Archivio mensile:Settembre 2010

Grado: consegnate i riconoscimenti “Spilla d’oro” 2010

Sono stati consegnati a Grado i riconoscimenti “Spilla d’oro” 2010 in occasione della tradizionale manifestazione “Gravo insieme dopo la stagion”. A ricevere il premio, attribuito come riconoscimento dell’impegno profuso nella promozione e valorizzazione di Grado nel corso della stagione estiva, sono stati padre Marciano Fontana, l’associazione di volontariato “Il Faro-Anteas”, Giovanna Marchetot e Marco Zorz  
Per vent’anni Guardiano della comunità di Barbana, padre Marciano Fontana, dell’ordine dei Francescani Minori, assieme ai Suoi confratelli ha saputo offrire ai numerosi pellegrini cordiale accoglienza e disponibilità, saggezza nei consigli, venerazione verso la Vergine Maria, custodendo in modo vitale il pacifico ambiente dell’Isola.
“Il Faro” Anteas (Associazione nazionale terza età attiva per la solidarietà, offre una valida attenzione al pianeta della terza età, disponibile sempre a offrire aiuto e sostegno agli ospiti di “Casa Serena” e alle persone bisognose di assistenza domiciliare.
La restauratrice gradese Giovanna (Giannina) Marchetot, che opera a Vienna dove per la sua elevata professionalità è stata insignita della Croce d’onore austriaca per la scienza, l’arte e la cultura, ha messo a disposizione le sue capacità per far tornare in auge un’antica tradizione gradese legata al “Perdòn de Barbana”. Marco Zorz, che ha partecipato a più edizioni del campionato del mondo di aratura ottenendo significative affermazioni a tutti i livelli, è stato premiato per aver deciso di creare con la sua famiglia un’attività ricettiva e un agriturismo, valorizzando così la frazione agricola di Boscat, nonostante il momento non facile per l’economia.

Friuli: L’Amaro d’Udine in una nuova versione addolcita

L’Amaro d’Udine, il liquore simbolo della città, dopo 164 anni cambia sapore. Dal primo settembre, infatti, nei negozi specializzati – oltre che nella casa madre, la farmacia Colutta di via Mazzini – è disponibile una nuova versione “addolcita” del celebre digestivo d’erbe e radici. Bottiglie uguali, etichette uguali, la nuova versione si differenzia solo per il nome, aggiunto in basso – Red – da quella Classica, decisamente amara, che resta la colonna portante dell’azienda
L’innovazione è nata da un’idea di Elisabetta Coluttta – che col padre Gianpaolo è contitolare della storica farmacia udinese e di un'azienda vitivinicola nella zona di Manzano – per andare incontro ai gusti delle ultime generazioni. «L’Amaro d’Udine Red – afferma la dottoressa Elisabetta – è sempre dello stesso colore bruno, nonostante il nome, ma è più caldo, più dolce e leggermente più alcolico. Piacerà ai giovani. Ci siamo arrivati dopo alcuni mesi di esperimenti: non volevamo rischiare di fare un doppione o una cosa completamente diversa».
L’Amaro d'Udine è nato nel 1846, creato da Domenico De Candido (l'esatta formula, tramandata negli anni, è rimasta top secret) nella farmacia di via Grazzano. Qui nel primo ’900 arrivò, da San Daniele, il padre del dottor Gianpaolo Colutta, Antonio, che si associò col collega Trebbi nella gestione della spezieria. Ed ereditò la formula del famoso elisir del dottor De Candido.
Definito in tempi recenti “digestivo ecologico”, L'Amaro d'Udine ha avuto, fin dagli anni '20 e '30, tante attestazioni sulla sua efficacia: da parte di illustri medici e docenti come padre Agostino Gemelli, Cesare Bellavitis, Papinio Pennato, Enrico Preindl e da consumatori vip tra i quali ci fu persino la regina Elena.
«Ce lo chiedono ancora da tutta Italia», aggiunge il dottor Colutta, che racconta un curioso particolare: «Talvolta, non conoscendo l'indirizzo della farmacia, scrivono: Spettabile Amaro d'Udine… E le lettere finiscono in Carnia!».

Friuli: la Furlana, danza parente povera della Taranta

di Valter Tomada

Così lontane, così vicine. La taranta di Puglia – oggetto di revival negli ultimi anni – e la furlana, danze tipiche di due regioni agli antipodi dell'Adriatico, uniche due danze estatiche superstiti in Italia: con elementi di similarità come il perenne moto rotatorio che richiama a danze orientali come quelle sufi dei dervisci rotanti. Questo parallelo apparentemente ardito fu tracciato per la prima volta da uno che di musica ed estasi se ne intendeva, don Gilberto Pressacco  e non stupisce che in memoria della sua visionaria attitudine a rintracciare legami culturali molto oltre l'apparente banalità, la rassegna «Terre dell'uomo» abbia voluto sviluppare un incontro sul tema a Coderno di Sedegliano, in collaborazione con l'associazione a lui titolata. A spiegare l'unicità di queste danze sono stati gli etnomusicologi Pino Gala e Placida Staro, che colloquiando con Valter Colle hanno mostrato le peculiarità di queste danze popolari. Ciò non toglie che negli ultimi decenni abbiano subito contaminazioni così forti da non essere quasi più riconoscibili nei loro tratti autentici: e sarebbero necessari da un lato un lavoro filologico per recuperarne l'essenza genuina, dall'altro un'azione di proselitismo per tenerne in vita la pratica. In Puglia ci sono riusciti, trasformando le notti della taranta in un grande evento turistico con ampio spiegamento di fondi pubblici (800mila euro l'anno); la furlana è tenuta in vita solo dai gruppi folkloristici, ognuno a suo modo. Destino inglorioso per una danza così intrigante e diffusa che si meritò l'attenzione di un Papa come Pio X, che nel 1913 la consigliò ai giovani al posto del "diabolico" tango, ispirando un irriverente sonetto al mordace Trilussa. La furlana era già stata edulcorata in senso più conforme alla morale, perché in passato era ritenuta scandalosa. La versione sistematizzata da Titta Marzuttini l'ha resa più castigata e semplice, comunque meritevole di interesse da parte di artisti come Ravel, che nella suite per pianoforte "La tombeau de Couperin" chiama un movimento proprio "forlane" in onore di quella danza che veniva da Oriente ma piaceva anche in Occidente. Come sosteneva Pressacco.
 

Andrea Valcic: Sgarbi contro il traliccio che s’illumina d’immenso


Potenza della poesia o instancabile opera di Tibaldi, portavoce del comitato per la difesa del Friuli Rurale? Entrambe forse, ma il risultato che improvvisamente la battaglia contro l’elettrodotto di Terna trova un sostenitore di grosso calibro: Vittorio Sgarbi. Come sia accaduto è presto detto. Ieri a Sagrado si è svolta l’inaugurazione di un parco culturale dedicato alla figura e alle opere di Ungaretti Continua a leggere

Andrea Valcic: Sgarbi contro il traliccio che s’illumina d’immenso


Potenza della poesia o instancabile opera di Tibaldi, portavoce del comitato per la difesa del Friuli Rurale? Entrambe forse, ma il risultato che improvvisamente la battaglia contro l’elettrodotto di Terna trova un sostenitore di grosso calibro: Vittorio Sgarbi. Come sia accaduto è presto detto. Ieri a Sagrado si è svolta l’inaugurazione di un parco culturale dedicato alla figura e alle opere di Ungaretti  In questi luoghi si bruciò la giovinezza del poeta durante la prima guerra mondiale. Tanti gli invitati con Sgarbi appunto a illustrare la figura del letterato. E Tibaldi con un volantino a illustrare i motivi della protesta contro i progettati piloni e poi spiegare al critico d’arte, ma anche personaggio influente nei palazzi della politica, che proprio uno di quei tralicci dovrebbe sorgere a Santa Maria la Longa, luogo che ispirò a Ungaretti la famosa "M’illumino d’immenso". Qui anche un monumento ricorda la sua presenza. Sgarbi inorridisce al pensiero; di fronte all’architetto Pirzio Biroli prende il telefonino e chiama il presidente di Terna, Luigi Roth, manifestando il suo dissenso e disappunto.
      Poi promette interesse e amore eterno per il Comitato. Ungaretti, ma anche Tibaldi, sorridono e "s’illuminano".

 

Carniacque: Albano un esordio all’insegna del cambiamento, le bollette ogni 6 mesi

Paolo Albano è stato nominato recentemente nuovo presidente di Carniacque e ha preso il posto di Renzo Petris. La scelta vuole rappresentare un segnale forte nei confronti dei Comuni soci in quanto garantisce la continuità delle linee strategiche da una parte e la dovuta maggiore attenzione alle problematiche del territorio dall’altra.
«Devo ringraziare Renzo Petris, per il lavoro svolto Continua a leggere

Carniacque: Albano un esordio all’insegna del cambiamento, le bollette ogni 6 mesi

Paolo Albano è stato nominato recentemente nuovo presidente di Carniacque e ha preso il posto di Renzo Petris. La scelta vuole rappresentare un segnale forte nei confronti dei Comuni soci in quanto garantisce la continuità delle linee strategiche da una parte e la dovuta maggiore attenzione alle problematiche del territorio dall’altra.
«Devo ringraziare Renzo Petris, per il lavoro svolto  – esordisce il neo presidente Paolo Albano – in collaborazione con l’amministratore delegato ingegner Mion e con tutto il cda, ed è proprio per questo che intendo continuare il percorso iniziato assieme».
«Tre sono le azioni concrete che intendo avviare da subito – prosegue il neo presidente -: per tutti i comuni senza contatori e in attesa della ormai prossima installazione, per i forfettari con nucleo familiare, una tariffa ridotta da subito; come secondo atto ci sarà la riduzione del canone a partire dal 2011; infine renderemo la bolletta semestrale per non gravare troppo a livello finanziario sui bilanci delle famiglie».
«I comuni nostri soci – continua il presidente Albano -saranno ascoltati e tenuti, come sempre e nel rispetto delle normative di settore vigenti, nella massima considerazione, in quanto sono i più vicini ai cittadini e interpretano al meglio le esigenze, anche latenti, del territorio. Anche l’informazione ai cittadini-utenti-clienti sarà, dove possibile, migliorata al fine di rendere tutti partecipi del lavoro svolto e dei risultati finali che ci saranno per il singolo abitante».
«Carniacque – conclude Albano – è una società del nostro territorio di cui essere orgogliosi, i cui soci sono i 40 comuni del territorio stesso, una società che gestisce il ciclo idrico integrato (arrivando in tutte le case e in tutte le imprese) occupandosi quindi di uno dei beni più preziosi del territorio quale l’acqua. Occupa circa 39 persone tra addetti e operai ed è quindi un importante presidio occupazionale in un momento in cui il lavoro, in particolare in un territorio particolare quale è la nostra montagna, è sempre più a rischio e con esso la tranquillità di molte famiglie. Per questi motivi l’impegno che assieme al cda profonderò sarà massimo».
  

Trieste: la bora in scatola alla Barcolana del 10/10/10

di GENNARO CORETTI

 
Quest’anno è irripetibile la combinazione che accompagnerà la 42ª edizione della Coppa d’autunno, conosciuta ovunque come la mitica Barcolana. Infatti il giorno della regata sarà contrassegnato dalla data numerica 10 del 10 del 2010 abbreviato in 10-10-10. La data della Barcolana, che cade sempre nella seconda domenica di ottobre, è una pietra miliare inamovibile e purtroppo scomoda a quanti siano vincolati al più importante evento nautico nazionale e cioè al Salone nautico internazionale di Genova, che quest’anno aprirà i battenti il 2 ottobre e si concluderà appunto domenica 10 ottobre Continua a leggere

Trieste: la bora in scatola alla Barcolana del 10/10/10

di GENNARO CORETTI

 
Quest’anno è irripetibile la combinazione che accompagnerà la 42ª edizione della Coppa d’autunno, conosciuta ovunque come la mitica Barcolana. Infatti il giorno della regata sarà contrassegnato dalla data numerica 10 del 10 del 2010 abbreviato in 10-10-10. La data della Barcolana, che cade sempre nella seconda domenica di ottobre, è una pietra miliare inamovibile e purtroppo scomoda a quanti siano vincolati al più importante evento nautico nazionale e cioè al Salone nautico internazionale di Genova, che quest’anno aprirà i battenti il 2 ottobre e si concluderà appunto domenica 10 ottobre
È importante a questo proposito segnalare a chi ancora non lo sapesse che, proprio in coincidenza con il Nautico di Genova, riprenderanno i voli diretti da Trieste verso il capoluogo ligure, facilitando le comunicazioni tra questi due importanti porti italiani. I preparativi per la prossima edizione della Barcolana sono già avviati e chi desidera accorciare i tempi può già effettuare la propria preiscrizione e reperire sul sito il modulo con le istruzioni sia per compilarlo sia per inviare il relativo versamento. È ovvio che poi tutto ciò richiederà il perfezionamento, che dovrà essere fatto personalmente per ritirare non solo l’indispensabile numero di gara, ma soprattutto l’attesissima borsa con i regali e il buono per la tradizionale maglietta che ogni anno cambia colore. Per la 42ª edizione sarà di colore giallo, che i raffinati chiamano “lime”, e si abbinerà con altri interessanti novità in omaggio a tutti gli armatori iscritti alla Coppa d’autunno 2010.
Nella borsa troveranno un orologio molto particolare, poiché oltre allo scorrere delle ore avrà indicato il tempo massimo della regata con una freccia che a partire dalle 10 si assottiglia fino allo scoccare delle 17.30, il limite estremo per tagliare il traguardo. Non mancano la rosa dei venti e una vivace colorazione che renderà appetibile a molti questo gadget, ovviamente commercializzato come tutti i capi di abbigliamento con il marchio della Barcolana. Altro, ma non ultimo dono, che l’armatore troverà nella borsa della Barcolana è la sorprendente “Bora in scatola”, esattamente ciò che avete capito: il vento simbolico della città di San Giusto chiuso in una scatola che potrà essere “esportata“ in ogni parte del mondo.
È evidente l’impatto emotivo e meramente simbolico di questo gadget che sarà donato agli iscritti alla regata, ma non mancherà di essere posto in vendita per quanti, partecipando alla kermesse del 10 ottobre, intendono portare a casa quello che gli organizzatori della Coppa d’autunno definiscono un campione del “carburante” della Barcolana.
È ovvio che sport e business si mescolano, ma non potrebbe essere diversamente per poter reggere il più prestigioso spettacolo europeo dedicato alla vela. Anche per questo motivo l’associazione Vela & Vela, che riunisce gli operatori del settore di tutta Italia, ha lanciato la proposta di proclamare il Golfo di Trieste, da Punta Tagliamento a Punta Salvore (un’interpretazione più ampia di quella geografica, ndr), la capitale europea della vela. Infatti in quest’area ci sono tutti gli elementi che giustificano la proposta: una concentrazione di posti barca dedicati per oltre il 50% ai popoli della Mitteleuropa; la realizzazione a Muggia dell’unico salone nautico dedicato esclusivamente alla vela; a Trieste il più alto rapporto tra i residenti e gli iscritti alla Fiv; la Regione Friuli Venezia Giulia ha un rapporto del 40% d’imbarcazioni a vela contro il 20% della media nazionale e infine la mitica Barcolana. L’augurio di buon vento prescinde dall’aprire la “Bora in scatola”!