Archivio mensile:Gennaio 2013

Friuli: influenza, atteso il picco a inizio febbraio 2013

In attesa del picco dei casi, previsto tra fine gennaio e febbraio, continua a crescere il numero di italiani costretti a letto dall’influenza: sono stati 379.000 nella settimana passata, per un totale, dall’inizio della stagione influenzale, di 1,6 milioni. E che la curva sia in ‘salita’ lo confermano anche i medici di famiglia, che sottolineano come nell’ultimo periodo le visite negli studi per sintomi o conseguenze da virus influenzali siano raddoppiate. A rivolgersi al medico, rileva il segretario della Federazione nazionale dei medici di medicina generale (Fimmg) Giacomo Milillo, “sono in questi giorni soprattutto uomini e donne di mezza età e lavoratori, con sintomi influenzali dovuti spesso alla permanenza in ambienti chiusi come gli uffici, dove maggiore è il rischio di contagio”. Tuttavia, “non c’é una situazione di allarme – rassicura – anche se il timore è che il numero dei casi quest’anno possa risultare, alla fine, maggiore a causa del calo registratosi nella vaccinazione antinfluenzale”. Ma se è bene rivolgersi al medico in caso di dubbi, sconsigliata è invece la ‘corsa’ al Pronto soccorso, come sottolinea lo stesso ministro della Salute Renato Balduzzi. Al Pronto soccorso, ribadisce il ministro, “bisogna andare solo quando serve davvero e un’influenza è una patologia che si può trattare e curare a prescindere dal Pronto soccorso. Ci sono altri strumenti: innanzitutto il contatto con il medico di famiglia, fatte salve naturalmente situazioni particolari legate a patologie croniche o con complicanze”. In generale, ha aggiunto, “non ci sono motivi di particolare allarme”. Insomma, recarsi al Pronto soccorso solo in presenza di sintomi quali febbre o piccoli disturbi è inutile, e rischia solo di creare situazioni di ‘sovraccarico’ per i reparti di emergenza-urgenza. Il consiglio degli esperti è dunque quello di rivolgersi al medico di base (anche telefonicamente), non prendere antibiotici (a meno che sia il medico ad indicarli) e ricorrere al Pronto Soccorso solo per sintomi che fanno sospettare bronchiti o polmoniti in bambini piccoli, malati cronici non vaccinati e persone anziane. Intanto, un’impennata di casi già si registra tra i bambini e gli adolescenti compresi nelle fasce di età 0-4 e 5-14 anni, sulla base degli ultimi dati del sistema di sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità Influnet. In particolare, nella fascia di età 0-4 anni l’incidenza è pari a 18,73 casi per mille assistiti e nella fascia di età 5-14 anni è pari a 12,67. In totale l’incidenza dell’influenza è in aumento, registrando 6,25 casi per 1000 assistiti. Al momento, le Regioni con la più alta prevalenza di malattia (superiore a 9 casi per 1000 assistiti) sono Piemonte, Valle d’Aosta, Marche, Molise, Campania e Sardegna.

Gemona del Friuli: Nicole Fedele conquista la Coppa del Mondo di parapendio

 

di Gustavo Vitali.

Il 2013 del volo libero targato Italia non poteva cominciare meglio. Dopo la recente vittoria della nazionale di deltaplano ai mondiali in Australia, ecco un nuovo esaltante successo dal Sud America, precisamente dalla Colombia, dove Nicole Fedele di Gemona del Friuli, campionessa europea in carica, e Aaron Durogati di Merano hanno conquistato la Coppa del Mondo di parapendio (PWCA 2012) rispettivamente femminile e maschile. Dietro Nicole si sono classificate Laurie Genovese (Francia) e la giapponese Keiko Hiraki, mentre Durogati ha battuto Michael Maurer (Svizzera), Russell Ogden (Gran Bretagna), il colombiano Julian Andres Carreno Colonia ed il nostro Luca Donini di Molveno (Trento), vice campione del mondo in carica. Settimo un altro trentino, Jimmy Pacher. Pur essendo una competizione individuale, la Coppa del Mondo usa stilare anche una classifica per nazioni che ha confermato la Svizzera prevalere per una manciata di punti su Italia e Francia solo all’ultima prova. Quale teatro della finale PWCA, dopo una serie di appuntamenti in tutto il mondo, è stata scelta Roldanillo, una cittadina del dipartimento di Valle del Cauca nella parte centro-ovest del paese, tra la Cordigliera occidentale, quella centrale e la fertile valle attraversata del fiume Cauca. La competizione ha raccolto 139 piloti provenienti da 27 nazioni e si è svolta nell’arco di due settimane. Nove le giornate di volo convalidate con percorsi tra i 77 ed i 130 chilometri, mentre una decima è stata annullata, causa le cattive condizioni del tempo. I piloti hanno sorvolato talvolta la valle, altre il costone che la fiancheggia e dove a quota 1775 metri era il decollo di Los Tanques, prima di raggiungere gli atterraggi di Zarzal, Tulua, Obando o Cartago, secondo i percorsi decisi giorno per giorno. In generale è stata una finale impegnativa per l’alternarsi di sole, pioggia e forte vento, con l’aggiunta a sorpresa di una giornata dominata da un grande incendio nella valle che ha creato un’immensa cappa di fumo e qualche difficoltà ai parapendio, mezzi senza motore sostenuti in cielo dalle correnti d’aria ascensionali. Il circuito di Coppa del Mondo riprende con l’edizione 2013 il prossimo febbraio in Sud Africa per poi passare in Brasile ed a seguire Francia, Serbia e Turchia.

Rimini: lo chef Stefano Buttazzoni (ristorante da Otto di Timau) nella Nazionale della Gelateria

 

Martedì 22 gennaio al Sigep (Salone Internazionae di Gelateria e Pasticceria artigianali) a Rimini si è svolta la gara per la selezione della Nazionale della Gelateria che parteciperà alla Coppa del Mondo della Gelateria che si svolgerà a Rimini nel gennaio 2014. Alla Coppa del Mondo (dalla cadenza biennale) partecipano squadre dei 5 continenti ed è difficilissimo potervi accedere poiché le selezioni sono molto severe. Il Campionato è a squadre e ogni squadra è composta da: un Team manager (allenatore), un capitano gelatiere, un cioccolatiere, uno scultore di ghiaccio e uno chef che si allenano insieme su un progetto comune.

In gara, tra i molti concorrenti per la scelta dello chef, c’erano due friulani: si è particolarmente distinto il cuoco carnico Stefano Buttazzoni che opera presso il ristorante da Otto di Timau di Paluzza, classificandosi al secondo posto con 253/300 a una manciata di punti dal docente e chef alla scuola di alta gastronomia CastAlimenti Marco Martinelli di Brescia con il punteggio di 261/300

Buttazzoni ha presentato un menu, “Passeggiando in Friuli”, pensato per far conoscere la cucina friulana nel mondo. I piatti tradizionali rivisitati erano i seguenti

Il frico fritto in pasta fillo

Il zuc di zucca con la pitina di cervo (pitina della ditta Grifone di Forgaria) e composta di melograno, che ha ottenuto 10/10 nella valutazione.

La trota Regina di San Daniele del Friuli (della ditta Pighin di Villanova di San Daniele) in saor di cipolle rosse della valle d Incaroio con affumicatura alla legna di faggio. Questo piatto nelle valutazioni ha ottenuto ben tre 10/10.

Il tutto era accompagnato da Sauvignon Melaria, eccezionale vino della ditta di Giavitto Paolo di Faedis.

Molto quotata la giuria composta da personaggi eccellenti del settore quali: Paolo Zoppolatti, chef molto popolare grazie anche alla sua presenza Rai alla “Prova del cuoco” e patron del ristorante Giardinetto di Cormons; Luca Landi, chef stellato toscano del ristorante Lunasia del Green Park Resort di Calambrone (PI); Giuseppe Giuliano, chef pluridecorato siciliano della Federazione italiana cuochi; Filippo Novelli, chef, pasticciere e gelatiere, Campione del mondo in carica alla Coppa del Mondo della gelateria 2012; Mauro Petrini, della direzione della Coppa del Mondo della Gelateria.

Il presentatore della gara era l’attore italoamericano e chef Andy Luotto.

Il Stefano Buttazzoni doveva presentare tre assaggini caldi abbinati al gelato al peperone, dopo una gara molto tirata ha avuto ragione sulla maggioranza degli altri concorrenti, fra cui la corregionale Micol Pisa, famosa maestra di cucina di Pozzuolo del Friuli che ha fatto, peraltro, un’ottima performance. Nella preparazione dei piatti Buttazzoni si è avvalso della collaborazione come assistente del figlio Luca, giovane speranza della gelateria regionale.

Con questo risultato Stefano Buttazzoni sarà chef-riserva (chiamato in caso di ritiro del vincitore) della Nazionale che inizierà ad allenarsi a giorni per prepararsi alla durissima gara del gennaio 2014, il cui palmares sarà conteso, in particolari modo, dalle squadre francese e spagnola.

Lo chef Stefano Buttazzoni dà appuntamento agli appassionati di cucina fan per la prossima primavera quando realizzerà, presso il ristorante da Otto a Timau, una serata in cui presenterà i piatti che tanto successo hanno avuto al Sigep.

 

Tolmezzo: Romano Marchetti festeggiato in Municipio per i suoi 100 anni


di Mara Vidoni e Adriano Rainis.

Il 26/01/2003 alle 16 nella Sala Consiliare del Comune di Tolmezzo si è festeggiato il centenario di Romano Marchetti. Questo signore ex combattente è un esempio lucido e vivente di come si intende la Costituzione Italiana, ne aveva parlato anche al Presidente della Repubblica in occasione della sua visita a Illegio per una mostra, consegnandole la petizione con la firma dei 44 sindaci del circondario per la salvezza del Tribunale di Tolmezzo. Oggi alla veneranda età di 100 anni ha commentato durante i festeggiamenti in suo onore che l’art. 34 della costituzione è stato violato con la riforma della geografia giudiziaria non essendo data la possibilità di una giustizia di prossimità citando anche l’art. 3 sempre della Costituzione. Ha finito il suo discorso dicendo che chi tradisce la Carnia togliendole i servizi è tradire l’Italia Costituzionale.
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di Adriano Rainis.
La festa, che l’ANPI in collaborazione col comune di Tolmezzo ha voluto tributare a Romano Marchetti per i suoi 100 anni,  è stata soprattutto un incontro fra tanti vecchi e giovani e questo uomo, a volte ruvido, ma mai chiuso. Nella sala del Consiglio comunale di Tolmezzo si sono radunate quasi duecento persone, di ogni età, che dimostrare affetto e riconoscenza all’uomo ed alla sua storia di uomo libero.Tante le istituzioni rappresentate da sindaci, consiglieri regionali, provinciali e comunali, il Presidente della Giunta regionale Renzo Tondo a rappresentare tutti i cittadini del Friuli in questo anniversario centenario del comandante partigiano Cino da Monte.L’atmosfera è stata molto semplice e di convinta partecipazione, tutti attenti alla rievocazione precisa dei percorsi di vita fatta dal prof D’Avolio, Dall’impegno politico continuo, anche nel momento della venuta di Napolitano con la consegna della petizione salva tribunale firmata dai 44 sindaci dell’AF, e gli insegnamenti critici dati ad amministratori attuali e passati. La forza del comandante partigiano Cino da Monte, attento ad unire più che dividere, per essere più forti nel momento della formazione della Libera repubblica di Carnia, è stata ricordata dal presidente provinciale dell’ANPI Federico Vincenzi ed infine Renzo Tondo che ne ha ricordato la figura morale, aspra ed attenta all’etica della politica, sempre attenta a mettere i problemi della periferia debole, come quella della montagna, in massima attenzione citando gli articoli 3 e 44 della Costituzione della Repubblica Italiana e delle reprimende avute spesso per dimenticanze che Marchetti gli faceva per scelte, a suo dire, che andavano ad impoverire e comunque ad aumentare la distanza fra cittadini della montagna e della città.Infatti nelle parole di ringraziamento, che Romano Marchetti ha rivolto all’uditorio, c’era ancora una volta una esortazione a non dimenticare la scuola di montagna ed i suoi allievi, al fine che questi potessero avere tutte le possibilità di apprendere che hanno gli alunni del restante territorio della regione.

A Seguire, gli è stato consegnato il libro biografico da parte dell’autrice Matelda Puppini e da Giovanni Spangaro Presidente Istituto friulano per la Storia del Movimento di Liberazione.

Per finire si è tenuto un rinfresco presso le sale dell’Albergo Roma.

Tondo: un partito federato col Pdl e un nuovo patto con i sindaci, imprenditori e mondo del sociale

di Anna Buttazzoni.

Un nuovo patto con i sindaci, gli imprenditori, i professionisti, il mondo del sociale e del volontariato, con il sistema finanziario. «Perché – garantisce Renzo Tondo a chiusura del suo intervento – il meglio per questa comunità può ancora venire e deve ancora venire». Il governatore ci crede. Dice di conoscere bene il Fvg, in ogni angolo. Spiega il suo programma per ripartire. E non delude i suoi nemmeno quando assicura che non ci sarà alcun commissario per la Provincia di Udine, al voto il 21 aprile come le regionali. «La Regione non sarà più gestione di riparti. Ai sindaci chiedo di non tirarci più per la giacca per avere un contributo. Bisognerà lavorare per aree omogenee perché sono stufo – afferma Tondo – di vedere piste ciclabili a metà e campi sportivi dove non ci sono più bambini. Alle categorie economiche offro la concertazione sugli strumenti che abbiamo e chiedo di aiutarmi a eliminare la burocrazia, di dirmi quali leggi e regolamenti vanno eliminati e come risolvere i problemi, perché voi li conoscete meglio di me. Con i professionisti, invece – aggiunge –, possiamo immaginare di esternalizzare alcuni compiti della Regione purché vengano portati avanti a costi contenuti e giusti». Tondo offre impegno, ascolto e dialogo. E fa un po’ autocritica quando parla del rapporto con i sindacati. «Posso dire che forse ho incontrato poco le organizzazioni sindacali. Ma va stabilito assieme cosa fare assumendosi ognuno le proprie responsabilità, perché non va bene quando su un elenco di cose da fare quelle risolte sono merito di una parte sola». Alle associazioni il governatore dice d’essere disposto a mettere più risorse per il sociale, ma è chiaro nelle richieste: «Servono meno individualismi e più stare assieme, perché non è possibile avere tante associazioni che fanno la stessa cosa». Dalle banche Tondo pretende maggiore attenzione per gli imprenditori, «perché se credono loro in un progetto – spiega il presidente Fvg – dobbiamo crederci anche noi». Il governatore giura di crederci, nel meglio che deve ancora venire.

Carnia: scoperto un fossile di tarantola di 215 milioni di anni fa

di Giacomina Pellizzari 

La Carnia continua a restituire fossili unici al mondo come il ragno millenario, uno dei più antichi finora catalogati dai paleontologi nel mondo, scoperto nelle Prealpi Carniche, vicino a Forni di Sopra. Si tratta di una quarta specie triassica di migale, meglio note come Tarantole, risalente a 215 milioni di anni fa. La scoperta effettuata casualmente da Roberto Rigo, ha richiesto mesi di studi da parte dei paleontologi del Museo friulano di storia naturale di Udine che ora confermano: è un ragno coetaneo dei primi rettili volanti vissuti nel Triassico, da 250 a 200 milioni di anni fa, in Friuli. Tra gli esempi più famosi merita ricordare il Preondactylus buffarinii scoperto nel 1982 nel piccolo comune di Preone e i dinosauri che hanno lasciato le impronte nel parco delle Dolomiti friulane, in particolare a Claut, Cimolai e Barcis. Il nuovo ragno è stato denominato Friularachne rigoi dai paleontologi Fabio Marco Dalla Vecchia dell’Institut Català de paleontologia di Sabadell (Spagna) e collaboratore del Museo di storia naturale udinese e da Paul Selden dell’University of Kansas a Lawrence (Stati Uniti) in onore della regione dove è stato scoperto e del suo scopritore. Come si apprende dallo studio pubblicato da Dalla Vecchia sulla rivista internazionale Acta Palaentologica Polonica, il ragno trovato a Forni di Sopra è uno dei migalomorfi più antichi al mondo. E’ secondo solo al francese Rosamygale grauvogeli vissuto sempre nel Triassico ed è seguito da altre due specie rinvenute in Virginia (Usa) e nel Sud Africa. «Ricorda – spiega Dalla Vecchia – il genere vivente Calommata e forse appartiene agli Atypoidea, il che estenderebbe indietro nel tempo la testimonianza fossile di questa super famiglia di oltre 100 milioni di anni fa». Ma torniamo a Friularachne rigoi per dire, come scrive il paleontologo, che era «un ragno minuscolo, lungo meno di mezzo centimetro e con arti deambulatori sottili e di dimensioni subeguali, ma con appendici robuste atte ad afferrare le prede relativamente grandi e con altre appendici espanse alle estremità, chiamate pedipaldi. Tutti questi dettagli indicano che si trattava di un maschio adulto. L’addome, invece, era ricoperto e protetto da un ampio scudo». Friularachne rigoi viveva nelle isole emergenti dal basso mare tropicale che nel Triassico copriva il Friuli 215 milioni di anni fa ed era, come detto, contemporaneo dei primi dinosauri, le cui tracce fossili sono state trovate nel vicino Parco delle Dolomiti Friulane. Le rocce di queste zone, infatti, sono famose per i resti fossili di rettili, pesci, piante e crostacei che hanno restituito negli ultimi decenni. «Anche se nel Triassico, durato oltre 50 milioni di anni, il Friuli era ricoperto da un basso mare tropicale – aggiunge lo studioso -, le impronte dei dinosauri, il ragno e i vegetali fossili trovati confermano la presenza di isole che emergevano da queste acque tropicali». Il Friuli, insomma, ancora una volta, si conferma scrigno insospettato di fossili grazie ai quali gli scienziati possono continuare a studiare e a scrivere nuove pagine di storia sulle origini della vita nel nostro pianeta. Un patrimonio geologico che, però, resta scarsamente valorizzato non a caso Dalla Vecchia, sulla base della sua pluriennale esperienza maturata nei musei e nei laboratori spagnoli, si lascia andare a una considerazione: «In Spagna, in particolare in Catalogna, hanno capito che il patrimonio geologico fa parte del gruppo etnico e, quindi, lo tutelano e lo proteggono. In Friuli, nonostante le scoperte eccezionali effettuate negli ultimi 30 anni, tutto questo non avviene».

Tolmezzo: muratori cercano lavoro e vengono truffati su internet

di Gino Grillo.

La truffa corre su internet e colpisce anche i lavoratori disoccupati. Questa volta a essere presi di mira sono stati i lavoratori del settore edile, in grave crisi anche nella nostra regione. Di questi giorni la denuncia, alla Guardia di finanza di Tolmezzo, da parte di alcuni lavoratori raggirati che avevano risposto a un’inserzione di ricerca operai per un lavoro da effettuare nella vicina Slovenia. L’inserzione era inserita in un sito internet di servizi, www.kijiji.it che riportava, nel mese di dicembre scorso, come una ditta lombarda, la Coop Bergamo, che avrebbe rilevato un subappalto da una azienda croata, ricercasse 40 maestranze del settore edile per la costruzione di un mega ospedale da costruirsi in Slovenia. A quanti chiedevano informazioni veniva spedita una bozza di contratto, richiedendo le credenziali, fotocopia di carta d’identità, codice fiscale e altro. Tutto sembrava essere una reale richiesta di mano d’opera, e in molti non hanno dato peso ai 125 euro che si chiedeva loro di anticipare per alcune spese. Trascorso il periodo natalizio le prime avvisaglie: i lavoratori interessati, che erano stati adescati con queste ingannevoli segnalazioni, non ricevono la comunicazione di recarsi nei luoghi convenuti per iniziare il lavoro. A seguito di telefonate si scopriva che i ritardi erano dovuti dapprima a motivi tecnici, ma successivamente i telefoni dei presunti datori di lavoro risultavano muti. Subodorando la presunta truffa, i lavoratori si sono rivolti al programma Striscia la notizia che rilevava come simili segnalazioni fossero già pervenute, con lo stesso stile, coinvolgendo la stessa ditta straniera, la Zidanekonstrucije Europa Van S P, in data 24 gennaio 2012. Le modalità erano le stesse, si cercavano maestranze per lavori all’estero, si chiedevano i documenti e la somma di 125 euro per le prime spese burocratiche. Ma la ditta apparentemente non esisteva allora, come presumibilmente non esiste oggi, così come non esisterebbe neppure la consociata italiana, la Coop Bergamo. Accortisi di essere incappati in una truffa, gli edili si sono quindi rivolti al comando della stazione della Guardia di finanza di Tolmezzo, che ha raccolto le denunce e iniziato le indagini. La vicenda è seguita con attenzione anche dalla parrocchia tolmezzina, con monsignor Angelo Zanello che ha incontrato più volte alcune delle persone coinvolte. «Casi drammatici, di persone che hanno un’impellente necessità di trovare una occupazione, cerchiamo di occuparcene anche direttamente ». La nostra regione, vista la vicinanza con la Slovenia, ben si sarebbe prestata a questo tipo di truffa che potrebbe aver fatto incassare agli autori oltre 15 mila euro.

Friuli: la Giunta regionale chiede a Promotur di diminuire la spesa e riconfigurare il bilancio

Con una delibera approvata oggi, il governo del Friuli Venezia Giulia ha invitato Promotur a continuare nel percorso di razionalizzazione dei servizi e di riduzione delle spese di gestione, attraverso programmi di contenimento dei costi operativi, strutturali e di personale, fermi restando gli interventi di manutenzione straordinaria e ordinaria ai fini della sicurezza di piste e impianti. La Giunta regionale ha inoltre chiesto a Promotur di mettere in atto tutte le azioni necessarie ad assicurare sia il recupero dei crediti che un aumento delle entrate.

Parallelamente l’esecutivo ha preso atto dei contenuti di una nota di Promotur, in cui l’Agenzia conferma di aver esaminato tutte le opzioni possibili per riconfigurare il bilancio di previsione 2013, alla luce dei ricavi di gestione e dello stanziamento di 500.000 euro previsto dalla Finanziaria regionale. Nota in cui si rileva anche che, qualora non si dovesse registrare un adeguato aumento di utenti (un fattore strettamente legato alle condizioni meteo e della neve) per garantire l’equilibrio di bilancio ed un regolare avvio della prossima stagione invernale, potrebbe essere necessario un ulteriore contributo da parte della Regione, da assicurare eventualmente in assestamento di bilancio.

Tolmezzo: il Rotary ti invita alla presentazione del libro “Strade di Polvere”

Savani

Il Rotary Club di Tolmezzo si pregia di invitarla alla Presentazione del libro  “Strade di Polvere” del dr. Paolo Agostinis che si terrà venerdì 1 febbraio alle ore 20.30 presso la Comunità Piergiorgio “Centro Don Onelio” a Caneva di Tolmezzo.  I proventi della serata saranno devoluti all’’ “Hospital do Mal de Hansen” di Cumura (Guinea Bissau).

Friuli: il fisico Sergio Cecotti parla della scoperta del bosone di Higgs

di Luciano Santin.

Sergio Cecotti, fisico per un bel po’ prestato alla politica, commenta senza enfasi e con il consueto pizzico di provocatorietà l’attribuzione del Nonino al “maestro del nostro tempo” Peter Higgs. Lo scienziato scozzese, scoprendo il bosone, ha lasciato una traccia perenne nella storia della fisica – dice –, ma certo, se fosse accaduto l’inverso, sarebbe stato meglio: si sarebbe dimostrato che la fisica così come l’avevamo pensata sinora era sbagliata, con la necessità di ripartire verso scenari totalmente nuovi. – Il Nonino a un fisico. Una positiva sorpresa? «Non è poi così strano. Lo sarebbe stato, semmai, il contrario. Visto che questo è l’anno dei premi a Higgs, attribuirgli il Nonino sta nella logica. Anche se Higgs non è stato né l’unico né il primo a studiare la materia. È un fisico importante, però non attivissimo sotto il profilo delle pubblicazioni: undici articoli, prevalentemente storici, in mezzo secolo. Ma non si pensi che intenda sminuirne la figura». – Immagino che conti la qualità, più che la quantità. E poi il bosone è davvero importante… O no? – Certo. Era l’unica cosa che rimaneva da trovare nel modello standard della fisica. Del quale si chiude così la storia, con dati specifici, permettendo di andare avanti con la nuova fisica. Naturalmente, tutto sarebbe stato più rilevante e interessante se la particella “non” fosse stata scoperta». – Suona un po’ paradossale. «I fisici sono più contenti quando una teoria viene falsificata, piuttosto che verificata. Nel secondo caso si sa che le cose stanno come si immaginava, nel primo, invece, si mette in crisi un sistema, e si spalancano scenari nuovi. Una confutazione provata dell’esistenza del bosone sarebbe stata più stimolante». – Dice che i fisici sono più contenti per i fallimenti. Non quelli del progetto Atlas, però… «Beh, si sa che esiste una convenzione sociologica per cui i premi vengono attribuiti quando si trova qualcosa. Il Nobel si dà alle scoperte, non alle non-scoperte». – Lei con Higgs ha avuto a che fare? «Personalmente no, anche perché il periodo della sua attività ha preceduto il mio. Ma mi sono occupato abbastanza della “fase di Higgs”». – Che è una cosa legata al bosone, immagino. «Ecco, sarebbe il caso di precisare che il bosone potrebbe essere definito un sottoprodotto del lavoro di Higgs, il quale si è occupato di sistemi ampi: abbiamo il fenomeno, la fase, il meccanismo di Higgs. E anche in matematica, ci sono i fibrati di Higgs». – Addirittura… «Parrà strano, ma in molti casi si tratta di cose che lo scienziato scozzese neanche sa che esistono. È come per la fisica euclidea: ci sono le teorie quantistiche, ma non è che Euclide se le fosse immaginate. E del neoplatonismo lo stesso Platone evidentemente non poteva sapere niente, perché defunto». – Higgs è stato rappresentato come il classico genio solitario, cui si accende il lampo nel cervello. Ma la ricerca è stata fatta da uno stuolo di scienziati. «Attenzione: lui è un fisico teorico. Al Cern si è lavorato sulla sperimentazione, la quale deve necessariamente coinvolgere molte persone. Ai tempi del Nobel di Rubbia, anni 70, c’era già un team di oltre mille persone». – La casalinga di Voghera si domanderà: si, vabbè, questo bosone sarà pure una scoperta geniale. Ma che cosa cambia, nella mia vita? «Magari non immediatamente, ma quasi tutte le scoperte finiscono per avere applicazioni tecnologiche pratiche. Chi va nello scantinato del building 5 del Cern, trova una targa con nomi e data, nella quale si ricorda come in quella stanza sia stata intuita e creata Internet. Con la semplice finalità di scambiare dati scientifici tra tutti i laboratori del mondo. Poi si è visto com’è andata a finire».