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Forni di Sotto: un semaforo per i lavori sulla 52 Carnica fino al 25 maggio

di Gino Grillo.

Da alcuni giorni il transito sulla statale 52 Carnica tra l’abitato di Forni di Sotto e il torrente Marodia che delimita il confine con il Comune di Forni di Sopra, è regolato da semaforo e si svolge a senso unico alternato. Il motivo è dovuto al fatto che Fvg Strade ha appaltato lavori di manutenzione ordinaria e di pronto intervento per intervenire sul muro di contenimento del sedime stradale. L’intervento, fa sapere l’ente delle strade, «è atto a stabilizzare il piano di posa di barriere in New Jersey in calcestruzzo per un tratto di circa 40 metri per la messa in sicurezza della banchina lato valle al fine di migliorare la protezione della viabilità lungo la strada statale numero 52 Carnica al chilometro 50+200». Il tratto, come anticipato, è percorribile a senso unico alternato regolato da un semaforo. Il tempo di attesa tutto sommato è limitato, e si aggira nell’’ordine di un paio di minuti per ogni senso. L’intervento rientra nell’ambito del contratto di servizio di manutenzione ordinaria e pronto intervento previsti per gli anni 2016 e 2017, ed è stato appaltato all’impresa D’Agaro Srl di Prato Carnico. Questi lavori tuttavia avranno un carattere provvisorio nelle more di dar corso alla progettazione e realizzazione delle opere definitive che saranno completate da barriere di sicurezza metalliche, guardrail, tipo “bordo ponte”. Fvg Strade conta di terminare i lavori in una ventina di giorni, a tale riguardo è stata emessa una apposita ordinanza per l’istituzione di un senso unico alternato regolato da semaforo che ha validità sino al prossimo 25 maggio. La strada, ritenuta «non fra le migliori» presenta altri punti critici, dove sono rimasti i segni dei danni provocati dall’inverno, caduta piante, guardrail divelti, segni di fuori uscita di automobili, che necessitano di interventi urgenti: Fvg Strade fa sapere che il piano degli interventi, compatibilmente con il reperimento dei fondi necessari, proseguirà su tutta la tratta come previsto dal contratto di servizio.

Forni di Sotto: cala il sipario sul bar di Peìne (Genzianella) locale storico della Carnia

di Gino Grillo.
Chiude un altro locale storico della Carnia e con esso cala il sipario anche su un lungo intenso capitolo della storia locale. A fine marzo il bar ristorante Genzianella di Forni di Sotto ha visto scendere definitivamente le serrande. L’attuale gestrice, Marta Nassivera, ha gettato la spugna. “Dopo 53 anni dietro il banco, ora alla soglia dei 70 sono stanca. Poi bisogna sommare il calo del lavoro e il fatto che ora è cambiato il modo di vivere l’osteria”. Il bar era nato nel 1950 ad opera della madre di Marta, Maria Nassivera detta “Peìne” che l’aveva gestito, con il prezioso aiuto della figlia, sino alla sua morte avvenuta nel 2002. Da allora Marta si è trovata da sola a condurre il locale che è sempre stato un punto di riferimento per la politica non solo della vallata. Maria, iscritta al Psi, ha sempre considerato il suo locale un punto di incontro democratico tanto che da qui sono passati tutti i presidenti di Regione, da Bertoli alla Serracchiani, diversi ministri, deputati e senatori, di ogni colore politico democratico: Santuz, Toros, Zagari, Fortuna, Enzo Moro, Castiglione, Lepre, Fermo Solari e Ruggero Orlando fra i tanti. Qui si riunivano anche i sindaci della vallata, complice il fatto che lo zio materno di Mara, Bruno, e poi suo fratello Giovanni Battista, hanno per anni rivestito il ruolo di primo cittadino del paese. In altri tempi la sala da pranzo di Peìne si apriva fuori orario, e senza presentare il conto, per ospitare gli studenti che rientrando da Ampezzo trovavano il passo della Morte chiuso per slavina e dovevano farsela a piedi: qui trovavano ristoro gratuito, un buon piatto di minestra di fagioli e altro prima di proseguire verso le rispettive abitazioni. Al momento del commiato, l’altra sera, tanti avventori e tantissimi amici anche dai paesi vicini, che hanno ricordato la figura di Maria. Una donna che, per la sua passione politica, è stata rinchiusa nel carcere di Udine in quanto partigiana durante la seconda guerra mondiale, un’esperienza che la portò poi a essere ricevuta al Quirinale dall’allora presidente Sandro Pertini. Nell’accomiatarsi tutti hanno salutato Marta con un pizzico di nostalgia augurandole al contempo di godersi la meritata pensione.

Forni di Sotto: Mancano volontari, la Pro loco costretta a chiudere

di Gino Grillo.
I giovani se ne vanno dal paese, manca il ricambio e la Pro Loco La tole chiude i battenti. La fine del sodalizio, nato il 9 maggio 2009 durante una riunione nella sala consigliare del municipio, è stata sancita dal direttivo sabato sera. La presidente Sara Polo spiega come il direttivo avesse già annunciato le proprie dimissioni lo scorso anno. «Già durante l’ultima assemblea avevamo fatto presenti le difficoltà in cui versavamo – racconta Polo –. Dei nove consiglieri eletti alla nascita della Tole, Sara Polo, Laura Ghidina, Sandro Polo per il Gruppo Giovanile Iniziative Fornesi, Paolo Tonello, Stefania Lisi per il Centro di cultura, Fabio Polo per il Cai, Rita Polo, Edo Zollia quale rappresentante dei commercianti, Valentino Polo per la Polisportiva Pro Nova Forni; mentre i revisori dei conti erano Elena Cappellari, David Polo e Francesco Polo, in paese eravamo rimasti solo in due». «Nel tempo, per motivi di lavoro, uno alla volta i componenti – continua Sara Polo – si sono recati fuori paese, ritornandovi alcuni solo saltuariamente. Non si poteva continuare ad andare avanti in questo modo». Diversi gli inviti a non non mollare da parte della gente del paese, ma la mancanza di giovani, residenti in paese, disposti a mettersi in gioco ha fatto decidere per la chiusura. Marco Lenna, sindaco del Comune carnico, precisa che l’amministrazione comunale , pur non facendo parte della compagine, per questioni statutarie delle Pro loco, ha sempre avuto un atteggiamento favorevole alle iniziative del paese. «È purtroppo – ammette Lenna – la fotografia del paese, la montagna va spopolandosi sempre più». Lenna però si dice fiducioso, questo impasse lo ritiene fisiologico e si dice sicuro che «sebbene andrà a mancare una associazione con una formula giuridica ben precisa, la gente del paese e i giovani di Forni di Sotto in particolare, non mancheranno di dare il loro sostegno e le loro proposte per il benessere della collettività ».

Carnia: Forni savorgnani, i sindaci lavorano su progetti comuni

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(g.g. dal MV di oggi)
Incontro fra i sindaci di Forni di Sopra, Lino Anziutti e Forni di Sotto Marco Lenna, per porre i termini di una futura collaborazione. Sport e turismo in primo piano, ma i due sindaci hanno iniziato l’incontro facendo il punto sulla scuola. «Un’esperienza positiva- hanno confermato- anche se inizialmente vi erano, da parte di alcuni genitori, delle perplessità». Attualmente a Forni di Sotto confluiscono gli alunni delle prime classi elementari (triennio) di entrambi i comuni, mentre le classi quarte e quinte elementari e le medie hanno sede nel vicino Forni di Sopra. «Un escamotage- è stato detto – che ha permesso di salvaguardare i plessi scolastici nei due comuni senza obbligare i bambini a lunghi spostamenti su strade di montagna per raggiungere i poli scolastici più vicini». Piuttosto che rivangare cosa divide i due paesi, i sindaci si sono concentrati su cosa accomuna le due comunità. «Tutti i ragazzi di Forni di Sotto – è stato ribadito- avranno le stesse agevolazioni dei loro coetanei del paese più a monte in campo sportivo». Così lo sport pack, che permette agevolazioni per l’uso delle infrastrutture sportive di Forni di Sopra (piscina, palestra, campi sci mediante la riproposizione della convenzione fra gli Sci Club) sarà disponibile anche per i ragazzi del paese vicino. Sarà inoltre messo in cantiere un programma condiviso per le attività didattiche del Parco naturale delle dolomiti friulane, patrimonio dell’umanità Unesco, e si riprenderà il progetto per portare l’Udinese, o altra squadra di Serie A di calcio, nel territorio. «Forni di Sotto ha a disposizione un validissimo campo sportivo, mentre le altre infrastrutture, in particolare alberghi, si trovano a Forni di Sopra, solo 9 km distante» In fase di allestimento infine un anello di collegamento, lungo il fiume Tagliamento, fra i due paesi.

Forni di Sotto: nel Colorado della Carnia tra boschi, ghiaioni e fienili

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di Gino Grillo.

Fra le proposte del Cai, il sentiero naturalistico Cueste Baton rappresenta un must per tutti gli amanti delle escursioni in montagna e della geologia. La zona presenta tratti molto interessati, rocce sedimentarie che si tingono di diversi colori, un piccolo habitat che ricorda i canyon del Colorado in America. Il sentiero, inaugurato un paio d’anni fa, si snoda in quota fra le pendici del monte Ranculin e i pascoli di Fantigneles, con un alto tasso di wilderness. Sul percorso il Cai locale ha predisposto una segnaletica con tabelle poste in apposite stazioni che spiegano le caratteristiche dell’ambiente che si sta osservando, illustrando quali specie di fauna e flora si possono incontrare durante la gita. Per raggiungere Cueste Baton si prende la strada che porta al cimitero e che prosegue su strada sterrata fino a fienili Chiampì (916 metri) dove si può parcheggiare; si segue poi il segnavia Cai 214 sino a un casolare oltre il quale si prende quota aiutati da opere di sostegno e rinforzo del terreno friabile. Si prosegue verso l’interno della valletta del rio Chiaradia sino a fienili Preson (1.359) caratterizzata da ruderi di vecchie costruzioni. Qui si devia a sinistra seguendo le indicazioni per Cueste Baton imboccando il segnavia 212a. L’itinerario prosegue nel bosco dove si può apprendere l’evoluzione del terreno, dai vecchi pascoli in boscaglia. L’itinerario, ad anello, porta sino a Cueste Baton a quota 1.731, sulle pendici dei ghiaioni del Monte manculin dove sussistono i resti di due antiche casere. Magnifica la vista sulle vallate sottostanti, sulle Dolomiti, sulle Prealpi carniche e sulla val Tagliamento. La zona è caratterizzata, oltre che da boschi di abeti che si innalzano sino raggiungere le maestose cime dei monti circostanti, da spettacolari fenomeni geologici con rocce e campanili striati di multicolori depositi di sabbia di milioni d’anni fa quando la zona si trovava in fondo a un mare tropicale. L’escursione è possibile tutto l’anno, ma presenta alcuni tratti per esperti. Inoltre ancora oggi lungo il percorso si possono trovare tratti innevati, anche nei punti più scoscesi, per cui si consiglia di assumere informazioni al Cai locale (0433-87013 bar Alle Alpi) o chiedere la presenza di guide alpine all’Asca allo 0433-466446.