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Friuli: contro gli OGN la Coldiretti vuole il referendum


dal MV di oggi

Per difendere il sacrosanto diritto della stragrande maggioranza dei cittadini e degli agricoltori di mantenere i propri territori liberi dagli organismi geneticamente modificati , se si dovesse rendere necessario, «avvieremo referendum e faremo esprimere il voto degli agricoltori, come previsto dalla raccomandazione comunitaria in materia di coesistenza degli Ogm con le altre coltivazioni».
 
Lo dice il presidente di Coldiretti del Fvg condividendo una presa di posizione di Coldiretti nazionale, nel commentare la decisione del Consiglio di Stato del 19 gennaio che permette a un agricoltore pordenonese, aderente a Futuragra, di piantare il mais geneticamente modificato.
Sulla base dei risultati dell’ultima indagine annuale Coldiretti-Swg «le opinioni di italiani e europei sull’alimentazione», il 72% dei cittadini italiani che esprimono una opinione ritiene che i prodotti alimentari contenenti Organismi geneticamente Modificati siano meno salutari rispetto a quelli tradizionali. <br />
«Una agricoltura moderna che vuole rispondere alle domande dei consumatori deve fare – aggiunge Ermacora – scelte coerenti con i bisogni di sicurezza alimentare e ambientale nel rispetto del principio della precauzione, per non iniziare a percorrere strade senza ritorno. La scelta di non utilizzare Ogm non è quindi il frutto di un approccio ideologico, ma – conclude Ermacora – riguarda una precisa posizione economica  per il futuro di una agricoltura che vuole mantenere saldo il rapporto con i consumatori. In questo contesto, è fin troppo evidente che il modello produttivo cui appare orientato l’impiego di organismi geneticamente modificati sia il grande nemico della tipicità e della biodiversità e il grande alleato dell’omologazione.
Ma Futuragra difende la sua posizione. «Seminare organismi geneticamente modificati in aprile è un diritto degli agricoltori che intendono esercitarlo secondo quanto stabilito dalla sentenza del Consiglio di Stato». Lo afferma una nota di Futuragra, l’organizzazione di agricoltori che promuovono le coltivazioni Ogm, il cui vicepresidente ha vinto il ricorso contro lo Stato c he finora non aveva mai autorizzato la coltivazione sul territorio nazionale.
«Allo stesso modo – riconosce Futuragra – i consumatori hanno diritto di scegliere cosa acquistare e di essere informati correttamente, senza alimentare false paure. Le biotecnologie – secondo l’organizzazione – offrono oggi alimenti più sani e più sicuri, i consumatori devono saperlo».
«L’obiettivo – sottolinea Futuragra – è produrre di più e meglio» con prodotti che secondo l’organizzazione sarebbero «a ridotto impatto ambientale e più sani».
«Non sono in discussione – conclude Futuragra – il tipico e il biologico ma il diritto di ogni agricoltore di scegliere come e cosa coltivare come sancito dal Consiglio di Stato e come l’Europa ha chiarito da anni».