Renzo Tondo abroga il reddito di cittadinanza

[renzo+blog.jpg]Comincia a prendere forma e sostanza il programma di Renzo Tondo e della nuova Giunta regionale, perlomeno nelle abrogazioni delle norme volute dalla precedente Giunta Illy, che sono maggiormente in contrasto con le nuove linee del centro destra che governa la Regione  

Se l’abolizione tout court del reddito di cittadinanza varato dal centro-sinistra sarà portata in aula già martedì 29 luglio, Tondo prospetta il suo modello di welfare con il ritorno alla legge 30, «voluta dall’allora assessore alla sanità Aldo Gabriele Renzulli che prevede il trasferimento dei fondi ai Comuni. Sono i sindaci che conoscono le vere situazioni di disagio, la Regione deve finanziare loro», annuncia Tondo al termine della seduta di giunta dove è stata siglata l’intesa sulla cancellazione delle misure.<

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La cancellazione avverrà grazie a un emendamento al ddl sulle variazioni di Bilancio, che verranno esaminate in Consiglio regionale fra martedì e giovedì. «Con l’approvazione dell’emendamento – ha spiegato Tondo – non si presenteranno più le domande per il reddito di base, ma si darà corso a quelle già presentate aprendo un nuovo percorso per il futuro. D’ora in poi le domande andranno fatte ai Comuni, perchè creeremo un Fondo destinato a dare risposta a questo disagio».

La riforma del welfare targata Cdl, spiega Tondo, arriverà con la prossima legge Finanziaria: «Spero – prosegue – che possiamo disporre di risorse per dare corso a una serie di provvedimenti annunciati, come l’abbattimento dell’Iva dal 10 al 4% per l’acquisto del latte in polvere. Si tratta di percorsi sostanzialmente congelati perchè questa manovra, per un ammontare complessivo di 156 milioni di euro, darà 40 milioni alla sanità e 116 a copertura del debito».

Abrogazione totale anche per la legge sull’Immigrazione. «Istituiremo un fondo regionale in materia di interventi per l’immigrazione – dice ancora Tondo – i finanziamenti rimangono, ma anzichè mantenere la vecchia legge, che sostanzialmente favoriva coloro i quali si occupavano di immigrazione anzichè gli immigrati veri».