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Cavazzo: la centrale di Somplago, non fa bene al lago

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di Dino Franzil, membro del Comitato difesa sviluppo del Lago dei Tre Comuni.

Dagli studi dei nostri geologi, fra cui M.Gortani e F.Feruglio, risulta che, un tempo lontano, nella valle del Lago di Cavazzo, alias, Lago dei Tre Comuni, vi era il mare e in seguito il Grande Lago della piana di Osoppo. Dalla fine del Tilaventino, ultima era glaciale di diecimila anni fa, il Tagliamento ha iniziato l’inghiaiamento di quel lago e i torrenti Leal e Palar, in primis, coadiuvati dalle deiezioni delle montagne franose circostanti, chiusero il fondo valle. In seguito, il Palar trasportò ghiaia verso est formando la morena su cui posa Alesso e confinò il nostro lago che visse fiorente fino alla costruzione della centrale idroelettrica a metà del secolo scorso. Le conseguenze di questo devastante impianto sono state evidenziate dai recenti studi, del sottoscritto, in “Lago-Energia-Ambiente” e dai rilievi dell’istituto di Scienze Marine (Ismar) di Bologna del Consiglio nazionale Ricerche (Cnr). Risulta che, per colpa della centrale idroelettrica di Somplago, che da oltre mezzo secolo scarica acque fredde e limose, il fango trasportato ha ricoperto abbondantemente il fondale seppellendo le alghe e assieme al freddo ha fatto estinguere quasi totalmente la vita biologica lacustre e anche quella ittica che un tempo era molto varia e abbondante.Inoltre, è stato valutato che “il lago scomparirà” tristemente in meno di cento anni, perché lo stesso fango lo riempirà e lo trasformerà in una palude attraversata da un canale.Deviando lo scarico della centrale, con tubi o galleria, il lago non solo diventerà più caldo, ma riacquisterà anche la sua “antica autonomia vitale”, come ora dimostrerò analizzando i fattori che la determinano, ossia la piovosità, l’evaporazione e l’apporto idrico diretto. I rilievi pluviometrici dicono che nella Valle del Lago, sui 21kmq del bacino imbrifero montano, negli ultimi decenni sono caduti in media 2800 mm/anno d’acqua, equivalenti a 230/235 mm/mese, e che mediamente è stata rilevata una temperatura di 16 gradi centigradi e un’umidità del 72%. Ora, considerando la conformazione geologica del sito, si stima che il 25% dell’acqua piovana, filtrando, vada nelle falde freatiche e che i rimanenti 43 milioni di metri cubi/anno arrivino nel lago in parte con veloce scorrimento superficiale, e in parte lentamente attraverso le numerose sorgive del fondale ancora attive. A questi si aggiunge l’apporto diretto della la pioggia sul bacino valutato di 3,25 milioni/mc anno. Poi vi è anche il contributo continuo del rio Scjasazze, che con un minimo di 200 litri al secondo, versa almeno 6,3 milioni/mc anno. Allora, sommando, l’apporto complessivo nel lago si aggira sui 52,5 milioni/mc anno, ma da questi occorre detrarre l’acqua di evaporazione. Calcolandola con la formula di Vicentini per i piccoli laghi, dall’attuale superficie lacustre stimata di 1.115.000 mq, con una media termica dell’aria di 16 gradi e umidità del 72%, l’evaporazione asporta una quantità d’acqua prossima a 1,5 milioni/mc anno. Quindi, arrotondando i valori, nel lago arrivano, per statistica, non meno di 51 milioni/mc d’acqua/anno, ossia circa 140 mila mc/giorno. Questo potrebbe portare a un aumento di livello dell’acqua del lago di ben 12,5 cm/giorno e, come un tempo, con le grandi piogge, “las montanas”, defluire nell’antico canale “Taj”. Oggi, ciò non può avvenire perché quest’acqua naturale è costretta a scaricarsi nell’emissario artificiale della centrale. Quindi, si può immaginare che il suo deflusso continuo sia come una roggia che trasporta 1,6 mc/sec. Non è poi tanto se la centrale scarica giornalmente ben 1.900.800 mc, ossia 22 mc/sec. Inoltre, non bisogna dimenticare che, nel contributo d’apporto, non è stato considerato quello del torrente Palar, difficile da valutare, ma continuo. L’acqua del Palar, che scorre a ovest in un lento ben 40 m più in alto, passa sotto Alesso, filtra nella citata morena alluvionale e alimenta il lago con le famose sorgive di fondale chiamate “busins” di forma circolare e conica, a me note sin dall’infanzia. Infine, analizzando bene gli studi dei citati geologi si scopre che “il bacino del lago” fa parte di quell’antico, profondo e ben più grande bacino che oggi configura le faglie freatiche. Detto questo, si conclude che l’affermazione gratuita “Il lago scompare se manca l’acqua di scarico della centrale”, fatta da noti personaggi locali, non può essere altro che una penosa bufala speculativa. Infatti la scienza afferma il contrario: “Il nostro lago non si prosciugherà mai, a meno che non smetta di piovere e anche avverte che se non verrà costruito un bypass per isolare la centrale, il bacino si trasformerà in una putrida palude in circa 95 anni”. Si deduce che il bypass è un’opera che “si deve fare”! Il lago è un bene inestimabile da salvare, rendere fruibile e da tramandare sano. “Rinaturalizzarlo” è ritenuto un dovere per i governanti dabbene, ai quali, tale opera, non può non provocare uno stimolo morale per spingerli a porre rimedio, almeno in parte, ai noti ingenti disastri causati all’ambiente e all’economia della valle, da concessioni, progetti e opere inique, che da più di mezzo secolo trasferiscono altrove le risorse locali e quelle del Friuli. 

Cavazzo: il 14 luglio 2018 campionamento delle microplastiche e convegno (a Tolmezzo) sulle sponde del Lago

Arriva sul lago di Cavazzo la Goletta dei Laghi di Legambiente, la campagna realizzata in collaborazione con il CONOU – Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati – e Novamont, che da tredici anni attraversa l’Italia per monitorare la qualità delle acque, degli ecosistemi e dei territori lacustri.

Giunta alla sua 13esima edizione, la Goletta dei Laghi tocca per la prima volta le sponde di un lago friulano. Partita il 29 di giugno dal lago di Garda, la campagna giunge al suo giro di boa e dopo il lago dei tre comuni lascerà il nord del Paese per spostarsi in Umbria.

Anche sul Cavazzo i tecnici del Cigno Verde saranno impegnati nel monitoraggio delle microplastiche disperse nelle acque del lago, con l’obbiettivo di aggiungere un ulteriore tassello alla mappatura del fenomeno del lake litter, le micro-particelle di plastica disperse nelle acque dei nostri laghi.

La Goletta dei Laghi da tredici anni attraversa il Paese alla ricerca delle principali criticità che affliggono i bacini lacustri italiani, – spiega Simone Nuglio, responsabile della Goletta dei Laghi – non solo relative alla cattiva o mancata depurazione delle acque, ma all’intero sistema territoriale che insiste sui bacini.”

Sul lago di Cavazzo sarà altresì portata avanti la tradizionale attività di indagine alla ricerca di contaminazione microbiologica, così come da anni avviene per i principali laghi italiani toccati dalla Goletta.

I risultati saranno presentati saranno presentati nell’iniziativa in programma per sabato 14 luglio.

Venerdì 13 luglio, ore 20:30, presso il centro sociale di Alesso, primo appuntamento della tappa friulana “Aspettando Goletta dei Laghi” con la presentazione del libro “Radici liquide”, un viaggio inchiesta lungo gli ultimi torrenti alpini, a cura dell’autrice Elisa Cozzarini – A seguire dibattito sul torrente Leale, il suo biotopo, problemi e prospettive.

Il secondo appuntamento della tappa è previsto alle ore 09.00 di sabato 14 luglio, con ritrovo presso la sede della Nautilago (Alesso, via Tolmezzo 28). Da qui i tecnici della Goletta dei Laghi inizieranno le attività di campionamento alla ricerca di microplastiche, grazie all’ausilio della “manta” un particolare strumento in grado di filtrare le acque del lago e intrappolare fibre e mico-particelle.

A seguire, alle 11.30, sempre presso la sede della Nautilago, conferenza stampa di presentazione del monitoraggio microbiologico effettuato sul lago e presentazione della Carta del Lago, documento per il ripristino e lo sviluppo sostenibile del bacino, redatto e sottoscritto dalle diverse associazioni del territorio che da anni seguono le vicende del territorio.

Interverranno: 

Sandro Cargnelutti, pres.te Legambiente FVG
Simone Nuglio, resp. Goletta dei Laghi
Stefania Di Vito, resp. Scientifica Goletta dei Laghi
Franceschino Barazzutti, rappresentante dei comitati Salvalago,
Arpa FVG
Rappresentanti di Enti e Istituzioni locali

Trasaghis: «Energia idroelettrica, si muova la Regione» la richiesta all’incontro convocato dai comitati


di Piero Cargnelutti.
Una gestione regionale dell’energia idroelettrica: un cammino in salita, che va intrapreso. La volontà di procedere all’approvazione di una legge ad hoc e alla successiva costituzione di una società che partecipi alla gestione dell’energia idroelettrica prodotta sul territorio regionale è stata espressa da più parti ieri all’incontro organizzato dai comitati a difesa del lago, a cui hanno partecipato numerosi rappresentanti istituzionali. C’erano i parlamentari Walter Rizzetto (Misto) e Serena Pellegrino (Sel) con i consiglieri regionali Renzo Tondo (Ar), Roberto Revelant (Ar), Barbara Zilli (Ln), Claudio Violino (Misto), Elena Bianchi (M5S), Giulio Lauri (Sel), gli amministratori delle due comunità montane dell’alto Friuli, e molti sindaci. Dopo che Edipower ha ceduto ben 24 centrali alla società altoatesina Sel, per i comitati è venuta l’ora che la Regione partecipi alla gestione dell’energia elettrica per generare liquidità da investire sul territorio regionale: «È necessario – ha detto Franceschino Barazzutti dei comitati – che sia approvata una legge non scritta da funzionari, ma con il territorio. Bisogna che fra la Regione e la multiutility A2A, proprietaria delle due centrali Edipower di Somplago e di Ampezzo, si apra un confronto». L’impegno della giunta regionale è già stato preso l’anno scorso con l’approvazione dell’odg Revelant sottoscritto da tutte le parti politiche del consiglio, e la volontà c’è in base a quanto emerso ieri: «È necessario andare in quella direzione – ha detto Giulio Lauri (Sel) – e capire se vi è la possibilità di costituire una società idroelettrica regionale. Tuttavia, non è una cosa semplice e ciò per due motivi: innanzitutto il nostro statuto di autonomia non ha quelle caratteristiche che hanno permesso alle province altoatesine di gestire attraverso proprie società l’energia idroelettrica. Secondariamente, è necessario trovare le risorse: è vero che sono investimenti che un altro giorno torneranno indietro, ma inizialmente bisogna avere molti fondi». Il primo appuntamento sarebbe il 2020, quando scadranno le concessioni per le centrali presenti nella zona del Meduna. In base a quanto emerso, l’obiettivo dovrebbe essere quello di giungere a quella gara pronti perché la Regione possa partecipare all’acquisizione delle stesse: «È una strada difficile – ha detto Renzo Tondo (Ar) – ma non impossibile. Ora, è necessario un accordo in consiglio regionale per avviare il percorso. In seguito, ci saranno sacrifici di bilancio da fare, ma con l’idea di recuperarli».

Cavazzo: progetti per il lago, Brunetti interroga il consigliere Revelant

di Remo Brunetti, Cavazzo Carnico.

In questi ultimi giorni, stampa, radio, blogs e televisioni locali hanno dato molto risalto agli studi effettuati questa primavera dai ricercatori dell’Ismar, del Cnr e dell’Ogs sul lago di Cavazzo. Studi a cui Regione, Comuni rivieraschi, gli stessi citati istituti di ricerca e i Comitati per la difesa e la valorizzazione del lago, stanno cercando di dare continuità attraverso programmi europei. Studi che hanno come finalità la conoscenza delle acque e dei fondali in vista della realizzazione di una condotta di baypass che dovrebbe portare le acque turbinate dalla centrale di Somplago a valle del lago, onde avviarne la rinaturalizzazione come dispone il piano regionale di tutela delle acque. Piano che prevede che la condotta di cui sopra e quella che dovrebbe rifornire il Consorzio irriguo Ledra – Tagliamento siano realizzate contestualmente. Ma se sindaci e comitati sono concordi per questa realizzazione, pare non si possa dire così per tutti i nostri rappresentanti in regione. È il caso del consigliere Revelant, che pur avendo partecipato costruttivamente alla elaborazione del piano, di questa contestualità non sembra convinto. Nelle sue dichiarazioni egli si è espresso più volte in favore del progetto del Consorzio Ledra – Tagliamento, ma non sulla realizzazione del baypass e sulla contemporaneità dei lavori, adducendo una mancanza di conoscenze tecniche. Conoscenze tecniche che sorprendentemente non gli mancano quando vuole appoggiare la realizzazione della condotta del Consorzio Ledra Tagliamento. Se poi il consigliere Revelant esce con la deviante e impossibile trovata del filtraggio del fango a monte della centrale mi sembra che la confusione sia troppa, per non chiedere al consigliere Revelant di chiarire una volta per sempre ai suoi elettori la sua volontà politica. È o no favorevole alla realizzazione del bypass di cui al Piano regionale di tutela delle Acque? È o no favorevole alla contestualità della derivazione del Consorzio Ledra Tagliamento e del bypass?

Trasaghis: gli esperti del Cnr passano al setaccio i fondali del lago

di Piero Cargnelutti.
Rilievi geofisici realizzati con strumenti di ultima generazione per conoscere i fondali del lago dei Tre Comuni, il primo passo per avviare la futura rinaturalizzazione del grande bacino friulano. A realizzare l’intervento, nel corso di questa settimana, sono i tecnici dell’Istituto di scienze marine Ismar-Cnr di Bologna in collaborazione con l’Osservatorio geofisico sperimentale Ogs di Trieste. L’iniziativa è stata presentata ieri nella sede della Regione a Udine alla presenza dei rappresentanti dei comitati a tutela del lago insieme agli amministratori dei Comuni di Trasaghis, Bordano, Cavazzo, Venzone, Gemona, delle due Comunità Montane della Carnia e del Gemonese e anche dei rappresentanti di Edipower. «Oggi si apre un’epoca nuova – hanno detto i tre sindaci della valle del lago Augusto Picco, Gian Luigi Colomba e Gianni Borghi – che ci vede tutti uniti attorno al nostro lago. Il lago è stato compromesso a causa dell’azione umana nel corso dei decenni e oggi, con l’apporto di dati scientifici avremo un punto di partenza su cui costruire un futuro progetto di salvaguardia del bacino». Se già in passato gli studi effettuati tanto dai comitati che dalle amministrazioni comunali avevano evidenziato il rischio di scomparsa del lago nel giro di cento anni a causa dell’accumularsi continuo dei fanghi sui fondali, ora, dopo che lo stesso è stato inserito come punto da rinaturalizzare all’interno del piano regionale di tutela delle acque, il contatto con l’Ismar di Bologna va in quella direzione. «Questo lago – ha spiegato Luca Gasparini dell’Ismer – ci dà la possibilità di utilizzare un drone a cui stiamo lavorando che permette di fare delle misurazioni attraverso il ricorso alle onde ultra-soniche, con le quali è possibile fare un’analisi dei sedimenti anche fino a 15-20 metri a partire dal fondo. I nostri mezzi permettono di analizzare le stratificazioni sul fondo e datarle». Le analisi dei tecnici dell’Ismar sono iniziate lunedì e proseguiranno fino a venerdì. Con i dati raccolti sarà possibile capire qual è la situazione nei fondali del lago, un punto di partenza fondamentale per lo sviluppo di un futuro progetto di rinaturalizzazione. Da parte loro, i tecnici di Ismar hanno già dato la disponibilità a collaborare per un futuro progetto che conti su finanziamenti europei: «Certamente – hanno detto i presidenti delle due Comunità montane dell’alto Friuli Aldo Daici e Lino Not – i due enti montani daranno il loro supporto ai Comuni nell’intraprendere questo percorso ma è chiaro che per una progettazione di quel tipo sarà necessario che la Regione faccia da capofila». L’iniziativa svolta da Ismar e Ogs questa settimana sul lago sarà presentata alla popolazione giovedì sera alle 20.30 nel centro servizi di Alesso.

Trasaghis: l’estate sul lago tra voli acrobatici e gare di vela

di Piero Cargnelutti:

 I campioni di volo acrobatico torneranno nella Valle del lago la prossima estate, precisamente dal 6 al 9 agosto, quando è in programma Acromax 2015, la Coppa del mondo di acrobazia in parapendio organizzata da Volo Libero Friuli in collaborazione con l’associazione Lago 3 Comuni e altre realtà sportive e culturali. È uno dei grandi eventi in programma la prossima estate sul lago, la cui stagione si comincia proprio in questi giorni con l’apertura dei camping e delle altre realtà ricettive della zona. Il volo sul lago sarà già presente il prossimo 16 maggio con l’iniziativa Aperitivolando, sempre sulla riva ovest che sarà servita per l’occasione anche con chioschi e musica. Il 2 luglio, invece, è in programma “Giro di Kika”, la tappa friulana della manifestazione ciclistica organizzata dall’omonima associazione no profit olandese, che porterà sul lago 150 atleti stranieri. Per gli appassionati della vela nel calendario di Nautilago si segnalano le regate sociali Coppa di Primavera (26 aprile) e Coppa delle farfalle (24 maggio), la Coppa dei tre Comuni (21 giugno), la Coppa d’estate (19 luglio), la 37ª Coppa del lago per bambini (26 luglio) e la regata di corsisti Cazza La randa (23 agosto). I fuochi d’artificio illumineranno le notti didi Ferragosto quando sul lago si continuerà con i voli liberi dal San Simeone. Attraverso il progetto di promozione turistica avviato l’anno scorso in collaborazione con il Comune e finanziato con fondi europei, quest’anno Nautilago metterà a disposizione dei visitatori anche due imbarcazioni a vela e una flotta di kajack turistici. E sempre riservata ai turisti ci sarà la Viva Lago Map che sarà presentata giovedì alle 20 nel centro servizi di Alesso. «In accordo con tutti gli esercizi operativi – spiega Matteo Michielon dell’associazione Lago Tre Comuni – sono state stampate 5 mila mappe nelle quali sono segnalati tutti gli esercizi e i servizi disponibili sul territorio, dalla cartoleria alla macelleria. La mappa sarà disponibile anche in lingua inglese».

Friuli: la Regione dice sì allo studio per il by-pass del lago di Cavazzo

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di Piero Cargnelutti.

Via libera dalla Regione allo studio di fattibilità per il by-pass sul lago dei Tre Comuni e dai comitati arrivano le prime approvazioni. Nei scorsi giorni la giunta regionale ha approvato il piano di tutela delle acque i cui indirizzi sono stati integrati «con la previsione che, nell’ambito della progettazione della condotta di collegamento tra il lago di Cavazzo e il sistema derivatorio Ledra-Tagliamento, dovrà essere valutata la fattibilità tecnico-economica di realizzazione di un canale di by-pass che convogli direttamente le acque della centrale di Somplago all’emissario del lago di Cavazzo con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago». Tale indirizzo era stato indicato dalla Quarta Commissione del consiglio regionale, i cui membri si erano proprio confrontati con i comitati che da tempo seguono le sorti del grande bacino friulano: «È un passo avanti – ha detto Franceschino Barazzutti dei comitati – perché si pensa a quello che lasceremo alle future generazioni. Del resto, sia lo studio Garzon, commissionato a suo tempo dai Comuni, sia quello realizzato da Franzil per conto dei comitati, prevedono che, in mancanza di un intervento adeguato, nel giro di 100 anni, il lago diventerà una pozza di fango». In pratica, la proposta era quella di realizzare un collegamento tra lo scarico della centrale Edipower a Somplago e il canale di scarico del lago che viene raccolto ad Alesso e condotto ad Avasinis dove viene liberato. Secondo i comitati, le turbine della centrale provocano da decenni il deposito dei fanghi sul fondo del lago: se, invece, quell’acqua fosse condotta con un apposito by-pass direttamente allo scarico, il grande bacino potrebbe tornare alle sue condizioni naturali e non essere, dunque, più soggetto ai movimenti idrici determinati dalla centrale Edipower per la produzione di energia. In questo modo, sarebbe possibile tutelare l’ambiente mantenendo la produzione idroelettrica e venire incontro alle esigenze del mondo agricolo. «È una richiesta – dice Barazzutti – che risale agli anni ’60: l’importante, e su questo vigileremo, è che una volta effettuato lo studio non si dica che il canale è troppo costoso, ma la derivazione per il consorzio Ledra-Tagliamento e il by-pass siano realizzati in contemporanea. Questo lago ha già pagato in servitù di Edipower, Oleodotto Siot, Autostrade, tutte realtà che noi riteniamo dovranno contribuire alla sua rinaturalizzazione».

Carnia: Legambiente interroga, che cosa sta uscendo dalla centrale di Somplago?

_Sfangamento o Tagliamento

di Legambiente.

Tutto pareva andare bene nelle operazioni di sfangamento del lago di Verzegnis (Bacino dell’Ambiesta) fino a pochi giorni fa, quando dallo scarico della centrale di Somplago (lago di Cavazzo) è venuta fuori una gran quantità di fanghi probabilmente non tutti attribuibili alle piogge di queste settimane. Questo è il commento di Legambiente FVG a fronte dell’immagine di seguito che dimostra chiaramente come ci si trovi di fronte a un fenomeno ampio e preoccupante di scarico di sedimenti in lago.

Chiediamo agli enti preposti di dire chiaramente quanta parte dell’intorbidimento è attribuibile ai trasporti solidi delle piogge e quanto, invece, allo scavo dei sedimenti del bacino dell’Ambiesta poiché il limite di 1,5 grammi per litro, durante le operazioni di sfangamento, deve rimanere insuperato comunque, piogge o non piogge. Inoltre, Legambiente chiede che tale limite, ritenuto congruo dalla Regione per evitare danni al fondale lacustre di profondità in occasione dello sfangamento, venga applicato anche in condizioni ordinarie, durante tutto l’anno, sì da garantire migliori condizioni di vita e riproduzione del complesso ecosistema lacustre naturale.

Trasaghis: Ferragosto col parapendio è festa sul lago di Cavazzo

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di Piero Cargnelutti.

 Il lago dei Tre Comuni torna protagonista nel volo libero questa settimana di Ferragosto con Acromax, la massima competizione di volo acrobatico in programma da domani al 17 agosto e organizzata da Volo Libero Friuli, nell’ambito degli eventi della Città dello Sport e del Benstare. Nella Val del lago saranno dunque attivi nei prossimi giorni una quarantina di piloti provenienti da tutto il mondo, tra cui campioni di volo acrobatico quali lo spagnolo Raul Rodriguez, il francese Francoise Ragolski, e l’altoatesino Aaron Durogatti. A cominciare da domani, i piloti faranno le prime prove libere per entrare nel vivo della competizione a partire da giovedì, quando i visitatori potranno gustarsi non solo le acrobazie in volo ma anche i fuochi d’artificio in programma per la serata del 14. Sempre quel giorno, alle 20, sarà inaugurata la nuova pista di atterraggio per il volo libero sulla riva ovest del lago: «È un intervento da 30 mila euro – ci ha raccontato il sindaco Augusto Picco – che abbiamo realizzato seguendo le indicazioni dei praticanti questo sport, preoccupandoci anche di tagliare quella vegetazione che rende loro più difficile l’atterraggio». Al taglio del nastro sarà presente anche il consigliere regionale Roberto Revelant, e sono stati invitati anche gli assessori regionali Gianni Torrenti e Sarà Vito. Acromax è riconosciuta dalla Federazione Aeronautica Internazionale, dalla Federazione Nazionale di Volo Libero e dall’Aeroclub italiano: per Volo Libero Friuli è la seconda occasione in cui viene organizzata nella Val del lago e quest’anno, tra le novità, anche la collaborazione con la Pro Avasinis, la quale avrà anche questi campioni di volo tra gli ospiti della celebre festa del Lampone e del Mirtillo. Per gustarsi i fuochi del 14, sarà anche possibile raggiungere il lago con una pedalata notturna, il cui ritrovo è fissato alle 19 nel parcheggio del negozio Delle Case Sport (info allo 0432 972197). Per Volo Libero Friuli, l’organizzazione di Acromax è giunta quasi improvvisa pochi mesi fa, dopo che un’edizione già prevista in Austria è improvvisamente saltata e l’associazione sportiva gemonese si è subita messa a disposizione dopo aver già organizzato un altro evento di carattere internazionale come il British Open a giugno: «Attualmente – ci ha detto il presidente di Volo Libero Luigi Seravalli – sono ben 3500 le persone che vengono nel nostro territorio durante l’anno per praticare questo sport: noi crediamo che ciò rappresenti senza dubbio un buon indotto, ed un buona occasione per molti atleti stranieri di conoscere le bellezze e le peculiarità del nostro ambiente».