Tolmezzo: a Palazzo Frisacco la mostra “Lamborghini Ski un mito carnico”

 

Organizzata dall’Assessorato alla Cultura e alle attività produttive del Comune d Tolmezzo in associazione con Turismo FVG, Promotur e Camera di Commercio di Udine in collaborazione con Anna Linussio, Snaidero Rino S.p.A., Comuni di Ravascletto, Forni Avoltri e Forni di Sopra, Scuola Italiana sci Zoncolan e Forni di Sopra.

Esposizione primo piano: presentazione di Jacopo Linussio fondatore della maggior manifattura tessile europea del Settecento, della vita di Jacopo Linussio, “creatore” della Lamborghini Ski, le tante storie dell’azienda e l’intervento di Rino Snaidero.

L’esposizione narrativa si svolge su una decina di totem trifacciali che espongono una trentina di sci tra cui alcuni molto rari. Alle pareti, una carrellata di fotografie, in gran parte realizzate da Jacopo Linussio, che mostrano momenti sulla neve nella prima metà del secolo scorso, vogatori e slittini.

Al piano superiore è presente un’esposizione complementare dal titolo “Luoghi di neve” che ripercorre, mediante fotografie e oggetti, la nascita del turismo e della pratica sportiva in Carnia e ripropone i passati e i nuovi campioni dello sci prodotti dalle montagne carniche.

LAMBORGHINI SKI, UN MITO CARNICO

La Lamborghini Ski, poi diventata Lamborghini Sci, è stata non solo un’azienda innovativa e storica dello sci ma l’epigono di quella meravigliosa avventura imprenditoriale legata alla Carnia e alla famiglia Linussio iniziata nel Settecento con la nascita della “Fabrica” tessile di Jacopo Linussio che diede occupazione a oltre 30.000 persone innovando sia il fashion che la gestione aziendale con soluzioni ancora attuali come l’homeworking.

Alla sua genialità imprenditoriale si attribuisce una parte importante nella nascita della tela jeans moderna che, grazie al suo intuito, diventa portabile ed economica. Persona molto pratica, a Venezia che lo vuole far nobile per i suoi meriti economici, risponde che preferirebbe gli fossero ridotte le tasse.

Con la Mostra “Da Linussio tessile a Linussio sci, Lamborghini Ski un mito carnico”, pertanto, si vuole ripresentare quest’imprenditorialità geniale incentrandola sulla sua figura e sugli sci prodotti da un altro Jacopo Linussio che, portando lo stesso nome dell’illustre avo, forse ne voleva emulare la grandezza industriale.

La Lamborghini Ski nasce a Udine, fondata da Giacomo Lamborghini agli inizi del Novecento.

Ha commissioni soprattutto legate all’esercito dal momento che questa pratica sportiva non è ancora popolare. Di lui si dice che fosse così bravo da essere coinvolto nella realizzazione dei pattini dell’aereo che doveva salvare i superstiti della sfortunata spedizione al Polo Nord capitanata da Nobile e riparatasi nella celebrata Tenda Rossa.

Alla sua morte, nel 1932, l’azienda è rilevata da Jacopo Linussio che, giovane e orfano del padre, cede l’antica tessitura e, da sportivo qual è (andava a Sella Nevea in bicicletta per dar sfogo alla sua passione, circa 50 km di forti salite su strade invernali e sconnesse), inizia la lunga avventura dello sci carnico progettando gli sci che finiranno per essere considerati al top non solo per l’eleganza ma per le innovazioni apportate.

Con Linussio, infatti, parte il multistrato. Si progettano i cosiddetti “sci di vetro”, i Kristall, la cui intuizione ricava dall’aver visto le prime botti in fibra di vetro nella cantina sociale di proprietà dei parenti della moglie, a Buttrio. Nasce il Fuego, forse lo sci più amato e noto.

Per testarli, non si va per il sottile ma, nelle belle stagioni, si scendono i ghiaioni o si fanno scivolare sull’asfalto, lo sciatore legato a una macchina che lo traina.

Quando sarà la Snaidero a rilevare l’azienda, si applicheranno anche le tecnologie macrocellulari usate per le ali del Concorde.

Con gli anni Settanta inizia la decadenza dell’azienda che viene ceduta all’imprenditore Rino Snaidero che tenta di risollevarla con investimenti anche cospicui e la creazione di una linea di abbigliamento. Ma la grave situazione economica, la siccità che incide sull’innevamento obbligano alla chiusura definitiva questo celeberrimo marchio degli sport invernali.

Per gli appassionati, Lamborghini rimane ancora oggi non solo un ricordo giovanile ma un’emozione ancora viva e tanti di loro conservano gelosamente questa brillante e tecnologica intuizione dello spirito carnico.

2 pensieri su “Tolmezzo: a Palazzo Frisacco la mostra “Lamborghini Ski un mito carnico”

  1. ruggiero rucci

    gRAZIE MI SONO COMMOSSO, DAL 1955 ABBIAMO UN NOLEGGIO SCI A rOCCARASO, NOLO SCI DA GIUSEPPE INIZIATO DA MIO PADRE RUCCI GIUSEPPE, POI IO EADESSO LO GESTISCE MIO FIGLIO fEDERICO DI 21 ANNI. CHE DIRE MOLTA NOSTALGIA LAMBORGHINI ERA SIMBOLO DI TECNICA DELLO SCI. IO HO 2 Paia di fuego e non li ho mai tolti dal noleggio. di nuo grazie con stima ruggiero Rucci

  2. marco cavini

    In gioventù ho sciato con i “fuego ghiaccio” che tengo ancora , insieme a molti altri vecchi sci Lamborghini e di altre marche con i quali ha sciato mio padre e tutta la mia famiglia. Negli anni ho mantenuto tutti questi sci, aggiungendo qualche vecchio modello che mi ha permesso di avere una modesta collezione da inizio 900 fino ai giorni attuali. Per quanto riguarda i Lamborghini non sono riuscito a trovare i KRISTALL e vi sarei molto grato se potete suggerirmi dove provare per poterli acquistare.-
    Con l’occasione vi auguro un felice nuovo anno.-
    Marco Cavini
    Via G.Bugiardini 15
    50143 Firenze

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