Archivio tag: elettrodotti

Friuli: Somplago-Wurmlach, la Regione apre al nuovo elettrodotto interrato

di Giovanni Stocco.
L’elettrodotto tra Somplago e Wurmlach? La Regione è disponibile a valutare un progetto interrato. Bocciata l’ipotesi del percorso aereo. E l’infrastruttura di rete Udine Ovest–Redipuglia a 380 Kv in doppia terna? Dal Fvg è già arrivato il benestare per migliorare il sistema elettrico regionale e si attende che il Ministero conceda le autorizzazioni, per ultimare un progetto già realizzato per il 70 per cento e stoppato al Consiglio di Stato. Infine, piena contrarietà rispetto all’ipotesi di costruire un elettrodotto sulla linea Udine Ovest–Okroglo (Slovenia) per salvaguardare le Valli del Natisone ed evitare scempi ambientali ad alcune tra le zone più belle del Fvg. È la posizione della giunta regionale, espressa ieri mattina a margine di un’audizione in Consiglio regionale dall’assessore all’Ambiente Sara Vito. L’audizione ha consentito all’assessore Vito di fare chiarezza rispetto alle competenze della Regione in materia di energia. Sono fondamentalmente tre: pianificazione, autorizzazioni, concessioni. Tuttavia, è emerso chiaramente come la Regione interpreti un ruolo importante, ma comunque subordinato rispetto allo Stato, soprattutto al cospetto di progetti particolarmente rilevanti. Vito ha messo in evidenza come il recente piano energetico regionale sia perfettamente in linea con la strategia europea, che nel 2015 si è sviluppata principalmente, a livello globale, sul contenimento delle emissioni in un’ottica di sostenibilità. Il quadro per il clima e l’energia 2030 fissa tre obiettivi principali: una riduzione di almeno il 40 per cento delle emissioni di gas a effetto serra rispetto al 1990; una quota di almeno il 27 per cento di energie rinnovabili – che la nostra regione ha già raggiunto; un miglioramento di almeno il 27 per cento dell’efficienza energetica. Non sono mancate le sollecitazioni puntuali, con Riccardo Riccardi (Fi) che ha chiesto all’assessore aggiornamenti sul rigassificatore di Trieste e di Monfalcone: sul primo, la giunta ha espresso contrarietà per incompatibilità della struttura con lo sviluppo della portualità. Sul secondo, è arrivata un’apertura dalla Regione: bene un mini rigassificatore, ma servono correttivi al progetto già presentato.

Friuli: cancellato l’elettrodotto tra Austria e Somplago

di Maura Delle Cas.
Bando a nuovi elettrodotti sul territorio del Fvg. Mentre resta sospeso l’interrogativo sul futuro dell’Udine-Redipuglia, i cui lavori si sono bloccati a seguito della sentenza emessa dal Consiglio di Stato, i progetti di altre due linee elettriche – la “Udine Ovest – Okroglo” e la “Somplago – Wuermlach” – sono cassati dalla giunta Serracchiani nella proposta di piano energetico regionale che ieri è stato presentato dall’assessore Sara Vito alla IV commissione consiliare presieduta da Vittorino Boem. In due distinte misure il documento precisa la contrarietà della Regione alla costruzione dell’elettrodotto Italia-Slovenia, che andrebbe ad attraversare le valli del Natisone, una delle più belle ed incontaminate zone del Friuli Venezia Giulia, così come il collegamento Somplago-Wuermlach, in ballo da ben 12 anni. Un progetto che nel corso del tempo ha visto mettersi assieme tre big dell’industria friulana quali Pittini, Fantoni e Burgo. Le prospettive d’inizio 2015, quando l’annoso iter pareva esser prossimo allo scatto decisivo, complice il riavvio del procedimento per l’autorizzazione unica da parte del Mise, erano state sconfessate già a maggio dall’Austria, che aveva negato l’autorizzazione al realizzo dell’elettrodotto. Oggi è la Regione a rincarare la dose. Nel piano si dice infatti contraria alla costruzione della nuova linea nella sua attuale formulazione aerea, pur restando disponibile a discutere un eventuale progetto interrato. Non è invece trattabile il “no” al terminale di ricezione e rigassificazione a Zaule per il quale la Regione nel piano ribadisce la volontà di non autorizzarne la realizzazione, ritenendo il progetto sovradimensionato e in contrasto con il modello di sviluppo del porto di Trieste. L’amministrazione Serracchiani intende comunque puntare sul gas come vettore energetico di transizione così come rimodulare il funzionamento delle centrali termoelettriche tradizionali, in particolare quella di Monfalcone, superando il carbone proprio con l’utilizzo del gas. «Siamo all’inizio di una nuova era – ha detto l’assessore Vito illustrando le 300 pagine del Piano ai consiglieri della IV commissione – e con questo documento si dà avvio a una new green economy rivoluzionaria, innovativa, di altissimo livello tecnologico che guarda con coraggio alle sfide che ci attendono». Il piano, redatto in collaborazione con il servizio energia della Direzione ambiente, con Arpa Fvg e con l’Università di Udine, sarà ora sottoposto a tutti gli interessati. Fornisce a enti locali, imprese e cittadini, le linee guida per far sì che lo sviluppo economico e sociale sia accompagnato da un uso sempre più razionale dell’energia. Materia in cui, nei suoi primi due anni di mandato, l’amministrazione regionale ha investito importanti risorse. Oltre 35 milioni di cui 19,2 per interventi sulla prima casa, il riuso del patrimonio immobiliare, la riqualificazione energetica dell’edilizia pubblica e dei comuni montani, 12 per l’efficientamento della pubblica illuminazione, 11 per interventi nelle aziende agricole. Esaminato il sistema energetico attuale, il piano fornisce un’analisi degli impianti e delle infrastrutture esistenti oltre che delle emissioni inquinanti e clima-alteranti per poi passare alle strategie energetiche declinate in 6 vision regionali e 50 misure specifiche. Con l’obiettivo di perseguire una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva attraverso l’avvio di una strategia capace di valorizzare la posizione geografica, i patrimoni e le eccellenze del Fvg, sapendo selezionare le proposte da cui trarre il massimo beneficio nell’ambito dello sviluppo sostenibile e dell’economia verde.

Carnia: Terna farà tagliare gli alberi vicini agli elettrodotti

di Gino Grillo.

 Terna rete Italia ha comunicato ai vari Comuni della Carnia che nel prossimo autunno – inverno provvederà a far tagliare le piante e i rami presenti nella fascia di rispetto degli elettrodotti ad alta tensione e lungo i sentieri di accesso alle linee elettriche aeree. Una operazione, questa, che viene eseguita onde cercare di evitare i black out, come quelli avvenuti durante gli scorsi inverni, che hanno lasciato al buio per diversi giorni alcuni comuni e frazioni della Carnia e del Cadore proprio a causa della caduta di alberi o rami sulle linee elettriche aeree, sotto il peso della neve. Terna rete Italia invita dunque le amministrazioni comunali a farsi interpreti verso i propri cittadini, invitandoli a lasciare questo compito alle maestranze assunte dall’azienda elettrica. Gli impianti sono sempre in tensione ed una eventuale caduta di un albero, maldestramente abbattuto sulle linee stesse, potrebbe, oltre ad essere pericoloso per quanti eseguono questo lavoro, causare danni e interruzioni di erogazione dell’energia elettrica. Quanti fra i proprietari di terreni vicini alle condutture aeree avessero necessità di effettuare tagli di piante, possono contattare Terna rete Italia per definire le modalità di intervento. Tutti gli alberi abbattuti dall’azienda elettrica rimarranno comunque di proprietà, e quindi a disposizione dei vari proprietari dei terreni interessati.

Friuli: «Via subito la pubblica utilità dell’elettrodotto Würmlach-Somplago» interrogazione in Consiglio

«La Regione deve revocare quanto prima la delibera della giunta Tondo con cui si riconosceva all’elettrodotto Somplago-Würmlach “un rilevante interesse strategico e la pubblica utilità” per il Friuli-Venezia Giulia. Le due sentenze emanate hanno negato l’autorizzazione alla realizzazione dell’elettrodotto sul versante austriaco. In assenza della funzionalità dell’infrastruttura energetica, la giunta Serracchiani ora deve prendere i dovuti provvedimenti per fermare l’iter procedurale di quest’opera». A chiederlo è Cristian Sergo, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale che su questo argomento ha presentato una interrogazione.

«Con la nostra interrogazione – spiega Sergo – abbiamo voluto spronare la giunta Serracchiani a esercitare una pressione maggiore verso i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico che nell’ultimo anno hanno rispettivamente deliberato la compatibilità ambientale e riavviato il procedimento volto all’emanazione dell’autorizzazione unica per la parte di elettrodotto ricadente sul territorio italiano. Ma più che altro abbiamo chiesto che venga presa una posizione chiara. Finora l’assessore Vito ha più volte preso atto della mutata situazione ma non è stato fatto alcun atto istituzionale concreto, a parte una lettera inviata in aprile».

«Questa inerzia ha di fatto permesso la pubblicazione, lo scorso 19 maggio, dell’integrazione dell’avviso pubblico su un quotidiano locale con il quale i proponenti hanno annunciato di aver stabilito un nuovo tracciato dell’opera e individuato i terreni da espropriare. La giunta Serracchiani, come tutti i cittadini che “possono derivare pregiudizio” dalla realizzazione dell’opera, ha trenta giorni di tempo (in realtà ormai solo una ventina) per poter ribadire le motivazioni per cui questa opera non ha alcun senso. D’altronde l’assessore Vito ritiene quest’opera “vana” proprio perché non può essere realizzato il tratto austriaco. Ora però – conclude Sergo – alle parole devono seguire i fatti per mettere, una volta per tutte, la parola fine a questa vicenda».

Friuli: dall’Austria altro no dal Consiglio di Stato, al mega-elettrodotto Würmlach-Somplago

di Marco di Blas.
Sul progetto dell’elettrodotto da 220 kV Würmlach-Somplago è stata posta la pietra tombale. Già nel settembre scorso il Tribunale amministrativo federale aveva negato l’autorizzazione all’opera, giudicandola incompatibile con il territorio che avrebbe dovuto attraversare, una vallata che da Kötschach-Mauthen si insinua a sud verso il confine italiano, il cosiddetto “Kronhofgraben”, considerato un gioiello naturalistico, candidato a entrare a far parte del Patrimonio dell’umanità protetto dall’Unesco e già facente parte degli ambiti tutelati dal protocollo “Natura 2000”. Ora quella sentenza è stata confermata anche dal Consiglio di Stato, con un provvedimento che porta la data del 24 febbraio, ma che è stato pubblicato soltanto in questi giorni. Ovviamente, la competenza territoriale di questo supremo organo giurisdizionale si limita all’Austria, ma è evidente che, non potendosi realizzare i 42 chilometri di elettrodotto previsti in territorio carinziano, non avrebbe alcun senso allestire i restanti in territorio italiano, dal confine a Somplago, anche se sul nostro versante esisteva un parere positivo espresso in luglio dal Ministero per l’Ambiente, con provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, relativo alla valutazione di impatto ambientale. La decisione di settembre del Tribunale amministravo era stata accolta con sorpresa sia dai promotori dell’elettrodotto – la Alpe Adria Energia Spa di Udine – sia dagli oppositori (vari Comuni della Carinzia e della Carnia, nonché alcuni comitati ambientalisti transfrontalieri), perché dopo la decisione del Ministero italiano per l’Ambiente e soprattutto dopo la presa di posizione favorevole dell’Unione europea, tutti davano per scontata una sentenza pro elettrodotto. Nell’estate scorsa – lo ricordiamo – l’Ue aveva inserito l’opera nell’elenco, aggiornato ogni due anni, dei «progetti di interesse comunitario», condizione che avrebbe consentito ad Alpe Adria Energia Spa di accedere ai finanziamenti europei, di accelerare i processi autorizzativi e di ottenere, se necessario, l’esproprio dei terreni. Ma il Tribunale amministrativo, come avevamo riferito anche in questo giornale, era stato di diverso avviso. Contro quella sentenza la società proponente aveva presentato ricorso al Consiglio di Stato, che però è stato respinto. Non si conoscono ancora le reazioni sul versante austriaco, mentre su quello italiano ha già preso posizione Renato Garibaldi, uno dei principali oppositori al progetto. «A nome mio e del comitato che per anni si era battuto per fermare questo scempio – ci ha dichiarato – esprimo da una parte la nostra soddisfazione per il raggiungimento dello scopo ottenuto a prezzo di molte battaglie nelle piazze e nelle sedi amministrative; dall’altra, il nostro rammarico per aver avuto bisogno della giustizia austriaca per fermare questo assurdo ovvero che l’interesse economico di pochi (tre imprenditori) prevalesse sugli interessi di tutti. Perché questo scrive la sentenza: la natura, il paesaggio sono un valore immenso e la speculazione di alcuni non può prevalere su questi beni comuni».

Cercivento: il Sindaco Boschetti dice “no” all’elettrodotto aereo

di Gino Grillo.

Dice di avvertire un certo disinteresse tra i sindaci e i politici della Carnia sulla vicenda dell’elettrodotto aereo Wurmlach-Somplago, il primo cittadino di Cercivento, Luca Boschetti. Da qualche tempo nessuno ne parla – sostiene -, in attesa della convocazione degli stati generali da parte della presidente Debora Serracchiani. Nessuno, infatti, fra i sindaci e i politici del territorio interessato dall’attraversamento dell’opera ha ancora assunto una posizione chiara. «Un ritardo – osserva il sindaco – nel prendere iniziative, che rischia di impedire ricorsi al Tar contro la decisione del Ministero che ha concesso il Via al progetto». «È vero che contro questa opera si sono espressi i vari comitati – prosegue Boschetti – ma la politica in generale è assente». Così, per smuovere un po’ le acque Boschetti ha convocato per settembre il consiglio comunale con all’ordine del giorno la questione dell’elettrodotto. «Ne scaturirà – anticipa- una posizione nettamente contraria all’opera». Nella delibera l’amministrazione comunale chiederà alla presidente Serracchiani di tenere fede alla parola data durante la campagna elettorale. «La presidente – prosegue il sindaco – deve rispondere ai cittadini su quanto dichiarato in campagna elettorale, e cioè che l’elettrodotto, se di deve fare, sarà interrato e non aereo, ma mi pare che Serracchiani abbia già sposato la causa di Alpe Adria Energia». Boschetti chiede che anche i sindaci delle vallate, i cui territori non sono direttamente interessati al passaggio della linea elettrica (Ligosullo, Paularo, Arta Terme, Sutrio) di prendere una netta posizione.

Tolmezzo: “Carnia in movimento” contesta “Inchiesta in Carnia” per il mancato riferimento all’elettrodotto

di Tanja Ariis.

Dante Spinotti, il regista di Hollywood di origini carniche, criticato lunedì all’entrata al cinema David per non aver affrontato nel suo docufilm “Inchiesta in Carnia” il tema dell’elettrodotto, replica che il filo conduttore del suo lavoro è la protezione del territorio e, quindi, non può esserci dubbio sulla sua posizione in merito. “Carnia in movimento” lunedì sera, fuori del David, dove veniva proiettato il film, ha contestato Spinotti per non aver neppure accennato nel suo lavoro all’elettrodotto dall’Austria. «Da una parte – denuncia Renato Garibaldi- si vuole promuovere l’immagine di una Carnia bella, incontaminata, tutta natura, dall’altra non si fa nulla per difenderla. Si fa un documentario per far conoscere le bellezze della Carnia, ma poi le distruggono con opere come l’elettrodotto. La Serracchiani da una parte pontifica, dall’altra non contrasta l’elettrodotto». Spinotti osserva: «Uno dei temi principali che ho affrontato nel documentario è la protezione dell’ambiente e del paesaggio. Non c’è, quindi, dubbio sulla mia posizione sull’elettrodotto. Il mio è uno sguardo generale sulla Carnia, se dovessi parlare di elettrodotto, andrebbe realizzato un documentario solo su questo tema. La storia, la natura e la bellezza del paesaggio sono le vere risorse della Carnia». Garibaldi ha anche puntato il dito sulle scene in cui un pilota «guida a folle velocità da Ovaro ad Amaro». «Non sa Spinotti – chiede – delle centinaia di ragazzi morti su queste strade, che i cimiteri della Carnia sono pieni di giovani morti perché correvano troppo? Così si invita a correre». Spinotti spiega la sua scelta: «Voleva essere un modo per rispondere a chi dice che si abbandona la montagna perché c’è tanta strada da percorrere per andare al lavoro. Credo che si capisca subito che la risposta è ironica. È una provocazione, non credo possa essere letta come un invito a correre. È cinema, fatto con artifizi per spiegare in maniera semplice alla gente che il problema non è fare un po’ di strada per arrivare al lavoro. Le scene le abbiamo girate all’alba e il suono lo abbiamo aggiunto dopo. Su queste strade non si corre, e, poi, la polizia è sempre all’erta». Garibaldi contesta anche «le troppe interviste politiche a quelli che hanno sponsorizzato il prodotto» e il troppo spazio dedicato alla solita politica. Molti non hanno potuto vedere lunedì”Inchiesta in Carnia” poiché i biglietti erano esauriti e su Facebook si è acceso il dibattito sui biglietti introvabili. Comunque a Tolmezzo al cinema David ci sarà una replica lunedì prossimo alle 21 (prevendita dei biglietti da domani), mentre a Comeglians sarà proiettato domani sera alle 20,30 all’Alpina e c’è già il tutto esaurito; una replica è prevista per venerdì alla stessa ora (ingresso gratuito) fino ad esaurimento posti (senza prenotazione) che sono 200.

Carnia: accesi tanti falò per dire no all’elettrodotto

di Gino Grillo.

 Legambiente accende la luce sulle montagne contro l’elettrodotto. Sabato di protesta quello scorso, che ha valicato i confini di Stato fra Austria e Italia. Su sei colli in Italia, e su altri due in Austria, i falò delle associazione ambientaliste hanno detto “no” all’elettrodotto Wurmlach-Somplago di Alpe Adria Energia degli industriali Fantoni-Pittini-Burgo che ha ottenuto la certificazione Via (Valutazione di impatto ambientale) da parte del ministero dell’Ambiente. I fuochi sono stati accesi da un centinaio di volontari, in Italia, in zone site in quota in modo che venissero visti da tutta la valle del But e dalla Conca tolmezzina. Un primo falò è stato acceso a Cesclans di Cavazzo Carnico, due a Verzegnis, a malga Avrint e a casera Presoldon, ben visibili da Tolmezzo, uno sul Pian delle Streghe sul Tenchia di Cercivento, uno sul Colle di San Daniele di Paluzza e uno a Passo Pramosio. Gli austriaci hanno acceso un falò già il sabato precedente sui monti di Mauthen, al Zollnersee Hutte, cosa che hanno ripetuto questo ultimo fine settimana. I fuochi sono stati ben visibili dalle 21 sino alle 23 dai paesi del fondovalle anche a lunga distanza. Naturalmente tutti i falò sono stati accesi in sicurezza, con la presenza anche della guardia forestale. Non sarà questa comunque l’unica protesta contro l’èelettrodotto: Legambiente pare abbia in serbo un ricorso al Tar contro il progetto, in quanto «non soddisfa le stesse richieste avanzate dalla Regione e dal ministero dell’Ambiente. Qualcosa deve essere andato storto nel frattempo», ha detto Marco Lepre, del circolo carnico dell’associazione naturalistica. Sotto accusa pure il Partito democratico e la presidente della Regione, Debora Serracchiani, che non prendono subito una decisione precisa, ma tergiversano. «Serracchiani non ha bisogno di sentire i sindaci, sa già come la pensano. Lo disse anche in campagna elettorale che la giunta Tondo aveva sbagliato ad avvalorare il progetto di Alpe Adria Energia, non ha bisogno quindi di incontrare i sindaci a settembre», ha attaccato Lepre. Un escamotage questo, secondo Aldevis Tibaldi del Comitato per la Vita del Friuli rurale, che non permetterebbe ai Comuni contrari all’elettrodotto di rivolgersi in tempi utili al Tar.

Carnia: da Roma arriva il via libera definitivo all’elettrodotto Wurmlach-Somplago

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Sei anni sopo il  deposito dell’istanza, il 3 luglio scorso sulla  Gazzetta Ufficiale n. 88 del 26 luglio è stata pubblicato il decreto del Ministero dell’Ambiente, di concerto col Ministero dei Beni culturali – Turismo con l’esito positivo della Valutazione di Impatto Ambientale per l’elettrodotto Wurmlach – Somplago. Si è conclusa quindi con esito positivo a Roma la procedura di Valutazione di Impatto ambientale relativo al progetto di elettrodotto a 220 kV “Somplago-Würmlach” per quanto riguarda il tratto italiano compreso tra la stazione elettrica di Somplago e il confine di Stato, presentato dalla Società Alpe Adria Energia Sp a (cordata Pittini-Fantoni-Burgo). Ok definitivo dunque alla compatibilità ambientale dell’opera che però dovrà sottostare, per essere realizzata, a ben 51 prescrizioni emanate dai Ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali, parte delle quali recepiscono quelle già a suo tempo segnalate dalla Regione Friuli Venezia Giulia. La principale di esse riguarda “l’interramento dei cavi nel tratto finale dell’elettrodotto, da Malga Pramosio al confine di Stato, per l’attraversamento della Zona di protezione speciale

Le prescrizioni obbligano Alpe Adria Energia a non costruire i piloni in zone tutelate dove vivono specie che nidificano, impongono uno studio sull’impatto acustico dei cantieri e sullo smaltimento dei rifiuti e il monitoraggio ambientale. Divieto, inoltre, di costruire pilastri nelle zone di dissesto nei territori dei comuni di Cavazzo Carnico, Tolmezzo, Laipacco di Paluzza e sull’alveo del fiume Tagliamento con spostamento dei tralicci sulla sua sponda sinistra.

Un occhio anche all’ambiente: si dovrà esboscare il meno possibile lungo il tracciato dell’elettrodotto e i tronchi dovranno andare a enti che utilizzano la biomassa, mentre i tralicci dovranno, vuole il ministero, essere dipinti mimeticamente. La sovrintendenza regionale potrà chiedere lo spostamento del tracciato qualora interessi aree di interesse archeologico. Contro il decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 26 luglio si potrà presentare ricorso al Tar entro i prossimi 60 giorni e al Capo dello stato entro 120.

Dopo sei anni, ecco, dunque, la rivincita di Alpe Adria Energia, che aveva chiesto questo elettrodotto per diminuire le spese energetiche per le fabbriche degli industriali che compongono la società. A suo tempo c’erano state manifestazioni di piazza contro il progetto e il parere contrario dei consigli comunali. Da allora alcune amministrazioni sono cambiate, ma il fronte del no è rimasto unito. Francesco Brollo, sindaco di Tolmezzo, ha indetto una riunione di giunta per valutare l’impatto che l’elettrodotto avrà sul territorio della città carnica.

«Naturalmente – afferma – ci confronteremo con le altre amministrazioni per fare fronte comune». Non cambia rotta Cercivento, uno dei comuni più agguerriti nell’avversare il progetto. Luca Boschetti, subentrato nella carica di sindaco a Dario De Alti, non ritorna indietro. «Prenderemo atto – dice – delle disposizioni del ministero e concorderemo un’azione insieme con gli altri comuni e con i comitati del fronte del no».

Proprio a Cercivento Renato Garibaldi ha fondato il Comitato contro l’elettrodotto, che a suo tempo aveva portato migliaia di cittadini a manifestare in piazza. «Hanno dissotterrato l’ascia di guerra – afferma -, ma noi non ci stiamo. Val di Susa non ha insegnato nulla, si preferisce dare ascolto ai potentati finanziari ed economici e non alla gente. Qui, a differenza che in Val di Susa, non esiste alcuna pubblica utilità dell’opera, ma solo una speculazione privata di un gruppo di industriali. Non siamo disposti a sopportare e reagiremo di conseguenza».

Non manca un accenno all’Austria. «Verbund, l’ente energetico austriaco, ha respinto l’elettrodotto interrato, vedremo come accoglierà il fatto che il tratto di elettrodotto sul confine sarà sottoterra».

A sostegno della propria battaglia, il Comitato anticipa che il 9 agosto ci sarà una manifestazione della gente carnica e di quella carinziana. «Accenderemo dei fuochi – spiega Garibaldi – da Somplago fino a Wurmlach lungo il tragitto che dovrebbe avere l’elettrodotto, per dimostrare che la montagna è viva».

 

Carnia: sull’elettrodotto nella Val del But, 6 Sindaci contro

di Tanja Ariis.

Sei sindaci della valle del But non mollano la presa: l’elettrodotto aereo non si deve fare. E non si fanno lusingare dalle tanto annunciate compensazioni: non tradiranno, fanno sapere, le loro comunità. Della Regione dicono: il suo modo di fare ci offende. È questo in sintesi il messaggio che proviene dai sindaci di Cercivento, Ligosullo, Treppo Carnico, Arta Terme, Sutrio e Paluzza che intervengono sugli ultimi sviluppi relativi all’elettrodotto Würmlach-Somplago. Evidenziano prima di tutto di averli appresi dalla stampa locale che ha «riportato – osservano – alcune dichiarazioni di un anonimo responsabile del procedimento, dell’assessore all’ambiente, energia e politiche della montagna, Sandra Savino, e del cavaliere Andrea Pittini. Tali dichiarazioni – affermano i sindaci – ci hanno sorpreso in quanto abbiamo saputo dal giornale ciò che in un corretto rapporto istituzionale, quali sindaci legittimi rappresentanti di un territorio attraversato dall’elettrodotto, avremmo dovuto sapere anticipatamente e direttamente dall’istituzione Regione. Tale modo – sbottano – è offensivo e il segnale d’uno scorretto modo di agire improntato al centralismo». «Noi sindaci – aggiungono – abbiamo alcune domande da porre e alcune cose da dichiarare. L’anonimo responsabile del procedimento ha affermato che la Regione ha tutta l’intenzione di dare il parere favorevole e, addirittura, che “lo studio presentato da Stefano Filacorda dell’Università di Udine ha dimostrato che l’impatto dell’impianto sulla fauna selvatica tende allo zero. Dunque daremo il parere favorevole”. Ci chiediamo – dicono i sindaci – come mai tale parere favorevole sia anticipato da un tecnico e non dal responsabile politico della Regione. Dall’Università di Udine, nata dal terremoto per volontà dei friulani perché fosse al servizio del Friuli, ci saremmo aspettati – dichiarano – studiasse più l’impatto dell’elettrodotto-mostro sul nostro territorio e sulla popolazione che quello sulla “fauna selvatica”! Circa le dichiarazioni dell’assessore Savino sulle “esigenze dei territori, che devono essere gratificati” precisiamo – continuano – quali legittimi rappresentanti dei cittadini e dei territori dei nostri Comuni, che né detti territori né detti cittadini sono a disposizione degli interessi di un imprenditore privato che vuole costruirsi una “merchant line” e tanto meno sono in vendita. Abbiamo apprezzato la dichiarazione del cavaliere Pittini di elogio dei suoi dipendenti, di voler loro bene, di non tradirli mai. Anche noi sindaci elogiamo l’operosità passata e presente degli abitanti della nostra valle».