Archivio tag: racconto breve

Gemona: edizione 2010 del concorso “In viaggio nelle parole / Viaggio nell’anima”

La Associazione Storico-Archeologica-Culturale “V. Ostermann” di  Gemona del Friuli (UD) organizza  il premio di narrativa "In viaggio nelle parole / Viaggio nell’anima”. I lavori devono essere presentati entro mercoledì 30 giugno 2010. il regolamento è disponibile sul sito www.sacostermann.org 

Tavagnacco: Estroverso edizione 2009


Sono settantadue le opere in gara per il concorso internazionale di traduzione “Estroverso”, concorso organizzato dal comune di Tavagnacco e giunto ormai alla sua terza edizione. Settantadue le opere in gara , di cui ben undici provenienti dall’estero. Mercoledì si è riunita per la prima volta la commissione incaricata di giudicare tali elaborati, commissione presieduta dal professor Livio Sossi, docente di letteratura per l’infanzia dell’Università degli studi di Udine. Il concorso premia le migliori traduzioni in italiano e in friulano di opere per l’infanzia scritte da autori dell’Europa centro orientale. Ventinove sono state le traduzioni di fiabe russe, venticinque quelle rumene e diciotto le slovacche. I lavori sono arrivata un po’ da tutta Italia, da stranieri e non, ma non solo, anche da oltre confine: da Mosca fino a Belgrado. I saggi che hanno riscosso le maggiori preferenze sono stati quello del rumeno Sadoveanu Mihail e quello della russa Ulickaj Ljudmila; più equilibrata la distribuzione tra gli autori serbi. Ora i membri della commissione, presieduta dal professor Livio Sossi, sono all’opera, ognuno per le proprie competenze, per analizzare gli elaborati. La commissione si è data appuntamento al prossimo dicembre per redigere il verbale per la proclamazione ufficiale dei vincitori, cerimonia che vedrà, secondo alcune indiscrezioni, la partecipazione dei rappresentati diplomatici dei Paesi rappresentati in gara.

Carnia: torna il concorso LeggiMontagna 27/01/2009

Ritorna Leggimontagna, il premio nazionale voluto dall’Associazione delle sezioni carniche del Cai, giunto alla settima edizione per il settore letterario e alla quarta per gli audiovisivi. Branca, quest’ultima, che è stata arricchita, ragion per cui valutazione e premiazione avverranno a fine estate e non in primavera, come in passato.
Il premio letterario si articola quattro sezioni. Quella della narrativa, è riservata a opere edite, legate all’alpinismo e alla montagna, con particolare riferimento a libri che coinvolgano ed appassionino il lettore, rendendolo partecipe del mondo della montagna. Per la saggistica possono competere opere riferite alla montagna vissuta sotto i più diversi aspetti (usi e costumi, ambiente antropico e naturale, alpinismo, escursioni). Nnella categoria del giornalismo sono ammessi a concorso articoli riguardanti l’alpinismo e la montagna. In tutti e tre i casi la pubblicazione dev’essere avvenuta tra novembre 2006 e febbraio 2009; sono ammesse le riedizioni, non le ristampe.
Per gli inediti, nei quali la montagna dev’essere elemento sostanziale della narrazione, è prevista una lunghezza massima di 20 cartelle (30 righe x 60 battute), e la presentazione di un solo testo per autore, anche in altre lingue o dialetti, purché accompagnato da traduzione in italiano. Ogni dattiloscritto va contrassegnato con un motto o nome di fantasia, da ripetersi su busta sigillata e inclusa nel plico, contenente nome indirizzo, recapito telefonico ed eventualmente e-mail dell’autore.
Due le sezioni per il premio audiovisivi. La prima, il concorso classico, è riservata a opere di documentazione o di fiction (corto, medio e lungometraggi) prodotte tra novembre 2006 e febbraio 2009. Lavori tesi alla valorizzazione della sensibilità nei confronti delle realtà molteplici dell’universo montagna, alla scoperta della cultura alpina – anche nel contesto del suo ambiente e della crescita compatibile – alla ricerca, all’esplorazione e al racconto del mondo ispiratore e vissuto dell’alpinismo. Per la seconda categoria, quella a tema, il concorso si materializza nella produzione di un filmato della durata di 6-10 minuti su argomenti relativi all’universo montagna, assegnati dall’Asca un mese prima della data fissata per la consegna dei filmati, che è l’1 luglio 2009. Il concorso si svolgerà su invito, con un rimborso spese per i partecipanti in relazione alla loro presenza sul territorio. Gli interessati al concorso dovranno richiedere e far pervenire alla Segreteria del Premio la scheda di partecipazione entro il 31 marzo 2009.
A parte quest’ultimo caso, tutti le altre opere dovranno pervenire, in sette copie alla Segreteria del Premio entro il 31 marzo 2009. Per gli audiovisivi, il supporto previsto è il dvd, accompagnato dalla scheda di partecipazione, indicante il titolare dei diritti dell’opera e quelli della persona da contattare per ogni comunicazione, una succinta sinossi, il curriculum del regista con la filmografia e materiale iconografico per l’eventuale documentazione e promozione dell’opera, che potranno essere rese pubbliche nelle forme ritenute più opportune.
In caso di invio in plico raccomandato farà fede la data del timbro postale; per gli inediti – dovrà essere indicato come mittente persona diversa dal partecipante. L’indirizzo è Leggimontagna, dr.ssa Elena Puntil – Francesca Vriz, ufficio Comunicazione, Immagine e Cultura della Comunità montana della Carnia, via Carnia libera 1944 29, 33028 Tolmezzo. Tel. 0433 487740 / 487735).
Non sono previste tasse o quote di partecipazione, il monte premi complessivo ammonta a 21 mila euro. Maggiori dettagli potranno essere trovati, a breve, sul sito www.comunitamontanacarnia.it.

BlogdiAldoRossi: Auguri con regalo ai miei cari lettori

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E’ il quarto anno che ci scambiamo gli Auguri per le Feste sul web; anche quest’anno volevo regalarvi un mio mp3 da scaricare, ma … da un paio di mesi c’è una piccola novità e per le feste ve ne regalo un pezzettino (scaricabile nel continua a leggere).

E’ uno dei racconti brevi che sto scrivendo e che formeranno la raccolta "Contes curtes sul balon e las balonades" (sempre che riesca a finirla). Per riceverlo cliccate sul link che qui sotto.

http://www.aldorossi.net/LinkClick.aspx?fileticket=Tr2mTtXV1kk%3d&tabid=86&mid=442&forcedownload=true

Tutti i giornalisti, direttori di testata et similis che mi hanno dato la loro amicizia, sono pregati di astenersi dallo scrivermi "sei meglio come scrittore ecc. ecc." o (scontatissime) battute similari 🙂

A voi tutti che mi seguite dimostrandomi il vostro affetto e dandomi il vostro sostegno, i migliori Auguri di Buone Feste insieme alle persone che vi sono più care.

Aldo Rossi

 

Giulietta e Romeo son Furlans

di MONICA TALLONE

Sêso inemorâts, provaiso un sintiment grandon tant che chel di Juliete e Romeu, i morôs plui innomenâts dal mont? Alore, sierait un lamp i voi e, petât un salt indaûr tal timp di cualchi secul, imagjinait il moment che chei doi zovins si son viodûts, plasûts e cjolts par simpri: il lôr prin, magjic incuintri. Ma no mo, no a Verone dal 1303… a Udin dal 1511! Po sì sì, la storie di Romeu e Juliete – che l’estri poetic di William Shakespeare al à vût tramudât intune rapresentazion universâl dal amôr – e je nassude culì in Friûl. Romeu e Juliete a son in realtât Luîs Da Porto e Luziute Savorgnan, il prin nassût a Vicence, dal 1485, di Bernardin Da Porto e Lisabete Savorgnan Del Torre, la seconde nassude a Breçà, dongje Udin, dal 1496, fie di Jacum Savorgnan Del Monte e Marie Griffoni.
Lis fameis, ostacul, par vie dai lôr cavîi incancrenîts di agnorums, al amôr dai doi zovins, a son duncje chês dai Savorgnans, i siorons furlans di chê volte. Luîs e Luziute, fîs di cusins, si cognossin di piçui, ma al è ai 26 di fevrâr dal 1511 che i lôr cûrs si impiin di passion. E je la vilie di chê Zobie grasse ricuardade inmò vuê sicu la rivoluzion plui tragjiche mai sucedude di chestis bandis, un fiscofero tra i doi brancs dai Savorgnans, cun par sfont la rivalitât tra strumîrs, i nobii furlans filoimperiâi, e çambarlans – contadins, borghês e gnove nobiltât – sostenidôrs chescj achì di Vignesie. Regjist di dute la facende al è Antoni Savorgnan Del Torre, barbe di Luîs Da Porto, seneôs di dâ une lezion ai filo-imperiâi e pandi ae Serenissime la sô fedeltât.
Duncje, intant che a Udin al è par sucedi il finimont, la sere dai 26 di fevrâr, intune atmosfere di incussiente ligrie, si davuelç la fieste di Carnevâl che Marie Griffoni e inmanee intal so palaç; sô fie Luziute di cuindis agns e incjante ducj ju invidâts balant e cjantant. Luîs, ae fieste salacor di scuindon, inceât di cetante grazie e bielece, si inemore pierdût di chel sestin di fantate. Cjapitani sul imprin di une guarnigjon militâr a Cividât, trasferît po dopo a Gardiscje, di li a cualchi mês, intant di une bataie cui imperiâi, une feride intal cuel lu lassarà pidimentât par simpri. I aveniments di chei agns a corin vie di buride, incrosantsi cu lis vicendis e i sintiments personâi. A Vignesie al tache a no plasêi plui cuissà ce cemût che Antoni Savorgnan al sparone in Friûl, si che i gjave vie la fiducie; par dute rispueste chel al volte gabane e al va cui imperiâi. Lât a platâsi in Carinzie, in curt sicaris de Serenissime lu cjatin fûr e lu netin. Jaroni Savorgnan Del Monte, so cusin e opositôr, ma ancje barbe e tutôr di Luziute al vuadagne, parie cun dute la robe di Antoni, la fiducie dai venezians interessâts, dut câs, ae pâs tra lis dôs fameis, tant di sburtâ par un matrimoni che al justi i contrascj une volte par dutis. Si che, dal 1517 si celebrin lis gnocis di Luziute Savorgnan Del Monte cun Francesc Savorgnan Del Torre, nevôt di Antoni.
E Luîs, biât? Invalit, bessôl e avilidon, salacor propit par rivâ adore di gloti il grop che al à intal cûr, al decît di contâ la storie dal so disfortunât amôr: e nas cussì la novele Giulietta; cu la finzion leterarie, intun studiât ecuilibri tra realtât e fantasie, ve che Luîs, Luziute e la tribulade Udin dal Cinccent a deventin tal ordin Romeu Montecchi, Juliete Capuleti e la Verone dal Tresinte. Cu la fin pardabon tragjiche de conte Da Porto al sbroche fûr la sô muart spirituâl: Romeu-Luîs e Juliete-Luziute di fat, separâts te vite, a decidin di murî dongjelaltris cun chê di stâ insieme pe eternitât. La storie scalognade di doi zovins inemorâts furlans, cussì come butade jù di un dai protagoniscj, traviers passaçs storics leteraris displeâts cun snait tal biel libri Giulietta e Romeo. L’origine friulana del mito di Albin Comelli e Francescje Tesei, sul finî dal Cinccent e ven cjapade sù di Shakespeare, il grant artist inglês che le consegne par simpri a sigure nomee. L’amôr di Juliete e Romeu al devente proverbiâl: cui no si isal mai lambicât par amôr? Cui no si isal prin o dopo fermât a pensâ parsore su cetant intrigât che al è chest sintiment? A proposit, ce fasêso ancjemò li cui voi sierâts? Sù mo sveaitsi, che tra pôcs dîs al è Sant Valantin! Augurons a ducj chei che si vuelin bon…

Pignarûl. Storie di uomini e del fuoco epifanico

Nell’era di Internet, della conoscenza e della globalizzazione, in un mondo che pare sempre più piccolo, resiste e si rinnova la tradizione del fuoco d’inverno, dei falò epifanici. Proprio in concomitanza dell’Epifania 2006, la Biblioteca dell’Immagine distribuirà il volume “Pignarûl. Storie di uomini e del fuoco epifanico” della giornalista friulana Paola Treppo.
Il libro unisce le tante testimonianze raccolte dall’autrice tra gli abitanti della conca di Tarcento, Magnano e Lusevera – la zona del Friuli in cui la tradizione dei pignarûi è più forte e radicata -, testimonianze di persone che da normali impiegati, baristi, imprenditori, contadini si trasformano, all’arrivo dell’inverno, in pignarulârs e raccolgono, assieme al vecchio Venerando, la speranza di quanti affidano la propria sorte alle lingue di fuoco e al significato della direzione assunta dal fumo della pira infuocata.
Paola Treppo, attraverso i ricordi e le parole (tutte le espressioni dirette, anche gergali, sono mantenute intatte) di chi costruisce i pignarûi, racconta la storia di uomini e donne semplici e veri, eredi di una tradizione che si perde nei secoli, protagonisti in carne e ossa, oggi, di riti ancestrali, solo apparentemente uguali. Perché la ricerca svela che, in realtà, ogni gruppo di persone realizza pire diverse: cambiano i modi di incastellare lo scheletro dei falò, cambia il tipo di legno utilizzato, diversi sono i pasti consumati durante i giorni precedenti l’Epifania come pure le tecniche di accensione, i canti e le danze di accompagnamento. Si scoprono allora, inaspettatamente, originali universi umani, storie da favola, realtà uniche che concorrono, nella loro peculiarità, a creare quel grande spettacolo che è l’Epifania di Tarcento, un crogiuolo di culture, lingue, persone diverse.
Ne traspare un’idea di uomo che è attore protagonista della natura, col suo lavoro che dura settimane, ma brucia poi in poche ore, cosicché che il nuovo anno e il futuro non possano che essere benevoli
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3 racconto breve inedito

Sperava che non se lo ricordasse + nessuno e invece…. invece uno di quei giornalisti che ce l’hanno a morte con il paranormale, con presunti maghi e indovini l’aveva citata immediatamente appena finito il campionato e anzi, su quella previsione sbagliata aveva costruito un articolo così pesante che, in pratica, i suoi clienti erano quasi scomparsi.

Sperava che non se lo ricordasse + nessuno e invece…. invece non riusciva a darsi pace per quella previsione sulla stagione calcistica 2005-06: i tarocchi indicavano il numero 14, dicevano di un vuoto lungo anni, lunghi decenni; tutti i simboli indicavano i colori della vittoria. Sul nero era sicurissima, ma come aveva fatto sbagliare il bianco?

Sperava che non se lo ricordasse + nessuno e invece…. dal mese di giugno, da quando il risultato era venuto fuori i suoi affezionati clienti non la consultavano + e lei non sapeva darsi pace perchè il suo lavoro lo sapeva fare e non riusciva a capacitarsi per aver sbagliato così tanto.

Poi l’altro ieri aprì la Tv e sorrise, corse in edicola a comperare un giornale per leggere: «Il Commissario straordinario Guido Rossi ha ritenuto di attenersi alle conclusioni  che non ricorrono motivi per l’adozione di provvedimenti per la assegnazione del titolo di campione d’Italia per il 2005-06 alla squadra prima classificata all’esito dei giudizi disciplinari».

Lei lo sapeva, lo aveva sempre saputo che il campionato 2005/06 lo avrebbe vinto l’INTER!

Secondo racconto breve inedito

Cor Lila scjampe, anin vie di chi che se a ti cjapin tu sas ce ca ti fasin; e no sta vaì, no sta vaì: ormai as peraulates tu vores di iessi usade, ma las peraules no ti ferisin fisicamentri; se inveze a nus cjapin alore si ca nus fasin mal. Cor cor, come se la cjere nus brusas sot i pis, cor come ca scugnin cori chei a è une vite ca scjampin e ca corin encjemò plui fuart par podei restà in tune nazion ca no è la lor, ma ca è l’uniche ca ur pos da une vite da vivi.

Ma no sta a preoccupati Lila: cumò cuant chi rivin ta noste barache i clami Majid, Farid e Nordine e cun lor i tornarai idaur e alore si che je fasarin viodi, specialmenti a chel bastart di Talian ca l’è un emigrat come nou, ma parcè ca l’è leat cu la mafie di Marsiglia a si permet di metiti las mas d’intor e di mancjati di rispiet. Cor Lila cor, che a fuarce di cori prime o dopo alc a cambiarà vessio di cori par une vite interie; par sinti las vosaries di chei maledez ca nus vulin cjapà, ca si slontanin simpri di pui fin chè no las sintin ati.

E lui al continue a cori encje se las vous che cumò lu compagnin no son tristes, ma anzi a samè ca vulin dai coragjo e fuarce e a vosin di felicitat cuanche al fas alc di biel. Finchè in tune biele sere di LUi dal 2006, ches vous a tasin di colp e dut il mont a l’è li a domandasi parcè; parcè mai chel giuador italian a l’è li parcjere…..?

 

Cor Lila cor.

Il mio primo racconto breve

Il balon cun tune linie taiade cul curtis, un efiet cal ten ducj cui voi incolaz al televisôr al zire, al curve, cuasi a si plee e al entre dentri ta rêt dongje dal pal. Un secont dopo, ator ator di Bepi al sucêt il fini mont. La int a samee sbrocâsi di colp di dute la soference dai 90 minûts plui i timps complementârs, ma encje di ducj chei atis problemas ca la opprimin tipo il mutuo da cjase coi tassi in rialzo par prin, e a è dute une vosarie un saltà, un bracecuel e casin a manete. Ma lui no. Lui al sta fer a li imobil, al prove a cjalà tai voi colôr celescj cai stan dongje e al viôt nassi une lagrimute e alore al sta ancjemò plui cidin e si fas mo plui dongje. Epûr a erin almancul trê mes cal veve progjetât di la a viodi une partide dal Italie a Lignan, par fâ casin, bevi e divertîsi; e cuanche al veve capît ca sarès stade adiritture la semifinal dal campionât dal mont no stave plui in ta piel e cumò al cjalave i siei amis strafaz e strasudaz a saltà cul distac e la superioritât di chel cal capis che lôr no podaran capì. Ma le un moment e 2 minûts a passin che nencje tu ti nacuarç e Del Piero al bute dentri il secont gol. Sameave par sint impussibil ca si podessie fâ plui casin di prime, ma a è cussì e ormai a son ducj ca corin vie saltant e berlant ca samein zupez. Ma lui no, a somearà incredibil ma l’ere ancjemò plui fer fis a cjalà chei voi celescj che cumò a vaivin propit. Par un moment a Bepi ie vignût il panic di no savei ce di e ce fâ. Il todesc lui no lu a mai savût. In Inglês al è simpri lat mal, ma cun dute la so fuarce al take a meti une peraule daûr di une ate biel plan ma cence fermâsi: "Helga, vuud iu laik to go vuid me on te bich in tu the terrazza a mare?" I voi celescj a si spalanchin da sorprese, a spietin un moment come par riaveisi dal dolôr e il so cjavut biondo al tache a movisi plan su e ju. Al ere un si. 4 di lui dal 2006: l’Italie a e finaliste al campionât mondial; 4 di lui dal 2006: Bepi di mondial la fat la so prime taconade.