Archivio mensile:Febbraio 2015

Alto Friuli: Poste chiuse, picchetti della Cgil ad Ampezzo, Forni di Sopra e di Sotto

di Gino Grillo.

Picchetto di alcuni sindacalisti della Slc Cgil ieri davanti agli uffici postali dei Comuni dell’alta val Tagliamento per protestare contro le chiusure degli uffici postali in montagna. Postisi innanzi alle porte degli uffici di Ampezzo, Forni di Sotto e Forni di Sopra, i sindacalisti hanno consegnato volantini ai cittadini che utilizzavano il servizio postale e a quanti transitavano nella zona nei quali si spiegava come le Poste italiane intendano sopprimere e razionalizzare 13 uffici postali in provincia di Udine. Le razionalizzazioni si ridurrebbero all’apertura a giorni alterni delle poste a Forni di Sopra, Forni di Sotto, Ampezzo e Resia, con il pericolo che le giornate di chiusura avvengano contemporaneamente negli stessi uffici costringendo la popolazione a scendere sino nei paesi del fondovalle per i servizi postali. Per quanto riguarda le chiusure, queste riguardano l’ufficio di Terzo e quello di Ospedaletto a Gemona. «Queste razionalizzazioni e chiusure – hanno detto i sindacalisti – s’inseriscono nel piano strategico d’impresa di Poste italiane e quindi è molto probabile che altre chiusure seguano oltre quelle già segnalate, in vista della vendita del 40 per cento dell’azienda stessa». Queste chiusure aumenterebbero, secondo il sindacato, il gap fra quanti vivono in pianura e chi abita nei paesi montani. Con questa manifestazione, che oggi si replicherà a Resia e successivamente a Gemona, la Cgil invita la popolazione a sostenere le iniziative dei sindaci.

Friuli: nuove dipendenze, l’azzardo colpisce più duramente le donne tra i 50 e i 60 anni

Un milione di italiani dilapida i risparmi al bingo e alle slot machine e, tra loro, le donne sono almeno 400 mila. Secondo l’associazione And, Azzardo e Nuove Dipendenze, le donne rappresentano almeno il 40% dei giocatori d’azzardo e la maggior parte delle giocatrici accanite hanno un’età compresa tra i 50 e i 60 anni. In Friuli-Venezia Giulia l’andamento del fenomeno rispecchia i dati nazionali e mette in evidenza che le donne in carico ai servizi sono in numero minore rispetto agli uomini. Si ipotizza in base a questo presupposto che la dipendenza dal gioco d’azzardo delle donne sia sottostimata e di difficile riconoscimento. Le donne fanno più fatica ad arrivare ai servizi, spesso per l’impossibilità di poterne parlare in famiglia. Come per il fumo e l’alcol le donne ci arrivano dopo ma poi ne diventano consumatrici incallite.

Una fotografia della situazione attuale in Friuli Venezia Giulia che riguarda le donne e il gioco d’azzardo è stata presentata oggi a palazzo Belgrado nel corso di un incontro organizzato dalla Provincia di Udine e dal Centro italiano Femminile regionale del Friuli-Venezia Giulia (sezione provinciale di Udine) in collaborazione con il reparto Alcologia e Dipendenze patologiche dell’ Aas 2 della Bassa Friulana-Isontina. A introdurre i lavori l’assessore provinciale alle pari opportunità Elisa Battaglia che aveva già analizzato il problema anche investigando personalmente in alcune centrali del gioco di Udine e confrontandosi con alcuni frequentatori. “Il rischio di queste dipendenze è la distruzione che coinvolge l’individuo ma anche le famiglie. Una distruzione economica poiché vengono dilapidati i risparmi e di conseguenza anche sociali. Le donne – ha ricordato Battaglia – fanno più fatica degli uomini a chiedere aiuto e per questo devono essere applicate misure ancora più efficaci sul fronte sia della sensibilizzazione sia della prevenzione”. L’assessore ha quindi sottolineato la necessità di ridurre i messaggi pubblicitari, di rafforzare le campagne di informazione per consentire ai giocatori dipendenti di approfondire le possibilità di usufruire di cure e benefici. La Provincia è in prima linea nella lotta alle dipendenze ed è disponibile ad appoggiare e collaborare alle iniziative mirate a contrastarle. “Il gioco d’azzardo è un fenomeno in crescente e preoccupante espansione anche tra i giovani: per questo – ha aggiunto Battaglia – si dovrebbero prevedere misure ancora più limitative nella presenza delle macchine da gioco negli esercizi pubblici”. Per quanto riguarda le donne, ad aggravare l’esposizione al gioco d’azzardo, anche il marketing con messaggi studiati proprio per il mondo femminile. Diventa di fondamentale importanza, dunque, giungere alle donne attraverso azioni di prevenzione e cura che tengano conto di queste peculiari caratteristiche.

L’indagine svolta dal Cif e dalla Soc alcologia e dipendenze di Palmanova è un primo tentativo in tale direzione che permette di fotografare la realtà regionale della donna rispetto all’abitudine al gioco d’azzardo e analizzando altri aspetti ad essere correlati. I dettagli di questa esperienza sono stati illustrati da Sandra Nobile (presidente regionale Cif) e dal dottor Sergio Paulon, direttore della Soc Alcologia e Dipendenze patologiche dell’Ass 2 Bassa Friulana – Isontina. Duilia Zanon (assistente sanitario Ass 4) è intervenuta sull’argomento “Epidemiologia e legge regionale”, mentre la psicologa Valentina Vidal dell’Aas 2 ha fornito un inquadramento diagnostico del gioco d’azzardo patologico e insieme alla collega Martina Francescotto ha illustrato l’esperienza e dati raccolti nella ricerca sul campo.

Carnia: CoopCa voci di una super-cordata per evitare il fallimento


di Domenico Pecile.
L’ultima spiaggia per evitare alla CoopCa le secche mortifere del fallimento è una supercordata composta dal mondo cooperativistico. Il tamtam si rincorre da giorni, intrecciando telefonate, incontri, mail in una forsennata corsa contro il tempo. Il 17 marzo, infatti, il Tribunale di Udine dovrà essere in possesso dei documenti necessari relativi all’attestazione del Piano di fattibilità di ristrutturazione e alla linea difensiva del cda per decidere l’ammissibilità alla procedura di concordato che scongiurerebbe il fallimento. «In questa fase – sono le parole del presidente di Coop Nordest, Paolo Cattabiani – è preferibile non dire nulla. È un momento troppo delicato per sbilanciarsi: credo sia preferibile pronunciarsi quando il “si” o il “no” saranno una certezza. Gli interessi in campo, ma soprattutto i lavoratori e i soci fornitori, sono tali da suggerirci la massima prudenza. Insomma, un bel tacere…». Da parte sua, il presidente di Legacoop del Friuli Venezia Giulia Enzo Gasparutti, sottolinea che la questione è che il mondo delle coop si sta ponendo il problema di salvare quello che a questo punto si può salvare. Come dire anche, che «non c’è un interesse, ma un senso di responsabilità che riguarda non soltanto la Lega coop, ma più in generale le centrali cooperative, vale a dire l’alleanza tutta delle cooperative italiane». «In questa regione – sono ancora le sue parole – stiamo ragionando su un percorso unitario del mondo coperativistico. È chiaro che per quanto riguarda CoopCa c’è poco tempo a disposizione. Diciamo allora che in questo preciso momento non siamo in grado di dire nulla e qualsiasi cosa commentassimo non avrebbe alcun valore. Lo ribadisco: siamo consapevoli che i tempi sono stretti per un progetto di salvataggio. L’obiettivo è capire cosa e fino dove potremo salvarla». E della partita, sempre stando ai rumors di questi giorni, ci potrebbe essere anche la Conad, (Consorzio nazionale dettaglianti), un’altra società cooperativa attiva nella grande distribuzione organizzata. «Conad? Non so – afferma ancora Gasparutti – se farà parte della possibile, eventuale cordata. Stiamo tentando di costruire un sistema regionale che deve capire se è in grado di intervenire in una situazione così complessa. Nulla di più, perché – come detto – non c’è ancora nulla di certo». L’interesse del mondo cooperativo a fornire un’ancora di salvezza a CoopCa è dunque evidente. Sergio Bini, dell’ufficio di presidenza di Legacoop Fvg – sostiene che bisogna capire il binomio CoopCa uguale Alto Friuli. Il che significa – precisa – comprendere che i questa vicenda la territorialità è estremamente importante. «Il mondo della cooperazione – è l’auspicio dello stesso Bini – deve assolutamente darsi da fare per la salvaguardia dell’occupazione in primis e di conseguenza di un’importante realtà economica come la CoopCa. Anche realtà come Euro & Promos sono disponibili a dare una mano al sistema cooperativistico per la salvaguardia occupazionale, per la difesa del territorio e per il suo sviluppo». E intanto, in tutta la Carnia cresce l’attesa per la decisione del Tribunale di Udine. Donatella Iob, presidente del Comitato per la difesa dei soci consumatori, si limita a dire che «siamo costretti a essere ottimisti e fiduciosi in una soluzione positiva».

Carnia: presentata la 33^ edizione del Trofeo internazionale di Judo “Città di Tolmezzo”

_Judo 2015

Martedì 24 febbraio 2015, presso la sala consiliare del Comune di Tolmezzo, è stata presentata la 33^ edizione del Trofeo internazionale di Judo “Città di Tolmezzo”. Il Sindaco Francesco Brollo ha espresso in tale occasione piacere nello scoprire quante persone raggiungano Tolmezzo per la manifestazione ed ha dunque apprezzato il ruolo turistico dell’evento sportivo. Presente anche il presidente del Centro Regionale Libertas Bernardino Ceccarelli, il quale si è complimentato con l’A.S.D. Judo Club Tolmezzo per la sua continuità nell’impegno in questa iniziativa. Il presidente del Judo Club Tolmezzo è poi entrata nel merito della gara, mettendo in risalto la qualità dei circa 500 atleti  preiscritti, tra i quali risaltano nomi già noti per i meriti agonistici. Ha inoltre mandato il suo personale saluto la Vicepresidente del settore Judo del Comitato Regionale FIJLKAM Maria Grazia Perrucci

Friuli: fine vita nella card sanitaria, il primo via libera dal Fvg

di Maura Delle Case.

Fugge in avanti il Fvg sul trattamento sanitario di fine vita. La terza commissione consiliare, presieduta da Franco Rotelli, ha infatti dato ieri il via libera alla proposta di legge sull’accesso al registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario (Dat). La norma – primo firmatario Stefano Pustetto (Sel) – si propone di facilitare ai medici l’accesso ai documenti che attestano la volontà del paziente sia in relazione al trattamento di fine vita che alla donazione degli organi: le volontà potranno essere depositate nelle aziende sanitarie, ma per i medici non saranno indicazioni vincolanti. A livello nazionale manca infatti una legge che vincoli il professionista al rispetto delle Dat, «ma è anche vero – ha detto Pustetto – che quando lascio una dichiarazione scritta quella può sempre essere impugnata nelle aule di tribunale, dar adito a un percorso processuale come accaduto nel caso Englaro». Allo scetticismo manifestato ieri dal consigliere Giovanni Barillari (Misto), secondo il quale la norma rischia d’illudere i cittadini sulla portata del registro, Pustetto ha rilanciato rivendicando la portata politica della scelta, «che spero presto sia seguita in altre Regioni così da consentirci di portare il tema all’attenzione del Parlamento». Composta da sette articoli, la proposta di legge è trasversale. Alla firma di Pustetto seguono infatti quelle dei consiglieri Bagatin, Cremaschi, Da Giau, Liva, Martines, Rotelli e Travanut del Pd, ma anche di Paviotti e Gregoris dei Cittadini, di Colautti del Nuovo centrodestra, di Ziberna e Novelli di Fi, di Tondo e Sibau di Ar oltre che del gruppo del M5s. All’origine ci sono le diverse iniziative nate spontaneamente. «Molti cittadini – ha ricordato ieri Pustetto – si stanno recando dai notai e ben 34 Comuni, tra i quali si contano i quattro capoluoghi di provincia, hanno istituito dei registri per il Dat. Preso atto di questo fermento, abbiamo pensato fosse opportuno dar omogeneità a quanto sta già avvenendo e individuato nell’azienda sanitaria l’ente più idoneo ad espletare tale attività». Il disegno di legge prevede che il cittadino intenzionato ad esplicitare le proprie volontà rispetto al trattamento di fine vita possa farlo rivolgendosi all’azienda sanitaria, che in caso di bisogno le rende disponibili al professionista attraverso la tessera sanitaria così che possa conoscere i desideri del paziente. La proposta di legge è stata approvata da Pd, Sel, M5s e dal consigliere Valter Santarossa, autore degli emendamenti che hanno modificato il testo base introducendo disposizioni per favorire la raccolta delle volontà di donazione degli organi e dei tessuti. Si è astenuto Barillari, come detto scettico sull’utilità del registro, mentre contro ha votato Marini (Fi) che alla commissione aveva proposto di sospendere la trattazione del provvedimento, ravvisando il rischio di un’impugnazione della norma da parte del Governo. Bocciata anche la richiesta dello stesso Marini di ascoltare le Diocesi e i medici. Ora la parola finale spetta all’Aula ma l’approvazione a questo punto è scontata.

Tolmezzo: nata l’Associazione “Presidio di legalità per l’Alto Friuli”, apriremo uno “sportello giustizia”

Il 19 febbraio 2015 si è tenuta in Tolmezzo la prima assemblea ordinaria dell’Associazione “Presidio di legalità per l’Alto Friuli” costituitasi il 30 dicembre 2014 a seguito della soppressione dell’Ordine degli Avvocati di Tolmezzo accorpato a quello di Udine in conseguenza del precedente accorpamento del Tribunale. L’Associazione ha come scopo principale quello di mantenere un nucleo che sia in grado di sensibilizzare i pubblici poteri e l’opinione pubblica sulla necessità che l’Alto Friuli possa riottenere la presenza sul territorio di un presidio di giustizia da parte dello Stato, quantomeno per i settori della giustizia civile e della volontaria giurisdizione, proponendosi come entità di supporto e di coordinamento per la riattivazione di alcune funzioni giudiziarie nella sede soppressa.
Ieri l’assemblea dell’Associazione, cui hanno aderito, tra gli altri, il dott. Vittorio De Liddo ed il dott. Enrico Cavalieri già, rispettivamente, Presidente del Tribunale e Procuratore della Repubblica di Tolmezzo, ha eletto il Consiglio direttivo nelle persone di Barbara Comparetti, Silvio Beorchia, Giacomino Di Doi, Laura D’Orlando e Michela Somvilla. L’assemblea ha sollecitato il neoeletto Consiglio ad attivarsi per l’organizzazione di uno “sportello giustizia” che possa per il momento limitare il pregiudizio determinato dalla soppressione degli uffici giudiziari locali e dalla lontananza della sede accorpante, fornendo all’utenza informazioni sul funzionamento degli organismi giudiziari e sulle formalità di accesso, ed inoltre a proporsi come possibile interlocutore ed ente di riferimento cui possano essere affidate funzioni di coordinamento e di supporto legate al ripristino di alcune funzioni giudiziarie sul territorio.
La chiusura del Tribunale di Tolmezzo e relativa Procura della Repubblica, risalente al settembre 2013, sta gravando infatti sempre più pesantemente sia sull’economia locale che sulle possibilità di accesso da parte dell’utenza.
L’Associazione è fermamente convinta che la Giustizia vada organizzata a servizio dei territori e delle cittadinanze insediate e non fine a se stessa e che l’abbandono dei territori non potrà che determinare un solco di incomprensione sempre più profondo con le istituzioni che la amministrano.

Tolmezzo: riapre il ristorante Roma, nel nuovo menù pesce e piatti vegetariani

di Cristian Rigo.

Lei ha lasciato lo studio di un avvocato per inseguire la sua passione più grande, lui invece dopo aver girato mezza Italia e aver fatto diverse esperienze all’estero ha scelto di trasferirsi a Verzegnis per amore. Adesso, insieme, hanno deciso di lanciarsi in una nuova avventura, una sfida ambiziosa perché il “Roma” di Tolmezzo non è un ristorante come gli altri. Ma la trentenne friulana Anna Barbina e il laziale di 31 anni Danilo Cerro, soci in affari, hanno deciso di unire le forze per riaprire il locale che per molti anni è stato anche il punto di riferimento della politica. Un pezzo di storia della cucina friulana quindi riaprirà i battenti. L’inaugurazione è fissata per il 14 o il 20 marzo, ma la data non è ancora ufficiale. «Stiamo ancora lavorando – dicono in coro – dal primo marzo cominceremo a provare i nostri piatti e in due settimane contiamo di essere pronti. Ovviamente non abbiamo mai pensato di poter nemmeno essere paragonati al maestro Gianni Cosetti: cercheremo di omaggiare questa “eredità” sperando che non sia troppo pesante». Nessun tentativo di mettersi in competizione con i piatti dello chef che ha reinventato la cucina carnica, quindi. «Proporremo principalmente pesce e piatti vegetariani – assicurano -, ma ci saranno anche piatti della tradizione solo che saranno completamente rivisitati all’insegna della leggerezza». L’idea, insomma, è quella di allestire un locale innovativo. «Puntiamo su un target di alto livello proponendo il pesce che qui non si usa a prezzi comunque accessibili con un costo indicativo di 35 euro a persona», sottolinea Danilo che continuerà anche a tenere aperto “La stella” a Socchieve insieme alla sua fidanzata. «Cercheremo di andare all’essenziale – conclude Anna – cercando di trasmettere il gusto della materia prima di qualità scelta anche per la filiera che c’è dietro al prodotto».

Carnia: Chiara Banelli ad «Alta Moda Roma» vince il prestigioso premio «giovane talento»

di Monika Pascolo.

C’è un pezzetto di Carnia in ogni sua creazione. E quel Friuli che «racconta» nei suoi abiti, domenica 1° febbraio, è diventato uno dei protagonisti di «Alta Moda Roma». Lei è Chiara banelli (nel riquadro), stilista 25enne di Trelli, frazione di Paularo. Sua la firma della collezione che ha sfilato sul prestigioso palco di «Fashion in action», evento dedicato alle nuove leve dell’alta moda a cui prendono parte «osservatori» provenienti da tutto il mondo. La giovane friulana – che nella capitale è stata premiata come talento emergente -, prima di approdare alla passerella romana ha superato una durissima selezione tra sessanta partecipanti. Un passaggio obbligato che, al pari di altri due «colleghi» (Emanuela Conte e gli studenti dell’Istituto Cordella di Lecce), le ha dato poi la possibilità di presentare i propri abiti davanti ad un pubblico esperto del settore, con ospiti arrivati appositamente persino dall’Iran,oltre ad alcuni organizzatori di quelli che sono gli appuntamenti più importanti dell’alta moda in America Latina.
L’abbiamo raggiunta telefonicamente lunedì 2 febbraio, mentre era ancora a Roma a godersi il prestigioso risultato e l’«indescrivibile emozione» che si prova «quando tutti gli occhi sono puntati sui tuoi vestiti». Ci racconta della sua passione, nata dal grande amore per il disegno, poi sviluppata e affinata nel corso di cinque anni di superiori all’Isis D’Aronco di Gemona. Risale al periodo scolastico il primo concorso regionale – «Moda d’autore» -, al quale partecipa con tre abiti da lei ideati e cuciti, classificandosi al secondo posto. Di concorsi da allora ne ha fatti tanti, portando a casa numerosi premi e segnalazioni di merito.
«Pian piano ho cominciato a credere in quello che stavo facendo – dice -; per me è un gesto naturale, mi piace lavorare sul manichino e plasmare la materia. Adoro cucire e in ciò che creo mettere sempre dentro qualcosa del mio territorio, un particolare, un richiamo alla tradizione, un pezzo di materiale povero, del legno, come il corpetto che ho presentato a Roma». Chiara «crea» tutto con le sue mani, nel piccolo laboratorio di sartoria ricavato in un’ala della casa tra le montagne della Carnia, dove vive con i genitori e il fratello Claudio (anche lui «artista», da cantautore ha da poco registrato il suo primo cd). Taglia, cuce e ricama. Tra le prime realizzazioni, ricorda con orgoglio, c’è l’abito da sposa per Elena, poi diventata sua cognata. In tutto ciò che fa si avvale di una collaboratrice speciale e ormai irrinunciabile dalla quale, dice, ha ereditato «la passione per la macchina da cucire». È mamma Dina che in questo periodo le sta insegnando a fare gli «scarpets». Sì, perché Chiara, che dà vita esclusivamente in maniera artigianale a linee di costumi da bagno e abiti di alta moda (c’è voluto un mese di lavoro per confezionare dei pantacollant che hanno sfilato a Roma, completamente ricamati a mano), spesso abbina ciò che realizza alle tipiche calzature friulane in stoffa, ovviamente «rivisitate» con l’estro della stilista e la maestria della madre. Insomma, l’antico che «incontra» il moderno, così come accaduto per la collezione proposta nella capitale, ispirata alla sua terra d’origine. In quel caso il tessuto – un lino leggerissimo, impreziosito da inserti di raso – è stato prodotto appositamente per la giovane stilista dalla Carnica Arte Tessile di Villa Santina.
Ora, dopo l’esperienza romana, Chiara attende l’esito di quello che il suo manager, il gemonese Riccardo Gubiani (è anche l’ideatore dell’evento dedicato ai nuovi talenti della moda), ha definito «il suo primo vero banco di prova a livello internazionale». Con la speranza che dall’altro capo del mondo comincino a fioccare i primi ordini per le creazioni «made in Carnia», la giovane designer ha già nel mirino il prossimo obiettivo. Archiviato «Fashion in action primavera-estate» ora il pensiero va al medesimo evento dedicato però all’«autunno-inverno», programmato per luglio. Chiara si dice pronta alla sfida e anche in questo caso è grande la voglia di mettersi in gioco, di spingersi oltre, verso qualcosa di nuovo e innovativo. Ma nei suoi vestiti, assicura, ci sarà sempre quel profondo richiamo alle radici friulane. Una sorta di marchio di fabbrica «che non dovrà mai mancare!».

Carnia: hackerato il sito dell’ I.S.I.S. Jacopo Linussio di Tolmezzo

_Linussio Hacker

Dalla giornata di domenica 22/02/2015 l’immagine postata qui sopra campeggia sulla home page del sito www.linussio.eu di Tolmezzo, sito che afferisce alle due scuole del comprensorio Tolmezzino I.S.I.S. Jacopo Linussio e ITC Gortani. Nella foto che prende il posto della home page c’è anche la rivendicazione dell’Hacker algerino autore dell’episodio, che si firma con il nickename di Kamel-Dz.

Immediato il possibile collegamento tra l’acronimo dell’Istituto e l’Isis dello Stato Islamico, ma almeno a prima vista questa sembra essere una bravata di un singolo che ha già colpito diversi siti in Europa.  Anche perchè questi episodi vengono poi riportati a mo di “trofeo” nella pagina Facebook del’Algerino https://www.facebook.com/0qk0q, il che farebbe escludere altre motivazioni molto più preoccupanti.

notizia in aggiornamento

Carnia: lo sciatore volante (speedraiding) debutta con multa sullo Zoncolan

di Gino Grillo.

Debutta sullo Zoncolan la nuova specialità dello “speedraiding”. Infatti, ieri pomeriggio sulla pista del Canalone, che porta dal monte verso Ravascletto, due sciatori di nazionalità slovena hanno inaugurato la disciplina dello Speedraiding con gli sci. Lo Zoncolan è stato una località antesignana per gli sport di volo libero sin dagli anni Settanta quando qui hanno iniziato a volare i deltaplani. Successivamente, per questioni di comodità, il loro posto è stato preso, anche se non del tutto, dai parapendii, cugini prossimi delle vele utilizzate per lo “speedraiding”. La normativa però è chiara: per questo tipo di discesa sci ai piedi serve una pista dedicata che il polo principale di Promotur non possiede. Così è dovuta intervenire la pattuglia della Polizia che ha intercettato uno sloveno di 41 anni, S.K. le sue iniziali, che dopo essersi fermato in fondo alla pista Canalone è stato sottoposto a una sanzione amministrativa che può aumentargli le spese di questa giornata sugli sci di ben 200 euro: a tanto, infatti, può arrivare la multa. Il suo collega, raggiunta la metà della stessa pista sugli sci, aveva già dispiegato la vela ma, vista la determinazione della Polizia a stabilire la sicurezza per gli altri sciatori, ha alla fine desistito dall’impresa, ripiegato la vela e sceso sugli sci, normalmente, risparmiandosi nel contempo i 200 euro di sanzione. Lo “speedriding” è uno sport di volo tipico della stagione invernale che fonde due specialità, lo sci e il volo libero. La vela dà maggiori possibilità di esibirsi in ampi salti superando ostacoli altrimenti impossibili da oltrepassare e con velocità maggiori. Nel contempo, però, può essere pericoloso se sulla pista si trovano altri sciatori che potrebbero essere colpiti dagli sci di questi “volanti” che nelle loro discese, come è accaduto ieri, rasentano le piste. Questa disciplina richiede un buon livello di conoscenza di entrambe le specialità, sia dello sci che del volo libero.