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Tolmezzo: Deltaplano 2018, la Carnia al centro del mondo

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di Simonetta D’Este
Il deltaplano ha scelto il Friuli Venezia Giulia per disputare il XXII Mondiale, che si svolgerà dal 12 al 27 luglio 2019, preceduto dal pre Mondiale dal 26 luglio al 4 agosto 2018. E sarà questa un’occasione unica per il territorio per proporsi come riferimento per questo sport, anche grazie alla collaborazione con Austria e Slovenia che hanno accettato che durante le prove di volo i deltaplani possano sconfinare senza preoccupazioni. La competizione si svolgerà nei principali siti di volo della regione e avrà come centro operativo la città di Tolmezzo, dove domani, al cinema David alle 18, sarà presentato il programma dettagliato. A fare gli onori di casa di saranno il sindaco Francesco Brollo, il vice-presidente della giunta regionale Sergio Bolzonello e il project manager del comitato organizzatore Enzo Cainero. L’evento è organizzato dall’Aeroclub d’Italia, con l’appoggio di tutti i club di volo del Fvg, e in particolare di quelli di casa, Volo Libero Carnia e Volo Libero Friuli, e con la collaborazione dei Comuni interessati. A occuparsi degli aspetti pratici ci saranno la Lega Piloti e Flyve con Bernardo Gasparini e Suan Selenati, quest’ultimo componente della squadra nazionale italiana cinque volte campione del mondo. Selenati non potrà partecipare, però, ai Mondiali friulani, perché coinvolto in veste di organizzatore. I piloti (ne sono attesi oltre 150) avranno come aree di decollo principali il Crostis, il passo Pura, il Curanan, il Valinis, ma anche secondarie come Tolmino e Nova Gorica. Gli atterraggi principali sono previsti a Cercivento, Bordano e Travesio, e quelli secondari anche a Lignano Sabbiadoro, per esempio, Greifenburg in Austria o Kobarid in Slovenia. Una gara di deltaplano segue le stesse dinamiche di una regata velica: esiste una linea immaginaria aerea che tutti i piloti devono oltrepassare dopo un orario prestabilito, ma ci sono anche boe da aggirare (cilindri virtuali con 400 metri di raggio) e una linea di arrivo. Vince il pilota che riesce a compiere tutto il percorso nel minor tempo possibile. Le singole task possono variare dai 50 ai 250 chilometri di ampiezza e il tempo necessario per concludere ogni gara varia dai 60 minuti alle 5 o 6 ore. Il deltaplano, infatti, non ha motore e sfrutta la forza del vento: la velocità media di percorso e compresa tra i 30 e i 70 chilometri per ora, mentre nelle planate discendenti tra una corrente e l’altra i moderni deltaplani possono raggiungere anche i 140 orari.

Cercivento: il ruggito di Ale Pittin «Voglio tornare a volare»

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di Giancarlo Martina
Nel fine settimana a Lillehammer, in Norvegia, nella seconda tappa di Coppa del Mondo della combinata nordica, cominciata con le gare di Ruka in Finlandia, ritorna in pista anche Alessandro Pittin, il 26 enne campione di Cercivento, portacolori della Fiamme Gialle e atleta del gruppo degli sponsorizzati Red Bull. Al vincitore della storica medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Vancouver 2010, e vicecampione del mondo, abbiamo rivolto sette domande per focalizzare il momento. Soddisfatto del lavoro di preparazione effettuato? «Negli ultimi anni, e soprattutto la scorsa stagione, avevo fatto troppi salti brutti e qualcuno anche pericoloso e conseguentemente avevo perso la fiducia in me stesso. Tutto questo è stato difficile da superare e da sistemare: sono stato costretto, infatti, a ripartire praticamente dalle basi. Ho lavorato tantissimo sui trampolini piccoli per curare alcuni problemi tecnici che però non ho ancora colmato. Ho fatto il possibile e quindi posso essere soddisfatto della preparazione». Una curiosità. Quanti chilometri con gli skiroll e di corsa in montagna hai totalizzato e quanti salti dal trampolino ha effettuato nei mesi estivi? «Da maggio a ottobre ho fatto 330 salti, di cui 97 su trampolini da 90 metri mentre i restanti sui trampolini più piccoli. I chilometri fatti in allenamento invece sono difficili da determinare perché ci basiamo esclusivamente sul tempo: a fine ottobre mi ritrovo con poco più di 330 ore totali (solo allenamenti per la parte fondo), di cui il 20% corsa, il 25% bici e il 40% skiroll». La recente vittoria nel campionato italiano sul trampolino piccolo di Predazzo, ti ha dato una buona iniezione di fiducia? «La vittoria è il massimo che potessi fare anche se in realtà mi aspettavo molto di più soprattutto nella parte salto che rimane la mia grossa incognita. È un punto debole su cui bisogna continuare a lavorare. In gara non ho saltato bene e non mi sono affatto piaciuto quindi alla fine non posso considerarmi soddisfatto appieno». Sono proverbiali il tuo impegno e spirito di sacrificio, ma hai risolto i problemi tecnici, insistiamo, che ti condizionavano nei salti sul trampolino? Hai notato dei miglioramenti significativi? «L’obiettivo finale che ho in mente è ancora lontano però la strada che stiamo percorrendo è sicuramente quella giusta. Dalla scorsa stagione ci sono stati dei miglioramenti e anche rispetto all’estate i salti sono migliorati tecnicamente. I problemi non sono del tutto superati ma non manca molto». Sei soddisfatto dell’assistenza assicurata dalla Fisi? Quale è il clima in squadra? «Al termine della stagione 2013 mi sono ritrovato a svolgere un programma diverso dal resto della squadra e finora ho sempre avuto l’appoggio della federazione, anche nei momenti difficili. Anche quest’anno sono stato appoggiato nella mia scelta anche se arrivavo da una stagione molto deludente. Ero convinto, e lo sono ancora, che bisognasse tentare un lavoro diverso sul salto e avevo bisogno di tranquillità e pochi spostamenti per poter dare il massimo. Fondamentale è stato anche l’appoggio delle persone che mi sono vicine e Red Bull, il mio sponsor, che mi ha sempre sostenuto. Pian piano le cose cominciano a funzionare e spero di raccogliere qualche risultato già in questa stagione. Il clima in squadra è abbastanza buono, credo che a questo punto ci voglia solo un buon risultato, singolo o di squadra, per portare quella grinta in più che servirebbe a tutto il gruppo». I tuoi obiettivi per le prime gare al Nord? «La mia stagione inizierà con la tappa di Lillehammer, dove ci saranno anche due gare sul trampolino piccolo. L’obiettivo è quello di iniziare con il piede giusto cercando di finire tra i migliori 20, se dovesse arrivare un risultato migliore sarei davvero soddisfatto». Nel tuo programma c’è la partecipazione ai campionati mondiali? «Ovviamente, è l’appuntamento più importante della stagione e la preparazione spero mi porti ad arrivarci in perfetta forma. Nella gara sul trampolino piccolo difenderò l’argento mondiale di Falun e vorrei farlo nel migliore dei modi».

Tolmezzo: a Betania campo di gioco ripulito dai volontari grazie all’accordo con il Comune

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di Tanja Ariis.
La giunta comunale del capoluogo carnico ha dato il via libera alla convenzione con la Consulta frazionale di Betania per realizzare l’atteso campetto sportivo pubblico per i ragazzi della frazione in una parte dell’ex tiro a segno nazionale, dopo aver ripulito, grazie ai volontari, questa area in grave degrado. La questione si trascina dal 2009, in quanto la parrocchia, per realizzare un centro di aggregazione giovanile, ha smantellato il preesistente campetto di sfogo che aveva concesso di realizzare su terreni propri. Da allora Betania era alla ricerca di un’area alternativa dove poter ripristinare uno spazio analogo. Gli interventi saranno attuati con volontari organizzati dalla Consulta e per i quali sarà attivata idonea copertura assicurativa. Il Comune trasferirà alla Consulta una somma complessiva di 3 mila euro(il 50% nel 2016 e l’altro 50% nel 2017), quale contributo per l’intervento. I lavori consistono sostanzialmente nella pulizia generale dell’area, nella rimozione dei rifiuti abbandonati, nel taglio delle piante di poco pregio cresciute spontaneamente in loco, nella pulizia della vegetazione di sottobosco e nella sistemazione del terreno previo asporto delle ceppaie. Mauro Migotti, presidente della Consulta, spiega che si sta già occupando del taglio coi volontari una ditta che raccoglie cippato e che agevola così il lavoro, poiché, oltre a velocizzarlo, consente di contenere la spesa dell’intervento complessivo, in quanto l’impresa si porta via anche il materiale raccolto, senza alcun costo. Il risparmio così ottenuto può essere poi impiegato sui costi derivanti invece dal successivo ricorso a escavatori per rimuovere le ceppaie e livellare il terreno. L’assessore comunale alle frazioni, Mario Mazzolini, esprime soddisfazione per l’accordo finalmente trovato con la Consulta: «Siamo riusciti – afferma- a onorare un nostro impegno e addivenire a una convenzione con la Consulta e i volontari. Auspichiamo di poter così riuscire a portare a termine lo sbancamento del terreno e il suo livellamento (l’area è in leggera pendenza). Speriamo si riesca a fare tutto. Poi si tratterà in realtà solo di allestire il campetto con una recinzione. Non sarà un vero campo sportivo, ma, sulla falsariga di quello che c’era prima a Betania, un campetto di sfogo per i ragazzi, poco più grande di un campo di calcetto».

Sappada: mancano all’appello 400 mila euro, gli impianti di risalita rischiano la chiusura

di Gino Grillo.
La gente del posto e i proprietari di seconde case sono rimasti sordi all’appello lanciato dalla Società Campetti che gestisce da sei anni gli impianti di risalita, tanto che a Sappada a questo punto si sta pensando a una rivisitazione, al ribasso, dell’offerta turistica invernale. L’appello lanciato agli operatori sappadini era volto a chiedere un cofinanziamento per le spese di gestione degli impianti da sci (Pista Nera, Pian dei Nidi, Monte Siera, Sappada Duemila e il parco di Nevelandia), impianti che costituiscono una componente fondamentale per il turismo invernale della località. Daniele Kratter, presidente della Società Campetti, illustra la situazione venutasi a creare alla fine dell’ultima stagione sciistica. «Abbiamo ancora un piccolo margine di tempo, sino all’approvazione del bilancio, per scongiurare la chiusura degli impianti per la prossima stagione invernale». In tutto l’arco alpino è noto che la gestione degli impianti di risalita è deficitaria. «Così è anche a Sappada. Per gestire tutti gli impianti la società perde mediamente 200 mila euro l’anno, per cui abbiamo chiesto una ricapitalizzazione della società di gestione agli operatori locali». Una richiesta di 400 mila euro, avanzata a tutti i valligiani e ai proprietari di seconde case, anche per ripianare alcune perdite accumulate negli anni. «A questo appello hanno risposto in pochi, assicurando una cifra di 80 mila euro, che rimane purtroppo insufficiente per una gestione degli impianti». Kratter osserva come ci sia più comprensione e volontà di partecipazione fra i più anziani che fra gli operatori turistici più giovani. «Gli anziani che hanno provato l’emigrazione capiscono che il turismo e la gestione degli impianti sono vitali per l’economia del paese. Una stagione senza lo sci obbligherebbe senza dubbio a far riprendere a qualcuno in mano le valigie per emigrare». Le nuove leve si sarebbero defilate da quando la Gts (società per metà sappadina e per metà esterna) ha acquisito gli impianti dal Tribunale di Udine dopo il fallimento della Tuglia Sci e della Ski Program, impegnando 650 mila euro. «Forse si ritiene che la Gts, avendo acquisito la proprietà, si interessi pure della gestione, ma così non è e non sarà. La gestione rimane alla Campetti e se i conti non torneranno chiuderemo la società prima che fallisca» spiega Kratter. Nel frattempo si stanno studiando strategie, in quanto la scelta di non aprire gli impianti, che ridurrebbe drasticamente l’offerta turistica del polo dolomitico, sarà l’ultima a essere presa in considerazione, ma non per questo sarà esclusa. «Occorre che tutti gli interessati – chiude Kratter – si assumano la responsabilità di mantenere in vita la società di gestione, che opera non con finalità di guadagno, ma solo per garantire la funzionalità di impianti e strutture indispensabili all’economia del paese».

Enemonzo: al “Torneo Parco delle Colline Carniche” si parlerà anche di doping

Anche in questa edizione nell’ambito del “Torneo Parco delle Colline Carniche-Erreà Cup” di calcio si svolgerà un convegno di sicuro interesse. Lunedì 6 giugno alle ore 10 al centro sociale di Enemonzo si parlerà infatti di “Doping: l’illusione di vincere”. L’evento sarà incentrato sul tema dell’attività motoria quale strumento di formazione e di prevenzione dell’uso di sostanza dopanti.
Vedrà coinvolti gli alunni della Scuola Primaria e Secondaria dell’Istituto  Comprensivo Val Tagliamento (ovvero Villa Santina, Raveo e Lauco).

Relatore sarà il Dott. Stefano Boscarato, laureato in Scienze Motorie e Scienza dello Sport, che si occupa di attività motoria e sportiva a tutti i livelli e nella realizzazione di progetti di formazione per quanto riguarda la salute, il benessere e la prevenzione dell’uso di sostanze Dopanti.
E’ professore di Scienze Motorie presso le Scuole Superiori, collabora con le Scuole Primarie con interventi di corretta educazione al movimento, sviluppa con le società sportive progetti di motricità di base con bambini ed anziani e preparazione fisico/atletica con gli sportivi.

Ci sarà inoltre un rappresentante dell’ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo) dell’Alto Friuli.

Il Torneo prenderà il via giovedì 2 giugno con i Pulcini, mentre sabato 11 e domenica 12 protagonisti saranno i Giovanissimi. A questo proposito c’è una novità: il Vicenza non potrà essere presente in quanto impegnata nelle finali nazionali Under 15. Al suo posto ci sarà il Tricesimo, che quindi formerà il Girone B assieme a Pordenone, rappresentativa carinziana e Bruno Selleri Olbia. Nell’altro raggruppamento si sfideranno Udinese, Tolmezzo, Padova e Ancona Udine.

La manifestazione è organizzata dalle associazioni sportive dilettantistiche Villa e Folgore in collaborazione con Edera e Lauco, oltre ai Comuni facenti parte dell’Ente Parco Intercomunale delle Colline Carniche, ovvero Villa Santina, Enemonzo, Raveo e Lauco.

Partecipano attivamente anche la Delegazione di Tolmezzo della FIGC, l’AIAC Carnia e la sezione di Tolmezzo dell’AIA.

Il calendario completo e altre informazioni sul sito www.torneocollinecarniche.it.

Tolmezzo: la Consulta convince il Comune, Betania riavrà il campetto sportivo

di Tanja Ariis.
Betania avrà di nuovo il suo campetto sportivo. Il Comune ha infatti deciso di stipulare una convenzione con la Consulta frazionale di Betania per interventi di manutenzione nell’area dell’ex Tiro a segno nazionale da adibire a campetto sportivo pubblico della frazione, piccola realtà di svago richiesta ormai da anni dai residenti, dopo che il precedente, di proprietà della Parrocchia, era stato sottratto per consentire i lavori di realizzazione del centro di aggregazione giovanile. La Consulta, attraverso il suo presidente, Mauro Migotti, a marzo aveva chiesto al Comune un contributo di 3 mila euro per finanziare l’intervento nell’ex area del Demanio militare. L’amministrazione comunale ha dato il proprio assenso all’avvio ai lavori, limitando il proprio contributo a 1.500 euro. Il Comune, dal canto suo, stipulerà un’assicurazione per tutelare ciascuno dei volontari contro gli infortuni e assicurare la responsabilità civile derivante dall’esecuzione degli interventi in questione. Gli interventi saranno effettuati con l’impiego del volontari organizzati dalla Consulta e consisteranno nella pulizia generale dell’area, nella rimozione dei rifiuti abbandonati, nel taglio delle piante di poco pregio cresciute spontaneamente in loco, nella pulizia della vegetazione di sottobosco e nella sistemazione del terreno, attraverso l’asporto delle ceppaie. Le prestazioni saranno realizzate a titolo gratuito e saranno svolte, come detto, da personale volontario organizzato dalla Consulta e in osservanza alla normativa sulla sicurezza. Alla Consulta sarà riconosciuto il contributo a copertura degli oneri derivanti da materiale di consumo e carburante per le attrezzature utilizzate nel corso degli interventi, noleggio di automezzi e macchine operatrici, acquisto di dispositivi di protezione individuale e pranzo per i volontari impegnati nelle giornate intere di esecuzione degli interventi previsti. Il contributo sarà liquidato alla Consulta in due rate: in forma anticipata per un importo pari al 50 per cento e il restante 50 per cento alla presentazione della relazione finale. L’Ufficio per i servizi e processi manutentivi potrà vigilare, nonché verificare in corso d’opera gli interventi eseguiti concordando, se necessario, eventuali aggiunte o modifiche agli stessi. Non dovranno, comunque, essere realizzate opere definitive che possano in qualche modo ostacolare l’eventuale futura attuazione delle previsioni urbanistiche per l’area interessata (quelle cioè relative alla nuova lottizzazione).

Tolmezzo: la grande stagione calcistica della famiglia Veritti

___Veritti

(r.z. dal sito Friuligol.it)

Ci sono momenti si, momenti no, momenti forse. Ma quello attualmente attraversato della famiglia Veritti, quartetto tolmezzino legato a filo triplo al mondo del pallone, è davvero speciale. Perché papà Ivan, alla sua prima esperienza da capo allenatore con la Buiese, ha appena celebrato la vittoria in Coppa Regione. Nel frattempo, per non sentirsi…inferiore, la figlia Sara (già vista in serie A, con la casacca del Tavagnacco), ha raggiunto la promozione in serie B assieme alle compagne dell’ambiziosa Udinese calcio femminile. Dal quadretto emerge pure l’altro figlio Manuel, già arbitro (arrampicatosi sino in Promozione) ma, da circa un anno, a riposo. Dulcis in fundo, la mamma, Elena Cucchiaro. Ora tifosa al seguito ma, nel corso degli anni ottanta, apprezzata fantasista della rappresentativa regionale di calcio femminile. C’è ancora qualcuno disposto a sostenere che il calcio divide? Nella foto copertina: Sara e Ivan Veritti

Friuli: svolta dell’Unione pesca ricreativa e sostenibile, si pratica il “no kill” liberando i pesci catturati


di Antonella Scarcella.
Rinaturalizzazione dei corsi d’acqua, tutela delle specie di pesci autoctone e pesca sostenibile. Sono questi i principi su cui, in febbraio, si è costituita l’Unione pesca ricreativa e sostenibile del Friuli Venezia Giulia e che oggi, alle 20, nella sala polifunzionale di Campoformido, organizza un incontro sul futuro della pesca ricreativa. L’organizzazione conta 13 sodalizi aderenti e circa seicento iscritti. Si tratta di appassionati di pesca eterogenei, da quelli che prediligono l’uso di esche naturali a quelli che usano gli artificiali, già membri di diverse associazioni tra le province di Udine, Gorizia e Pordenone. Metà di questi pratica le tecniche del “No Kill” e del “Catch and release”, due tipi di pesca ricreativa molto diffusi in Nord Europa che consistono nel rilasciare i pesci non appena vengono catturati, cercando di limitare i danni il più possibile. Una pratica che se da una parte convince alcune associazioni ambientaliste per la volontà di tenere in vita il pesce, dall’altra non piace ad altre perché ferirebbe gli animali portandoli, in alcuni casi, comunque alla morte. «Ci muove la passione per la sostenibilità ambientale della pesca – spiegano gli organizzatori – vogliamo dialogare con le istituzioni, in primis con l’Ente Tutela Pesca, per salvaguardare le acque interne della regione e tutelare le specie ittiche autoctone». La voglia di fondare l’Unione nasce dall’esigenza di colmare il vuoto che negli ultimi anni si è creato tra i pescatori e l’Ente tutela pesca: «Se l’Etp dovesse essere commissionato e subire un decentramento verso l’Ersa, l’agenzia regionale per lo sviluppo rurale – spiega il presidente dell’associazione Emilio Petrucci- tutto il lavoro fatto finora andrebbe perso. Così abbiamo sentito il bisogno di intervenire – continua – per tutelare l’interesse di tutta la categoria dei pescatori friulani ma anche di quella dei commercianti del settore». Sul tavolo dell’Uprs Fvg i progetti sono tanti. Tra questi, la proposta, da presentare alla Regione, di costituire un comitato scientifico composto da biologi marini ed esperti che vada a integrare il lavoro degli studiosi delle Università di Udine e Trieste e dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle tre Venezie. Ma ci sono anche progetti di educazione ed etica della pesca sportiva da portare nelle scuole per avvicinare i giovani al mondo degli ami, campagne di sensibilizzazione sul controllo del territorio e strategie di rilancio della pesca turistica. Fondamentale secondo il presidente Petrucci, poi, permettere alle acque del Friuli Venezia Giulia di riprodurre autonomamente l’habitat naturale in cui le specie ittiche possono sopravvivere. «Il discorso del ripopolamento dei fiumi e dei canali è molto importante – spiega – non basta liberare nelle acque tonnellate di pesci già adulti per dare il contentino ai pescatori con il “pronto – pesca”. Bisogna tutelare la fauna ittica della regione che vive in 2.500 chilometri di acque perenni». La stagione ittica quest’anno è stata aperta il 27 marzo: in Friuli Venezia Giulia sono diciottomila gli appassionati, con qualche signora in più tra di loro; numeri stabili rispetto a quelli dell’anno scorso. In occasione dell’apertura della stagione, il presidente dell’Ente tutela pesca Flaviano Fantin aveva spiegato al Messaggero Veneto che per il 2016 in tutta la regione sono stati liberati 258 quintali di trota fario adulta, 90,8 quintali di trota marmorata adulta e immesse 310 mila uova, sempre di trota marmorata. Soltanto la prima di altre tranche di immissioni previste nel corso dell’anno. Per i componenti dell’associazione il ripopolamento tramite uova è un metodo accettabile ma liberare pesci adulti, come le trote, è sbagliato perché non tutti i fiumi li reggono. «Neanche un leone adulto – commenta Petrucci – riuscirebbe a sopravvivere inserito innaturalmente nella savana. Bisogna praticare una pesca sostenibile – conclude- affinché l’animale riconquisti il suo ecosistema nel modo più naturale possibile».

Sella Nevea: sci, mountain bike e rafting tutto in discesa, un particolarissimo “triathlon”

 

Di Giancarlo Martina.

Aprile e maggio sono i mesi di grande attualità per gli amanti dello sci alpinismo e del free ride che sulle nevi del gruppo del Canin trovano il terreno ideale: canaloni innevati e distese di neve con un manto consistente, visti i tre metri circa di spessore che ancora ammantano quello che è anche il serbatoio di riserva d’acqua per la pianura friulana. Centinaia di appassionati delle attività sportive praticabili ancora con grande soddisfazione in questa primavera, erano presenti a Sella Nevea lo scorso fine settimana, ma anche durante la settimana sono numerosi i frequentatori di questi luoghi di grande pregio ambientale. La bella giornata regalata del meteo domenica è stata anche determinante al successo dell’uscita proposta da Mountain Experience a quanti piacciono le imprese sportive con contorno di avventura e questa lo è certamente per chi ama vivere la montagna in modo coinvolgente. Un bel gruppo di appassionati, infatti, ha aderito alla speciale opportunità di fare sci, mountain bike e rafting, tutto nello stesso giorno, occasione appunto favorita dalle pecularietà di un territorio che ben si presta a queste iniziative. La proposta che Mountain Experience propone anche per i prossimi fine settimana, consiste nella possibilità di salire con gli impianti da Sella Nevea (partenza alle 9), fino a Sella Golovec (2.100 metri di quota) e da lì affrontare la discesa con gli sci nella valle della Krnica, sul versante sloveno del Canin fino al limite della presenza di neve (quota 1.300 metri circa). Arrivati sul posto, il programma prevede di proseguire la discesa a cavallo della mountain bike per circa 15 chilometri, fino a raggiungere Bovec (500 metri di quota). Nel fondovalle, questa sorta di appassionante triathlon è completato con una discesa di 10 km di rafting sul fiume Soca. Infine il ritorno con mezzi di trasporto a Sella Nevea attraverso il passo del Predil. A disposizione di quanti avranno intenzione di fare questa esperienza ci sarà un maestro di sci, la possibilità del noleggio della bici e dei materiali occorrenti, come anche l’organizzazione del trasporto per il rientro. La prossima uscita è programmata per sabato, ovviamente meteo permettendo. Le iscrizioni vanno fatte, però, entro giovedì. La base è al piazzale Slovenia di Sella Nevea, telefono 3453551402; http://www.sellanevea.net/it/mountainexperience

Friuli: le ragazze del Buttrio fanno paura, sospesa la serie A di bocce per non farle vincere

Sono talmente brave che la Federbocce sospende il campionato di serie A perché le atlete piemontesi e liguri non vogliono venire in Friuli a scontrarsi con le sorelle Venturini del Buttrio o atlete di prim’ordine come Zurini, Busiz, Ludvik, Florit e Scodellaro. Ufficialmente la Federazione parla di riorganizzazione per effetto della diminuzione delle società, ma la realtà è che c’è il rifiuto di alcune squadra di giocare in Friuli. «Si tratta dell’ennesima discriminazione ai danni del Friuli giocata questa volta sul terreno dello scontro sportivo», spiega l’assessore provinciale allo sport, Beppino Govetto. Da uomo di sport e insegnante di educazione fisica, non posso che sentirmi amareggiato per questa situazione in cui vengono trasgrediti valori importanti dello sport: l’inclusione, il sano agonismo, la partecipazione. Temere l’avversario per le sue capacità e i suoi risultati dovrebbe stimolare la competizione, renderla più accattivante. Invece, qui, si vuole complicare la possibilità di partecipare alle gare per paura di soccombere». Ovvio il grande malumore nel mondo delle bocce regionale. Forte disappunto nei confronti della Federbocce è emerso anche nella recente assemblea regionale dove a tenere le redini è Giuliano Banelli. «La preoccupazione che non parta il campionato femminile di serie A è reale – spiega – dato il numero esiguo di squadre partecipanti, e sarebbe un vero peccato per il club Buttrio non aver la possibilità di difendere lo scudetto e il titolo europeo».