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Tolmezzo: Sportello di giustizia di prossimità, tutti i servizi disponibili per i cittadini


Lo Sportello di giustizia di prossimità a Tolmezzo

Che cos’è

Lo “Sportello di Giustizia di Prossimità” nasce grazie ad un accordo siglato tra la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, il Ministero della Giustizia e il Comune di Tolmezzo per assicurare che l’attività giudiziaria possa svolgersi in modi efficienti, in particolare nei territori coinvolti nella soppressione del Tribunale di Tolmezzo.

Lo sportello è stato istituito con finalità informative e di acquisizione e trasmissione di atti e di documenti, in grado di consentire all’utenza di presentarli, depositarli e ritirarli relativamente alla materia della “Volontaria Giurisdizione” del Tribunale di Udine e del “Casellario Giudiziale” della Procura della Repubblica presso il medesimo Tribunale.

Il Comune di Tolmezzo ha messo a disposizione dello Sportello di prossimità un ufficio ubicato presso il proprio immobile già sede del soppresso Tribunale di Tolmezzo in Piazza XX Settembre 10, assumendosene gli oneri di gestione e di manutenzione.

Servizi per il cittadino

Allo “Sportello di Giustizia di Prossimità” i cittadini potranno ottenere indicazioni su come presentare richieste di certificati o istanze sulle materie sottoelencate. I certificati o gli atti richiesti potranno poi essere ritirati sempre presso il medesimo ufficio. La tempistica varia a seconda del tipo di richiesta e le indicazioni verranno date dagli operatori dello sportello al momento della presentazione delle richieste.

 

Elenco dei documenti richiedibili:

Atti di competenza della Procura della Repubblica (Ufficio Casellario giudiziale):

-Certificato casellario giudiziale (generale, penale e civile)

-Certificato carichi pendenti (art. 27 del d.P.R. n. 313 del 2003)

-Comunicazione iscrizioni registro notizie di reato (ex art. 335)

-Certificato e della visura iscrizioni sanzioni amministrative

-Visura delle iscrizioni presenti nel casellario giudiziale (Ex art. 33)

Atti di competenza del Tribunale di Udine (Ufficio della volontaria giurisdizione)

-Atti relativi alle “Amministrazioni di sostegno” e ai “Tutori legali” (tutela delle persone che si trovino nell’impossibilità di provvedere, anche parzialmente o in via temporanea, ai propri interessi): trasmissione rendiconti e istanze al giudice;

-Successioni (accettazioni, rinunce e beneficio d’inventario): consegna modelli e informazioni su come prendere appuntamento con il Cancelliere del Tribunale di Udine.

-Richiesta copie conformi atti di volontaria giurisdizione.

 

Orari di apertura:

Lo sportello è aperto dal Lunedì al Giovedì dalle ore 9.15 alle 12.00.

Indirizzo:

Palazzo ex Tribunale (secondo piano)
Piazza XX Settembre, 10
Tolmezzo (UD)

Per informazioni tel: 0433 41559

Tolmezzo: nasce lo sportello di prossimità, vicinanza al presidio giustizia

Nasce a Tolmezzo lo sportello di prossimità con finalità informative, di acquisizione e trasmissione di atti e documenti giudiziari per consentire al cittadino di presentarli, depositarli e ritirarli oltre che di verificarne lo stato della procedura. Una struttura che punta anche a ridurre l’impatto provocato alla chiusura del tribunale. A siglare l’accordo – che dà attuazione a quanto stabilito dal Protocollo Giustizia firmato il 6 agosto scorso dal ministro della Giustizia e dalla presidente del Friuli Venezia Giulia – oggi, nella sede della Regione, a Tolmezzo, sono intervenuti la presidente Debora Serracchiani, il presidente vicario del Tribunale di Udine Francesco Venier, il procuratore della Repubblica di Udine Antonio De Nicolo e il sindaco di Tolmezzo Francesco Brollo. “Quella odierna è un’iniziativa a cui stiamo lavorando da tempo – ha chiarito Serracchiani – e siamo particolarmente soddisfatti perché, pur non essendo riusciti a raggiungere, in questo momento, l’obiettivo della riapertura del tribunale di Tolmezzo che avevamo auspicato, oggi siamo in grado di rispondere ad un’esigenza di prossimità dei cittadini non solo di Tolmezzo ma di tutta la Carnia. Si tratta di un aiuto vero, alla comunità, di vicinanza al presidio giustizia”. Nel dettaglio lo sportello, che avrà sede nell’ex tribunale di Tolmezzo al secondo piano, fornirà informazioni di base e ogni altro strumento di facilitazione per l’accesso ai servizi giudiziari, anche attraverso l’installazione di una postazione per l’accesso assistito al portale dei servizi telematici del ministero della Giustizia. Fra le informazioni che i cittadini potranno reperire, quelle sulle amministrazioni di sostegno, le interdizioni e inabilitazioni, le adozioni di minori, le accettazioni e rinunce all’eredità oltre che la formazione di inventari successori, di tutela e di curatela, le iscrizioni nel libro fondiario a seguito di successione, gli strumenti di composizione delle controversie alternativi alla giurisdizione e l’acquisizione dei certificati del casellario giudiziale e delle comunicazioni inerenti le iscrizioni nel registro delle notizie di reato. La Regione metterà a disposizione i propri dipendenti che saranno formati attraverso corsi di formazione organizzati dal Tribunale di Udine e dalla Procura della Repubblica di Udine. Lo sportello utilizzerà risorse messe a disposizione dal Comune fra cui l’immobile, mentre saranno a carico della Regione anche tutte le spese di collegamento in via telematica. “Insiel spa si occuperà dell’assistenza informatica – ha riferito Serracchiani – e quella online sarà pronta entro fine gennaio”. Le competenze della procura secondo Antonio De Nicolo, riguardano da vicino la vita dei cittadini e vanno dalle richieste per ottenere un certificato penale alla necessità di conoscere i carichi pendenti o quali iscrizioni ci sono e per quali reati, chi è il magistrato che tratta la vicenda di chi è indagato o della persona offesa. “Per ottenere queste informazioni – ha spiegato – attualmente è necessario recarsi negli uffici della Procura a Udine ma l’auspicio è che, nell’arco di un paio di mesi, la persona interessata possa recarsi allo sportello di prossimità a Tolmezzo dove ci sarà un funzionario regionale formato da noi che prenderà in carico l’istanza e la inoltrerà in via telematica agli uffici nella sede centrale. La risposta verrà comunque sempre fornita allo sportello”. Una comodità per il cittadino, secondo Serracchiani, che non dovrà recarsi a Udine per acquisire le informazioni. Soddisfatto per l’accordo raggiunto anche Venier: “con questo protocollo otteniamo un buon risultato per assicurare una presenza di giustizia in Carnia, in un settore in cui i cittadini hanno un rapporto diretto con l’apparto di giustizia, non necessariamente mediato dai professionisti legali ed è molto sentito dalla comunità. E’ un aiuto, se pur contenuto, rispetto alla presenza di un ufficio giudiziario importante come un tribunale, ma noi crediamo in questo progetto e ci impegneremo per far funzionare quanto convenuto”. Il sindaco di Tolmezzo nel ringraziare le parti ha sottolineato come si tratti di un lavoro di squadra non scontato “in un territorio che si stava abituando a troppe chiusure e che ora vede un’apertura. In questo lavoro di squadra – ha precisato Brollo – utilizzare il termine prossimità significa che le istituzioni assieme riescono ad essere vicine ai cittadini, soprattutto in un’area che viene ritenuta periferica, e dà quindi una dimostrazione concreta dell’attenzione data alla zona”. Quando lo sportello di prossimità sarà attivo a tutti gli effetti, ne verrà data diffusa attraverso i siti web della Regione Friuli Venezia Giulia, del tribunale di Udine e anche attraverso quello della Procura in via di costruzione.

Tolmezzo: a rischio anche il giudice di pace? Interrogazione in consiglio comunale

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di Tanja Ariis.
La Lista Zearo lancia l’allarme: dopo tribunale e procura, Tolmezzo rischia di perdere anche il giudice di pace in base a una proposta sul tavolo del Governo che riunirebbe i giudici di pace presso i tribunali. In questo caso dunque a Udine. Il consigliere comunale Dario Zearo, firmatario della relativa interrogazione che verrà discussa oggi in consiglio (convocato alle 18 per verifica degli equilibri di bilancio, modifica del regolamento sul funzionamento delle consulte frazionali, odg sulla riforma sanitaria e altro), rammenta che, a un anno dalla chiusura di tribunale e procura della Repubblica, il 13 settembre scadeva il termine perché il Governo adottasse alcuni correttivi. Zearo ricorda l’odg approvato dal consiglio comunale il 14 luglio per chiedere «ai competenti organi del governo nazionale e in special modo alla presidente della nostra Regione Debora Serracchiani di intervenire presso il governo stesso al fine di potersi avvalere(come fatto dalla Regione Valle d’Aosta e dalle Province autonome di Trento e Bolzano) dei correttivi che avrebbero consentito nell’ambito di apposite convenzioni, da stipularsi tra Ministero della Giustizia e le Regioni interessate, il trasferimento o la delega delle funzioni amministrative, organizzative e di supporto riguardanti la giustizia civile, penale e minorile con la conseguente riapertura degli uffici giudiziari di Tolmezzo». Zearo chiede ora se il sindaco abbia ricevuto risposte in forma ufficiale e se abbia inviato a Serracchiani la lettera annunciata per chiedere un incontro sul tribunale e con quale risultato. Zearo chiede poi a Brollo «se non ritenga urgentissimo intervenire non solo sulla presidente Serracchiani per scongiurare l’ipotesi di chiusura anche della sede del giudice di pace». Zearo fa presente, infatti, che nel consiglio dei ministri del 28 agosto «è stato esaminato il “pacchetto giustizia” e che alcune parti (minime) di questo programma hanno avuto un’immediata attuazione, mentre altre sono rimaste sul tavolo. Tra queste è rimasto in sospeso uno schema di disegno di legge di iniziativa governativa che prevede altra delega di riforma che andrà a incidere sui giudici di pace, per attribuire loro nuove competenze prevedendo che questi vengano inseriti presso il tribunale ordinario provinciale, con la conseguenza (se ciò sarà approvato) che Tolmezzo non avendo più il tribunale perderebbe anche quest’ultimo presidio giudiziario di prossimità». Sempre dalla lista Zearo arrivano altre due interrogazioni: una dal consigliere Valter Marcon che chiede lumi sulle intenzioni dell’amministrazione comunale sulla variante 6 al Prpc zona O di via Val di Gorto, in stallo, e una dal consigliere Gianalberto Riolino su lavori all’ex latteria di Cazzaso.
 

Tolmezzo: Buonocore e il “non compleanno” del tribunale

(di t.a. dal MV di oggi)

Il procuratore della Repubblica, Giancarlo Buonocore, ha definito la sensazione surreale dell’inaugurazione ricordando il “non compleanno” di “Alice nel paese delle meraviglie”: «Ecco – ha detto -, questa è una specie di “non inaugurazione”». Buonocore ha ricordato l’accordo di mantenimento del tribunale a patto che la città accettasse, e lo fece, il carcere(oggi di massima sicurezza). Quella promessa fu ribadita, anche davanti a lui, dall’ex ministro della giustizia Angelino Alfano. Buonocore ha definito «ondivago» l’atteggiamento del Governo alla richiesta, da parte delle istituzioni locali, di chiarimenti sui parametri utilizzati e se ci sono possibilità di salvare il tribunale derivano dal ricorso alla Corte costituzionale o da un nuovo Governo politico. Per il presidente dell’Ordine degli avvocati, Barbara Comparetti, il Parlamento deve pretendere che in questo ambito non si possa intervenire con una decisione calata dall’alto senza vantaggi per lo Stato e a discapito dei cittadini: l’impegno dei parlamentari deve essere massimo. Uno scrosciante applauso ha concluso l’intervento del presidente del Consiglio nazionale forense austriaco, Rupert Wolff, che ha espresso l’appoggio del suo Paese all’Alto Friuli in questa battaglia, osservando che la giustizia deve raggiungere il popolo e non il popolo la giustizia. Per lui, «più che cura dimagrante per i tribunali locali, questa è anoressia della cultura giudiziaria. Vi staremo vicini». Il consigliere regionale Luigi Cacitti assicura che la Regione si attiverà anche con ricorsi, se necessario.

Tolmezzo: patteggiamento per Condello, 4 anni di reclusione, multa e degradato da luogotenente a fante

Con questa sentenza si chiude una vicenda che ha tenuto banco per parecchi mesi a Tolmezzo e che pareva incontrare difficoltà perfino nello stabilire una pena per una sentenza equa. Alla fine il giudice ha stabilito quattro anni di reclusione, 18 mila euro di multa e, come pena accessoria, la rimozione, che comporta anche il fatto d’essere degradato da luogotenente a fante.

Con questa sentenza il Gup del tribunale carnico Luongo ha accolto stamane il patteggiamento dell’ex comandante del Norm dei Cc di Tolmezzo, Demetrio Condello, finito in una inchiesta per droga che lo vedeva accusato di diversi reati, anche contro la pubblica amministrazione.

La pena che inizialmente era stata concordata in 3 anni 8 mesi di reclusione non convinceva il giudice: così ieri la difesa ha proposto questo nuovo calcolo che come pena finale arriva a quattro mesi in più. Condello fu arrestato all’inizio dell’agosto dell’anno scorso. In tasca aveva 4 mila 800 euro appena ricevuti da un allora confidente al quale aveva consegnato la droga per spacciarla.

Tolmezzo: «Ha agito per la sua città», al Sindaco Cuzzi ridotta la richiesta di risarcimento

 

di Alessandra Ceschia.

Ha agito per rappresentare l’interesse dell’intera collettività, specie di quelli che rischiavano di perdere il posto di lavoro. A sostenerlo nei confronti del sindaco Sergio Cuzzi, condannato con il responsabile dell’ufficio tecnico comunale Valentino Pillinini per la vicenda degli scarichi nel Tagliamento dalla cartiera Burgo erano stati numerosi concittadini. Tante le attestazioni di solidarietà nei suoi confronti, un Comitato ha anche fatto partire una sottoscrizione per aiutare il sindaco nel maxi-risarcimento da quasi 600 mila euro stabilito dalla sentenza della Cassazione. Ora la decisione dal giudice della sezione civile al tribunale di Trieste Arturo Picciotto, ha stabilito che Cuzzi e Pillinini non dovranno pagare quelle somme, ma saranno tenuti a un risarcimento di 90 mila euro. A promuovere l’accertamento negativo al tribunale triestino chiedendo che fossero rideterminate le somme è stato un atto di citazione proposto dagli avvocati Luca Ponti e Paola Nodale, difensori di fiducia di Cuzzi e Pillinini. I due erano stati condannati a risarcire alla Regione 250 mila euro per danno ambientale, altri 100 per danno di immagine e prestigio, altrettanti al Comune, 80.000 alla Provincia, 15.000 alla fognatura e 25 mila al Wwf, più le spese di bonifica e ripristino del tratto di fiume inquinato. Cuzzi e Pillinini sono stati ritenuti responsabili di aver dato corso a uno scarico non autorizzato

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Tolmezzo: per il parlamentare Monai, il ministro Severino avrebbe firmato il decreto di chiusura del Tribunale

 

Da Roma è giunta la notizia, non ufficiale per ora, che il Ministro della Giustizia Carlo Severino avrebbe firmato il decreto di chiusura dei Tribunale di Tolmezzo e Cividale del Friuli che verranno accorpati a quello di Udine, del Tribunale di Palmanova che verrà accorpato a Gorizia e del Tribunale di Portogruaro che andrà a Pordenone. Lo dice il parlamentare Monai dell’Italia dei Valori che sprona il Presidente della Regione Tondo ad opporsi in ogni modo portando il governo in ogni grado di giudizio.

secondo le anticipazioni dell’esponente Idv  i Giudici di Pace verranno inoltre inglobati a Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone.

«Questo epilogo – sostiene Monai – decreterà anche l’ennesimo scivolone del presidente della Regione Tondo nella “sua” Tolmezzo. Anche per questo auspico che la Regione, oltre a mobilitarsi in modo più deciso in chiave politica, si appresti a impugnare alla Corte Costituzionale il decreto. Questo è quello che proposi a Tondo – conclude – nel corso dell’ultimo incontro istituzionale con i parlamentari il 15 maggio scorso

 

Tolmezzo: caso Condello, dubbi sulla pena slitta il patteggiamento

di Guido Surza dal MV di oggi.

Forse 3 anni 8 mesi di reclusione sono troppo pochi per mettere la “lapide” a un patteggiamento tombale per quella sfilza di reati, resi ancor più gravi dal fatto che a commetterli sia stato un luogotenente dei carabinieri che comandava un Nucleo operativo. E così ieri il giudice ha deciso di chiedere una memoria ad accusa e difesa, una sorta di integrazione per spiegare come le parti siano arrivate al calcolo d’una pena finale di quel tipo. I dubbi sulla pena concordata da Pm e avvocato per Demetrio Condello, l’ex comandante del Norm di Tolmezzo, arrestato il 2 agosto dell’anno scorso e ancora ai domiciliari, sono venuti al dottor Fabio Luongo, ieri nelle vesti di Giudice per l’udienza preliminare in quanto i due Gip di Tolmezzo risultavano entrambi incompatibili per questo procedimento. L’udienza si è addirittura celebrata nella stanza del giudice, presenti solo il procuratore Giancarlo Buonocore, l’avvocato difensore Davide Zignani e il cancelliere, ed è durata una decina di minuti. Le parti si ritroveranno fra un mese, quando il giudice deciderà se accogliere o rigettare un patteggiamento che potrebbe consentire a Condello di non andare in carcere, potendo chiedere l’affidamento in prova. Sono una decina le pagine che sintetizzano il capo d’accusa di Condello, suddivise in sei punti che a loro volta inquadrano i diversi episodi. Frastagliato il ventaglio delle ipotesi di reato, che però ruotano tutte attorno a un teorema: Condello, in prevalenza in concorso con il brigadiere Giamblanco (per il quale c’è stato lo stralcio del procedimento), consegnava droga a un proprio confidente, ricavandone un “secondo stipendio” dalla vendita che quest’ultimo effettuava. Cocaina, hascisc, marijuana, sostanze che i carabinieri sequestravano in diverse operazioni antidroga, in prevalenza nell’ambito del Sunsplash Rototop al parco del Rivellino di Osoppo. Quindi accuse di peculato, concussione, omissione d’atti d’ufficio, violazione della pubblica custodia di cose, falso ideologico, calunnia e minaccia per costringere a commettere un reato. Il filo doppio che legava Condello a questo confidente (un cuoco del Gemonese) si spezzava il giorno dell’arresto del comandante, trovato con 4 mila 800 euro – precedentemente fotocopiati dalla polizia – che il confidente gli aveva consegnato. «Se fai uno scherzo noi ti ammazziamo», aveva detto Condello all’uomo. Dall’ottobre 2008 all’agosto 2010 sono una decina gli episodi di cessione dello stupefacente al confidente ricostruiti dall’accusa, che diventano dodici nel caso dei singoli episodi ricostruiti a posteriori dagli stessi carabinieri sui mancati depositi della droga sequestrata a persone indagate e del denaro trovato nella disponibilità degli stessi, oltre 4 mila euro. In totale, circa 700 grammi di hascisc, 46 di marijuana e 44 di cocaina, in parte trovati ancora sopra un armadio nell’ufficio di Condello e Giamblanco. Ora la procura e la difesa dovranno illustrare al giudice le ragioni del “trattamento” usato a Condello, al quale peraltro nel calcolo della pena concordata sono state concesse soltanto le attenuanti generiche (pur avendo collaborato e fornito alcuni nomi) con un aumento della pena nei limiti.

Tolmezzo: la Regione spieghi al governo che il taglio del Tribunale è un controsenso

di David Zanirato

«La Regione faccia proprio il documento che certifica l’aumento dei costi per lo Stato provocato dalla paventata soppressione del Tribunale di Tolmezzo, così da poter vantare maggior credito davanti al Governo». Questa la richiesta che è uscita ieri dall’assemblea pubblica dell’Ordine degli Avvocati del capoluogo carnico, al termine della due giorni di astensione dalle udienze (pressoché totale), proclamata dai legali sia per manifestare il loro dissenso contro gli ultimi provvedimenti delle liberalizzazioni, sia per mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni locali sulla riorganizzazione degli uffici giudiziari in Italia che vedrebbe coinvolto suo malgrado anche il Tribunale tolmezzino. All’incontro convocato dalla presidente dell’Ordine Barbara Comparetti hanno aderito una cinquantina di avvocati, i parlamentari Monai (Idv) e Pittoni (Lega Nord), i consiglieri regionali Picco, Marsilio, Della Mea e Baritussio, i massimi vertici degli Ordini professionali della provincia e una discreta rappresentanza dei sindaci dei 44 comuni del comprensorio. Ai primi cittadini presenti Comparetti si è rivolta chiedendo un ulteriore sforzo per la raccolta delle firme a difesa degli uffici giudiziari tolmezzini che ha subito negli ultimi tempi una frenata. «Non perché vogliamo fare gli interessi della categoria – ha ribadito Comparetti – ma perché dobbiamo entrare tutti nell’ottica di difesa di un servizio primario per l’intera collettività, alla pari dell’Ospedale o delle scuole». Massimo supporto è stato poi garantito dagli altri ordini professionali, come i periti o i commercialisti, i quali si sono impegnati a sensibilizzare sull’argomento i propri associati di tutta la provincia affinchè la battaglia sia condotta a livello regionale. Dal canto loro i parlamentari hanno informato di essersi interessati presso il Ministero della giustizia per carpire quali saranno i parametri in via di definizione da parte del Governo sulla riorganizzazione dei Tribunali «che intanto, fra i vari provvedimenti adottati a livello nazionale – ha fatto sapere ancora Comparetti – ha incluso anche un aumento rilevante del contributo unificato per instaurare una causa, rendendo molto più costoso al cittadino l’accesso alla giustizia e la difesa dei propri diritti». Novità si attendono anche dal prossimo vertice che il governatore Tondo avrà con il Presidente del Consiglio Monti.

Frecce Tricolori: una perizia dell’Aeronautica militare di Berlino, a Ramstein fu sabotaggio

dal MV di oggi

Una perizia disposta dall’Aeronautica militare tedesca dopo l’incidente accaduto nel 1988 a tre aerei delle Frecce Tricolori sui cieli di Ramstein, in Germania, durante un’esibizione acrobatica nella base Nato, proverebbe che il velivolo “solista”, schiantatosi contro quelli dei due colleghi sarebbe stato sabotato. Una circostanza emersa grazie alle indagini difensive condotte dall’avvocato Daniele Osnato nell’ambito della nuova indagine sulla strage di Ustica aperta, dopo le dichiarazioni dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga dai pm di Roma. Il legale assiste i familiari di alcune vittime dell’incidente disastro del Dc9. L’ipotesi del legale è che l’incidente di Ramstein, costato la vita ai militari Ivo Nutarelli, Mario Naldini e Giorgio Alessio, non fu determinato da un errore del pilota solista – Nutarelli -, ma che invece il velivolo venne sabotato per impedire

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