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Udine: Friuli Doc 2012 più povero, le piazze senza copertura

di Cristian Rigo

Quella in programma dal 13 al 16 settembre sarà l’edizione più povera di Friuli Doc. E così in piazza XX settembre e Venerio non ci sarà il tendone. Con le risorse attualmente diponibili (solo 70 mila euro contro i 140 dell’anno passato) il Comune non è in grado di sostenere tutte le spese anche perché l’amministrazione ha deciso di mantenere inalterati i costi a carico degli operatori. Dopo le polemiche dei giorni scorsi con la Provincia che ha annunciato l’intenzione di non partecipare alla festa per il mancato coinvolgimento da parte del Comune, il vicesindaco Vincenzo Martines e l’assessore al turismo, Franco Mattiussi si sono chiariti: la Provincia molto probabilmente parteciperà all’evento, ma Palazzo Belgrado non riuscirà a garantire i 60 mila euro di contributi dello scorso anno. «Anche noi dobbiamo fare i conti con i tagli – dice Mattiussi -, per cui anche se parteciperemo dovremo ridurre il budget nel rispetto del momento di difficoltà che stanno vivendo molte famiglie friulane». Per il via libera definitivo Mattiussi aspetta di incontrare il presidente Pietro Fontanini. Facile immaginare però che se lo scorso anno la Provincia aveva investito 60 mila euro potendo contare su un contributo regionale di 500 mila euro per il progetto di promozione Terra dei patriarchi, quest’anno che la Regione ne ha stanziati 250 mila, l’assegno per Friuli Doc non supererà i 30 mila euro. Quota 140 mila euro quindi resterà un miraggio. «Inutile nasconderci – ammette Martines – saremo costretti a ridimensionare l’evento anche perché manca meno di un mese all’inaugurazione. Il mio auspicio è che la Provincia partecipi, ma in ogni caso non intendiamo rinunciare a un evento strategico per la promozione dei prodotti di eccellenza del Friuli. Nei prossimi giorni metteremo a punto la logistica e spero anche la mappa definitiva». Per quanto riguarda San Giacomo infatti il Comune sta ancora valutando con la Soprintendenza e con l’Ersa come organizzare la kermesse. Di sicuro sarà disponibile via Mercatovecchio e tornerà anche piazza Garibaldi. Insieme agli standisti è pronta a investire nella manifestazione anche la Camera di commercio che ha già stanziato 20 mila euro per promuovere la kermesse in Austria e Slovenia. «Faremo la nostra parte come sempre – annuncia il presidente Giovanni Da Pozzo -. L’ente camerale ha sostenuto Friuli Doc fin dalla sua nascita perché si tratta di una manifestazione che non è rivolta soltanto agli imprenditori, ai commercianti e agli esercenti udinese, ma coinvolge tutte le aziende friulane e non solo che vengono a promuovere i loro prodotti di eccellenza. E dove ci sono gli interessi degli imprenditori anche la Camera di commercio è in prima linea». Quest’anno la Cciaa organizzerà diversi eventi nella sede del Friuli future forum di via Savorgnana e non è escluso che in caso di difficoltà, Da Pozzo decida ulteriori investimenti. «Se mancheranno risorse ci attiveremo per fare qualcosa in più – dice – magari potremo pagare la copertura di piazza Venerio. Le polemiche e i litigi politici non ci riguardano, pensiamo solo all’interesse delle nostre aziende e siamo convinti che Friuli Doc sia un’importante opportunità per l’economia del territorio».

Friuli: progetto SI.CON.TE. assistenza familiari prorogata fino a luglio del 2013

 

Il Servizio assistenti familiari, assicurato dalla Provincia, attraverso i Centri per l’impiego, è stato prorogato fino a luglio 2013.Positivi i risultati sinora raggiunti dallo sportello, inserito nel Progetto regionale Sistema di conciliazione integrato (SI.CON.TE.), che vede la Provincia, in qualità di ente attuatore, in “prima linea” per la realizzazione delle attività previste a sostegno delle famiglie friulane. «Supporto alle famiglie e qualità della vita – afferma il vicepresidente e assessore al Lavoro Daniele Macorig – sono tra gli obiettivi della Provincia. Mediante gli Sportelli assistenti familiari, nei Centri per l’impiego, la Provincia si propone di ampliare i servizi rivolti ai cittadini riguardanti la cura, l’assistenza e il lavoro domestico. Il progetto – continua Macorig – ha superato le più rosee aspettative Al punto che con il supporto economico della Regione si è deciso di prorogare di un anno i contratti alle professioniste che operano negli Sportelli garantendo così il proseguo del servizio fino al 31 luglio 2013. Abbiamo inoltre provveduto, in autonomia, a ristampare le brochure informative del servizio disponibili in tutti i Centri per l’Impiego». Nel 2011 gli sportelli dedicati al servizio sono passati da 5 a 11. La rete dei contatti reali registra 4.134 contatti contro i 3.330 del 2010, mentre i contatti con badanti e colf, in un anno, sono passati dai 3.935 a 4.984 unità. Le assunzione delle badanti sono lievitate da 792 a 741.  

Friuli: UniUD, nessun aumento delle tasse, agevolazioni per fasce di merito e agli studenti part-time

Per il terzo anno consecutivo nessun aumento delle tasse universitarie, che non saranno nemmeno adeguate all’indice Istat dell’inflazione; una nuova fascia di contribuzione a favore degli studenti in condizioni economiche disagiate, cioè con un Isee al di sotto dei 5mila euro; riduzione delle tasse di 400 euro e raddoppio della durata della carriera universitaria per gli studenti part time. Sono le principali misure a favore degli studenti dell’Università di Udine per il prossimo anno accademico decisi dal Senato accademico e dal Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo che hanno approvato all’unanimità l’Avviso aggiuntivo al Manifesto degli studi, relativo a tasse, contributi ed esoneri per il 2012-2013. Il provvedimento, condiviso con il Consiglio degli studenti, prevede anche l’adozione di tasse comuni con l’Università di Trieste per i corsi interateneo con quella università; il pre esonero per la quota dovuta a titolo di tassa e contributo per chi chiede la borsa di studio Erdisu e rimborsi parziali su tasse e contributi per chi si laurea in corso.

Per l’a.a. 2012-2013, quindi, l’importo delle tasse va da un minimo di 480 euro (di cui 124,62 euro di tassa regionale e di imposta di bollo) relativo alla nuova fascia di costo introdotta quest’anno, a un massimo di 1525 euro. La prima rata, di 590 euro, è uguale per tutti e va versata al momento dell’iscrizione. L’importo della seconda dipende dalle condizioni di reddito e di merito e deve essere pagata entro il 30 aprile 2013. Ulteriori informazioni su tasse, contributi e requisiti per le riduzioni saranno disponibili sul sito internet d’Ateneo dal 16 luglio.

L’Ateneo friulano ha inoltre confermato i provvedimenti varati lo scorso anno incentrati sulla valorizzazione del merito, sull’attenzione alla famiglie e alle sempre più diffuse e variegate tipologie di studente non a tempo pieno. In particolare, le matricole che si sono diplomate con il massimo dei voti, 100/100, non pagheranno la seconda rata delle tasse, che viene ridotta del 75 per cento per i diplomati con un punteggio da 95/100 a 99/100. Analogo intervento sull’importo della seconda rata per chi ha conseguito brillantemente la laurea triennale e si iscrive al primo anno della magistrale. I laureati con 110/110 avranno una riduzione del 75 per cento, mentre per i laureati con punteggi leggermente inferiori la riduzione è del 50 per cento. Infine, seconda rata unica di 520 euro per tutti gli studenti lavoratori, autonomi o dipendenti, anche a tempo determinato.

«Nonostante i tagli ministeriali che dal 2008 stanno affamando le università e malgrado il nostro storico e grave sottofinanziamento – spiega il rettore Cristiana Compagno –, l’Università di Udine si distingue per merito nella didattica e nella ricerca a livello nazionale, e si sforza di distinguersi anche nella responsabilità sociale nei confronti dei nostri studenti e delle loro famiglie».

Negli ultimi tre anni le entrate dell’Università derivanti dalle contribuzioni studentesche complessive sono rimaste sostanzialmente invariate con, anzi, un calo dello 0.5% (pari a circa 93 mila euro) nel 2011 rispetto al 2010. Una manovra consentita, soprattutto, dalla crescita delle performance dell’Ateneo nella didattica e nella ricerca che hanno portato a un aumento della quota premiale del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) di 1,9 milioni di euro nel 2011 (+ 21,7% rispetto al 2010). Un risultato che pone l’Ateneo al nono posto nazionale per l’incidenza della quota per merito sull’Ffo rispetto al decimo del 2010.

«Il Consiglio degli Studenti– sottolineano presidente e vice presidente dell’organismo, Alice Buosi e Massimo Ceccon – esprime soddisfazione per la decisione di mantenere stabili gli importi delle contribuzioni studentesche anche per il prossimo anno accademico, nonostante lo scenario dei finanziamenti al sistema universitario italiano continui ad essere critico». All’amministrazione dell’Ateneo, spiegano Buosi e Ceccon, «va un plauso per il forte impegno prodigato per trovare una soluzione condivisa con l’Università di Trieste per la tassazione comune degli studenti iscritti a corsi interateneo». In questo modo gli studenti che scelgono questi percorsi pagheranno gli stessi importi indipendentemente dall’anno di immatricolazione.

Nonostante sull’Ateneo di Udine continuino ad abbattersi i tagli al Ffo, e nessuna delle istituzioni titolate abbia ancora posto rimedio all’ingente sottofinanziamento che ci penalizza nonostante il merito – spiega Ceccon, che rappresenta gli studenti nel Consiglio di amministrazione –, i forti segnali di incentivazione del merito e il non adeguamento al rialzo delle tasse studentesche sono decisioni delle quali andiamo fieri. Questi interventi rappresentano la miglior risposta a chi, inesperto della materia, ci imputa scarsa virtuosità».

«Ancora una volta – evidenzia Buosi, che è anche rappresentante degli studenti in Senato accademico – i Consigli degli studenti delle Università di Udine e di Trieste vedono accolte le loro richieste di collaborazione tra i due atenei al fine di migliorare i servizi e l’efficacia degli interventi rivolti agli studenti».

Pozzuolo: premiati i “Friul claun” per il loro impegno sociale

 I “Friul claun” sono stati premiati per l’impegno nelle corsie ospedaliere con un riconoscimento proposto dal comitato Friûl tomorrow. Ha ritirato la targa il vicepresidente dell’associazione, Mario Gentili, in arte Strakino, in vece della presidente Chupa, al secolo Federica Polencic, nel reparto di pediatria dell’ospedale di Udine, presente il direttore della clinica Angelo Rosolen. I claun Vip (Vivi in positivo), dalla cui costola si è costituito di recente un gruppo isontino, hanno reintegrato le file con una trentina di nuovi aderenti «che scalpitano per andare in corsia» come dicono, attraverso un corso di formazione tenuto in questi mesi. I “Friul claun” pozzuolesi sono ora 90 e condividono quale sede l’ex elementare di Terenzano messa a disposizione dal Comune. Ogni naso rosso presta mensilmente 2 servizi di 3 ore ciascuno in ospedale ed è impegnato per altre 6 ore in allenamento nella palestra di Pozzuolo. L’intervento è rivolto ai bimbi gravemente malati e agli anziani. All’intervento nella Rsa di Palmanova si aggiungerà a breve l’impegno in altri ospedali (www.friulclaun.it).

Zugliano: Centro Balducci, oasi civile contro un mondo di ipocrisia

di Timothy Dissegna

Tutto nacque nel 1988, con quattro ragazzi del Ghana che cercavano un tetto per ripararsi. Da allora sono passati più di vent’anni e il Centro Balducci di Zugliano ha fatto passi avanti, diventando riferimento per tutte quelle persone immigrate nella nostra regione che non hanno né lavoro né una casa dove stare. Fondato da don Luigi Di Piazza nel ’92 per aiutare i più bisognosi, oggi ospita 50 persone provenienti da ogni parte del mondo, dal Paraguay alla Tunisia, giunte in Italia nella speranza di un futuro migliore e di un lavoro. All’interno del centro ci sono appartamenti per gli ospiti che provvedono da soli a cucinare e a fare il bucato, e ogni giorno vengono organizzati corsi d’italiano per aiutare l’integrazione dei nuovi arrivati che non conoscono bene la nostra lingua. Ad accompagnarci nel giro alla scoperta di questo incredibile posto è Matteo Valentinuz, da anni impegnato nella difesa dei diritti degli immigrati con lo status di rifugiati, come gli ospiti del Centro. Lavora nell’amministrazione e si occupa di aiutare don Di Piazza a organizzare gli eventi che ogni anno ci offrono un’occasione per fermarci a riflettere su noi stessi e sugli altri. Ci spiega che il Centro non deve essere inteso come un luogo di arrivo dove stanziarsi, ma come un trampolino da dove partire. Cosa difficile in un periodo duro come questo; spesso infatti ci sono persone che rimangono qui anche per parecchi mesi, se non anni. E sempre più frequente che qualcuno resti senza lavoro e quindi senza permesso di soggiorno, finendo così in un vortice giuridico che lo cataloga come clandestino, anche se è arrivato regolarmente in Italia. Parlando del difficile iter degli ospiti, il discorso cade sui centri d’identificazione ed espulsione, che dovrebbero servire per riconoscere gli immigrati, ma che in realtà sono «inutili e costosi. Neppure il Parlamento è riuscito a capire quanto costino veramente» dice Matteo. E, in tema di denaro, viene spontaneo chiedersi, guardando il grande lavoro che qui viene svolto, chi paghi tutto. Chiarisce subito Matteo: «I soldi ci vengono dalla Prefettura, dal Comune e dalle donazioni private». Andando avanti scopriamo che in pochi anni gli ospiti sono cambiati: una volta erano spesso uomini di vent’anni, mentre ora ci sono anche donne e bambini. Ma per loro le cose sono ancora più complesse: anche se riuscissero a ottenere lo status di rifugiati, le possibilità di trovare un lavoro sarebbero assai scarse. Lo Stato quindi dovrebbe aiutarli, ma spesso e volentieri non è così. Con questa verità amara giungiamo nelle cucine, dove si conclude la nostra visita. Io e Matteo rimaniamo d’accordo di risentirci. Ci sarebbe da parlare per ore e ore sul tema dell’immigrazione e la cosa mi intessa parecchio. In fondo, come si può pensare che questo mondo diventi un posto migliore se non si scoprono le oasi di civiltà più vicine a noi?

Friuli: “Ville aperte” 2012, martedì attesi in sei comuni migliaia di visitatori

di Rosalba Tello

Torna martedì Ville aperte, manifestazione turistico-/culturale organizzata da Territoria Nordest che per un giorno mette a disposizione del pubblico alcune delle più belle dimore storiche del Friuli. Sei i Comuni aderenti – Buttrio, Corno di Rosazzo, Manzano, Pavia di Udine, Pradamano e Premariacco – che attendono per l’8a edizione migliaia di visitatori (oltre 6 mila il numero consolidato). L’appuntamento attira anche turisti austriaci, che con famiglie e gruppi friulani hanno potuto vedere arredi antichi, interni e giardini di magnifiche case di solito chiuse al pubblico. Un’originale idea per trascorrere il 1° maggio, anche fermandosi a pranzo nei locali convenzionati. A Buttrio spalancano i cancelli Casa Peruzzi, Castello, Giardino di Villa Billia de Concina dall’Asta, Villa Dragoni Danieli e parco archeo-botanico di Villa di Toppo Florio, con la possibilità di visitare anche il Museo della civiltà del vino. A Corno di Rosazzo

 

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Friuli: consumatori, se la fregatura è nascosta dietro i bonus

 

di RITA BERTOSSI

Una nuova forma subdola di probabili inganni e raggiri sta giungendo nelle “provate” caselle di posta elettronica di utenti friulani. Così è stato per Luisa, correntista di Banco Posta e utilizzatrice di un conto online, che, nei primi giorni di febbraio, ha trovato nella casella di posta elettronica una mail con la quale le si comunicava di aver ricevuto un “Bonus Fedeltà” di 250 euro. Per ricevere il Bonus Fedeltà la signora entro 48 ore avrebbe dovuto accedere ai servizi online affinché l’importo vinto fosse accreditato sul conto BancoPosta o sulla Postepay. Luisa è persona prudente e la comunicazione non l’ha convinta. Mi ha quindi consegnato la stampa della mail e chiesto informazioni e consigli. Quasi certa della risposta, ho comunque verificato con Poste Italiane Spa con l’esito che mi aspettavo: caso di phishing. Ritengo opportuno ripetere i suggerimenti già dati in altre occasioni. Due i fondamentali: ricordare che la rete ha tanti “varchi” e controllare spesso gli antivirus, controllando anche gli estratti conto. Ricordarsi che il “phishing” è il sistema utilizzato per “pescare” i dati riservati delle carte di credito, delle postepay o dei conti correnti. Per contrastarlo, non dobbiamo rispondere a messaggi, ovviamente accattivanti, quali quelli che promettono bonus da accreditare sul conto ondine, chiedendo i dati che ci permettono di accedervi e ringraziando per aver “scelto i nostri servizi” L’uso del logo del BancoPosta non deve tranquillizzarci. Infatti né Poste italiane, né le banche, né altre aziende chiedono, con tali modalità, le coordinate bancarie o altri dati particolarmente delicati. Da ricordare anche che le richieste ingannevoli di dati spesso sono giustificate con nuove modalità per la sicurezza. Sul sito di Poste italiane si trovano molti esempi di “pesca” e si trova anche un elenco di società che inviano comunicazioni via mail per contattare persone che forniscano dati e mettano a disposizione conti correnti con il miraggio di poter realizzare considerevoli somme semplicemente “affittando” un conto corrente. Sul sito sono riportati molti casi di mail pericolose che alcuni di noi potrebbero aver ricevuto e, si spera, non preso in considerazione evitando così guai giudiziari.  

Friuli: bando per il finanziamento delle iniziative per le famiglie e per il sostegno alle responsabilità familiari

È stato approvato il bando per il finanziamento dei progetti delle famiglie curato dall’Aziensa per i servizi sanitari n.5 “Bassa Friulana”, a ciò delegata dalla Regione. Con la legge 11 la Regione ha esplicitato il riconoscimento e il sostegno alla famiglia, quale soggetto sociale e nucleo fondante delle comunità, valorizzandone i compiti di cura, educazione e tutela dei figli. Con questo bando la Regione stessa, in un’ottica di valorizzazione sussidiaria delle risorse di solidarietà e delle iniziative promosse dalle famiglie a favore delle famiglie, intende finanziare progetti finalizzati a sostenere le responsabilità familiari attraverso l’avvio di nuovi servizi o l’innovazione di servizi già esistenti, in particolare con modalità che prevedano un attivo coinvolgimento delle famiglie medesime.
I progetti, relativi all’applicazione di quanto previsto dalla L.R. 11/2006 (Interventi regionali a sostegno della famiglia e della genitorialità), riguardano due ambiti di intervento: favorire l’auto-organizzazione di servizi a sostegno dei compiti familiari, educativi e di cura come previsto dal regolamento attuativo della legge regionale citata; promuovere la rete di scambio sociale fra le famiglie anche favorendo iniziative di mutuo aiuto e di gestioni associate per l’acquisto di beni e servizi per fini solidaristici.
Il finanziamento massimo erogabile per ogni progettualità è pari a 30 mila euro. I soggetti che possono presentare la domanda di partecipazione sono le famiglie organizzate in forma di associazione e/o società cooperativa.
La domanda di partecipazione al bando dovrà pervenire, pena l’esclusione, all’ASS n. 5 “Bassa Friulana”, entro il giorno 20 aprile 2012 e dovrà essere redatta secondo le modalità indicate nel bando medesimo. Il bando e la relativa documentazione, ulteriori informazioni e contatti si possono ottenere consultando i siti web www.ass5.sanita.fvg.it; www.welfare.fvg.it – sezione Ass.familiare; telefonando al numero 0432.933144; inviando una e-mail a: [email protected]

Friuli: al Città Fiera caccia alle figurine Panini, via al grande “scambio”

Torna a Udine il “Panini Tour” per questa edizione 2012 dell’almanacco di figurine più amato da grandi e piccini. L’appuntamento è per sabato prossimo, 4 febbraio, quando centinaia di bambini (rigorosamente accompagnati dai papà e anche da qualche mamma) si daranno appuntamento al Città Fiera per il grande scambio collettivo delle “doppie”. Uno stand della Panini sarà posizionato nel centro commerciale e sarà aperto con orario continuato dalle 10.30 alle 19.30. Nello stand giovani animatori accoglieranno il pubblico, intrattenendo bambini e ragazzi con giochi e concorsi a premio. Ma, quel che più conta per tutti, sarà soprattutto possibile scambiare figurine tra collezionisti e con gli addetti della Panini. Ciascuno potrà compilare un apposito modulo per scambiare fino a 10 figurine in cambio di altrettanti doppioni con gli addetti della Panini. Sarà anche presente un corner per la promozione della nuova collezione Zampe&Co., dedicata ai più piccoli e agli amanti degli animali. Saranno anche organizzati quiz a premio e distribuiti album e bustine in omaggio di entrambe le raccolte, oltre a tanti simpatici gadget Panini (magneti con lo storico “calciatore in rovesciata”, brochure con tutte le 51 copertine degli album Calciatori dal 1961 ad oggi ed una sintesi dei relativi Campionati di Calcio, folder con presentazione dei più famosi giochi con le figurine). La collezione Calciatori 2011-2012 comprende 744 figurine sui giocatori di Serie A e B, I e II divisione di Lega Pro, Serie D e Serie A femminile, da raccogliere in un album di 128 pagine. Nella collezione, ogni club di Serie A è rappresentato dalle figurine di 20 giocatori, oltre a quella di allenatore, squadra schierata e scudetto. Ogni squadra di Serie B ha invece 18 giocatori (in figurine fustellate contenenti 3 giocatori cadauna), oltre a squadra schierata e scudetto. Ai team di I divisione è dedicata la figurina di squadra schierata e scudetto, per le squadre di II Divisione e di Serie D lo scudetto e per i club di Serie A Femminile la figurina della squadra schierata. Tre le sezioni speciali di questa nuova collezione: “La Squadra degli Arbitri”, contenente 18 figurine su arbitri, designatori e sul logo speciale dei 100 anni dell’Associazione italiana arbitri; “Calciatori Show”, con 10 figurine su azioni spettacolari; e “Calciatori Plus”, con 16 figurine di altrettanti giocatori che nell’ultima decade di Serie A sono risultati i migliori sulla base di particolari parametri statistici. La raccolta è anche accompagnata dal grande concorso “Strappa e vinci con Panini”: nelle bustine, sarà possibile trovare le speciali figurine “valide”, “bisvalide” e “pentavalide”, con straordinari premi. Tutte le informazioni su www.calciatoripanini.it.

Friuli: il Governo impugna la legge regionale 16/2011 sul welfare perchè ritenuta ”discriminatoria”

Un’altra legge (la legge 16/2011 )  approvata dal Consiglio regionale  FVG che incontra l’opposizione dell’attuale governo che la impugna davanti alla Corte Costituzionale. Una impugnazione che potrebbe rendere ancora più tesi i rapporti nella maggioranza di centro destra che nella nostra regione vede da sempre insieme sia l’UDC che la Lega.  Il Governo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la nuova legge del Friuli Venezia Giulia sull’accesso ai servizi del welfare. L’impugnativa e’ stata decisa perche’ i requisiti di residenza previsti dal testo, approvato dalla maggioranza di centrodestra lo scorso novembre ”introducono – si legge nella motivazione – inequivocabilmente una preclusione destinata a discriminare”. I provvedimenti erano stati gia’ impugnati e censurati dalla Consulta come ”discriminatori”.

“Il Consiglio regionale ha approvato le norme di cui alla legge regionale 16 del novembre 2011 per adeguare la legislazione regionale alla normativa europea e per una doverosa semplificazione delle procedure per accedere a talune prestazioni sociali”, sottolinea l’assessore regionale alla Famiglia Roberto Molinaro a seguito della notizia odierna dell’impugnazione da parte del Governo, davanti alla Corte costituzionale, della legge 16/2011 recante “Disposizioni di modifica della normativa regionale in materia di accesso alle prestazioni sociali e di personale”. “Prendiamo atto della decisione del nuovo Governo nazionale – rileva l’assessore Molinaro – analoga a quella assunta poche settimane fa in relazione ad una legge della Provincia di Bolzano”.
“Esamineremo le motivazioni dell’impugnativa che attiene in particolare alla competenza legislativa della Regione e decideremo il da farsi”. “Quello che il Governo regionale vuole – rileva infine l’assessore – è che l’azione amministrativa, in questo caso per la famiglia, la casa ed il diritto allo studio, possa svolgersi in continuità e nel rispetto dei principi costituzionali”.