Archivio mensile:Febbraio 2010

Campoformido: l’Università di Udine inventa lo “specchio lineare”

Lo “Specchio Lineare”, il sistema inventato all’università di Udine per lo sfruttamento dell’energia solare e per produrre dunque energia pulita, è realtà, pronto per essere industrializzato e commercializzato. La macchina è una novità assoluta nel settore dei sistemi termodinamici e delle tecnologie pulite. Il sistema, infatti, è in grado di produrre una quantità di energia da due a tre volte superiore rispetto a quella di un impianto solare “classico” (fotovoltaico o pannelli solari) di pari dimensioni e costo. Inoltre, potrà svolgere assieme le funzioni che, al giorno d’oggi, sono svolte separatamente da pannelli solari e impianti fotovoltaici: produrre elettricità e fornire calore. Il primo impianto di specchi lineari è stato presentato ieri alle officine meccaniche Ocsam di Basaldella di Campoformido che hanno contribuito a realizzarlo. E un prototipo di Specchio Lineare è già stato commissionato dalla Regione Friuli Venezia Giulia.
Il progetto “Specchi lineari” è nato dalle ricerche svolte da Hans Grassmann al dipartimento di Fisica dell’ateneo friulano. Brevettato, è stato sviluppato da Isomorph srl (Hans Grassmann, Alessandro Prest), azienda spin off dell’università di Udine. Della produzione, industrializzazione e commercializzazione si occupano, in collaborazione con le officine Ocsam di Campoformido, Hans Grassmann, Michele Sambo e Fabio Zilli, che presto daranno vita a un altro spin off dell’ateneo, Solamente srl. Nel 2009 Specchi Lineari si è classificato al secondo posto a Start Cup Friuli Venezia Giulia, la competizione regionale riservata ai migliori progetti innovativi.
Alla presentazione hanno partecipato, fra gli altri, il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Edouard Ballaman, il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontantini, e l’amministratore delegato della Ocsam, Lino Bertoni.
L’impianto a Specchi Lineari è un insieme di specchi piani in alluminio, da 20 a 50, montati su un sistema di assi e leve che inclinano gli specchi tramite due piccoli servomotori in modo da catturare i raggi solari durante tutto l’arco della giornata su un’unica superficie ricevente, simile a un unico grande specchio.
L’impianto, grazie alla sua modularità di costruzione, può essere adattato a varie richieste energetiche e produrre da 4 a 8 KW. La macchina può essere installata su terreno o su qualsiasi superficie architettonica piana (tetti di abitazioni, attività commerciali, capannoni).

Friuli: il 27 febbraio la giornata Friulana dei diritti

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Il 27 febbraio ricorre l’anniversario di una data molto importante della storia friulana, anche se molti friulani ancora non la conoscono. Nel 1511, infatti, il giovedì grasso (la Joibe Grasse o Zobia Grassa) cadeva proprio il 27 febbraio e fu proprio in tale giornata che prese avvio la più grande rivolta della storia friulana.

Organizzati in bande guerrigliere, i contadini assaltarono ed incendiarono castelli e palazzi nobiliari in tutta la Patria del Friuli. «L’insurrezione – ricorda il portavoce del Comitato 482 Carlo Puppo – fu soffocata nel sangue, ma le comunità friulane presero coscienza della loro forza.
Una forza che permise loro di subordinare al rispetto dei propri diritti comunitari l’appoggio militare a Venezia e che, alcuni anni più tardi, fu alla base della nascita della Contadinanza, organo rappresentativo delle comunità rurali senza pari in Europa.
Per tali ragioni riteniamo che, il 27 febbraio, sia la data più adatta per celebrare la Giornata friulana dei diritti. Diritti che secondo noi, sono, innanzitutto, quelli linguistici e nazionali, ma che sono fortemente legati a tutti gli altri diritti: salute, lavoro, casa, istruzione, ambiente».
«Quotidianamente – prosegue – vediamo calpestato il nostro diritto, come popolo, a decidere autonomamente del nostro destino. Prosegue, inoltre, l’attacco ai nostri diritti linguistici: basti pensare a quante sono ancora le scuole e le amministrazioni pubbliche che, nonostante la legge di tutela 482 del 1999, emarginano la lingua friulana; e i tagli ai fondi della 482 stabiliti a Roma di sicuro non aiutano». Puppo ricorda il «risultato positivo ottenuto grazie all’emendamento approvato dalla Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, ma guai ad abbassare la guardia: la battaglia è ancora lunga».

E non è tutto: «Più che un giorno di festa, questa è per noi una giornata di lotta e di rivendicazione, ma una lotta combattuta con metodi democratici, come è nel nostro stile: le scuri e i forconi li abbiamo lasciati a casa, usiamo invece le armi del diritto, dell’impegno quotidiano, della ragione. Affinché i friulani possano godere pienamente dei loro diritti e affinché il Friuli sia patria di diritti per tutti».

Pordenone: smantellata rete di addestramento di giovani di etnia turca per il PKK


dal sito
www.gazzettino.it

Una presunta associazione con finalità di terrorismo internazionale è stata smantellata dalla Digos di Venezia che in queste ore sta eseguendo 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere. I provvedimenti – eseguiti dagli agenti della Questura di Venezia con il supporto dei colleghi delle Digos di Pisa, Roma, Milano e il coordinamento operativo dell’Ucigos-Dcpp – riguardano 10 turchi e un italiano. Ci sono anche 16 indagati.

In queste ore sono in corso perquisizioni nei confronti degli indagati – tra cui ci sono quattro italiani – in varie province del Nord e Centro Italia. In particolare, le operazioni di controllo sono in corso nelle province di Treviso, Venezia, Udine, Pordenone, Pisa, Modena e Milano.

L’indagine – svolta parallelamente in Italia e in Francia con il contributo delle strutture antiterrorismo di Germania, Belgio ed Olanda – ha consentito di accertare l’operatività in Italia di una struttura finalizzata al reclutamento, indottrinamento e addestramento di giovani di etnia turca da inviare a combattere tra le file del Pkk, il partito dei lavoratori curdi che l’Unione europea ha incluso nelle liste terroristiche. Sarebbero stati individuati campi di addestramento in Italia e in Francia.

L’operazione di stamane – resa nota dal prefetto Stefano Berrettoni, Direttore centrale della polizia di prevenzione Ucigos – è la sintesi di un’indagine cominciata nel 2009. Un cittadino turco, tratto in arresto, era stato fermato a Venezia nel marzo dello scorso anno. In quell’occasione, oltre a fotografie che lo ritraevano mente imbracciava un fucile mitragliatore, era stato trovato in possesso di alcune lettere con le quali una ragazza turca poco più che maggiorenne, scomparsa qualche mese fa dalla provincia di Viterbo, manifestava ai propri genitori l’intenzione di voler andare a combattere per la causa del Kurdistan.

Secondo le indagini l’organizzazione operava attraverso il reclutamento di giovanissimi curdi, tra cui molte donne, che venivano avviati poi a corsi di addestramento in campi allestiti in Italia – quattro quelli individuati – e in altre parti d’Europa, specie in Francia. L’organizzazione aveva campi di formazione e indottrinamento, chiamati in gergo "matrimoni" – in turco "Tugun" -.Uno, secondo gli investigatori, era attivo in provincia di Pordenone fino allo scorso anno; un altro era attivo, fino a questa mattina sulle colline del Pisano.

Al momento in Italia non sono state trovate armi, ma nella documentazione sequestrata dalla Digos veneziana, diretta da Diego Parente, ci sono atti che comproverebbero addestramento anche con l’uso di armi in campi allestiti fuori dall’Italia.

L’italiano coinvolto è un uomo operante nel Trevigiano, Andrea Orlando, 41 anni, conosciuto come molto vicino agli ambienti dell’estrema sinistra, che avrebbe avuto parte nel reclutamento di una ragazza curda. Il provvedimento a suo carico è stato notificato in carcere in quanto l’uomo già detenuto per altro motivo: nel 2006 Orlando venne arrestato ad Avignone (Francia): nell’auto su cui viaggiava vennero trovati un fucile mitragliatore, un revolver e munizioni. In un appartamento a sua disposizione a Marsiglia sarebbe stata trovata documentazione ritenuta «estremamente interessante».

Quattro delle 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state eseguite nel Pisano. Gli arresti sono avvenuti in un agriturismo della Valdera nei pressi di Ponsacco (Pisa) che, secondo la polizia, era diventato un campo attivo per il reclutamento e l’indottrinamento.

Al vaglio degli investigatori, secondo quanto si è appreso, c’è la posizione di un altro centinaio di persone, tutte curde, per valutare eventuali coinvolgimento nell’organizzazione o la loro posizione rispetto ai permessi di soggiorno. In un campo scoperto dagli agenti della polizia di Stato sarebbero state trovate una settantina di persone.

Udine: consiglieri regionali dell’Alto Friuli stakanovisti

 

Bilancio, interrogazioni, emendamenti, commissioni, mozioni, votazioni, spese, risparmio, banche dati, leggi. Una vera giungla per i non addetti ai lavori, che potrebbero essere interessati al più, a conoscere l’operato dei consiglieri eletti in loco e non il funzionamento dell’apparato regionale. Ebbene diciamo subito che per l’Alto Friuli tutti i consiglieri eletti (Cacitti, Marsilio, Barritussio, Picco e lo stesso presidente Tondo) hanno partecipato a quasi la totalità delle sedute e chi non l’avesse fatto era sempre giustificato da altri impegni istituzionali. Per spiegare che cosa sia, come e quanto lavori, quali obiettivi abbia raggiunto, quante risorse siano state impiegate e quali servizi offra il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia si è messo a punto uno strumento che è il Rendiconto sociale , che è stato presentato nella sede della Regione a Udine dallo stesso presidente dell’Assemblea Edouard Ballaman.

Il Rendiconto 2009 è stato lo spunto per discutere un’intera giornata di trasparenza, etica e degli strumenti di rendicontazione nella pubblica amministrazione. Momenti di confronto e approfondimento a "Fare, spendere e… rendicontare", iniziativa del Consiglio regionale che ha ottenuto il patrocinio del Senato, della Camera e della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome e che è stata realizzata in collaborazione con ANCI, UPI e UNCEM regionali e l’Associazione italiana della comunicazione pubblica e istituzionale. Destinatari, funzionari pubblici ma anche esperti di economia e di comunicazione, docenti e studenti universitari, mondo dell’associazionismo e tutte coloro che sono interessati ad avviare un dialogo nuovo con gli enti pubblici.

"Quotidianamente i media ci bombardano con l’informazione politica, con dichiarazioni e controdichiarazioni, commenti, approfondimenti – ha affermato il presidente Ballaman aprendo la giornata di studio. Tutto questo dovrebbe servire a orientare il cittadino. Spesso invece succede il contrario e il bailamme della politica porta al disorientamento, all’allontanamento, alla disaffezione dell’esercizio democratico del voto.

"Pertanto, spetta a noi che proveniamo da questo mondo, quello della politica, impegnarci perché i cittadini si riavvicinino e ci manifestino quel consenso che è, in fondo, la condizione che sta alla base della legittimazione dell’operato di chi fa politica. Ecco, allora, che il Consiglio regionale nel 2005 ha dato il via alla prima rendicontazione sociale della propria attività.

"Questo perché, in maniera istituzionale – ha aggiunto Ballaman – si voleva e si vuole far comprendere al più vasto pubblico possibile i compiti dell’Aula, informare sulle leggi approvate, sui temi discussi e sulle iniziative intraprese, sui costi della politica. Un modo anche per aiutare a contattare consiglieri e uffici, per domandare e ottenere risposte. Per ricordare che il voto non è una delega in bianco, bensì un vero impegno politico per tutti noi. Rendiconto sociale, quindi, per comprendere meglio quali siano le nostre attività nella massima trasparenza, condividendo non solo le decisioni prese ma anche le loro ragioni e il loro percorso.

Dignano: i comitati contro l’ipotesi commissario per il Tagliamento

Sembrava sopita la discussione sulla sicurezza idraulica del Tagliamento e invece è bastata una dichiarazione dell’Assessore regionale competente per rianimare dibattito e polemiche. La proposta dell’assessore regionale Elio De Anna di chiedere al governo Berlusconi un commissario per il Tagliamento ha fatto insorgere i comitati locali , ma anche il Pd regionale che teme che «così si creino le condizioni per bloccare qualsiasi intervento previsto dal Piano stralcio dell’Autorità di bacino dell’Alto Adriatico di Venezia».
L’associazione “Assieme per il Tagliamento”, presieduta da Franca Pradetto, esprime una forte critica verso Regione, Province e altre istituzioni: «I problemi legati al Tagliamento non si risolveranno a colpi di commissariamenti come quelli proposti dal presidente Tondo qualche giorno fa a Latisana e rimarcati ieri dall’assessore De Anna» afferma in una nota l’associazione Assieme per il Tagliamento, presieduta da Franca Predetto, secondo la quale le istituzioni «seppur investite dalla responsabilità di dare risposte concrete su scelte necessarie e vitali- dice la Pradetto-, esse non hanno saputo o voluto cogliere l’occasione di ascoltare relazioni e proposte basate su ricerche tecnico-scientifiche di alto valore». Delusione per quello che sembra intenzionata a fare l’amministrazione regionale viene anche dall’Associazione Acqua, che commenta con amarezza «l’incontro avvenuto tra l’assessore De Anna e i sindaci per la discussione sul Pai del Tagliamento e la proposta di delegare la questione ad un Commissario per la sicurezza idraulica del fiume, quindi abdicare alle proprie responsabilità politiche e alle promesse declamate».
Sulla vicenda interviene anche il capogruppo del Pd in consiglio regionale Gianfranco Moretton che invita De Anna a decidere se la Regione vuole o meno realizzare le sistemazioni idrauliche previste. «Non è assolutamente vero – spiega il capogruppo in una nota – che il Consiglio di Stato abbia bloccato la realizzazione delle opere idrauliche sul Tagliamento, perchè sull’argomento è competente il Tribunale superiore delle acque che, il 26 marzo 2008, ha dichiarato vigente il Piano stralcio e quindi ha autorizzato il proseguimento delle iniziative per realizzare le opere previste».
Intanto, oggi a Palmanova, nella sede della Protezione civile, l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi, assieme ai sindaci di Aquileia, Grado, Lignano Sabbiadoro e Marano Lagunare ed al direttore regionale della Protezione civile Guglielmo Berlasso, illustrerài primi interventi contro i rischi di ingressione delle acque marine nelle aree costiere più basse del Friuli Venezia Giulia e l’esposizione al rischio idrogeologico delle popolazioni dell’area rispetto ad un evento meteo-marino critico.

Vancouver: Ale Pittin 7° mella seconda combinata olimpica

Come sempre nella prova del salto Alessandro si difende: è al momento tredicesimo dopo la Prova del Salto sul Trampolino Grande, la lunghezza del suo salto è stata di 122,5 metri. Partirà quindi nella prova di fondo con un ritardo di  1:13 minuti. Ma quello che conta è che davanti a lui ha degli specialisti del salto  mentre i fuoriclasse del fondo della combinata nordica sono lì con lui. CHURAVY è 23 secondi avanti, SPILLANE  a 40,  WATABE Akito a 15 e Quindi le speranze per un recupero ci sono e q uindi le speranze per un recupero ci stanno tutte.

Fà decisamente arrabbiare che la RAI non mandi sui canali normali la gara di un atleta che ha vinto il bronzo alle olimpiadi solo una settimana prima. E allora via sul satellite a seguire la gara.

Numero 13 per Pittin: la neve è molto bagnata e 3 gradi di temperatura esterna.  Pittin è già a 59 secondi dopo 5 minuti di gara; al primo giro il vantaggio del battistrada è di 52 secondi sul nostro campione.

Al 2° giro si forma un terzetto al comando e dietro continua la rimonta: sono a 45 secondi.
Cambia la situazione ai 6.7 km, perchè gli inseguitori cominciano a perdere terreno, probabilmente c’è troppa tattica nel gruppo.

Al 3° giro il distacco sale ancora: 50 secondi e comincia a essere difficile il ricongiungimento.
i due americani davanti non mollano e a 800 metri il distacco è oramai incolmabile. Quindi la volata finale nel gruppone sarà per il 4° posto; lo sprint finale vede la vittoria di  DEMONG e al secondo posto SPILLANE, terzo per GRUBER austriaco. Alessandro giunge 7° a 40 secondi e un ottimo piazzamento nella gara olimpica.

Friuli: portale del Ministero “scuolamia”, la storia e la geografia sono ferme a 70 anni fà


Sul portale telematico ”scuolamia” del Ministero dell’Istruzione risultano appartenenti alle province di Trieste e Gorizia localita’ della Slovenia e della Croazia. Lo segnala oggi il consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia Igor Gabrovec (Pd), appartenente alla minoranza slovena, che definisce il fatto ”incredibile” . ”Seppur vivendo in epoca post trattato di Schengen -aggiunge Gabrovec – i confini, come anche le definizioni topografiche dell’Italia, sembrano essere rimasti quelli risalenti al Trattato di Rapallo. Sbirciando nella provincia diTrieste si trovano cosi’ i comuni di Postumia Grotte, Duttogliano, San Pietro del Carso, Fiume; nella provincia di Gorizia si scoprono invece i comuni di San Martino Quisca,Caporetto, Idria, solo per fare alcuni esempi. Come se nonbastasse, i nomi delle localita’ risultano tuttora nella forma adottata durante il ventennio fascista”

Tolmezzo: ottima la partecipazione all’incontro “L’integrazione al tempo degli slogan”

Sicuramente un ottimo inizio per una serie di incontri organizzati dal gruppo Officine Tolmezzine, tanto che ne sono già previsti altri due nei mesi di Aprile e Maggio. Quello andato in scena a Palazzo Frisacco il 22 febbraio dal titolo “L’integrazione al tempo degli slogan”, ha visto la partecipazione di Don Pierlugi Di Piazza e Daniel Samba

Adesione significativa e partecipato interesse per “L’integrazione al tempo degli slogan”, il primo degli incontro dibattito organizzato da Officine Tolmezzine, tenutosi lo scorso lunedì 22 febbraio presso la Sala Multimediale di Palazzo Frisacco.
L’attualità del tema e la stimolante presenza di un relatore dello spessore di Don Pierlugi Di Piazza, sono stati gli ingredienti che hanno contribuito al successo della serata. Apprezzato anche il contributo di Daniel Samba, il giovane camerunese che ha raccontato la sua vicenda di immigrato con status di rifugiato politico. Momenti di riflessione, di analisi e di confronto hanno coinvolto gli intervenuti per oltre due ore.
OT è soddisfatta dell’esito dell’iniziativa e dà un arrivederci ad aprile e maggio per i prossimi due appuntamenti.

Palmanova: morto Cicuttini, condannato per la strage di Peteano

E’ morto Carlo Cicuttini, condannato all’ergastolo per la stage di Peteano, nella quale, il 31 maggio 1972, morirono tre carabinieri. La morte – riferisce stamani Il Piccolo – e’ avvenuta ieri sera nell’ospedale di Palmanova, dove Cicuttini, che aveva 63 anni, era ricoverato per un tumore , diagnosticato circa un anno fa mentre era detenuto nel carcere di Parma. Proprio per consentire di curarsi, il Tribunale di sorveglianza di Udine lo aveva ammesso a tempo determinato alla pena alternativa. Cicuttini, che era stato condannato a undici anni di reclusione anche per il fallito dirottamento di un Fokker appena decollato dall’aeroporto di Trieste-Ronchi dei Legionari il 5 ottobre 1972, fu arrestato il 17 aprile 1998 a Tolosa, in Francia, dopo 26 anni di latitanza, trascorsi soprattutto in Spagna, paese che per due volte ne nego’ l’estradizione.

Udine: in autunno pronta la pista per skateboard


Entro l’autunno Udine avrà finalmente una sua pista per skateboard. La giunta comunale, infatti, ha dato oggi il via libera al progetto definitivo ed esecutivo per l’impianto che sorgerà nel parco Ardito Desio, nel quartiere Rizzi. «Un impianto – commenta soddisfatta l’assessore alla Gestione urbana, Gianna Malisani – fortemente sollecitato dagli sportivi udinesi che da anni l’attendevano».

I primi passi verso la realizzazione della struttura risalgono al 2007 quando era iniziato l’iter progettuale. Fino all’approvazione, oggi, da parte della giunta Honsell, che ha dato il via libera anche l’impegno di spesa per un costo complessivo di 100 mila euro. «Così come richiesto durante i numerosi incontri avuti con le associazioni sportive – prosegue l’assessore – abbiamo optato per una costruzione in calcestruzzo armato invece dell’utilizzo di moduli componibili».

 
Nello specifico, l’opera, il cui progetto è stato realizzato dall’architetto Roberto Nazzi di Udine, sarà costituita da due elementi complementari, ma indipendenti: una grande vasca (pool) e una platea a piani sfalsati e rampe (bank) di circa 450 metri quadrati. La vasca sarà completamente interrata e con pareti ricurve, mentre la platea sarà suddivisa in tre blocchi in ognuno dei quali troveranno posto le varie strutture normalmente utilizzate dagli skater (bank, muretto, passamano, bump to bump e piramidi).