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Povoletto: il ponte di Salt a rischio?


foto da friuliveneziagiulia.info

Il Fronte friulano per Povoletto ha scritto all’assessorato regionale ai Lavori pubblici, al presidente della Provincia Pietro Fontanini e al sindaco di Povoletto per segnalare «la condizione di grave precarietà in cui versa il vecchio ponte di Salt di Povoletto» e sollecitare un intervento per salvare la vecchia infrastruttura.
      «Il ponte – scrive Flaviano Clochiatti alle autorità – che è stato abbandonato circa 30 anni fa dopo lo spostamento della viabilità provinciale, ci risulta essere di proprietà del Demanio regionale e pur non assolvendo attualmente alcuna funzione di transito, meriterebbe di essere mantenuto in efficienza per concretizzare un collegamento ciclo pedonale interno all’area del Parco del Torre tra i Comuni di Povoletto ed Udine». L’idea, quindi, sarebbe quella di riutilizzarlo per le bici e i pedoni.<br />
      Secondo Clochiatti «l’incuria a cui è stato lasciato presuppone il suo crollo entro le prossime imminenti piene del torrente che finiranno di erodere le fondamenta del pilone e della spalletta ora già pesantemente compromessi». Per questo il Fronte friulano auspica «un rapido interessamento delle Autorità preposte onde evitare un danno come quello già avvenuto una decina di anni or sono sul ponte nuovo, danno che per disinteresse o per lungaggini burocratiche è costato ai cittadini parecchie migliaia di euro. Salvare il ponte vecchio sarebbe un atto di sensibilità nei confronti di una vestigia ormai storica per Salt e Godia e una mossa intelligente per risparmiare futuri costi enormi sulla realizzazione del collegamento ciclabile tra i due paesi».

2 Risposte a “Povoletto: il ponte di Salt a rischio?”

  1. Il nuovo ponte è stato costruito perchè quello vecchio aveva dei problemi di stabilità dovuti non dalle piene ma dagli scavi per l’estrazione della ghiaia effettuati da una nota ditta udinese, che in barba alla concessione rilasciata in cui non poteva scavare sotto l’area del ponte lo ha fatto ugualmente. Il risultato è che questa nota ditta non ha pagato nulla per il danno ed i disagi provocati e che la comunità ha dovuto provvedere a proprie spese a costruire il ponte nuovo. Il danno avuto dieci anni fa sul ponte nuovo è dovuto al grave errore progettuale di non prevedere le difese delle spallette sugli argini, cosa che di regola va sempre fatta, ma si sa che per agevolare l’amico progettista si fa questo ed altro fregandosene se il progetto è valido o se questo farà esborsare altro denaro pubblico per porvi rimedio, tanto paghiamo sempre noi.
    Fonso

  2. Aggiornamento del 08/12/09

    Non crollerà il vecchio ponte di Salt. Dopo le ripetute segnalazioni partite dal Comune di Povoletto e gli appelli dei cittadini lanciati per la salvaguardia del manufatto, la Regione ha stanziato 190 mila euro per un intervento che interesserà l’alveo del torrente e metterà in sicurezza il ponte. I lavori partiranno la prossima primavera.

    A illustrare tempi e portata dell’intervento, che metterà in sicurezza il manufatto risalente alla prima metà del secolo scorso e che rischia di crollare a causa delle prolungata incuria, è l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Povoletto, Bruno Del Fabbro che, da alcuni anni, ha fatto propria questa problematica, documentando il rischio di crollo, in seguito all’erosione delle fondazioni di alcune pile del manufatto, alla Protezione civile regionale, e all’allora assessore regionale Vanni Lenna, nel corso dell’incontro, nell’aprile scorso in municipio.
    «Si tratta di un intervento di spostamento delle ghiaie con copertura della fondazione della pila interessata e rifacimento del tratto di scogliera tra il ponte vecchio e quello nuovo a nord, sul tratto spondale verso l’abitato di Salt» precisa Del Fabbro. «L’interesse al ripristino del ponte – aggiunge – è stato manifestato anche dalla Provincia, proprietaria del bene, che riconosce l’importanza di un suo recupero e l’utilizzo nell’ambito del circuito ciclabile della zona est di Udine, che sarà capace di collegare da sud, la ciclovia, in parte realizzata, Udine-Stupizza, e da nord, la realtà delle piste ciclabili del territorio della Comunità Montana e del Rojalese che a loro volta si collegheranno al tratto che da Grado raggiungerà l’Austria». Soddisfatto il sindaco Alfio Cecutti per l’avvio della soluzione a una problematica che stava a cuore all’amministrazione comunale. «Grazie alla sensibilità dimostrata dalla Regione e a una sinergia fra le istituzioni – commenta Cecutti – potremo evitare il crollo del manufatto; ma l’augurio – prosegue Cecutti – è che l’intervento continui con la realizzazione e la messa in piena funzionalità anche della viabilità sul ponte, garantendo i collegamenti con i circuiti ciclabili provinciali esistenti».

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