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Friuli: caso Marsilio Agnola, per la Giunta delle elezioni la presunta incompatibilità è da ritenersi superata

La cronaca di questi giorni sottolinea una possibile incompatibilità dei consiglieri regionali Enzo Marsilio ed Enio Agnola,  per aver sommato la carica di consigliere regionale a quella di presidente di cooperativa che ha usufruito di contributi.

La Giunta delle elezioni, presieduta da Franco Iacop, ha esaminato le situazioni di incompatibitlità dei due consiglieri regionali del Pd , recentemente evidenziate dai mezzi di informazione. Dalla documentazione acquisita alla data odierna risulta che le cause di presunta incompatibilità per entrambi i consiglieri sono da ritenersi superate per effetto delle dimissioni esecutive da essi rassegnate relativamente alle cooperative di cui erano componenti del consiglio di amministrazione e presidenti.

La Giunta delle elezioni ha votato a maggioranza la presa d’atto dell’avvenuta rimozione delle cause di incompatibilità che, secondo la legge regionale 21 del 2004, non dà luogo a successive contestazioni da parte del Consiglio regionale.

Due i voti contrari. Quello del consigliere Rodolfo Ziberna (FI) che riteneva necessario investire della questione l’Aula secondo una propria interpretazione della citata legge regionale 21; e quello del consigliere Andrea Ussai (M5S) secondo il quale Marsilio e Agnola non potevano non essere a conoscenza della propria incompatibilità con la carica di consigliere regionale.

Carnia: polemica di Marsilio sulla strada Tolmezzo – Lauco, la strada della vergogna

di Enzo Marsilio

Lunedì prossimo in consiglio provinciale si discuterà della variante 2 del piano provinciale della viabilità e da quanto risulta dall’esame della proposta, la maggioranza di centrodestra alla guida dell’Ente ha previsto di escludere definitamene di intervenire sulla viabilità che da Tolmezzo conduce a Lauco. Ciò significa che la competenza sul collegamento intervallivo in questione viene lasciata ai Comuni di Lauco e Tolmezzo,  i quali, vista la situazione di crisi in cui versano, nulla  potranno fare per far fronte alla situazione drammatica in cui si trova il percorso stradale.

“ Il collegamento intervallivo Lauco Tolmezzo – ha commentato Enzo Marsilio- è vitale per chi vive nelle frazioni di Fusea, Cazzaso, Butea e Vinaio e quotidianamente è costretto a percorrere a proprio rischio quella che – a ragione- è definita la strada della vergogna. Prima si riduce al lumicino la dotazione finanziaria del fondo montagna ed ora si lascia intendere in maniera chiara la volontà di disimpegno in Montagna da parte dell’amministrazione provinciale di Udine.  Non deve destare alcuna sorpresa se a popolare la montagna resteranno solo orsi, linci e cinghiali.

Sono certo che se coloro che lunedì sono chiamati a prendere delle decisioni in merito vanno a fare un giro da quelle parti mai e poi mai se la sentirebbero di avvallare delle  scelte prese sulla carta. In quel tratto stradale serve immediatamente un programma di interventi per ricalibrare la strada  e mettere in sicurezza la i tratti esposti a rischio e più che atti deliberativi  alla Pilato da scaricabarili servono risposte tempestive e concrete.

L’emergenza nazionale richiede un sacrificio da parte di tutti – ha concluso il consigliere Marsilio- ma di questo passo i sacrifici sono a senso unico e  i malanni della montagna non possono che diventare delle malattie croniche, di modo che a popolare la montagna resteranno solo orsi, linci e cinghiali. Per tornare alla viabilità di collegamento Tolmzzo/Lauco spero che lunedì ci possa essere qualche ripensamento  o che perlomeno si cerchi di far qualcosa per evitare che quella strada diventi a pieno titolo la strada della vergogna.”

 

Enzo Marsilio

Friuli: saltano le agevolazioni per le cave di pietra ornamentali, per Marsilio un altro costo per le aziende

di Enzo Marsilio

Il Consiglio Regionale cancella le agevolazioni previste per le cave di pietra ornamentale

Il consiglio Regionale ha approvato oggi una norma che cancella il comma E dell’art 4 della L.R. 21 del 1997 , eliminando con ciò le agevolazioni in favore delle cave di pietra ornamentali che prevedevano il pagamento di un canone solo per quanto veniva commercializzato e non su quanto veniva estratto e restava inutilizzato.

“Con questo provvedimento normativo- ha commentato il consigliere Enzo Marsilio- si addebita un costo ulteriore a carico di aziende che sono in grande difficoltà per la crisi attuale e in particolare per il blocco che sta accusando il settore edile.

Se si voleva intervenire in favore di quei Comuni dove operano le aziende estrattive era preferibile intervenire con dei finanziamenti di sostegno specifici, senza penalizzare necessariamente delle aziende a rischio di collasso.

Quanto è stato approvato in consiglio in questa occasione spiega in tutta la sua evidenza l’incapacità  di questa amministrazione di avviare un processo di rilancio e sviluppo economico. In particolare la dice lunga sull’incoerenza del Presidente Tondo che dovrebbe spiegare nella realtà che cosa intenda dire  quando ribadisce il valore strategico per la montagna delle sue risorse, ivi comprese la pietra ornamentale e il marmo, quando poi , finisce per complicarne il loro reale processo di valorizzazione”.

Carnia: Carniacque rimborsi i cittadini di Forni di Sotto e tutti quelli che ne hanno diritto

di Enzo Marsilio

Carniacque rimborsi i cittadini di Forni di Sotto e tutti quelli che ne hanno diritto.
      126 cittadini di Forni di Sotto mi hanno segnalato di aver richiesto a Carniacque Spa il rimborso dei canoni di depurazione che avevano in precedenza indebitamente versato e che, a distanza di oltre due anni, non hanno avuto ancora alcunché. Mi sono quindi prontamente rivolto all’amministrazione regionale perché verifichi se nel frattempo gli impianti di depurazione di quel territorio, siano stati messi a norma in modo da legittimare una richiesta di pagamento del canone e se non sia il caso di sollecitare Carniacque a restituire al più presto il dovuto ai cittadini che ne hanno fatto richiesta. Risulta che ci siano altre situazioni analoghe a quella di Forni di Sotto.
      Altri cittadini hanno versato indebitamente somme non dovute e stanno per chiedere il rimborso. È ovviamente opportuno che si affronti la questione per tempo e con responsabilità in modo da risolvere in maniera indolore ciò che rischia di diventare un fastidioso contenzioso.
      Il tutto lo ricordiamo deriva dalla sentenza della Corte costituzionale che ha stabilito che la tariffa di depurazione, laddove il servizio non sia reso, non è dovuta dall’utente, per cui vanno restituite le somme “indebitamente” riscosse, anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi. Rientrano in questa casistica molti cittadini che hanno versato dei canoni di depurazione alle amministrazioni comunali che avevano direttamente provveduto nel loro territorio, dal 03 ottobre 2000 al 31 dicembre 2008, alla gestione del servizio idrico integrato o di taluni segmenti dello stesso.

Carnia: assurdo cancellare l’oasi faunistica Avedrugno

Per il consigliere del PD Enzo Marsilio “è assurdo che venga proposta la cancellazione dell’Oasi di Avedrugno, sita tra Ovaro, Raveo e Sauris, in cui è vietata la caccia, e soprattutto che a fare questa richiesta siano proprio quei cacciatori che fanno riferimento al Circolo Friulano Cacciatori, che si è sempre vantato di avere tra i suoi iscritti cacciatori evoluti, rispettosi dell’ambiente”. “Meraviglia inoltre – aggiunge Marsilio – che proprio quando si discute di uno dei pochi casi di eliminazione di un’oasi faunistica, il rappresentante degli ambientalisti nel comitato faunisitico regionale sia assente”. Per il consigliere “sorgono spontanee alcune domande sulla posizione degli ambientalisti regionali che, dopo aver denunciato per anni la mancanza del piano faunistico regionale, da quattro anni stanno in silenzio rivelando un atteggiamento di assoluta convivenza con chi gestisce la caccia a livello regionale”. Si dichiara preoccupato Marsilio “se questo è il modo per gestire in maniera evoluta l’attività venatoria e la tutela del patrimonio faunistico e – per il consigliere – la proposta di cancellazione dell’Oasi di Avedrugno è solo la punta dell’iceberg dei disastri che il presidente della Giunta Tondo e l’assessore Violino consentono di fare a cacciatori che si definiscono evoluti e agli ambientalisti moderni”.