Archivio mensile:Luglio 2006

Campionato Carnico molto Amaro

Ambulanza e carabinieri sul campo di pallone per soccorrere un arbitro assalito da un giocatore. È accaduto ieri ad Amaro verso le 18. Quando l’Ardita ha segnato il terzo gol in presunto fuorigioco è scattata la protesta dell’Amaro. L’arbitro, Isaia Tulissio, di Magnano in Riviera, ha espulso il portiere ed un altro giocatore e poi è scoppiato il finimondo. Certo adesso finirà malissimo un po per tutti: seguirà una squalifica esemplare, i protagonisti andranno a lavorare oggi con qualche acciacco in + e così via. E’ chiaro che la vicenda si commenta da sola e che non c’è nulla da aggiungere, ma….. come al solito c’è un ma. Se a Zidane per una testata in pieno petto hanno dato 3 giornate, un colpo alla schiena all’arbitro vale di + o di meno? E se le decisioni in buona fede e legittime del sig. Tulissio hanno provocato reazioni così forti da parte dei giocatori, allora le decisioni in completa mala fede del sig. De Sanctis come dovevano essere punite? Certo che se in Italia non ci decidiamo al + presto a tirare fuori la testa dal pallone dove la abbiamo cacciata…..

Indulto …… a punti

Con la scusa di alleviare le sofferenze dei detenuti comuni rinchiusi in carceri sovraffollate e disastrose, in realtà i nostri parlamentari hanno pensato sopratutto a se stessi e ai loro compari, parenti e amici.

L’indulto è come la patente a punti. Chiunque, fino al maggio 2006, ha concusso, ha corrotto o s’è fatto corrompere, ha abusato dei suoi poteri per favorire qualcuno, derubato lo Stato col peculato o la sua società con la bancarotta, truffato il prossimo, truccato gare d’appalto, incassato fondi neri, frodato il fisco, falsato bilanci, turbato il mercato finanziario con l’aggiotaggio, scalato banche violando le leggi, speculato con l’insider trading, giocato con la salute dei dipendenti provocando infortuni o addirittura decessi nei luoghi di lavoro, e fino a oggi temeva – in caso di condanna – di andare in carcere a scontare la pena, può tirare un sospiro di sollievo: partirà da meno tre. Nel senso di meno 3 anni di pena, da detrarre da eventuali condanne definitive. Per i reati puniti più severamente (per esempio, la bancarotta o la rapina), l’indulto comporterà semplicemente uno sconto di pena.

Risultato: chi rischia pene fino ai 6 anni scende a 3, e non sconta nemmeno un giorno. Non solo: l’indulto cancella pure le pene accessorie (interdizione da pubblici uffici, cariche societarie, professioni): i condannati resteranno in Parlamento, nella pubblica amministrazione, nei mestieri che esercitavano mentre delinquevano. Giudici, pm e investigatori dovranno portare a termine indagini e processi già sapendo che sarà tutto inutile, o quasi: come per la Juventus, il campionato degli inquirenti partirà con una forte penalizzazione.

L’elenco dei beneficiari di questo colpo di spugna a orologeria, che sta per esser varato urbi et orbi con la scusa delle carceri affollate, è lungo chilometri. In cima alla lista, com’è noto, c’è Cesare Previti (pregiudicato per corruzione giudiziaria), che scenderà da 5 a 2 anni, lascerà gli arresti domiciliari e rientrerà in Parlamento, almeno finché la Camera non si deciderà a dichiararlo decaduto per l’interdizione perpetua. Poi c’è Silvio Berlusconi, imputato per corruzione del testimone David Mills e per i diritti Mediaset (appropriazione indebita, falso in bilancio e frode fiscale), insieme a Confalonieri (falso in bilancio) e ai figli Marina e Piersilvio (indagati per riciclaggio).

Poi ci sono i protagonisti di tutti gli scandali degli ultimi due anni. Comprese le teletruffe di Wanna Marchi e Stefania Nobile: condannate a 10 anni in primo grado, se patteggiano in appello scendono a 6 anni, e con l’indulto a 3: in pratica, non tornano mai più in carcere. I protagonisti dell’inchiesta penale su Calciopoli, a Napoli), non dovranno neppure patteggiare: le pene per la frode sportiva sono talmente basse da vanificare il futuro processo a Moggi, Carraro, Giraudo, Galliani, Mazzini, De Santis, Pairetto, Bergamo, ai figli di papà targati Gea e così via. Idem per Bancopoli (aggiotaggio e altri reati finanziari, a Milano e Roma), che vede inquisiti l’ex governatore Fazio e i multicolori furbetti del quartierino: Fiorani, Gnutti, Ricucci, Coppola, Consorte, Sacchetti, Billè, Palenzona. E sono ancora al vaglio degli inquirenti le posizioni dei politici beneficiati dal munifico banchiere di Lodi: i forzisti Brancher, Grillo, Dell’Utri, Romani e Comincioli, il leghista Calderoli e l’Udc Tarolli. Poi c’è la banda Parmalat, imputata a Milano e a Parma: da Calisto Tanzi in giù, fino ai banchieri (a cominciare da Cesare Geronzi) suoi presunti complici nella truffa a migliaia di risparmiatori. E c’è la banda Cirio di Sergio Cragnotti, anch’essa specializzata in bond-carta straccia. In una tranche collaterale del caso Parmalat sono indagati per corruzione De Mita (Dl) e Burlando (Ds), e in un’altra ancora, per finanziamento illecito, l’ex ministro Alemanno (An).

E quelli che con la giustizia non hanno pendenze come la maggior parte di noi? Pensate di poter commettere reati impunemente per un totale di 3 anni di galera? Masse biel………… l’indulto vale solo per i reati commessi prima del maggio 2006.

Taconaz un ate volte.

Concerts laz ….. pa l’arie

Un vento fortissimo e caldo alzatosi improvvisamente attorno alle 21.15 ha annunciato il violento temporale con trombe d’aria che ieri sera ha flagellato un’ampia zona del Basso Friuli, in particolare dal Cervignanese a Grado, facendosi sentire fino a Lignano e in provincia di Pordenone. Annullato dopo le note iniziali l’attesissimo concerto di Eros Ramazzotti all’Isola del sole, ma anche la Traviata all’Arena Alpe Adria di Lignano e la serata con i Nomadi a Carlino. Alberi e pali della luce divelti, rami sull’asfalto, cantine e sotterranei allagati, vigili del fuoco di tutti i distaccamenti periferici mobilitati, assieme alle squadre della Protezione civile. Una sfuriata di neanche mezz’ora, che ha poi lasciato il posto a una regolare pioggia, ma tanto è bastato a creare danni e disagi alla popolazione e ai turisti nelle nostre località balneari. Eros Ramazzotti a Grado è stato costretto a interrompere l’esibizione al terzo pezzo a causa di un vero e proprio tifone. All’Arena Alpe Adria a farne le spese dell’improvvisa tromba d’aria sono stati gli spettatori accorsi per assistere alla Traviata. L’orchestra e il coro della Filarmonica del Veneto erano sul punto di cominciare l’esecuzione dell’opera di Verdi quanto un rumore cupo ha annunciato il crollo della prima scena. Anche al campo sportivo di Carlino la serata musicale ha la durata di tre brani. Erano di scena i Nomadi, che nella nostra regione vantano migliaia di fans. L’uragano ha mandato tutti a casa.
Nue ce di; in Friul sin simpri i plui fortunaz, anzi …… fortunal 🙁

3 racconto breve inedito

Sperava che non se lo ricordasse + nessuno e invece…. invece uno di quei giornalisti che ce l’hanno a morte con il paranormale, con presunti maghi e indovini l’aveva citata immediatamente appena finito il campionato e anzi, su quella previsione sbagliata aveva costruito un articolo così pesante che, in pratica, i suoi clienti erano quasi scomparsi.

Sperava che non se lo ricordasse + nessuno e invece…. invece non riusciva a darsi pace per quella previsione sulla stagione calcistica 2005-06: i tarocchi indicavano il numero 14, dicevano di un vuoto lungo anni, lunghi decenni; tutti i simboli indicavano i colori della vittoria. Sul nero era sicurissima, ma come aveva fatto sbagliare il bianco?

Sperava che non se lo ricordasse + nessuno e invece…. dal mese di giugno, da quando il risultato era venuto fuori i suoi affezionati clienti non la consultavano + e lei non sapeva darsi pace perchè il suo lavoro lo sapeva fare e non riusciva a capacitarsi per aver sbagliato così tanto.

Poi l’altro ieri aprì la Tv e sorrise, corse in edicola a comperare un giornale per leggere: «Il Commissario straordinario Guido Rossi ha ritenuto di attenersi alle conclusioni  che non ricorrono motivi per l’adozione di provvedimenti per la assegnazione del titolo di campione d’Italia per il 2005-06 alla squadra prima classificata all’esito dei giudizi disciplinari».

Lei lo sapeva, lo aveva sempre saputo che il campionato 2005/06 lo avrebbe vinto l’INTER!

Sull’Elettrodotto sale la tensione…. (sdrammatizziamo dai ;-)

Mah!
Forse è il caso di darsi una calmata da una parte e di non prendere in giro la gente dall'altra. Su quanto successo l'altra sera in Comunità Montana della Carnia sale la polemica. Queste le principali posizioni espresse in merito.

Renzo Petris consigliere regionale:
"l’epilogo della riunione di martedì del tavolo tecnico sull’elettrodotto Wurmlach-Somplago, non fa onore alla Carnia. Al di là delle scelte che sono da fare – ha commentato Petris – certamente non è stato un esempio di rispetto delle istituzioni e di garanzia dei ruoli dei chiamati al tavolo decisorio. Inammissibile è la gazzarra “garibaldina” creata». Secondo Petris non è condivisibile la solidarietà espressa a Renato Garibaldi dai sindaci di Paluzza e Cercivento perché nei confronti tecnico-politici non ci può essere la tumultuosa presenza di Comitati preordinati a fare fallire ogni possibile intesa tra le parti, come non è plausibile che i Sindaci debbano dialogare tra loro e con altri rappresentanti istituzionali sotto curatela di estremismi qualunquisti".

Queste le dichiarazioni di alcuni sindaci:
"sono per un vero tavolo delle concertazioni- ha dichiarato De Alti, primo sindaco eletto di Forza Italia in provincia di Udine -. La gente del Comitato è gente che ha il diritto di dire la propria opinione, sebbene senza diritto di parola, il suo rappresentante, Renato Garibaldi, poteva e doveva a mio avviso rimanere in aula». De Alti si sofferma non solo sulle posizioni dei sindaci, ma anche su quelle dei partiti. «Mi ha sorpreso la posizione del vice sindaco di Tolmezzo, Luigi Cacitti, che ha dimostrato di essere contro i Comitati. Bisogna che anche i vertici di Forza Italia, sinora rimasti alla finestra, intervengano sul tema soppesando le esigenze delle persone che abitano nella zona dove dovranno passare i piloni dell’elettrodotto".

Preoccupato per i toni che la manifestazione ha assunto prima della riunione con l’assessore Sonego, Daio Iuri, sindaco di Cavazzo Carnico:
"gli amministratori locali sono in grado di rappresentare tutte le istanze del paese. Non basta un comitato contro l’elettrodotto aereo, ora nasce uno contro l’elettrodotto tout court». Iuri non si dice convinto dei progetti presentati «faremo le nostre verifiche» che preannunciano che l’Austria non intende dare l’assenso ad elettrodotti interrati. Un ulteriore elettrodotto in questo punto – commenta il sindaco – diverrebbe d’impedimento anche al raggiungimento dell’acqua necessaria per spegnere gli incendi".

Da parte sua Renato Garibaldi in una intervista a Telefriuli (realizzata da VTC) conferma che "è finito il tempo della sopportazione per la gente della montagna" e che quella sera non c'è stato alcun comportamento violento da parte dei manifestanti, ma solamente un comportamento fermo (e deciso); inoltre ha detto di mostrarsi molto sorpreso dal comportamento assunto dal Presidente della Comunità Not.

Il mio commento a questo punto è uno solo: da una parte a Trieste non possono credere di andare avanti come se il comitato e le manifestazioni (anche quelle passate) non esistessero; dall'altra che far salire la tensione può farci solo del male e occhio a non farsi strumentalizzare da qualche parte politica……. Poi perchè stupirsi delle dichiarazioni di Not? Lui non mi pare abbia mai dichiarato la contrarietà all'elettrodotto (nella forma meno onerosa per il territorio ovviamente)…….. Mah!

Ce par di bal…ons

E’ finita come di solito finisce tutto in Italia; si comincia con una forte indignazione, seguita da un fiero proclama emanato all’unisono da classe politica e società civile: chi ha sbagliato paghi, dobbiamo ridare credibilità al sistema, eccetera. Poi quelli che blaterano di rispetto della legalità si accorgono che per ristabilirla davvero dovrebbero anch’essi pagare un prezzo e allora tutto cambia e si ammorbidisce: si aprono i banchetti, le trattative, le minacce più o meno velate. Gli imprenditori coinvolti prospettano ritorsioni economiche, i politici auspicano il rispetto delle regole ma senza far male a nessuno, ai loro amici soprattutto. E si arriva a un bel compromesso dove si cambia qualcosina per non cambiare nulla; in pratica all’inizio un grande entusiasmo che poi si attenua, per stemperarsi poi in una malcelata insofferenza che nasconde un timore: non è che questi giudici vogliono fare piazza pulita per davvero? E’ sempre così quando ci sono in ballo interessi economici e quindi anche politici. I tifosi della propria città sono un bene da tutelare, da vezzeggiare. E quindi i sindaci hanno preso le loro parti e non quelle della giustizia. Purtroppo, è normale, ma questa normalità non ci fa del bene, anzi secondo me per la nostra competitività è un disastro, perchè si tende a risolvere tutto così nel nostro paese; difatti la classe politica ed imprenditoriale è sempre la stessa e non cambia mai e quindi anche chi ha idee e voglia di fare, di cambiare o di innovare, si scontra con un sistema chiuso in se stesso e impenetrabile. In Italia non sapremo mai prenderci delle responsabilità, non diventeremo mai adulti. E questo sembra andar bene a tutti……………. mavaffanc…..

1 machine sole par ducj! Si magari!

Quella delle alleanze industriali, che non presuppongono matrimoni o legami societari stretti, è una tendenza consolidata dell’industria dell’auto.
Adesso in grandi costruttori preferiscono lavorare con i concorrenti, rimanendo tali, su progetti specifici: costruire un’auto insieme, dividendo le spese di sviluppo e produzione per poi competere gli uni con gli altri con modelli più o meno in fotocopia. Su questa scia il patto tra Fiat e Psa (Peugeot-Citroën) per i monovolume che ha dato vita ai cloni (poche le differenze) Lancia Phedra, Fiat Ulysse, Citroën C8, Peugeot 807. Analoga intesa è stata siglata anni fa tra Ford e Volkswagen per produrre i monovolume gemelli: Ford Galaxy, Seat Alhambra e Vw Sharan. Il patto è ora sciolto e i due gruppi lavorano separatamente, tant’è che Ford ha lanciato il nuovo Galaxy e la derivata S-Max, prodotto in completa autonomia, nella fabbrica belga di Genk sulla base del pianale della prossima Mondeo.
Un’altra alleanza industriale di rilievo, tesa a dividere costi di sviluppo e di produzione, è quella tra Toyota e Psa che producono insieme in Romania tre vetture simili, ma ben differenziate: Toyota Aygo, Peugeot 107 e Citroën C1.
Allora riassumendo: è chiaro a tutti perchè adesso i concessionari sono diventati multimarca, perchèle macchine dello stesso segmento sono in pratica tutte uguali e la differenza è un po di estetica e il marchio che le contrassegna.
Ma alores scusait, la domanda sorge spontanea: se le case automobilistiche con le sinergie risparmiano e parecchio, perchè le automobili costano sempre uguale e sempre così tanto? I risparmi se li mettono in tasca tutti loro? E nou? Paja e tasei come simpri?

Mi me fazo la strada nova e i Furlan la pajerà

Dal sito www.friul.net:
La “Grande viabilitât triestine” a scugnaran paiâle i furlans. E je l’idee ch’al à proponût Riccardo Illy, sugjerint al ministri da l’economie Padoa Schioppa di cressi lis tarifis che si pain li dal casel dal Lisèrt par burî fûr i finanziaments necessaris par completâ la rêt stradâl juliane. Il Lisèrt al è juste sul confin fra la Furlanie e la Provincie di Triest e di li al tache un bocon di autostrade viers la citât juliane ch’al è a gratis.
Be se continuano così i nostri amici Triestini, dovrò aggiornare il testo di "Meteo Triestin"; oltre a questa bella sparata, c’è anche quella micidiale che "dato che la Juve quest’anno giocherà in B (e in B c’è pure la Triestina), la serie cadetta quest’anno è meglio della serie A…………… " ma di Triest ti spieghin dut benon e ti misurin encje la pression…" 😮

I Vichinghi e le loro mucche

Mah, mi sembrava banale parlarvi del caldo; ma stasera che qui su Tolmezzo sta soffiando un vento brutto e che se il temporale che lo dovesse seguire, sarà brutto uguale , sanno dolori …..  ci provo.
In questi giorni tutte le tv e i giornali sono pieni di consigli (il + delle volte banali e scontati) su come affrontare le temperature africane di questi giorni; il governo continua ad occuparsi dei nostri problemi, gli Americani continuano a fare i loro interessi, in Medioriente si gioca alla guerra sulla pelle della povera gente. A nessuno viene in mente un analisi banale e che il caldo ci dovrebbe ispirare: se continuiamo così a far finta di niente, a non modificare i nostri stili di vita collettivi, le guerre le faremo x l’acqua e non x il petrolio e i nostri problemi di oggi sembreranno delle stupidaggini rispetto al futuro rischio estinzione ecc. ecc…. Troppo drastico? Be se la storia ci insegna qualcosa la storia è piena di esempi di questo genere: uno e non il + clamoroso è quello di alcune tribù di Vichinghi approdate in Groenlandia che vivevano e proliferavano allevando mucche; per creare nuovi pascoli cominciarono a tagliare alberi finchè la deforestazione non provocò una massiccia erosione terrestre che li lasciò senza pascoli in preda a tremende carestie. In pratica non furono capaci di interrompere uno stile di vita che li trascinava verso l’auto distruzione. Un po come noi, pronti a distruggerci e a morire per le nostre automobili.

Ce vustu fa…. sono creativo

Mi sono sempre chiesto perché per avere un minimo di soddisfazione nelle cose che faccio, devo sempre ricercarne di nuove, di inesplorate e soprattutto che rompano schemi prestabiliti e che di conseguenza, magari fanno incazzare o inquietare qualcuno. La risposta sta nel fatto che gli uomini molto creativi, hanno in abbondanza una delle qualità più tipicamente specifiche dell’uomo: il piacere di correre dei rischi. Ogni gesto creativo, ogni formula nuova, ogni innovazione che rompe col passato costituisce un atto di ribellione che, se coronato da successo, demolisce un concetto preesistente e di vecchia data. Pertanto, ogni qualvolta una mente brillante intravede una nuova possibilità, si trova a dover correre un rischio supremo; gli uomini brillanti, quelli la cui creatività assicura loro un immenso successo, talvolta si ritrovano in situazioni curiose: a tal punto sono ricompensati dalla società per le loro realizzazioni che non riescono più a limitare la loro curiosità ai nuovi problemi del loro campo specifico e la loro curiosità inizia a interessarsi di altre aree. All’improvviso, per esempio (solo per esempio), per loro diventano irrinunciabili nuove esperienze sessuali. A essere importante non è l’accoppiamento vero e proprio, che di fatto cambia soltanto di poco. A contare molto, invece, è il brivido della caccia, l’eccitazione per la nuova conquista. Una volta coronata da successo la conquista, la novità della relazione inizia a smorzarsi e ha inizio un’altra caccia. Ogni avventura illecita comporta segretezza e sotterfugi, tattiche e strategie, nonché il terrificante rischio di essere scoperti, ed è tutto questo a renderle la metafora perfetta delle cacce primordiali.

Adesso vi chiederete dove voglia andare a parare dopo questa introduzione che come minimo è esagerata, egocentrica e maschilista. Niente è che ….. vedi cara, non è colpa mia….. l’attrazione per la caccia è una cosa innata che gli uomini + creativi hanno nel DNA. Quindi per concludere……. no è colpe me!!!!