Carnia: l’incognita delle Uti tra Brollo e Barazzutti

di Alfio Anziutti Forni di Sopra.

L’incognita delle Uti tra Brollo e Barazzutti nel merito al frizzante scambio di opinioni tra Franceschino Barazzutti, ampiamente conosciuto come difensore dei diritti dei carnici, e l’attuale sindaco di Tolmezzo Francesco Brollo, desidero dire alcune cose. Tema dello scontro sono le Unioni dei Comuni (UtiI), di cui Brollo è fresco presidente. Vengono elencati capacità decisionali, decentramento, vocazioni economiche dei paesi. Non un progetto, ma solo auspici su un futuro che non si presenta facile, pensiamo alla coesione dei paesi, a un piano generale, alle capacità dei nuovi amministratori, allo sbandierato decentramento. Tutte cose da verificare, uscendo, secondo Barazzutti, «dall’indifferenza e prendendo a cuore il destino della propria terra e ricostruendo lo spirito proprio delle comunità» cioè dei paesi; tracciando, secondo Brollo, «traiettorie sostenibili ma, se serve, audaci», provando «a rialzare le sorti della Carnia come gruppo» della politica. In proposito Brollo chiede «rispetto verso sindaci e amministratori»: ci mancherebbe. Sarebbe bene, penso, che anche lui rispettasse i sindaci e gli amministratori precedenti, cominciando proprio da “quel Barazzutti” (cosí lo ha apostrofato) che rappresenta i sindaci del 1976. Forse Brollo avrà sentito parlare di “quel terremoto” e del riconosciuto impegno di “quegli amministratori” (esempio mondiale che onora il Friuli), oggidí tutti pensionati che Brollo vorrebbe rottamare, senza però il permesso di «brontolare da bordo strada». La Carnia è piena di pensionati e questi vecchi montanari, anche se a Brollo danno fastidio, vorrebbero continuare a dire la propria sul futuro di questa terra. Solidarietà, quindi, al sindaco del terremoto Franceschino Barazzutti e a tutti i pensionati della montagna: sempre nel nome della Carnia.

Un pensiero su “Carnia: l’incognita delle Uti tra Brollo e Barazzutti

  1. Laura Matelda Puppini

    Non mi sembra che la nuova nostra Uti carnica sia una novità, perchè mi pare la fotocopia di quella Unione dei comuni carnici che aveva tentato di realizzare la precedente Amministrazione Regionale Tondo. I sindaci carnici, allora, avevano in una prima fase nominato Dario Zearo, sindaco di Tolmezzo, amministratore temporaneo della Comunità Montana, in sostituzione dell’allora commissario Somma, sino alla costituzione dell’Unione, ed a Zearo era stata affidata l’azione di coordinamento delle iniziative di attuazione della legge, predisponendo in particolare il piano di subentro, organizzazione e gestione dei servizi. (Tanja Ariis, Verso l’Unione dei Comuni con Dario Zearo, in Messaggero Veneto, 24 dicembre 2011).
    Poi con la giunta regionale Serracchiani, a Somma è subentrato Lino Not, come commissario. Ed ora a Not subentrerà Brollo?
    A me non andava bene l’Unione dei Comuni di Tondo, come non va bene l’Uti di Serracchiani e dell’incarico esterno, (dato che non risulta far parte del Consiglio Regionale), Paolo Panotin, perchè tolgono rappresentatività e democrazia partecipata di fatto e danno un potere immenso al sindaco di Tolmezzo. Infatti sia la vecchia Unione dei Comuni che la nuova Uti hanno identico “impianto costruttivo”.
    Uno dei problemi, a mio avviso, è che, con l’arrivo delle Unioni vuoi dei comuni vuoi territoriali, tanto è praticamente la stessa cosa, andrà a finire che le commissariate comunità montane si estingueranno, e si avrà un organo decisionale amministrativo unitario delle comunità della montagna, che, da un rapporto paritario fra i membri, passerà a configurarsi come un consiglio di amministrazione governato da un dirigente unico, allontanandosi sempre più dalla gente e dalle sue esigenze. Per quanto riguarda Franceschino Barazzutti, sono già ampiamente intervenuta criticando le affermazioni alla stampa di Francesco Brollo nel mio: L’acqua non si vende. Ai margini della confluenza di Carniacque in Cafc, in http://www.nonsolocarnia a cui rimando.
    Laura Matelda Puppini

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