniche antisismiche del tempo. Risistemate dopo il terremoto del 1976. Per chi?A dare la riposta l’abbaiare dei due cani dell’unica abitante. E la voce cordiale di un udinese che da 47 anni vive quassù. “Non stabilmente, solo i fine settimana e durante le ferie!”. Scherzi chiedendogli se c’è l’osteria e ti risponde con la generosa ospitalità dei friulani. Imprecando alla burocrazia, ma offrendoti il suo vino, facendoti sedere al suo tavolo. Spiegandoti la sua scelta! Di primo acchito incomprensibile ma che comprendi bene se ti lasci ammaliare dal respiro della piccola valle, dal silenzio velato dal magico frusciare lontano d’una cascata, contrappuntato dal tubare del cucùlo. È questa la Carnia di domani? Quella di qualche nostalgico e di qualche cittadino in cerca di tranquillità? Perché no? Se tra i nostalgici e gli amanti della tranquillità si torna ai 66 d’un tempo. Ma per riuscirci all’udinese che vorrebbe aprire un punto di ristoro, per offrire ad altri un bicchiere e magari anche un letto, gli dovresti fare un monumento non avvilupparlo in mille pastoie burocratiche, che spengono sul nascere ogni buona intenzione.Basterebbe un articolo di legge che esonera da ogni imposta e tasse le attività produttive di qualsiasi tipo insediate in centri abitati con meno di 500 abitanti, oltre i 500 metri di quota. Esonero esteso all’acquisto e alla ristrutturazione delle case, prima che si riducano in macerie. Provvedimento senza costi ma di grandi risultati!Per il futuro forse Pusea può solo suggerire speranze di buonsenso! Per il suo passato però il paese è già un monumento all’ingegnosità carnica. Mancano tante cose quassù, ma non l’acqua. Per questo è stato il primo paese in Carnia ad avere la luce elettrica nelle case. Nel 1902 tal Giuàn di Tònia s’è fatta la centralina idroelettrica. Di notte la corrente illuminava la case. Di giorno l’energia della turbina veniva utilizzata per azionare un mulino, una sega veneziana, una pialla, un tornio e una mola. Si vedono ancora i resti degli impianti, e fa specie che a nessuno sia venuta l’idea di recuperarli, per farne un piccolo museo. Sarebbe stato un richiamo in più, per non lasciar morire il paese. Recuperare il passato per immaginare il futuro. Non soltanto come romantica nostalgia, ma come monito e stimolo. Anche in questo Pusea è d’esempio. Accanto ai ruderi del passato come uno squarcio sul futuro colpisce la presenza di due lampioni pubblici a led, alimentati dal sovrastante pannello solare. Un prodotto frutto dell’ingegnosità carnica di oggi. Pusea, una meta per una bella passeggiata, ma anche un luogo per riflettere sul futuro della Carnia.

Alto Friuli: alle regionali eletti Mazzolini, Zilli e Marsilio. Fuori Urbani, l’amarezza su FB di Cristiana Gallizia

L’assoluta mancanza di un rappresentante Tolmezzino. Nel senso di queste parole affidate a Facebook, l’amarezza di Cristiana Gallizia che, nonostante le 790 preferenze raccolte nella circoscrizione Alto Friuli raggiunte con “Progetto FVG”, non entra in Consiglio regionale. Ed è sicuramente uno dei dati che farà maggiormente riflettere per queste elezioni regionali, nel nuovo Consiglio di Piazza Oberdan dove non ci sarà alcun rappresentante della “capitale” della Carnia. Entra invece in consiglio Stefano Mazzolini, dopo esser stato eletto e poi escluso la passata legislatura, vero recordman di preferenze di questa tornata. Barbara Zilli eletta in Alto Friuli potrà permettersi di optare per un seggio nella circoscrizione di Udine e in questo caso in Consiglio regionale entrerebbe il sindaco di Cercivento Luca Boschetti che ha ottenuto un grande successo personale. Confermato il seggio del Pd assegnato al consigliere uscente Enzo Marsilio, cui bastano  1.069  preferenze, circa la metà di quelle ottenute 5 anni fa. Grande escluso invece Paolo Urbani, già sindaco di Gemona, nonostatnte le 1.587 preferenze ottenute.

Il risultato più eclatante è quello della Lega in Alto Friuli dove il Carroccio ha superato la media regionale di ben 12 punti percentuali. Dal 34,91% il partito di Salvini nell’area montana e pedemontana del Friuli è balzato al 46,47%. Il candidato presidente Massimiliano Fedriga si è imposto con 25 mila 162 voti, il 66,03%, miglior risultato tra le circoscrizioni, di ben 9 punti più alto rispetto al risultato regionale (57,09%). Stesso primato per la coalizione, che con 23 mila 183 voti balza al 71,63% (contro il 62,73% di media Fvg). In Carnia, Gemonese, Val Canale e Canal del Ferro, la Lega è stata trainante. Capace di prendere ben quattro volte tanto i voti del Pd (4.359, 13,47%), quasi cinque volte quelli di Forza Italia (3.437, 10,62%). Si è difeso Progetto Fvg, piazzandosi al quarto posto e mettendo in cassaforte 2.625 voti (8,11%), non ha sfondato invece il Movimento 5 Stelle, che si è dovuto accontentare di 1.624 voti (5,07%), il peggior risultato dei grillini tra tutte le circoscrizioni. A seguire si sono piazzati il Patto per l’Autonomia (4,24%), Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale (3,97%), Cittadini per Bolzonello presidente (3,76%), Autonomia Responsabile (2,45%), Open-Sinistra Fvg (1,39%) e Slovenska Skupnost (0,44%).L’affluenza è stata tra le più basse. Appena il 47,58% degli aventi diritto si è infatti recato al voto .