Archivio mensile:Aprile 2010

Tolmezzo: tenta di strangolare la moglie, arrestato

Un uomo e’ stato arrestato nel pomeriggio di oggi a Tolmezzo, dopo aver tentato di strangolare la moglie. La donna e’ ricoverata in gravi condizioni nell’ospedale del capoluogo carnico. Entrambi i coniugi sarebbero di nazionalita’ indiana, regolarmente residenti in Italia. L’episodio – a quanto si e’ saputo – e’ avvenuto intorno alle 18 all’interno della loro auto, dove si trovavano per un tentativo di riconciliazione. Tra i due e’ scoppiata una lite e il marito, fuori di se’, ha stretto le mani alla gola della moglie, rischiando di ucciderla. Sul posto e’ intervenuta la Polizia del Commissariato di Tolmezzo, che sta eseguendo accertamenti sull’aggressione, con il coordinamento del procuratore di Tolmezzo, Giancarlo Buonocore. La coppia ha due figli, che sono stati affidati ad un istituto di Tolmezzo.

Majano: Snaidero in controtendenza, ri-localizza la produzione in Friuli

di CLEMENTE BORANDO

 Snaidero trasferisce in Italia, a Majano, parte della produzione collocata in Germania, dove il gruppo ha due stabilimenti ed è presente con il marchio Rational acquisito nel 1993. Questo comporterà per la fabbrica friulana il raggiungimento del massimo della produzione e la riduzione al minino se non l’azzeramento del ricorso agli ammortizzatori sociali.

Si tratta di un intervento di razionalizzazione produttiva, come ha spiegato il presidente e amministratore delegato del gruppo Edi Snaidero, che è stato già deciso dalla società, anche se non è stato ancora ufficializzato in quanto è in corso un confronto con autorità e sindacati tedeschi per definire i dettagli dell’operazione. Il trasferimento della produzione avverrà in agosto e con settembre per i 530 dipendenti occupati a Majano potranno quindi esaurirsi i contratti di solidarietà a suo tempo sottoscritti per mantenere inalterati i livelli occupazionali. I sindacati italiani sono stati messi al corrente del programma del gruppo Snaidero, programma che ovviamente è stato accolto con favore e rappresenta una significativa inversione di tendenza. In un periodo in cui anche dal Friuli ci si misura con la chiusura di imprese che hanno scelto la strada della delocalizzazione, sembra un miracolo che ci sia qualcuno che trasferisce qui dall’estero la produzione.
Snaidero è un gruppo internazionale che nella produzione di cucine è il primo gruppo italiano ed è tra i più importanti in Europa con 8 marchi, 6 stabilimenti produttivi e 1.500 punti vendita in 80 paesi. Nel 2008 ha realizzato un fatturato consolidato di 242 milioni di euro. In Germania, come si diceva, gli stabilimenti sono due a Waldmunchen in Baviera e nel Nord, a Riemsloh. Il programma di razionalizzazione è quello di trasferire a Majano la produzione di Riemsloh, dove comunque rimarranno i settori amministrativo e commerciale. Snaidero, quindi, in Germania concentrerà la sua presenza in Baviera.
Il gruppo Snaidero guarda dunque in maniera attiva al mercato internazionale e intende sviluppare tutte le sue potenzialità nel recupero di quelli che sono gli effetti della crisi. In questo disegno, Majano, dov’è il gruppo nato e da dove si è irradiato, rimane centrale nei programmi e nei progetti. Attraverso i marchi, italiano Snaidero, francesi Arthur Bonnet e Comera, tedesco Rational e austriaco Regina, il gruppo ha consolidato a livello europeo il proprio posizionamento nella fascia medio-alta e alta del mercato, puntando su brand fortemente orientati all’innovazione, al design e alla valorizzazione dell’identità di prodotto.






Pordenone: si semina OGM di nascosto, ma visibile su web

di MARTINA MILIA dal MV di oggi

È destinato a diventare il reality dell’anno, più seguito del Grande Fratello e dell’Isola dei Famosi. E se qualcuno l’ha già ribattezzato la Grande pannocchia o l’Isola delle pannocchie, una cosa ormai è certa: il mais ogm in Friuli Venezia Giulia lo si potrà vedere solo in video. Oggi alle 14 la semina in diretta on line e poi, per quattro mesi, gli aggiornamenti giorno per giorno su Internet.

L’annuncio a sorpresa è arrivato ieri mattina da Giorgio Fidenato (Agricoltori federati) e Leonardo Facco (Movimento libertario). I due dissidenti, quelli che hanno deciso di forzare la mano e seminare il mais geneticamente modificato nonostante il decreto Interministeriale che lo vieta espressamente, nonostante Futuragra – associazione che per prima si è battuta per la sperimentazione e continua a farlo – li abbia invitati a desistere, lo hanno annunciato ieri. «Per evitare problemi di ordine pubblico e per far crescere le piante – hanno spiegato – la messa a dimora si potrà vedere sul sito www.movimentolibertario.it, oggi alle 14».
Ma dove avverrà la semina? «In provincia di Pordenone in un terreno pubblico». Niente ettari ogm, ma solo qualche pianta dimostrativa. Ma chi assicura all’opinione pubblica che il mais crescerà in Friuli e che non sia già stato piantato? «Dovete fidarvi – è la replica –. Il fatto che sarà piantato in provincia di Pordenone si capirà perché pgni giorno, sul sito, si potranno vedere foto e video delle piante che crescono. Tra quattro mesi ci rivedremo per far vedere all’opinione pubblica cosa sono questi famigerati ogm».
Il resto della conferenza stampa è una sfilza di citazioni colte – da Orwell («quando la menzogna è universale dire la verità è rivoluzionario») a Socrate, fino a John Locke) – di critiche allo Stato – «danno a noi dei fuorilegge quando loro non rispettano le direttive europee» – e di esibizione di documenti che contesterebbero le tesi scientifiche contrarie agli ogm.
Pronti alla semina, dunque, «a meno che il Ministro Galan non ci convochi d’urgenza e ci assicuri condizioni serie». Ma le condizioni che i dissidenti pongono sono alte: «Sperimentazione entro una settimana, in un’università scelta dal Ministero, sotto la supervisione di Agricoltori Federati». Ma da Roma e da Galan, ieri, è arrivato solo il silenzio istituzionale.
A tentare un ultimo appello, invece, è stata Futuragra con il presidente Duilio Campagnolo. «L’annunciata semina dimostrativa di mais Ogm in Friuli venga sospesa – ha detto chiedendo la convocazione di un tavolo di lavoro con il Ministero –. In un momento in cui attorno alle aperture del Ministro Galan si sta aggregando un fronte ampio di consensi un atto di disobbedienza civile rischierebbe di essere strumentalizzato».
E mentre il prefetto di Pordenone ha allertato le forze dell’ordine evidenziano che «gli eventuali illeciti che dovessero essere commessi, saranno tempestivamente segnalati alla competente autorità Giudiziaria», Confagricoltura invita a tener conto delle aperture sul tema manifestate da Galan. Di «atto illegale, che va contro le norme vigenti» parla, invece, la Cia (Confederazione italiana agricoltori).
Sulla stessa falsariga parte del mondo politico, in particolare il Pd che ha presentato in Commissione agricoltura alla Camera una risoluzione chiedendo al Governo «di adottare tutte le misure necessarie ad impedire che si compiano azioni illegali e pesantemente provocatorie».

Alto Friuli: le novità in casa UDC

Settimana parecchio movimentata per l’UDC dell’Alto Friuli con due componenti di spicco che lasciano incarichi importanti nel partito a livello addirittura regionale. Se per Paolo Urbani si tratta di avere più tempo per dedicarsi al Comune di Gemona, Mauro Biscosi sbatte la porta e si dimette da capogruppo in Consiglio comunale a Tolmezzo e dal direttivo regionale. Il sindaco Paolo Urbani lascia la reggenza della sezione locale del suo partito di riferimento, l’UDC, per dedicarsi a tempo pieno all’amministrazione. Urbani era stato eletto reggente dal segretario regionale Angelo Compagnon un anno fa: nell’ultima riunione convocata dallo stesso Urbani per aprire i lavori dei nuovi tesseramenti, si è detto intenzionato a lasciare la guida locale dei partito per i suoi impegni amministrativi: « intendo essere il sindaco di tutti i Gemonesi – ha detto Urbani – al di là della loro appartenenza politica e lavorare solo per il bene della comunità, sia pur mantenendo fede ai valori dell’Unione di Centro. Anche per questo, credo sia opportuno che entro l’anno l’UDC convochi l’Assemblea per affidare ad altri la responsabilità di guidare il Partito». Nella seduta, Urbani ha pure ricevuto l’apprezzamento del segretario Compagnon per la gestione amministrativa portata avanti nell’ultimo anno. A Tolmezzo Mauro Biscosi in totale rotta di collisione con gli altri 2 eletti in consiglio comunale nelle file dell’UDC, si dimette da capogruppo in Consiglio comunale a Tolmezzo e dal direttivo regionale. “Comunico che questa mattina ho presentato le dimissioni da capogruppo UDC in consiglio comunale. Esse fanno seguito alle dimissioni da membro della Direzione Regionale dell’UDC consegnate agli organi di partito in data 9 aprile u.s. Nei prossimi giorni convocherò una conferenza stampa”. Questo per molti è lo sbocco naturale del commissariamento della sezione Carnica dell’UDC (commissario l’ex sindaco di Artegna Roberto Venturini) che aveva messo pesantemente in discussione l’operato in consiglio di Biscosi, confermando invece fiducia al consigliere Iob e all’assessore Cuder con cui Biscosi era arrivato alla rottura totale sulla linea del partito in seno al consiglio.

Friuli: Piccolo e Messaggero si stamperanno a Gorizia

dal MV di oggi

Nuovo centro stampa per il Messaggero Veneto e il Piccolo di Trieste. L’Editoriale Friuli-Venezia Giulia del Gruppo Espresso e il Consorzio di sviluppo industriale e artigianale di Gorizia (Csia) hanno sottoscritto ieri pomeriggio, nella sede municipale del capoluogo isontino, un contratto preliminare per la locazione di uno stabilimento, di proprietà del Consorzio. La consegna del primo capannone al grezzo è prevista per il 30 settembre 2010 , mentre entro il 31 dicembre 2010 sarà consegnato l’impianto completo, situato nell’area industriale di Gorizia e destinato alla stampa dei quotidiani Messaggero Veneto e Il Piccolo. L’iniziativa, fortemente sostenuta dal presidente della Regione, Renzo Tondo e dal sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, garantisce il mantenimento e rafforzamento sul territorio delle attività industriali dell’Editoriale Fvg.
«Mantenere lo stabilimento di stampa nel Friuli Venezia Giulia – ha commentato il presidente Tondo – significa dimostrare anche fisicamente il radicamento dei due quotidiani nel territorio regionale e, cosa di non poco conto in momenti come quello che viviamo, evitare un ulteriore depauperamento dei livelli di occupazione e di specifiche professionalità. Per la Regione sono due obiettivi rilevanti».
«La scelta di Gorizia come sede per la stampa dei due principali quotidiani della nostra regione – è stata la riflessione del sindaco Romoli – rappresenta una grande opportunità per la città e, come sindaco, voglio ringraziare sentitamente chi, oltre al presidente Tondo e al vicepresidente, Luca Ciriani, si è fortemente impegnato per il raggiungimento di questo obiettivo, ovvero i vertici dell’Editoriale Fvg, i presidenti del Consorzio, Ariano Medeot, e della Camera di Commercio, Emilio Sgarlata. È importante il fatto che Gorizia si confermi sede ideale per mettere d’accordo gli interessi a volte contrapposti di Trieste e Udine».
La firma è stata apposta dall’amministratore delegato dell’Editoriale Fvg Marco Moroni e dal presidente del Consorzio Medeot alla presenza dei direttori dei quotidiani Messaggero Veneto, Andrea Filippi, e il Piccolo, Paolo Possamai, del vicepresidente della Regione Luca Ciriani, il quale ha ricordato le tappe dell’iniziativa e il sostegno di Romoli.
Nell’impianto sarà installata una rotativa “Cerruti S4 full color”, in grado di stampare fino a 96 pagine a colori in formato tabloid. L’iniziativa implica un investimento in tre anni di 10 milioni di euro per l’editoriale Fvg mentre il Consorzio è impegnato a lavori per un valore complessivo di 1,8 milioni grazie anche a un finanziamento concesso sul Fondo Gorizia dalla Camera di commercio che sarà rimborsato attraverso i canoni di locazione. Lo stabilimento è in parte già edificato e in parte in via di costruzione e occuperà complessivamente una superficie coperta di 3500 metri quadrati nella zona industriale di Sant’Andrea, in posizione perfettamente baricentrica rispetto all’area diffusionale dei due quotidiani, a metà tra Trieste e Udine.
«Sarà un centro stampa di assoluta eccellenza, non ne abbiamo in Italia di questo livello – ha sottolineato l’amministratore delegato Moroni -. Si tratta di un investimento rilevante che in questi tempi di crisi è la migliore conferma della nostra convinzione: i giornali avranno ancora un grande e luminoso futuro. Ora ci attende un impegno ulteriore perchè questa rivoluzione tecnologica porterà anche a un modo diverso di fare i giornali. Adesso assieme ai direttori e alle redazioni vedremo come dovranno essere i nostri quotidiani. Uno dei punti fermi sarà proprio la stampa interamente a colori».
Passa dunque alla fase operativa il progetto di modernizzazione delle tecnologie produttive dei due quotidiani del Gruppo Espresso, secondo un programma che consentirà nella primavera 2011 una profonda innovazione dell’assetto grafico e dei contenuti di Messaggero Veneto e Il Piccolo. I due giornali leader della regione saranno infatti in linea con il formato assunto via via da tutti i maggiori quotidiani italiani e europei.

Avvocati copioni, esame di abilitazione professionale annullato

Un centinaio di elaborati troppo simili per poter parlare di semplice coincidenza. La Commissione esaminatrice di Trento, che nel dicembre 2007 ha corretto le prove scritte degli aspiranti avvocati lucani per l’esame di abilitazione professionale, decide per questo motivo di annullarle in quanto copiate in tutto o in parte da altri lavori, segnalando poi l’accaduto alla Procura della Repubblica di Potenza : ne è scaturita un’inchiesta che ha portato a 110 avvisi di garanzia per gli esaminandi.
La vicenda è emersa nel luglio 2008, con la pubblicazione dei risultati delle prove che si sono svolte a dicembre dell’anno precedente: l’esame prevede la redazione di due «pareri» (uno di diritto civile e uno di diritto penale) e di un atto a scelta, e si è svolto a Potenza con una Commissione composta da avvocati del Distretto. Gli elaborati, come da prassi, vengono poi inviati per la correzione a una Commissione esterna, stabilita attraverso un sorteggio. Nel 2007 è toccato a Trento, «così come per i tre anni precedenti – ha spiegato uno degli esaminandi – e abbiamo l’impressione che i commissari si siano accaniti contro di noi».
Al termine delle correzioni un centinaio di elaborati sono stati annullati: non sarebbe stato però un unico testo quello copiato, ma tre diversi che hanno «ispirato» altrettanti gruppi di esaminandi lucani. La Commissione non si è però fermata alla bocciatura, ma ha segnalato l’accaduto alla Procura della Repubblica di Potenza, che ha aperto un’inchiesta per capire se, ed eventualmente come, le tracce sono state «passate» agli aspiranti avvocati. Il tutto è proseguito fino ai giorni scorsi, quando il pm di Potenza, Sergio Marotta, ha inviato 110 avvisi di garanzia e di conclusione delle indagini.
Per il momento nessuno ha voluto commentare l’accaduto: l’Ordine degli avvocati di Potenza preferisce ricevere una comunicazione ufficiale dalla Procura prima di prendere una posizione e decidere eventuali provvedimenti disciplinari.
La vicenda però ha avuto un effetto immediato, forse casuale, già nella sessione successiva, nel dicembre 2008, quando la sede per lo svolgimento della prova scritta è stata trasferita da un quartiere centrale di Potenza a una zona periferica e isolata della città. Dove, per altro, i cellulari hanno pochissimo campo.
Comunque un altro episodio poco edificante che ha riguardato ancora una volta la Pubblica amministra e i futuri legali che sono chiamati a difendere i cittadini.

Facebook: realtà virtuale e virtualità reale

Non c’è niente da fare: ormai l’incidenza del “mondo virtuale” sulla “vita reale è molto di più di una coincidenza. L’ultima leggenda metropolitana vuole che una giunta comunale sia caduta per colpa di Facebook per via delle foto che uno dei suoi utenti, Iuri Milesi consigliere comunale a San Giovanni Bianco, in provincia di Bergamo ha pubblicato nel proprio profilo in cui dimostrava chiaramente simpatie filo-fasciste. Probabilmente la situazione di quel comune era già molto compromessa per altri motivi e la foto forse è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Resta il fatto che sempre di più la virtualità si interfaccia ed ha conseguenze nella nostra vita quotidiana. E se i media tradizionali la smetteranno di occuparsi di fenomeni come FB solo in termini sensazionalistici, come dare grande risalto a i cosiddetti “troll” o ai “fake” (notizie o gruppi create ad arte per fare scandalo che in rete però non trae inganno nessuno) anche la cosiddetta vita reale potrebbe trarre giovamento dalla “grande verità” del web: cioè che nella rete le bugie hanno le gambe corte. Per dirla in slang “ti sgamano” subito dato che parte immediatamente una sorta “servizio antibufala” e la notizia non ha manco il tempo di diffondersi che viene subito smentita con dovizia di particolari. Pensate se riuscissimo a trasporre dal web questa cosa anche sulla televisione, i giornali (più o meno di parte) e per tutti quelli cui la credibilità è basata unicamente sul ruolo di potere che occupano. In quel caso probabilmente ad avere la gambe corte non sarerebbero solo le bugie, ma parecchie persone in carne ed ossa.

Udine: Cecotti nominato presidente di Friuli Innovazione

Come preannunciato dal BlogdiAldoRossi in quest’altro post di del 26 marzo 2010, Sergio Cecotti, ex presidente della Regione Friuli Venezia Giulia ed ex sindaco di Udine, e’ il nuovo presidente di Friuli Innovazione. E’ stato eletto questa mattina all’unanimita’ dall’Assemblea dei soci del consorzio . La riunione si e’ svolta al Parco scientifico e tecnologico ‘Luidi Danieli’ alla presenza del presidente uscente Furio Honsell e del vice presidente Alberto Toffolutti. Cecotti subentra a Honsell, che ha ricoperto l’incarico dal giugno 2001, prima Rettore dell’Universita’ e poi Sindaco di Udine. E’ il primo incarico pubblico di Cecotti da quando ha lasciato il comune di Udine nel 2008

Amaro: nasce Friulmont, consorzio di latterie sotto l’egida Agemont

dal MV di oggi

Qualificare e valorizzare, sul mercato, le produzioni lattiero-casearie di montagna del Friuli Venezia Giulia. Sarà questo l’obiettivo della società consortile Friulmont, che sarà costituita nei prossimi giorni e di cui faranno parte le latterie cooperative di Sutrio, Enemonzo, Ugovizza, Venzone, Ovaro, Paularo, Campolessi oltre che il Consorzio Prodotti della Montagna Fvg  e, in qualità di socio di maggioranza, Agemont Spa. Gli ultimi aspetti organizzativi sono stati definiti nei giorni scorsi ad Amaro in occasione della riunione cui hanno partecipato, oltre ai soci della costituenda società, rappresentanti dell’amministrazione regionale, dell’Associazione Cooperative di Udine e dell’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia.
Friulmont dovrà attuare il piano di riconversione del settore lattiero caseario dell’area montana, adottato dalla giunta regionale su proposta dell’assessore all’Agricoltura Claudio Violino e per la cui realizzazione l’amministrazione regionale ha investito le risorse necessarie. Il piano mette per la prima volta insieme i caseifici in un unico disegno strategico finalizzato a rendere strutturalmente più forte e competitivo il comparto. Le attività previste saranno infatti sviluppate in modo coordinato e mirato su tutta la filiera, dalla produzione di latte nell’azienda zootecnica alla sua trasformazione in caseificio, alla vendita e promozione dei prodotti lattiero caseari.
«Siamo convinti che questo progetto porti a una svolta importante per la montagna – sottolinea il direttore di Agemont Spa, Luigino Maravai – e che rappresenti l’unica strada possibile per salvaguardare e valorizzare le produzioni di aziende situate su un territorio difficile e svantaggiato come quello montano. Gioca a nostro favore la peculiarità dei prodotti, che deriva dall’ambiente e da una grande tradizione casearia».

Prato Carnico: si inaugura la casa biosostenibile

di Gino Grillo

La targhetta CasaClima sarà consegnata dall’assessore provinciale all’Energia, Stefano Teghil, il prossimo 5 maggio, alle 11 alla casa biosostenibile di Prato Carnico nel corso di una conferenza stampa durante la quale sarà possibile visitare la casa per capire in concreto come un progetto legato alla tradizione possa diventare modello di innovazione e di efficienza energetica .“Sa Di Legno”, la casa costruita con legno locale a Sostasio, in comune di Prato Carnico, ha centrato il traguardo dell’efficienza energetica: la casa è stata certificata CasaClima B Più, con un fabbisogno di 43 kWh/m2a. Il successo di questo progetto riguarda anche la sostenibilità ambientale perché è stato realizzato con legno a “km zero”, scelto tra gli alberi del bosco che circonda la casa e lavorato a breve distanza. Inoltre il ricorso alle biomasse ed all’energia solare per soddisfare il proprio ridotto fabbisogno di energia dimostra come sia possibile ricorrere alle risorse locali e sfruttarle in modo razionale. L’idea di una casa in legno effettivamente eco-sostenibile è del progettista e proprietario dell’abitazione, Samuele Giacometti, che ha saputo valorizzare la risorsa forestale collettiva, patrimonio della Val Pesarina, avvalendosi del sapere della tradizione, sul quale si è innestata l’innovazione.  Gli alberi sono stati scelti nel bosco tra quelli più adatti non solo alla costruzione, ma anche all’equilibrio vitale della foresta. Le piante sono state tagliate in fase di luna calante e lasciate nel bosco per un inverno intero prima di tagliare loro i rami e di procedere alla scortecciatura dei tronchi, che in questo modo hanno perso circa il 50% di acqua.