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Tolmezzo: il direttore lancia un appello al volontariato perché possa operare in modo organizzato alla “Casa di riposo”

di Tanja Ariis.
La casa di riposo cittadina ha oggi la quasi totalità degli ospiti non autosufficienti, il 30% affetto da demenza senile. Incidono molto sull’ingresso nella struttura le malattie degenerative. Fino a dieci anni fa era invece la mancanza di una rete sociale di supporto a farvi entrare molte persone autosufficienti. Oggi solo il 2%entra per assenza di risorse familiari, il resto per ragioni legate alla sua situazione sanitaria. La struttura, che può accogliere al massimo 166 persone, ha sempre quasi tutti i letti occupati. Nel 2014 erano 55 le persone ospitate tra gli 85 e gli 89 anni di età, 52 tra i 90 e i 94 e più di dieci quelli con meno di 65 anni. Sulle patologie che hanno richiesto il ricovero nel 2014 il 14% aveva esiti da fratture agli arti inferiori con deficit motorio, il 10% ictus cerebrali e l’8% cardiopatie. Ciò richiede sempre più un aumento del supporto infermieristico. Nel 2014 la struttura ha accolto persone provenienti soprattutto dalla Carnia(il 43,84% da Tolmezzo), il 7,31% dal resto della provincia. Le rette, spiega il direttore Denis Caporale, rispetto ad altre case di riposo della provincia sono in linea o in molti casi inferiori come media giornaliera. Sono invece un po’ superiori a quelle delle strutture di Paluzza, Ampezzo e Villa Santina, che però differiscono per tipo di ospiti e/o assistenza infermieristica. Sono molti i singoli volontari, spiega poi Caporale,che arrivano in casa di riposo ad allietare gli ospiti e sono fondamentali. Manca però un’organizzazione del volontariato strutturata. Se fossero organizzati tra loro, potrebbero costruire un calendario di piccole attenzioni costanti. Alla casa di riposo lavorano 25 oss (operatori socio-sanitari) dipendenti accanto al personale delle cooperative (91 tra oss, infermieri, fisioterapisti, coordinatori, animatori e altro). Da tre anni una psicologa fa da supporto a ospiti, familiari e operatori. La struttura oggi si è dotata di un sistema informatizzato per ordinare, tramite tablet, i pasti (con otto settimane di menù), gestire i report giornalieri degli ospiti, le informazioni su terapie e assistenza. È una delle prime strutture ad averlo. La Fondazione Crup poi negli anni ha sempre supportato la casa nel miglioramento dei servizi all’ospite. Un suo ultimo contributo di 14 mila euro su una spesa di 29 mila ha permesso di rinnovare due bagni assistiti. Grazie a un altro contributo, di quasi tremila, il servizio di lavanderia ora ha un sistema informatico.