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Valle de Bravo: Selenati in deltaplano ritorna con l’Italia sul tetto del mondo

di Monica Tortul.

Suan Selenati sul tetto del mondo. Giovedì il carnico ha vinto il titolo iridato a squadre al Mondiale di deltaplano a Valle De Bravo, in Messico. Per l’Italia, che è salita sul gradino più alto del podio anche con Christian Ciech, primo assoluto a livello individuale, è il quarto titolo iridato consecutivo. Per il ventinovenne di Sutrio, residente a Enemonzo, è invece il terzo di fila a squadre. Il carnico ha contribuito in maniera importante al raggiungimento del prestigioso risultato, specie nella prima parte della competizione. Il suo inizio è stato quasi perfetto, con un ottavo e un terzo posto nelle prime due manche. Bene anche nelle gare successive, in cui è arrivato quasi sempre a meta, contribuendo a tenere a debita distanza i francesi, gli avversari più insidiosi. «Questo Mondiale non poteva andare meglio – commenta Selenati –. Quarto titolo iridato per l’Italia e finalmente il titolo alla carriera per Christian, che ci era andato vicino tante volte. È stato un campionato impegnativo sotto tutti gli aspetti, ma la nostra squadra ha dominato dalla prima all’ultima task, nonostante l’alto livello dei francesi (secondi, ndr) e delle altre squadre, che si sono contese il bronzo sino alla fine. Lasciamo le Americhe per tornare ai circuiti europei con tanto entusiasmo e un bagaglio importante: l’esperienza costruita in queste otto prove e gli insegnamenti trasmessi dai compagni di squadra e non soltanto. Ognuno di noi ha dato un importante contributo per portare a casa un titolo che sembrava difficile da raggiungere e, invece, ora è nelle nostre mani, almeno fino a Brasilia 2017». In Messico, Selenati ha volato anche grazie alla sponsorizzazione di Turismo Fvg, che ha creduto in lui e «che ha dato speranza ai nostri sogni». I ringraziamenti del friulano sono anche per «Flavio Tebaldi che ci ha capitanati, Andrea Bozzato ed Elia Piccinini che ci hanno supportato, Natasha Haller che mi ha soprattutto sopportato, per tutti i compagni di squadra e per i fratelli di Volo libero Carnia di Cercivento, che hanno volato fino a qui per accompagnarci in questa avventura. Grazie anche al supporto dell’Aeci». Selenati rientrerà in Friuli in questi giorni. A ridosso di Pasqua parteciperà ai campionati italiani a Brunico. Nei prossimi mesi lo attendono poi i pre – Europei in Macedonia.

Umbria: campionati italiani di deltaplano, Suan Selenati ancora sul podio

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di Gustavo Vitali.

Anno difficile per il volo libero in deltaplano e parapendio, causa il brutto tempo che ha messo in serie difficoltà gli organizzatori delle manifestazioni.

Nell’area di volo del Monte Cucco in Umbria si sono chiusi i campionati italiani di deltaplano disputati su cinque prove tra i 75 ed i 115 km. Alla competizione erano presenti settanta piloti. La vittoria è andata per l’ennesima volta ad Alex Ploner (San Cassiano, Bolzano), pluricampione del mondo, seguito da Christian Ciech, trentino trapiantato a Varese, e da Suan Selenati di Arta Terme (Udine), protagonista lo scorso anno di un lungo cross attraverso i Balcani, dal Friuli fino al monte Olimpo in Grecia. La Icaro di Varese si conferma produttore di ali altamente competitive.

Da Kopaonik in Serbia la nazionale di parapendio è ritornata con una medaglia di bronzo faticosamente guadagnata alle spalle di Svizzera e Germania. Un Campionato Europeo sfortunato dal punto di vista meteo, con poche prove valide disputate in condizioni non ottimali. Nelle classifiche individuali vince il tedesco Torsten Siegel con Luca Donini di Molveno (Trento) migliore degli italiani in settima posizione. In campo femminile ha vinto la francese Seiko Fukuoka Naville. Gli altri componenti del team erano Davide Cassetta (Torino), i trentini Christian Biasi e Nicola Donini, gli altoatesini Franz Erlacher, Peter Gebhard e Joachim Oberhauser, Silvia Buzzi Ferraris (Milano), Nicole Fedele (Gemona del Friuli) ed il CT Alberto Castagna di Milano. Ventidue le nazioni in gara.

Sul Lago di Cavazzo (Udine) si è conclusa Acromax, tappa italiana della Coppa del Mondo di acrobazia in parapendio, organizzata dal Volo Libero Friuli nell’ambito degli eventi del progetto Gemona Città dello Sport e del Benstare. Assoluto il dominio dei francesi, a cominciare dalla classifica “solo”, cioè individuale, con Tim Alongi, seguito da Eliot Nochez e François Ragolski, tutti transalpini. Per la categoria “syncro”, cioè a coppie, al primo posto si collocano Raul Rodriguez (Spagna) e François Ragolski (Francia), seguiti da Tim Alongi e Eliot Nochez,  francesi, ed al terzo posto Rafael Goberna (Brasile) in coppia con Hernàn Pitocco (Argentina). Tra le donne primo posto all’ungherese Alexandra Grillmayer dietro la francese Leila Simonet e l’austiaca Nicole Schmidt.

Successo per il Trofeo Tre Pizzi, gara internazionale di parapendio organizzata nelle Marche dal Volo Libero Monte Gemmo. In questa estate mai sbocciata, gli organizzatori sono riusciti a pescare tre giorni di tempo favorevole per permettere ai circa 50 partecipanti giunti dall’Italia e dall’estero di affrontarsi in tre manches tra i 47 e gli 80 chilometri. L’area di volo è stata la vallata tra Fabriano e Camerino lungo la dorsale dell’Appennino Umbro-Marchigiano ed atterraggio ad Esanatoglia (Macerata) dove era posta la sede logistica dell’organizzazione. Ha vinto il bolognese Alberto Vitale, seguito da Davide Cassetta di Torino e Franz Erlacher di Bolzano.

Friuli: tutti i successi del 2013 di volo in deltaplano e parapendio

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Il 2013 come anno del volo libero in parapendio ed in deltaplano, lo dedicheremmo a Nicole Fedele, la pilota di Gemona del Friuli, già campionessa europea in carica, se non ci fossero altri successi degli atleti azzurri a riconfermare l’Italia ai vertici delle graduatorie mondiali. Si comincia a gennaio, in Colombia, dove Nicole conquista la Coppa del Mondo di parapendio femminile, mentre Aaron Durogati di Merano fa sua quella maschile. A luglio, in Bulgaria, la pilota friulana è terza ai campionati mondiali nella classifica femminile. E’ anche un successo per tutta la nazionale che vince l’argento a squadre e per il torinese Davide Cassetta che vince la medaglia di bronzo maschile. La comitiva azzurra contava in più i trentini Christian Biasi e Luca Donini, Marco Littamè (Torino), Alberto Vitale (Bologna) e il CT Alberto Castagna di Milano. Emergono anche Littamé e Donini che vincono due manches. Pochi giorni dopo un altro Donini, Nicola, figlio del precedente, vince la Coppa del Mondo di acrobazia sul Lago di Cavazzo, sempre in Friuli, regione che ha ospitato i più importanti eventi dell’anno. Ad agosto ancora Nicole Fedele ed Arduino Persello stabiliscono i record mondiali di parapendio andata e ritorno. Tra Slovenia ed Italia volano rispettivamente 280 e 312 chilometri fino a tornare da dove erano decollati. La ragazza replica in Brasile lo scorso novembre con il record mondiale di distanza libera su 381 chilometri ad una media di oltre 42 km/h, toccando 2787 metri di quota, un anno indimenticabile per la Fedele. In Australa, la nazionale di deltaplano colleziona il terzo titolo mondiale consecutivo da aggiungere ai due titoli europei ed altri tre mondiali vinti negli anni passati. Singolarmente Alessandro Ploner (San Cassiano, Bolzano), campione del mondo uscente, strappa l’argento ed a Filippo Oppici di Parma va la medaglia di bronzo. Ottime le prestazioni degli altri piloti: Christian Ciech, di Varese, vince due delle dieci manches ed il bresciano Tullio Gervasoni nell’ultima giornata di gara acquisisce punti preziosi per la vittoria azzurra. Gli altri sono Davide Guiducci di Villa Minozzo (Reggio Emilia) ed il CT Flavio Tebaldi di Venegono Inferiore (Varese). Della nazionale fa parte anche Suan Selenati, di Arta Terme (Udine), che insieme a Manuel Vezzi tra agosto e settembre sono protagonisti di un’impresa epica. Attraversano in volo i cieli d’Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia, Montenegro, Albania, Macedonia, Bulgaria e Grecia,1600 chilometri, e posano le ali dei loro deltaplani alle porte dell’Olimpo, il monte degli dei. Erano decollati dal monte Zoncolan, in Friuli, 42 giorni prima. Gustavo Vitali

Cercivento: la “Festa del Brutto Tempo” concluderà il volo “dal Friuli all’Olimpo”

Dopo 42 giorni, nove paesi sorvolati, 1600 chilometri, forse di più,. le ali dei deltaplani di Suan Selenati e Manuel Vezzi hanno toccato l’Olimpo, il monte degli dei. Alle loro spalle il primo decollo dal rifugio Tamai sul monte Zoncolan, in Friuli, i cieli d’Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia, Montenegro, Albania, Macedonia, Bulgaria e Grecia, con atterraggi e nuovi decolli dalle superbe montagne dei Balcani, ed un mese e mezzo di fatiche, perché il tempo è stato inclemente, pioggia, vento forte, condizioni inammissibili per il volo libero, quello senza motore, con zero emissioni e la tutta la libertà del cielo.

Il progetto prevedeva di dirigersi alla meta volando il più possibile, atterrando in posti sconosciuti, tra gente che talvolta non ha mai visto un deltaplano. In difetto, procedere a piedi alla ricerca di nuovi decolli mentre un mezzo al seguito trasferiva i deltaplani insieme a provviste ed a tutto l’occorrente ai due piloti.

I primi giorni tra Slovenia e Croazia sembrano promettere bene. Poi il tempo muta in peggio ed i chilometri a piedi, anche 38 in un giorno, aumentano oltre ogni previsione a discapito di quelli in volo. Le vesciche hanno il sopravvento e Manuel e Suan entrano in Bosnia cavalcando un paio di biciclette che lasciano inalterato l’impegno atletico dell’impresa, concepita per il riconoscimento del volo in deltaplano e parapendio quale sport olimpico.

Le ferite della guerra sono ancora ben visibili nel paese martoriato ed i due campioni di deltaplano, ciclisti improvvisati, si muovono con difficoltà tra avanzi di campi minati senza certezza di trovare buoni punti di decollo, tanto meno buone condizioni atmosferiche.

E’ forse il momento più difficile. Dopo due notti trascorse all’addiaccio a quota 1900 metri in una postazione di cannoni abbandonata, trovano la forza di decollare da una cresta a strapiombo su fitti boschi. Sotto nessun atterraggio utile per un deltaplano, mentre il vento rende difficile salire in quota e dirigersi verso sud alla ricerca di posti migliori.

Ce la fanno e decidono di deviare dal percorso prestabilito, evitare la Serbia per dirigersi verso il sole ed il mare, lasciandosi alle spalle le montagne della Bosnia per l’Albania, poi il Montenegro, la Macedonia e nuove avventure ed infine l’ingresso in Grecia, il monte Olimpo che appare all’orizzonte, il sorvolo della casa degli dei e l’ultimo atterraggio in riva al mare.

Gli amici dell’associazione Volo Libero Carnia festeggeranno i protagonisti dell’impresa al campo volo Cercivento (Udine) i prossimi 5 e 6 ottobre in occasione della “Festa del Brutto Tempo”. Ogni riferimento alle condizioni meteo incontrate durante il sorvolo dei Balcani è puramente casuale:

l’appuntamento friulano esiste da una dozzina d’anni!

Cercivento: deltaplani carnici sull’Olimpo, Suan Selenati Manuele Vezzi ce l’hanno fatta

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di Gino Grillo.

«Caro presidente, la Grecia è conquistata, noi cominciamo a far festa e tu preparati!!!». Questo il messaggio inviato da Suan Selenati a Marzio, presidente del club di volo libero Nido delle fate cui è iscritto il deltaplanista campione del mondo che con l’amico Manuele Vezzi ha atterrato, poco prima delle 17 di ieri, sul monte Olimpo. Una sfida quella dei due deltaplanisti carnici (Suan è di Sutrio, Manuele di Verzegnis) iniziata 40 giorni or sono sullo Zoncolan. 40 giorni per attraversare in volo 8 Paesi balcanici e giungere nel regno degli dei greci. Certamente una bella esperienza per i due amanti del volo libero, non senza qualche preoccupazione, quando, durante l’impresa, hanno atterrato in prossimità di campi minati, rimasugli di quella terribile guerra di pochi decenni or sono. I due emuli di Dedalo speravano di effettuare il top landing (atterraggio sulla vetta) del monte Olimpo già venerdì, quando hanno preso il volo da 40 km dal traguardo. Meteo e vento li hanno però costretti a una ulteriore tappa, quella di ieri, che li ha visti partire da soli 15 km dal traguardo a una quota di 2 mila metri sul livello del mare. Un viaggio di 1.600 km per dare visibilità al deltaplano che si vorrebbe divenisse disciplina olimpica. L’intera avventura è documentata da mini-videocamere installate a bordo dei deltaplani e da una reporter che segue il viaggio da terra filmando paesaggi, popolazioni locali, incontri e aneddoti. Il materiale sarà raccolto in un film destinato ai festival cinematografici internazionali e alla distribuzione televisiva.

Ecco il post scritto sul profilo facebook da Suan Selenati per testimoniare l’evento:

Quando si raggiunge un obbiettivo la prima sensazione è di incredulità e disorientamento. Proprio come superare l’esame della vita, o forse (ma io non lo so) andare all’altare. Oggi il nostro sentimento è molto simile simile a questo, ma bisogna aggiungere il brivido delle aquile che ci seguono sotto alle nuvole, la forza espressa in metri al secondo che ti spingono verso l’alto e ti portano sull’Olimpo, il freddo e la sete che non contano niente rispetto a quello che si sta vedendo, la meta non è il risultato ma l’effetto di un procedimento di guerra e pace con noi stessi e con il cielo, sempre troppo alto e troppo bello. Abbiamo portato a termine il nostro viaggio, anche se il sogno non ha mai termine. Abbiamo visto più di quello che ci aspettavamo, abbiamo spinto più del previsto. Abbiamo sognato il giusto, e guadagnato il nostro. Grazie a tutti voi che siete stati parte di questa avventura, Grazie all’amicizia, che resiste anche ai momenti di rabbia e di sudore.

Grazie alla gente che abbiamo incontrato, non retoricamente buona. Grazie alla proporzionalità inversa tra velocità e pressione, che rende la nostra vita… volabile e onirica!

Carnia: Suan Selenati col suo deltaplano ancora sul tetto del mondo


Foto UdineToday.

di Gin

o Grillo.

Anche un lembo di Carnia con l’Italia del deltaplano sul tetto del mondo. In Australia, guidati dal commissario tecnico Flavio Tebaldi, la squadra azzurra, di cui fa parte anche Suan Selenati, vince il 19° mondiale per la terza volta consecutiva. Nelle categorie individuali argento per Alex Ploner e bronzo per Filippo Oppici. La manifestazione si è tenuta a Forbes a 400 chilometri da Sidney. Gli Azzurri, guidati dal c.t. varesino Flavio Tebaldi, hanno conquistato l’oro a squadre dopo 10 giorni di gara combattuti fino all’ultima manche contro i piloti Usa battuti per soli 70 punti su circa 26 mila. Al terzo posto la Gran Bretagna. La vittoria italiana si aggiunge ai due titoli europei, e a tre mondiali vinti in precedenza. Nella classifica individuale l’oro è per Manfred Rhumer, campione del mondo di Classe 1 per la quarta volta: con questa vittoria l’austriaco (varesino d’adozione) porta a 10 la sua collezione di titoli mondiali. Buona la prova del carnico Suan Selenati, 34° su 105 piloti, il più giovane degli azzurri, che ha dovuto adattarsi alle caratteristiche del territorio australiano. Contrariamente a quanto avviene in Carnia, a Forbes il panorama è pianeggiante, per cui il decollo sono stati effettuati, novità per Suan, mediante l’uso di un verricello che portava i piloti in quota per permettere loro di librarsi fra le correnti ascensionali, contrariamente a quanto avviene nel nostro Friuli dove ci si “butta” dalle cime dei monti. Suan ha dovuto pure adattarsi a climi più torridi di quelli carnici, con temperature (e quindi con forti escursioni di vento) sino a 45 gradi. Suan l’anno scorso ha contribuito a portare in Friuli il campionato italiano della specialità. Grande, naturalmente, la soddisfazione del club di appartenenza del pilota carnico, il Delta Club delle Fate di Cercivento.