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Carnia: Secab e Comitati d’accordo, per l’Energia un gestore unico, alla Regione la regia

05/07/2013
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di Tanja Ariis.

È la Regione che deve fare da regista per la costituzione di una società energetica unica per la montagna dell’Alto Friuli, non certo il Cosint, che deve invece cominciare a ridimensionarsi, a rientrare nel suo ruolo di consorzio industriale. E non se ne parla di includere realtà come Edipower o Alpe Adria Energia nella società energetica unica, che deve riguardare solo le realtà territoriali. È questa la posizione irremovibile del presidente di Secab, Luigi Cortolezzis, e di Franceschino Barazzutti del Coordinamento dei Comitati di difesa territoriale dell’Alto Friuli che reagiscono con durezza alle affermazioni del presidente del Cosint, Paolo Cucchiaro (riconfermato alla guida del Consorzio), che aveva dichiarato di aver presentato, assieme al professor Leopoldo Coen, un progetto per arrivare alla società energetica unica per la montagna friulana, tra cui ipotizzava di includere tutti i produttori energetici locali, dalla Secab alla Comunità montana ai vari privati che conferiscono i rispettivi kw, e magari anche a Edipower o ad Alpe Adria Energia (Pittini-Fantoni-Burgo). Per Cortolezzis nella creazione del polo energetico dell’Alto Friuli il Cosint non può essere il primo attore, non essendo del settore anche se ha attuato iniziative in tale ambito, e neppure può venderlo come progetto proprio, essendosene già parlato anche nel convegno dell’8 giugno con Legambiente e i Comitati a Preone dove anche l’assessore regionale competente aveva valutato di avviare un tavolo di concertazione sul tema. Il problema, sottolinea Cortolezzis, non è la primogenitura del progetto, ma piuttosto la regia che, per lui come per Barazzutti, dev’essere della Regione, con l’assessorato che si è già reso disponibile. Il modello di società energetica unica proposto a Preone è quello di Trento-Bolzano dove tutti i piccoli produttori di energia possono entrare in un contesto dove il bene pubblico è tutelato e valorizzato in forme diverse, che possono andare dall’acqua da bere all’idroelettrico. Si tratta per Cortolezzis di un’iniziativa importante da avviare con la Regione che sta lavorando al Piano energetico regionale e al Piano tutela delle acque. Il pericolo per Cortolezzis e Barazzutti è che un ente esecutivo non politico come il Cosint (che è una struttura strumentale e settoriale) prenda il posto e faccia scelte che dovrebbero essere dell’ente politico. Il problema, per Barazzutti, è stato creato dall’ex governatore del Fvg, Renzo Tondo, che ha bloccato la Comunità montana commissariandola con il direttore del Cosint e mandando avanti di fatto il Cosint, invertendo i ruoli del Consorzio e dell’ente comprensoriale. «Doveva essere il contrario – dice Barazzutti – e la giunta regionale deve rimettere il Cosint nel suo ambito istituzionale. La politica in Carnia non possono continuare a farla direttore e presidente del Cosint che invece devono evitare di privilegiare le zone industriali perché significa svuotare le valli. Il compito del Cosint deve essere creare le condizioni favorevoli di produzione nelle valli. E per quanto riguarda la società energetica unica le alleanze si fanno tra pari, quindi non con Edipower e Pittini- Fantoni. Bisogna anzi puntare a riavere in capo alla Regione le concessioni e la Regione deve restituire alla Comunità montana il suo ruolo, i poteri politici e istituzionali».

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