Archivio tag: autostrade

Friuli: l’area di servizio di Campiolo non chiuderà, parola di Autostrade per l’Italia

http://www.vyaggio.com/media/images/presetcache/082012/slideshow_picture_Branch_502cb527-7bc4-4924-b472-3856b03ea08a.png

L’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci garantisce che l’area di servizio di Campiolo (Udine) “non farà parte del piano di chiusura e riconversione” che la Società presenterà a settembre nell’ambito della ristrutturazione generale delle aree di servizio.

Di ciò ha avuto notizia diretta la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani da una lettera di Giovanni Castellucci, il quale ha risposto alla richiesta formulata due giorni fa dalla stessa presidente in merito alla necessità di un urgente intervento di Autostrade per l’Italia affinché l’impianto di distribuzione carburanti Tamoil nell’area di servizio di Campiolo Ovest venisse messo nelle condizioni di riaprire, restituendo un servizio fondamentale per la Val Canale-Canal del Ferro e a garanzia del posto di lavoro di sette dipendenti.

Castellucci conferma che “se da una parte i volumi di erogato fanno dell’area di Campiolo la duecentotredicesima sulle 216 totali della rete, la distanza dall’area austriaca a monte (circa 60 km) ne rende impraticabile la chiusura”.

Quanto alla chiusura, disposta da Tamoil dal 1° luglio perché l’area non era più economicamente sostenibile, e al conseguente licenziamento dei dipendenti, Castellucci informa che è in atto un’ “indagine di mercato” per sostituire Tamoil con un altro gestore entro i prossimi 15 giorni.

L’amministratore delegato di Austostrade per l’Italia precisa anche che “proprio per la valenza strategica dell’area nel sistema di mobilità della Regione, l’indagine sarà ad offerta, ovvero non ci sarà base d’asta”. Castellucci ritiene che in questo modo “se non tutti fin da subito, gli addetti dell’area avranno possibilità di reimpiego”.

Friuli: la Polstrada arresta la ladra dell’Autogrill a Moggio Udinese

di Antonio Simeoli

 Agli agenti della Polstrada di Amaro, che l’avevano appena sorpresa a rubare un portafoglio nella borsetta di una turista austriaca con dentro tremila euro, ha candidamente detto di riuscire a guadagnare oltre 60 mila euro al mese con furti del genere. Colpi fatti di abilità, scaltrezza, un sacco di sangue freddo, ma anche scrupoli zero visto che per metterli a segno, oltre all’aiuto del compagno utilizza, anche i figli ancora in tenera età. Ieri mattina però, Claudia Banovni, nomade di 34anni domiciliata a Roma, ha dovuto fare i conti con due agenti della Polstrada di Amaro, che erano impegnati proprio in un servizio di prevenzione dei sempre più frequenti furti nelle aree di servizio dell’autostrada. Un “rosario” di denunce da parte di automobilisti che si infittisce naturalmente nella stagione estiva. Perchè i ladri “dell’autogrill” trovano proprio nella confusione da “grande esodo” il terreno ideale in cui agire. Ieri il ritornello si stava ripetendo. La 34enne assieme al compagno si è piazzata all’ingresso della stazione di servizio di Campiolo sull’A23, in comune di Moggio. Sembrava una coppia come tante in viaggio verso il mare. Anzi, una famiglia perchè i due avevano anche due bimbi, mini-complici perchè piazzati davanti alle porte girevoli all’ingresso del grill, tanto per distrarre e rallentare le prede. Così è stato. Una turista austriaca è arrivata, ha rallentato e la 34enne romana le ha sotratto il portafoglio dalla borsetta. Per fortuna ad osservare tutto c’erano i poliziotti che sono entrati in azione arrestando in flagrante con l’accusa di rapina la donna poi trasferita al carcere di Trieste ottenuto il via libera dal Procuratore della Repubblica di Tolmezzo, Giancarlo Buonocore. Gli agenti così hanno salvato la vacanza all’austriaca che non si era accorta di nulla. Questa volta, dunque, i ladri non l’hanno fatta franca. Ma quante volte accade il contrario? Nonostante i serrati controlli della Polstrada, sia con le volanti sia con pattuglie in borghese, i furti in autostrada sono all’ordine del giorno. I malviventi sono sempre più specializzati. Nuove le trappole per gli automobilisti. Un esempio? La famiglia di vacanzieri scende dall’auto, chiude le porte col telecomando, ma il dispositivo viene “inibito” dai ladri appostati nelle vicinanze utilizzando un semplice telecomando da cancello. Poi ripuliscono l’auto e se ne vanno. E il guaio è servito.

Friuli: ARCA e Legambiente vs la Cimpello-Gemona, molteplici e gravi le contraddizioni che sostengono il progetto

Comunicato stampa.

 

Giovedì 21 giugno, presso la Sala consiliare del Comune di Osoppo alle ore 20.00, si svolgerà un dibattito pubblico sul progetto di bretella autostradale Cimpello-Gemona, un vecchio progetto di viabilità che è diventato ormai un progetto di tronco autostradale con tanto di caselli e pedaggi.

L’incontro è promosso da Legambiente FVG, dal Comitato ARCA e dal Comitato per lo sviluppo sostenibile e di qualità della zona industriale di Osoppo.

Per Legambiente FVG questa è un’ulteriore occasione di positiva collaborazione con associazioni e comitati di cittadini che nella Regione si stanno opponendo ad alcuni dei progetti previsti dal recente Piano di mobilità, trasporto e logistica approvato dalla Giunta regionale. E’ di qualche giorno fa infatti l’animato dibattito sul previsto collegamento Manzano-Palmanova organizzato con il Gruppo di cittadini di Jalmicco e Chiopris-Viscone.

La conoscenza e riflessione sui progetti locali, di cui quello di bretella autostradale Cimpello-Gemona è forse uno fra quelli di maggior impatto territoriale, consentirà di riaprire un dibattito sull’intero Piano, che a Legambiente FVG appare indicativo di vecchie idee di opere pubbliche e di superati modelli di crescita, nonché resi sempre più incerti dalla crisi finanziaria, come dimostrano le recenti vicende della ricerca di finanziamenti per la terza corsia.

Legambiente si rivolgerà prossimamente anche alla parti sociali, economiche e sindacali per sollecitare la riapertura del confronto su questi temi.

Le contraddizioni che sostengono il progetto della Cimpello-Gemona sono molteplici e gravi.

Vittorio Battigelli, rappresentante del Comitato per lo sviluppo sostenibile e di qualità della zona industriale di Osoppo, mette in luce la conflittualità esistente tra due importanti elementi di infrastrutturazione della territorio di Osoppo e del Gemonese , ovvero il Piano infraregionale di ampliamento della zona industriale di Osoppo e il tracciato previsto per la bretella Cimpello-Gemona, a dimostrazione di una forte criticità nella programmazione da parte della Regione FVG.

Stefania Garlatti Costa del Comitato ARCA manifesta preoccupazione per le falle del piano economico a sostegno dell’infrastruttura: “Il progetto della Cimpello-Gemona da una parte sottrarrebbe traffico e pedaggi alla A4 mettendo in pericolo la finanziabilità della Terza Corsia, e dall’altra parte prevede sull’arteria, perchè i costruttori possano rientrare dei costi, un passaggio a pieno regime di oltre 53.000 veicoli al giorno, ovvero 2 volte e mezza la somma del traffico esistente sulla Pontebbana e sulla A23”.

Si tratta quindi di previsioni di traffico non realistiche, facendo ricadere i costi dell’opera sulla collettività.

Legambiente FVG

Il Comitato ARCA

Il Comitato per lo sviluppo sostenibile e di qualità della zona industriale di Osoppo

 

Friuli: Legambiente contro la bretella autostradale Cimpello-Gemona

Giovedì 21 giugno, presso la Sala consiliare del Comune di Osoppo alle ore 20.00, si svolgerà un dibattito pubblico sul progetto di bretella autostradale Cimpello-Gemona, un vecchio progetto di viabilità che è diventato ormai un progetto di tronco autostradale con tanto di caselli e pedaggi. L’incontro è promosso da Legambiente FVG, dal Comitato ARCA e dal Comitato per lo sviluppo sostenibile e di qualità della zona industriale di Osoppo.

Per Legambiente FVG questa è un’ulteriore occasione di positiva collaborazione con associazioni e comitati di cittadini che nella Regione si stanno opponendo ad alcuni dei progetti previsti dal recente Piano di mobilità, trasporto e logistica approvato dalla Giunta regionale. E’ di qualche giorno fa infatti l’animato dibattito sul previsto collegamento Manzano-Palmanova organizzato con il Gruppo di cittadini di Jalmicco e Chiopris-Viscone.

La conoscenza e riflessione sui progetti locali, di cui quello di bretella autostradale Cimpello-Gemona è forse uno fra quelli di maggior impatto territoriale, consentirà di riaprire un dibattito sull’intero Piano, che a Legambiente FVG appare indicativo di vecchie idee di opere pubbliche e di superati modelli di crescita, nonché resi sempre più incerti dalla crisi finanziaria, come dimostrano le recenti vicende della ricerca di finanziamenti per la terza corsia.

Legambiente si rivolgerà prossimamente anche alla parti sociali, economiche e sindacali per sollecitare la riapertura del confronto su questi temi.

Le contraddizioni che sostengono il progetto della Cimpello-Gemona sono molteplici e gravi.

Vittorio Battigelli, rappresentante del Comitato per lo sviluppo sostenibile e di qualità della zona industriale di Osoppo, mette in luce la conflittualità esistente tra due importanti elementi di infrastrutturazione della territorio di Osoppo e del Gemonese , ovvero il Piano infraregionale di ampliamento della zona industriale di Osoppo e il tracciato previsto perla bretella Cimpello-Gemona, a dimostrazione di una forte criticità nella programmazione da parte della Regione FVG.

Stefania Garlatti Costa del Comitato ARCA manifesta preoccupazione per le falle del piano economico a sostegno dell’infrastruttura: “Il progetto della Cimpello-Gemona da una parte sottrarrebbe traffico e pedaggi alla A4 mettendo in pericolo la finanziabilità della Terza Corsia, e dall’altra parte prevede sull’arteria, perchè i costruttori possano rientrare dei costi, un passaggio a pieno regime di oltre 53.000 veicoli al giorno, ovvero 2 volte e mezza la somma del traffico esistente sulla Pontebbana e sulla A23”.

Si tratta quindi di previsioni di traffico non realistiche, facendo ricadere i costi dell’opera sulla collettività.

Legambiente FVG

Il Comitato ARCA

Il Comitato per lo sviluppo sostenibile e di qualità della zona industriale di Osoppo

Friuli: continua il dibattito su “Il raccordo autostradale Cimpello-Sequals-Gemona”, intervento di Lidia Valle

di Lidia Valle

L’ipotesi di costruzione del raccordo autostradale Cimpello-Sequals-Gemona ha dato vita sul Messaggero Veneto a un vivace dibattito ed è tuttavia però il caso di puntualizzare alcuni dati. Cominciamo dal fatto che si tratta di un’autostrada e che quell’autostrada va da Cimpello a Gemona, facendodiventare a pagamento la Cimpello-Sequals che prima, come superstrada, a pagamento non era.Proseguiamo poi col dire che più volte si sono visti titoli o sentite affermazioni fuorvianti del tipo “La Cimpello-Sequals è attesa da trent’anni”. Ebbene la Cimpello-Sequals c’è dal 1998. La superstrada, nonl’autostrada a pagamento che si vuole realizzare.Alcuni guardano con speranza alla nuova infrastruttura pensando al traffico locale, o alla situazione dicostante pericolo per ciclisti, passeggini e pedoni, nonché alla mancanza di un marciapiede lungo la SR 463.Ma una nuova autostrada non risolve i nodi della viabilità locale, marciapiedi compresi, anche se proprio cosìsi è cercato di vendere questa autostrada: come una soluzione ai problemi locali.Prendiamo un caso emblematico: Lestans. La frazione di Lestans del comune di Sequals è quotidianamenteattraversata da camion e tir che si recano al cementificio di Travesio. Si è cercato di vendere l’autostrada comeuna soluzione a questo problema. Ebbene non è vero. Anche con l’autostrada questi mezzi pesanticontinueranno ad attraversare il paese perché lo svincolo del progetto autostradale è previsto a Sequals e noncerto davanti all’accesso del cementificio. Non è così che si risolvono le questioni, anzi le si aggrava perché sisottrae altro territorio, si porta altro traffico laddove ce n’era già e soprattutto si devasta irrimediabilmentequest’angolo del Friuli che non è ancora stato selvaggiamente cementificato.L’autostrada e, nel caso di Majano, il raddoppio di un’autostrada già esistente, non risolve il problema deltraffico locale tra la zona di Rivoli di Osoppo a quella di Villanova di San Daniele perché quel trafficocontinuerà a circolare proprio sulla strada regionale 463.Quell’autostrada è stata prevista come un corridoio di transito: non è un caso che da Majano a Sequals non siastato previsto neppure uno svincolo. Gli effetti potranno essere due. O il traffico sarà suddiviso su dueautostrade parallele oppure genererà nuovo traffico e nuove emissioni di gas di scarico nell’ambiente(passeggini compresi).Che l’autostrada possa avere qualche vantaggio per la riduzione dei tragitti di percorrenza per alcune aree delFriuli occidentale (tra l’altro, a voler usare la rotaia, ben serviti dalla ferrovia per quanto riguarda il trasportomerci) e del Veneto orientale può anche essere, ma su traffici di lunga percorrenza (Milano-Austria oBologna-Austria) non ne ha praticamente nessuno. Infatti il raccordo autostradale in progetto è di tipologia B,quindi la velocità massima consentita non potrà essere superiore a 110 chilometri all’ora e inoltre la differenzachilometrica, se si prende come punto di riferimento Montecchio Maggiore (Vicenza), risulta inferiore a 10chilometri. Sarà il costo a cambiare: basti pensare che un camion per la tratta Cimpello-Gemona dovrebbepagare €18,90, senza considerare i recenti aumenti di IVA e i nuovi pedaggi, aumentati sul territorio nazionalecirca 3,5%.Inoltre la nuova autostrada non può in alcun modo drenare il traffico della SR 463 in quanto proprio lapresenza di un susseguirsi ininterrotto di zone industriali e artigianali genera di per sé traffico sulla viabilitàordinaria poiché tir e camion necessariamente dovranno percorrere le strade che le servono.A ciò si aggiunga che dal 2007 al 2010, il traffico sulla Travisio-Palmanova è calato in media del 4,5% l’anno,quindi diventa difficile ipotizzare che la nuova autostrada, come concepita nel progetto iniziale della Regione,possa essere percorsa, per rientrare degli investimenti iniziali da 23.000 veicoli all’atto dell’apertura perarrivare a 53.000 nei 50 anni di gestione, affidata all’Associazione Temporanea d’Impresa che l’avràprogettata e costruita.Quest’autostrada è inutile e “mangiando” ancora altro territorio è dannosa, ciò non toglie che sia necessariomettere mano alla viabilità ordinaria sia della Val d’Arzino sia dell’area tra San Daniele, Majano e Osoppoperché deve essere possibile a tutti andare con un passeggino o circolare in bicicletta senza temere di farsitravolgere, ma non è certo un’autostrada o peggio un doppione di un’autostrada che potrà risolvere questiproblemi.