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Enemonzo: l’attività di ERSA alla 44^ mostra mercato del formaggio e della ricotta di malga

L’ERSA (Agenzia regionale per lo sviluppo rurale) ha curato alcuni eventi alla 44^ mostra mercato del formaggio e della ricotta di malga di Enemonzo (Ud), nell’ambito di due iniziative di collaborazione transfrontaliera del Programma Interreg V-A Italia-Austria 2014-2020: “MADE – Malga and Alm Desired Experience” (per conservare e tutelare il patrimonio culturale e naturale, nonché le conoscenze dell’agricoltura tradizionale nella zona alpina) e “TOP-Value Il valore aggiunto del Prodotto di montagna” (per favorire l’adesione all’indicazione facoltativa “Prodotto di Montagna” da parte dei produttori di questi territori).

Sono stati 3 i focus principali su cui è stata posta attenzione: la produzione, la qualità e l’utilizzo finale delle produzioni casearie d’alpeggio.

L’ERSA ha proposto al pubblico una degustazione dei prodotti di malga regionali, con un approfondimento guidato sulle caratteristiche dei formaggi e delle ricotte di alpeggio. Domenica 16 si è svolto un convegno con le relazioni del prof. Giulio Cozzi dell’Università di Padova (dipartimento di medicina animale, produzioni e salute) sul tema “Riflessioni sulle ricadute positive nelle produzioni di malga dovute alla corretta interazione tra razze alpeggiate, alimentazione e gestione dei pascoli” e di Ennio Pittino (ERSA) che ha illustrato le modalità di valutazione dei prodotti in concorso, secondo apposite schede predisposte dai tecnici dell’Agenzia, ed un sistema informatizzato di raccolta dei dati di ogni giurato. Su proposta dell’ERSA è stata introdotta al concorso una nuova categoria dedicata ai “Formaggi caprini di malga”

Ecco i vincitori del concorso suddivisi per categoria:

Categoria “Formaggio di malga”
Malga Comune Gestore Casaro
1^ Montasio Chiusaforte AAFVG Toffolo Simone
2^ Confin Venzone Colomba Ennio Colomba Daniel
3^ Valuta Socchieve Erman Mirko, Erik e Petris L. Erman Bernardino
Categoria “Ricotta affumicata di malga”
1^ Lavareit Paluzza Soc. Coop. Agricleulis Flora Davide
2^ Casavecchia Forni Avoltri Gressani Aulo Gressani Aulo
3^ Pramosio Paluzza Screm Marino e Pietro Paluber Samuele
Categoria “Formaggio caprino di malga”
1^ Fossa de Bena Polcenigo De Conti Giovanni De Conti Giovanni
2^ Lavareit Paluzza Soc. Coop. Agricleulis Mella Anna
3^ Vinadia Grande Prato Carnico Piazza Mauro Rupil Daniele

Dopo l’inaugurazione della mostra “L’uomo domini sul bestiame … Dalla pastorizia alla zootecnia” allestita da ERSA e dell’esposizione dei prodotti caseari di malga in concorso, la famiglia Rugo di Enemonzo ha consegnato il premio “GIACOMO RUGO” all’azienda agricola L’allegra fattoria di Morocutti Ivan e Silverio Romina di Tolmezzo.
Questo riconoscimento viene assegnato ogni anno a giovani malghesi che si distinguono nell’attività dell’alpeggio.

Per festeggiare i vincitori l’ERSA e la PRO LOCO hanno offerto un aperitivo a base dei prodotti del territorio e dei formaggi e ricotte in mostra.

Nel tardo pomeriggio, l’Agenzia ha organizzato uno show cooking con la collaborazione dello staff del ristorante “Da Nando” di Mortegliano (Ud) per presentare al pubblico una ricetta a base di ingredienti locali e tradizionali, tra i quali i prodotti di malga del FVG.

Enemonzo: al “Torneo Parco delle Colline Carniche” si parlerà anche di doping

Anche in questa edizione nell’ambito del “Torneo Parco delle Colline Carniche-Erreà Cup” di calcio si svolgerà un convegno di sicuro interesse. Lunedì 6 giugno alle ore 10 al centro sociale di Enemonzo si parlerà infatti di “Doping: l’illusione di vincere”. L’evento sarà incentrato sul tema dell’attività motoria quale strumento di formazione e di prevenzione dell’uso di sostanza dopanti.
Vedrà coinvolti gli alunni della Scuola Primaria e Secondaria dell’Istituto  Comprensivo Val Tagliamento (ovvero Villa Santina, Raveo e Lauco).

Relatore sarà il Dott. Stefano Boscarato, laureato in Scienze Motorie e Scienza dello Sport, che si occupa di attività motoria e sportiva a tutti i livelli e nella realizzazione di progetti di formazione per quanto riguarda la salute, il benessere e la prevenzione dell’uso di sostanze Dopanti.
E’ professore di Scienze Motorie presso le Scuole Superiori, collabora con le Scuole Primarie con interventi di corretta educazione al movimento, sviluppa con le società sportive progetti di motricità di base con bambini ed anziani e preparazione fisico/atletica con gli sportivi.

Ci sarà inoltre un rappresentante dell’ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo) dell’Alto Friuli.

Il Torneo prenderà il via giovedì 2 giugno con i Pulcini, mentre sabato 11 e domenica 12 protagonisti saranno i Giovanissimi. A questo proposito c’è una novità: il Vicenza non potrà essere presente in quanto impegnata nelle finali nazionali Under 15. Al suo posto ci sarà il Tricesimo, che quindi formerà il Girone B assieme a Pordenone, rappresentativa carinziana e Bruno Selleri Olbia. Nell’altro raggruppamento si sfideranno Udinese, Tolmezzo, Padova e Ancona Udine.

La manifestazione è organizzata dalle associazioni sportive dilettantistiche Villa e Folgore in collaborazione con Edera e Lauco, oltre ai Comuni facenti parte dell’Ente Parco Intercomunale delle Colline Carniche, ovvero Villa Santina, Enemonzo, Raveo e Lauco.

Partecipano attivamente anche la Delegazione di Tolmezzo della FIGC, l’AIAC Carnia e la sezione di Tolmezzo dell’AIA.

Il calendario completo e altre informazioni sul sito www.torneocollinecarniche.it.

Enemonzo: nuove incursioni di cinghiali, azienda chiede aiuto

di t.a.

Azienda agricola di Enemonzo, dopo l’ennesima incursione di cinghiali, scrive a Provincia, Regione e riserva di caccia di Enemonzo e Villa Santina chiedendo di intervenire. La Travani Tomat Celso e Piero segnala «gli ennesimi danni subiti a causa dei cinghiali presenti in sovrannumero e totalmente incontrollati nel territorio della medio-alta Val Tagliamento. Nella notte tra il 4 e il 5 maggio i cinghiali sono entrati per la seconda volta nel campo (di circa 1500 mq) seminato a patate a cento metri dalla nostra abitazione. Il campo era recintato con due fili elettrici e la batteria era allacciata e funzionante. Visto il momento delicato per la germinazione delle patate, non si è potuto aspettare i controlli della Provincia e si è proceduto il pomeriggio stesso al ripristino, manuale». «Già in passato i danni – lamentano dall’azienda – sono stati quantificati con prezzi relativi alla Bassa friulana che non sono per nulla paragonabili alle reali spese e al valore dei prodotti della zona montana. Nella notte tra l’11 e il 12 maggio i cinghiali hanno distrutto un altro campo di patate (circa 1000 mq) a Invillino. La nostra categoria – continuano – tenta di difendersi con recinti e dissuasori, ma gli ultimi sono di dubbia utilità per una popolazione così vasta di questi animali infestanti mentre i primi sono di difficile gestione per conformazione del territorio e lo spezzettamento dei campi. Solo la nostra azienda coltiva circa 15 campi tra le varie colture su tre comuni diversi e per ogni campo, oltre ai pali e al filo elettrico, sono necessari un elettrificatore e almeno due batterie e non è calcolabile il tempo perso nei controlli e nella manutenzione». «Noi non chiediamo che i cinghiali vengano eradicati completamente dal territorio perché lavoriamo con la natura e sappiamo meglio di tanti altri quanto l’equilibrio e la biodiversità siano fondamentali. Ma proprio per questo chiediamo un aiuto concreto ai cacciatori e alle autorità affinché la popolazione dei cinghiali sia ridotta e torni entro limiti sostenibili».

Carnia: il miglior salame carnico è di Enemonzo, sbaragliata la concorrenza di 32 norcini

(g.g.)

Anche quest’anno non vi è stata condivisione di valori fra la giuria tecnica e quella popolare nell’assegnare il titolo di miglior salame di Carnia. Per la giuria popolare il migliore salame carnico è quello di Salumi di Carnia di Rinaldo Beorchia di Ovaro, mentre la giuria tecnica, presieduta dal giornalista specializzato in enogastronomia Bepi Pucciarelli il miglior salame viene da Esemon di Sotto prodotto da Gianni Cimenti. Alla 17^ “Sagra del salam di Cjargna” quest’anno hanno partecipato ben 32 norcini che hanno messo a dura prova la giuria per la grande qualità dimostrata dai norcini che hanno evidenziato le caratteristiche del salame carnico, notoriamente affumicato ma senza che questo copra, ma anzi esalta, il gusto della carne. Pucciarelli ha evidenziato il pensiero unanime della giuria: «La qualità complessivamente dei prodotti è stata elevata e nessun salame è risultato insufficiente». A ridosso dei primi tre classificati «c’erano diversi salami che avrebbero potuto aspirare al premio, distanziati solo da qualche “decimo di secondo”, tanto per usare un linguaggio sportivo». La giuria, per la cronaca, ha premiato pure i salami di Igor Cimenti di Villa Santina, giunto secondo, e di Flavio Piazza di Sutrio. Nonostante il freddo e la pioggia anche quest’anno la kermesse ha attirato un folto numero di estimatori che alla fine ha potuto pure acquistare dei salumi da portarsi a casa e godersi la cucina proposta dalla Pro Loco, organizzatrice dell’evento, e dell’agriturismo San Juri.

Enemonzo: la favola bella di Ines Taddio, cantante Italiana in Germania, cantante tedesca in Europa

 

di Ermes Dorigo.

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Premessa: Ines Taddio oggi ha 87 anni e vive a Colonia; il figlio Carlo Bach è un artista d’avanguardia di fama internazionale. L’intervista è di qualche anno fa, quando la Taddio aveva ormai abbandonato la carriera di cantante e nel cinema, dedicandosi alla fotografia. Quindi, è di estrema attualità.

“Le mie ferie le passo a Enemonzo che ancor oggi è per me il più bel paese del mondo”. Così esordisce Ines Taddio nel nostro incontro agostano, mentre divora con occhi maternamente fieri il figlio Carlo Bach, “apprezzato artista d’avanguardia – come sottolinea -, che vive a Trieste”. Ines è signorile e raffinata sia nel vestire, che nel portamento e nei gesti, appassionata, vitale, entusiasta e giovanile nell’impeto con cui racconta e ripercorre la sua esperienza, come non ci credesse ancora, come fosse una favola e non una bella realtà.

“Sono nata qui a Enemonzo, piccolo paese della Carnia – mi dice -, il 28 dicembre 1928 sotto il segno del Capricorno. Già giovanissima sono stata notata per la mia avvenenza e nel 1945 eletta Miss Carnia. Invitata poi a Grado per l’elezione di Miss Friuli Venezia Giulia mi classificai al secondo posto ed ebbi la possibilità di partecipare all’elezione di Miss Italia, ma mio padre non era d’accordo e  rinunciai. Questo, comunque, mi procurò una parte nel film Penne nere con Marcello Mastroianni: si profilava per me a Roma una carriera nel cinema, ma i miei genitori mi volevano prima di tutto diplomata. Essi, che avevano un piccolo negozio, desideravano che io avessi una solida formazione professionale e mi fecero studiare, come le due sorelle, per diventare insegnante. Conseguito il diploma, andai a Salisburgo, perché era desiderio di mio padre che studiassi il tedesco. Ed è qui che le cose presero un corso imprevisto”, mi dice quasi con stupore, come ancora vivesse la sorpresa e la meraviglia d’allora.

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“Mi sistemai nel collegio San Sebastian; la mia insegnante era anche annunciatrice in un programma musicale della radio e suonava il pianoforte. Il caso volle che un tecnico registrasse una nostra improvvisata esibizione. Rientrata in Italia dopo una settimana ricevetti una telefonata, nella quale mi si diceva che alla sera mi sarei potuta ascoltare alla radio di  Salisburgo e che il direttore Jo Balke entusiasta mi aveva inviato un contratto per un anno. Da qui, era il 1955, cominciarono oltre il lavoro alla radio – alcune registrazioni vennero poi messe in programma anche dalla radio italiana, le serate e incisi il primo disco. Andai anche a Roma – continua – e fui invitata insieme a Domenico Modugno alla trasmissione “Il rosso e il nero”, condotta da Corrado. Mi offrirono subito un contratto per un anno alla RAI e andai ad abitare in via Asiago assieme a Miranda Martino, Emilio Pericoli, Tonino Torielli. Ingaggiata poi per il maestro Canfora cantai anche con Luttazzi e Trovaioli”.

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Leggo nella sua biografia in tedesco che accompagna il suo recente CD “Carosello Italiano”, uscito da pochi mesi, distribuito in Germania, Austria e Belgio dove è trasmesso ogni giorno nelle diverse stazioni radio di questi paesi,con le sue vecchie canzoni in tedesco, “che va molto bene, il prossimo sarà in diverse lingue”:  “ Ines Taddio non ha solo talento per il canto; bionda, con le gambe lunghe ed una figura da sogno è anche una visione sconvolgente. Nella cerchia dei musicisti la chiamano “Marilyn Monroe”. Nessuna meraviglia che gli uomini con i quali ha rapporti di lavoro desiderino avere più ravvicinati rapporti con lei ed avventure fugaci. Ma la cantante non li prende in considerazione. Quando per lei le costanti attenzioni dei meridionali di sangue caldo diventano eccessive, ritorna a Salisburgo e diventa subito una versatile interprete di canto presso l’OKF. La sua voce vitale – cito ancora dalla sua biografia – con l’insuperabilmente impercettibile accento italiano giunge agli ascoltatori e nel 1956 esce il primo disco presso l’Austroton. Lei è poi rappresentante dell’Austria nella allora amata trasmissione musicale “La musica non conosce confini”, che viene trasmessa anche dalle radiostazioni tedesche”.

Riceve, infine, una telefonata di Heinz Gietz, il produttore tedesco più famoso, scopritore di Caterina Valente, che le propone un contratto alla Polydor ad Amburgo: da allora in Germania  si susseguirono dischi, spettacoli e serate. Poi le incisioni anche di dischi in francese e in italiano. Dal 1959 vengono prodotti regolarmente singoli a Colonia. Il suo debutto televisivo in Germania avviene nella trasmissione “Ad Amburgo si approda volentieri” e le riviste con i programmi radiotelevisivi ne prendono spunto per dare dettagliate informazioni sulla nuova stella di successo venuta dall’Italia. In brevissimo tempo compie in Germania una carriera notevole. Le presenze in scena e le trasmissioni radiofoniche si moltiplicano e lavora con tutti i direttori di orchestra famosi come Erwin Lehn, Franz Thon, Werner Muller, Alfred Hause, Cedric Dumont, Willi Berking. Non da ultimo, grazie ai suoi contatti internazionali, vengono tradotte anche in italiano o in francese molte delle sue registrazioni tedesche.

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“Cominciai  – continua Ines, mentre mi mostra delle fotografie – ad essere invitata in tutta l’Europa e partecipai a diversi spettacoli televisivi e nel 1959 al Festival di Knokke assieme a Charles Aznavour e Edith Piaf.” Sospira un attimo e poi esclama”Essere nominata in cartellone insieme a stelle così famose è stata  naturalmente una cosa assolutamente da impazzire e ne fui allora paurosamente orgogliosa”.  Dopo una breve pausa prosegue: “Nel 1961 partecipai al Gran Prix Eurovisione. Poi, come allora era di moda a diversi film musicali (“ E tu tesoro rimani qui, Balla con me fino al mattino, Così è l’amore dei marinai, Il gabbiano bianco, Le favolose zie,  e Uno mangia l’altra “con  la sex-bomba di Hollywood Jane Mansfield. Fui ospite al Premio Italia a Taormina; l’organizzatore mi chiese, tutto sbalordito: “Ma Lei vuole cantare qui qualcosa in tedesco?. Risposi di non avere altri pezzi e presentai le mie canzoni tedesche, riscuotendo grandi applausi”.

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Con il successo “Pigalle” partecipa al concorso di canto internazionale di Pesaro per la Germania. Tra gli altri partecipanti più in vista: Georges Moustaki, che canta per la Francia e Marie Dieke (da noi più conosciuta come “Ria Solar”), che rappresenta la Svezia. “ Qui per la prima volta – sottolinea –  mi fecero visita alla televisione i genitori, orgogliosi, con mezzo paese. Fui una delle prime cantanti europee a essere invitata oltre cortina. Sentita nel 1964 da Agiubei, genero di Krusciov, durante l’esibizione per il compleanno di Tito all’Orpheum di Belgrado, fui invitata per venticinque esibizioni; per due mesi tenni concerti  in Polonia, in URSS a Mosca, Leningrado: “ Il primo concerto – ricorda – nel Palazzo dello Sport di Mosca con quasi 15.000 spettatori fu un successo sensazionale. Per questo viaggio musicale all’estero avevo imparato una canzone in russo, che però nell’esame del programma da parte dei rappresentanti della Konzertagentour statale sovietica non venne accolta. Tuttavia scatenai l’entusiasmo con le mie entrate in scena, prima di tutto con la canzone di successo 24.000 baci, che aveva un ritmo da twist e il twist era allora in Russia ufficialmente proibito, ma proprio per questo particolarmente richiesto dalla gioventù”. Divenne una top star in Ungheria con il disco ‘Come sinfonia’ e ‘Speedy Gonzales’ (14000copie vendute); seguirono tournée e concerti  in Romania e Jugoslavia. In chiusura di questa tournée a Berlino Est e a Dresda  strappa gli ascoltatori dalle sedie. In occasione di questi spettacoli viene pubblicato dalla Amiga il LP “Kurst Edelhagen a Berlino”, nel quale è possibile ascoltare Ines Taddio con Tony Renis nello Hit Quando, Quando.

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Proprio nel momento in cui gli introiti della vendita dei suoi dischi cominciano costantemente a salire, Heinz Gietz lascia la Polydor e passa alla Electrola. Alcuni artisti e soprattutto quelli che devono al compositore molto del loro successo, lo seguono. Tra loro, Bill Ramsey e Ines Taddio: “Non so se questa decisione sia stata giusta” dice oggi, “perché la Polydor non aveva in quel periodo nessuna grossa star femminile e con me si proponeva di guadagnare”. Comunque dà priorità alla collaborazione con Gietz.

Nella primavera del 1962 –sostenuta da numerosi interventi radiotelevisivi – esce la sua prima canzone con la nuova casa discografica. Heinz Gietz prosegue inizialmente con lo stile italiano abituale, a volte sentimental-romantico, a volte pieno di slancio e temperamento, con canzoni di successo, di calore meridionale. Non ottenendo un successo efficace, tenta la strada di un sound più attuale e fa cantare a Ines Taddio, ad esempio, una cover version di “As usual” di Brenda Lee-Hits. Ha così finalmente la possibilità di mostrare qualcosa di più delle sue potenzialità e della sua versatilità.

“Verso la metà degli anni ’60 mi sposai con il commerciante Karl  Bach, originario di Colonia. Quando poi nacque mio  figlio Carlo, la vita familiare ebbe la prevalenza sulla vita di spettacolo; di tanto in tanto  partecipai ancora a qualche galà.. Ma il marito e il bambino vennero per me al primo posto. Quando si incomincia a cantare solo saltuariamente, si perde un po’ l’esercizio”, racconta ripensandoci, ma senza rimpianto; “ad ogni modo, prima di ogni spettacolo io ero sempre follemente nervosa, cosa che negli anni precedenti non conoscevo affatto”.

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La colpiscono inoltre, improvvisamente, disturbi alla vista e viene accertato che le forti emozioni e la tensione nervosa le causano una infiammazione alla retina, che effettivamente alla fine regredisce, ma che tuttavia resta pericolosa. Così decide di lasciare definitivamente il canto e il palco e di chiudere con l’attività artistica. Quando il marito muore improvvisamente per un male incurabile a soli trentanove anni, alla fine degli anni ’70,  ritorna con  il figlio in Italia. Non interrompe mai i contatti con la Germania, continua regolarmente a far visita alla suocera, con la quale ha sempre un buon rapporto. Per lei da alcuni anni è ritornata  in Germania e da allora vive a Colonia: “Io amo questa città.Mi sento bene lì, quasi come a casa. La mentalità della gente di Colonia, la sua apertura mi è molto cara e qui ho trovato subito buoni amici”.

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Finito? No, perché Ines Taddio è ancora indomita, inquieta, alla ricerca sempre di nuove forme espressive: coltiva l’ hobby o piuttosto la passione per la fotografia. In un concorso del “Koln Express”, al quale  partecipa solo per divertimento, vince con una sua foto, minimalista la definirebbe il figlio Carlo, il primo premio e da allora la macchina fotografica ha un ruolo sostanziale nella sua vita:  “Ma”, dice, “bisogna avere lo sguardo giusto per le cose. E questo è più importante che non la migliore attrezzatura tecnica”. A questo punto ci lasciamo con la promessa che mi invierà almeno parte delle fotografie che esporrà in due mostre, una intitolata “Colonia vista da un’italiana”, l’altra, pare, presso l’Istituto Culturale Italiano  a Colonia.

(Si ringrazia per la traduzione dal tedesco Marina Di Ronco)

Enemonzo: il Tagliamento “minaccia” il centro volo, la preoccupazione del Centro volo nordest

di Gino Grillo.

Il Tagliamento “minaccia” il centro volo Timori sono stati espressi dal Centro volo nordest (Cvne) per eventuali esondazioni del fiume Tagliamento che potrebbero mettere in pericolo la permanenza dl campo volo nella piana di Enemonzo. Raffaello Dal Moro, presidente del sodalizio chiede un intervento di salvaguardia da parte della Regione. «Enemonzo rappresenta una realtà – dichiara Dal Moro – importante per la Carnia, in quanto il nostro campo volo può tranquillamente, e lo diciamo senza falsa modestia, essere paragonato alle realtà aeroportuali di Bled in Slovenia, a Notsch e Lienz in Austria e a Belluno e Bolzano in Italia». L’attività di volo a vela sta sempre più maturando e raggiungendo una significativa e qualificata offerta turistico-sportiva per la Carnia. L’attività di volo libero è iniziata una quindicina di anni fa e oggi conta oltre trenta soci iscritti, essendo frequentata da praticanti di questa attività che giungono da tutto il Triveneto e dai paesi esteri confinanti. In particolare Dal Moro ricorda come quest’anno il centro volo carnico sia annoverato al sesto posto nazionale nella classifica Olc, specifica per il volo a vela. Recentemente la zona è stata interessata da lavori che hanno visto stendere 500 metri quadri di terreno per allungare la pista di circa 50 metri verso ovest e il fiume regionale. Un intervento che permette di arretrare l’area di decollo permettendo la partenza anche dal pianoro rialzato usato fino ad ora solo per allineare gli alianti prima del decollo. La zona comprende un hangar di proprietà del club, che a fine concessione diverrà di proprietà comunale, proprietaria del sito, e un ristorante che da lavoro a quattro persone per tutto l’anno. (g.g.) Paularo Tragico gesto di un anziano a Cogliat Tragico gesto di un uomo del posto in val d’Incaroio. Un settantunenne, probabilmente provato da una malattia contro la quale combatteva, si è tolto la vita gettandosi dal ponte di Rio, in località Cogliat. Il ponte non è troppo alto, solo quattro-cinque metri dal letto del torrente, ma è caratterizzato da una copiosa portata d’acqua. L’allarme è scattato nel primo pomeriggio di ieri, ma all’arrivo dei soccorsi e delle forze dell’ordine ormai per l’anziano non c’era più nulla da fare. Il corpo, una volta recuperato, è stato portato nella della mortuaria del paese in attesa del nulla osta per i funerali.