Archivio mensile:Gennaio 2009

Paularo, Arta, Ligosullo e Zuglio: “Il voucher dal volto umano”

L’associazione intercomunale "Alta Carnia" aderirà al progetto sperimentale "Il voucher dal volto umano". Un interessante forma di aiuto verso le persone anziane cui i comuni dell’associazione (Paularo, Arta, Ligosullo e Zuglio) si sono da subito mostrati interessati, come fa sapere il presidente di Alta Carnia Maurizio Vuerli. Ma in cosa consiste tale progetto? «L’iniziativa in collaborazione con la Comunità Montana e con l’Azienda sanitaria n.3 Alto Friuli – spiega il sindaco di Paularo Vuerli – prevede l’istituzione di un elenco di persone che sono disponibili a supportare a domicilio persone anziane o disabili, naturalmente dopo un breve corso». L’obiettivo del progetto è dunque quello di sostenere le forme di domiciliarità leggera a favore di persone anziane autosufficienti e di adulti disabili che necessitano di un aiuto per svolgere alcune attività domestiche in modo da permettere la loro permanenza a domicilio. «Il voucher dal volto umano – prosegue Vuerli – ha lo scopo inoltre di facilitare le famiglie nella ricerca e nell’individuazione di persone disponibili a tale attività, di offrire un’opportunità di inserimento lavorativo a persone che hanno perso il l’occupazione e infine consentirebbe anche di far emergere il mercato sommerso del lavoro domestico offrendo così un riconoscimento e una tutela ai lavoratori del settore e alle famiglie». Vuerli ha infine sottolineato come nel comune della Val d’Incarojo sia stato preso a cuore il progetto, infatti sono ben più di trenta le domande già presentate per la partecipazione e il termine per aderire all’iniziativa scadrà solo il 31 gennaio.

Cargnacco: l’Abs in crisi si ferma per due settimane 27/01/09

 

Dopo che anche a Remanzacco, la Trader spa a messo a tutto il personale in cassa integrazione da un mese (e sembra che Il 40% dei dipendenti, cioè 24 dipendenti, sarà licenziato a breve) ora tocca all’acciaio e all’ABs

La fase acuta della crisi globale era attesa e adesso, puntuale come un orologio svizzero, presenta il conto. Da lunedì 2 febbraio circa 700 tra operai, tecnici e impiegati dell’Abs di Cargnacco resteranno a casa. I vertici dell’acciaieria hanno infatti deciso di procedere con uno stop di 2 settimane che coinvolgerà il 70% dei reparti e degli uffici dello stabilimento. Non saranno operativi i due grandi forni elettrici, vero e proprio cuore della fabbrica. Ma se l’Abs, in queste due settimane, sarà come un gigante senza testa, i 300 dipendenti che continueranno a varcare i cancelli lavoreranno a pieno ritmo. Ci sono due laminatoi, le produzioni a freddo, la manutenzione e i rapporti con i clienti da portare avanti. Confermati quindi, per gli operai, i tre turni sulle 24 ore, per gli impiegati e i tecnici le canoniche 8 ore giornaliere. Il provvedimento, ufficializzato ieri pomeriggio dal vertice del colosso friulano dell’acciaio, viene comunicato in questi giorni al personale e ai sindacati. Un drastico calo della produzione era nell’aria fin dai primi di gennaio, da quando cioè fu richiesta la cassa integrazione. Adesso, purtroppo, i contorni della crisi si fanno più netti con tutte le immaginabili conseguenze che comportano. E per il futuro non ci sono certezze. «Si naviga a vista», confermano dai piani alti dell’Abs. Nessuna nuova, quindi, anche se naturalmente tutti sperano che la situazione possa migliorare in modo deciso, già dal secondo trimestre dell’anno. Ma il mese di marzo, se il quadro non cambierà in modo quasi miracoloso, sarà ancora all’insegna della sofferenza.
Il calo della domanda mondiale di acciaio – è l’analisi del management dell’Abs – , che è una conseguenza del calo della domanda di auto, camion, attrezzature industriali, settore degli elettrodomestici, costruzioni, ponti, macchine per estrazione petrolifera, navi e infrastrutture, negli ultimi 3 mesi dell’anno 2008 è stato del 25-40%, in relazione ai settori e aree geografiche. Per il 2009 si prevede un calo medio del 15% circa rispetto al 2007: nei primi 3 mesi dell’anno si stima possa rimanere a livello di un meno 25, con punte del 40%, sempre rispetto al 2007. Il calo della produzione delle acciaierie di tutta Europa dovrebbe incrociarsi con il calo dei magazzini clienti e quindi stabilizzare, dopo il primo trimestre, la domanda a un meno 15, 20% rispetto al 2007 che comunque è stato un anno record. E’ probabile e auspicabile – questa la previsione sulla quale si ripongono speranze – che si configuri una domanda simile al biennio 2005/2006.
«Per misurare meglio l’entità del calo – aggiungono i vertici dell’Abs – si deve attendere l’evoluzione del mercato nelle prossime settimane. Comunque ogni previsione è incerta e si procede a vista. Lo stabilimento di Cargnacco si è organizzato quindi per produrre in relazione alla domanda e operare di conseguenza con un numero di ore proporzionato agli ordini. Nel primo trimestre del 2009 le previsioni sono ai minimi per quanto riguarda le quantità di acciaio richieste dal mercato e l’azienda non può continuare a produrre per il magazzino prodotti finiti. A consuntivo, nel mese di gennaio, le ore lavorate saranno inferiori del 20% rispetto a quelle lavorabili a pieno regime.

Ma se l’Abs, in queste due settimane, sarà come un gigante senza testa, i 300 dipendenti che continueranno a varcare i cancelli lavoreranno a pieno ritmo. Ci sono due laminatoi, le produzioni a freddo, la manutenzione e i rapporti con i clienti da portare avanti. Confermati quindi, per gli operai, i tre turni sulle 24 ore, per gli impiegati e i tecnici le canoniche 8 ore giornaliere. Il provvedimento, ufficializzato ieri pomeriggio dal vertice del colosso friulano dell’acciaio, viene comunicato in questi giorni al personale e ai sindacati. Un drastico calo della produzione era nell’aria fin dai primi di gennaio, da quando cioè fu richiesta la cassa integrazione. Adesso, purtroppo, i contorni della crisi si fanno più netti con tutte le immaginabili conseguenze che comportano. E per il futuro non ci sono certezze. «Si naviga a vista», confermano dai piani alti dell’Abs. Nessuna nuova, quindi, anche se naturalmente tutti sperano che la situazione possa migliorare in modo deciso, già dal secondo trimestre dell’anno. Ma il mese di marzo, se il quadro non cambierà in modo quasi miracoloso, sarà ancora all’insegna della sofferenza.
Il calo della domanda mondiale di acciaio – è l’analisi del management dell’Abs – , che è una conseguenza del calo della domanda di auto, camion, attrezzature industriali, settore degli elettrodomestici, costruzioni, ponti, macchine per estrazione petrolifera, navi e infrastrutture, negli ultimi 3 mesi dell’anno 2008 è stato del 25-40%, in relazione ai settori e aree geografiche. Per il 2009 si prevede un calo medio del 15% circa rispetto al 2007: nei primi 3 mesi dell’anno si stima possa rimanere a livello di un meno 25, con punte del 40%, sempre rispetto al 2007. Il calo della produzione delle acciaierie di tutta Europa dovrebbe incrociarsi con il calo dei magazzini clienti e quindi stabilizzare, dopo il primo trimestre, la domanda a un meno 15, 20% rispetto al 2007 che comunque è stato un anno record. E’ probabile e auspicabile – questa la previsione sulla quale si ripongono speranze – che si configuri una domanda simile al biennio 2005/2006.
«Per misurare meglio l’entità del calo – aggiungono i vertici dell’Abs – si deve attendere l’evoluzione del mercato nelle prossime settimane. Comunque ogni previsione è incerta e si procede a vista. Lo stabilimento di Cargnacco si è organizzato quindi per produrre in relazione alla domanda e operare di conseguenza con un numero di ore proporzionato agli ordini. Nel primo trimestre del 2009 le previsioni sono ai minimi per quanto riguarda le quantità di acciaio richieste dal mercato e l’azienda non può continuare a produrre per il magazzino prodotti finiti. A consuntivo, nel mese di gennaio, le ore lavorate saranno inferiori del 20% rispetto a quelle lavorabili a pieno regime.

Carnia: torna il concorso LeggiMontagna 27/01/2009

Ritorna Leggimontagna, il premio nazionale voluto dall’Associazione delle sezioni carniche del Cai, giunto alla settima edizione per il settore letterario e alla quarta per gli audiovisivi. Branca, quest’ultima, che è stata arricchita, ragion per cui valutazione e premiazione avverranno a fine estate e non in primavera, come in passato.
Il premio letterario si articola quattro sezioni. Quella della narrativa, è riservata a opere edite, legate all’alpinismo e alla montagna, con particolare riferimento a libri che coinvolgano ed appassionino il lettore, rendendolo partecipe del mondo della montagna. Per la saggistica possono competere opere riferite alla montagna vissuta sotto i più diversi aspetti (usi e costumi, ambiente antropico e naturale, alpinismo, escursioni). Nnella categoria del giornalismo sono ammessi a concorso articoli riguardanti l’alpinismo e la montagna. In tutti e tre i casi la pubblicazione dev’essere avvenuta tra novembre 2006 e febbraio 2009; sono ammesse le riedizioni, non le ristampe.
Per gli inediti, nei quali la montagna dev’essere elemento sostanziale della narrazione, è prevista una lunghezza massima di 20 cartelle (30 righe x 60 battute), e la presentazione di un solo testo per autore, anche in altre lingue o dialetti, purché accompagnato da traduzione in italiano. Ogni dattiloscritto va contrassegnato con un motto o nome di fantasia, da ripetersi su busta sigillata e inclusa nel plico, contenente nome indirizzo, recapito telefonico ed eventualmente e-mail dell’autore.
Due le sezioni per il premio audiovisivi. La prima, il concorso classico, è riservata a opere di documentazione o di fiction (corto, medio e lungometraggi) prodotte tra novembre 2006 e febbraio 2009. Lavori tesi alla valorizzazione della sensibilità nei confronti delle realtà molteplici dell’universo montagna, alla scoperta della cultura alpina – anche nel contesto del suo ambiente e della crescita compatibile – alla ricerca, all’esplorazione e al racconto del mondo ispiratore e vissuto dell’alpinismo. Per la seconda categoria, quella a tema, il concorso si materializza nella produzione di un filmato della durata di 6-10 minuti su argomenti relativi all’universo montagna, assegnati dall’Asca un mese prima della data fissata per la consegna dei filmati, che è l’1 luglio 2009. Il concorso si svolgerà su invito, con un rimborso spese per i partecipanti in relazione alla loro presenza sul territorio. Gli interessati al concorso dovranno richiedere e far pervenire alla Segreteria del Premio la scheda di partecipazione entro il 31 marzo 2009.
A parte quest’ultimo caso, tutti le altre opere dovranno pervenire, in sette copie alla Segreteria del Premio entro il 31 marzo 2009. Per gli audiovisivi, il supporto previsto è il dvd, accompagnato dalla scheda di partecipazione, indicante il titolare dei diritti dell’opera e quelli della persona da contattare per ogni comunicazione, una succinta sinossi, il curriculum del regista con la filmografia e materiale iconografico per l’eventuale documentazione e promozione dell’opera, che potranno essere rese pubbliche nelle forme ritenute più opportune.
In caso di invio in plico raccomandato farà fede la data del timbro postale; per gli inediti – dovrà essere indicato come mittente persona diversa dal partecipante. L’indirizzo è Leggimontagna, dr.ssa Elena Puntil – Francesca Vriz, ufficio Comunicazione, Immagine e Cultura della Comunità montana della Carnia, via Carnia libera 1944 29, 33028 Tolmezzo. Tel. 0433 487740 / 487735).
Non sono previste tasse o quote di partecipazione, il monte premi complessivo ammonta a 21 mila euro. Maggiori dettagli potranno essere trovati, a breve, sul sito www.comunitamontanacarnia.it.

Trieste: giorno della memoria a Risiera San Sabba e a Teatro Miela 27/01/09

Martedi’ 27 gennaio, a Trieste, il Giorno della memoria sara’ ricordato con la conseuta cerimonia alla Risiera di San Sabba, l’unico lager nazista con forno crematorio presente sul suolo italiano. Corone di alloro saranno depositate dai rappresentatnti delle istituzioni nel piazzale dell’ex stabilimento per la pilatura del riso, ai piedi del monumento che ricorda le vittime dell’Olocausto.

Le manifestazioni per il Giorno della Memoria si aprono gia’ oggi pomeriggio, lunedi’ 26 gennaio, alle 18.30, al Museo ebraico Carlo e Vera Wagner di via del Monte 7, con la proiezione di "Nach Dresden" (Vittorio Curzel, Italia, 2006, 65′) con Hermann Rudoplph, Charlotte Lossnitzer e il gruppo musicale Pankraz. Il film narra la Shoah e la distruzione di Dresda, citta’ colpita da violenti bombardamenti nel febbraio del ’45, attraverso i ricordi di Hermann, ebreo tedesco, che torna nella citta’ dov’e’ nato nel 1930 e da cui e’ fuggito negli Stati Uniti per scampare alla persecuzione nazista.

La Comunita’ ebraica triestina ha organizzato per domani un ricco calendario di appuntamenti dedicati alla storia e al ricordo di quanto e’ stato al Teatro Miela. Alle 19 si proietta il video "L’eredita’ di Vito Volterra" (Stefano Nannipieri, Italia, 2008, 60′). Il filmato, curato da La Limonaia – Associazione per la diffusione della cultura scientifica, ricostruisce la figura di Vito Volterra, illustre rappresentante della comunita’ scientifica italiana tra Otto e Novecento, privato della cattedra universitaria ed espulso dalle accademie per aver rifiutato il giuramento di fedelta’ al fascismo

Università di Udine: entro il 30/01/09 le domende per il master “Analisi, valutazione e mitigazione del rischio idrogeologico

Scade venerdì 30 gennaio il termine per presentare domanda di ammissione alla prima edizione del master di secondo livello “Analisi, valutazione e mitigazione del rischio idrogeologico”. Il corso è organizzato dall’Università di Udine con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia. Formerà esperti nella prevenzione e nella gestione del rischio idrogeologico.

Le domande devono essere presentate o spedite alla Ripartizione didattica-Sezione servizi agli studenti e ai laureati, in via Mantica 3 a Udine. Manifesto degli studi e modulo della domanda sono reperibili on line all’indirizzo www.uniud.it/didattica/post_laurea alla voce “Master e perfezionamento”. Per ulteriori informazioni: 0432 556706. Il master si svolgerà da febbraio a dicembre e avrà sede presso il Centro polifunzionale dell’ateneo a Gorizia, in via Diaz 5. Per l’ammissione è richiesta la laurea vecchio ordinamento in Ingegneria civile e ambientale, Scienze geologiche, Scienze ambientali e Architettura o la laurea specialistica/magistrale in Ingegneria per l’ambiente e il territorio, Ingegneria civile, Scienze geologiche, Scienze e tecnologie geologiche, Scienze geofisiche e Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio. Obiettivo del master è formare figure professionali come ingegneri, geologi e architetti, specializzate nel monitoraggio e nella valutazione del rischio idraulico e di frana e nella progettazione delle opere adeguate di difesa a basso impatto estetico e ambientale.

Sappada: per Saro è urgente approvare il disegno di legge per farla diventare Friulana


Nel luglio 2007, il Consiglio comunale di Sappada ha deliberato l’indizione di un referendum popolare consultivo, la cui richiesta era stata sottoscritta da oltre 400 cittadini, per il passaggio di Sappada alla regione autonoma Friuli-Venezia Giulia nell’ambito della Provincia di Udine. La votazione si è tenuta il 9 e 10 Marzo 2008, su un totale di 1.199 aventi diritto si sono recati alle urne 903 elettori pari al 75,3%, di questi per il hanno votato 860 sappadini pari al 95%. La novità di oggi e che:
"E’ urgente approvare il disegno di legge che prevede il distacco del Comune di Sappada (Belluno) dal Veneto e il passaggio alla Regione Friuli Venezia Giulia": ne è convinto il senatore friulano Ferruccio Saro (Pdl). Per Saro, firmatario assieme al senatore leghista Gianvittore Vaccari, del disegno di legge che è stato presentato il 16 ottobre scorso, "non possiamo tradire la fiducia dei sappadini, che confidano nel buon esito in Parlamento della richiesta plebiscitaria del passaggio". Nel luglio 2007 – hanno ricordato oggi Saro e Vaccari in una conferenza stampa – il Consiglio comunale di Sappada ha deliberato l’indizione di un referendum popolare. La votazione si tenne il 9 e 10 marzo 2008: su un totale di 1.199 aventi diritto, si sono recati alle urne 903 elettori, pari al 75% e di questi hanno votato per il sì 860 cittadini, pari al 95%

Udinese: rubato a Milano il pulmann dei giocatori


Il pullman che accompagna i calciatori dell’Udinese è stato rubato. Se n’è accorto ieri mattina l’autista della Pittini, proprietaria del mezzo a 28 posti lusso, che l’aveva posteggiato fuori d’un albergo in pieno centro a Milano.
Ieri il pullman non era stato destinato al consueto servizio a favore della società bianconera, impegnata nella trasferta di Palermo. Il bus era invece impiegato in un servizio di noleggio per un gruppo multinazionale di manager.
Paolo Pittini spiega che è stata sporta regolare denuncia alla questura di Milano e poi la nota di ricerca del pullman è stata estesa anche ai carabinieri: è targato DC 685 GD. «A Milano si sono allarmati tutti – spiega Paolo Pittini – per il furto in pieno centro. Ho scoperto che esiste un “mercato” vivace di questi mezzi. Si tratta d’un prodotto speciale, non commercializzabile. Spero non sia già fuori dell’Italia».
Pittini non ha potuto fornire una stima del valore dell’automezzo, dato che si tratta appunto di un “pezzo unico”, ma è chiaro che i ladri sono stati attirati proprio dalla possibilità di piazzare il bus a un prezzo estremamente interessante. Le modifiche che lo hanno reso un prodotto di lusso fanno lievitare il suo valore a qualche centinaio di migliaia di euro.

Udine: “Casa mia” compie 15 anni e chiede struttura per i parenti pure al Gervasutta

Casa mia, l’associazione di volontari che offre gratuitamente ospitalità ai familiari degli ammalati, ha compiuto 15 anni. E per festeggiarla, ieri, si sono riuniti nel salone del parlamento di palazzo Belgrado volontari, medici e le più alte cariche istituzionali della regione, tra cui l’assessore alla salute Kosic.
«Dal 1993 l’associazione onlus Casa mia – ha spiegato la presidente Gabriella Gera – ospita gratuitamente i familiari dei ricoverati residenti lontano dal centro di cura e i trapiantati che, pur essendo dimessi dalla clinica, devono restare vicini a essa per una numerosa serie di controlli terapeutici grazie a tre complessi di alloggi situati accanto agli ospedali Santa Maria della Misericordia di Udine, Burlo Garofolo e Cattinara di Trieste. L’alloggio viene dato a chiunque ne faccia richiesta – ha chiarito Gera – non si fanno distinzioni né di provenienza né di patologia, ma con un solo limite: la capienza».
Un servizio importante perché l’ambiente di tipo familiare pare abbia, secondo i medici, un effetto positivo sul decorso terapeutico, in modo particolare per i bambini che hanno dovuto subire un trapianto di midollo osseo. E, a decretare la fortuna dell’attività dell’associazione, ci sono i dati delle accoglienze: nel solo 2008 sono stati ben 403 gli ospiti degli alloggi di Udine, 277 quelli del Burlo e 48 al Cattinara di Trieste. Ma Casa mia è un’associazione che vive, per ora solo grazie al volontariato ed è quindi priva di contributi pubblici, ma per proseguire nella sua opera di assistenza a malati e familiari intende ampliare gli alloggi di cui dispone. In primo luogo a Udine dove i sette monolocali e le sei camere doppie non sono più sufficienti, a ciò si aggiungono anche le segnalazioni della necessità di disporre una struttura di alloggi simile anche all’ospedale Gervasutta.
Per questo motivo la presidente Gera ha rivolto un accorato appello alle istituzioni: «Spero che riconosciate il valore sociale dell’associazione Casa mia, oltre al suo contributo qualificante per il sistema sanitario della nostra regione e conferiate quel sostegno economico necessario per le acquisizioni, sia a Udine che a Trieste, le ristrutturazioni e l’arredo degli alloggi cosicché tutti noi volontari potremo proseguire nell’opera di accoglienza dando concretezza ai progetti futuri presentati».

Udine: per gli annunci a luci rosse due in cella, indagato anche il MV

Si conclude con due arresti e nove indagati l’operazione dei Carabinieri di Udine contro lo sfruttamento della prostituzione. Nell’indagine è finito anche il quotidiano friulano “Messaggero veneto” che ha pubblicato annunci a sfondo sessuale. In particolare sono state notificate du avvisi di garanzia a direttore e responsabile della pubblicità. L’indagine è curata dal sostituto Procuratore della Repubblica, Claudia Danelon. Le misure cautelari sono state emesse dal Gip Alessio Verni

Siti Internet e inserzioni pubblicitarie, meglio se su riviste a sfondo sessuale, come “vetrina” della prostituzione, e appartamenti sparsi in tutti i quartieri della città come “alcova” per incontri a luci rosse: ecco come cambia il “mestiere più antico del mondo”. E, soprattutto, ecco le piste lungo le quali i carabinieri del Nucleo investigativo di Udine, coordinati dal sostituto procuratore Claudia Danelon, hanno lavorato negli ultimi dodici mesi. Un’inchiesta approdata ieri mattina nell’esecuzione di due misure cautelari in carcere e nella notifica di nove avvisi di garanzia, tutti per l’ipotesi di reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, e proseguita nel pomeriggio con il controllo di un’ulteriore tranche di appartamenti, una cinquantina almeno, e di altrettante “lucciole” (compreso qualche transessuale).
Entrambi udinesi gli arrestati su disposizione del Gip Paolo Alessio Vernì: Alessandro Bramante, 56 anni, e Pietro Bolzanello, 50 anni, ritracciato ieri a Roma. L’accusa imputa loro di avere gestito tutti gli aspetti legati alla reclamizzazione delle donne interessate a fornire prestazioni sessuali a pagamento. Sarebbero stati loro, in altre parole, a occuparsi non soltanto della pubblicazione delle inserzioni, ma anche della loro creazione, con tanto di fotografie e descrizione delle prostitute. Naturalmente dietro lauto pagamento: 150-200 euro a inserzione mensile. Un affare da centinaia di migliaia di euro al mese, se si considera che soltanto sul web, in un solo giorno, i tre siti finiti nel mirino dei carabinieri contano più di mille annunci. L’avvocato di fiducia di Bramante e Bolzanello, Giorgio Weil, intanto, ha già presentato istanza di scarcerazione al Riesame di Trieste. «Riteniamo – ha detto – che l’attività da loro svolta sia del tutto lecita».
Tutto il meccanismo è stato ricostruito dalla Procura anche grazie ai racconti delle stesse donne “incastrate” dai carabinieri nel corso delle visite effettuate nei loro appartamenti. Spacciandosi per clienti, gli uomini comandati dal tenente Fabio Pasquariello contattavano telefonicamente i numeri pubblicati su giornali e siti Internet e fissavano appuntamenti ai quali si presentavano prima sotto “mentite spoglie” e poi, una volta concordato il prezzo della prestazione, sospendendo la “messinscena” e mostrando il tesserino dell’Arma. Così anche ieri, per un totale di cinque abitazioni poste sotto sequestro per assenza del contratto o della comunicazione alla Questura di cessione del fabbricato. Dall’inizio dell’operazione, sono stati posti i sigilli a una quarantina di appartamenti (parte dei quali, nel frattempo, dissequestrati) e verificata la posizione di circa 150 donne, tutte provenienti dai Paesi dell’Est e dal Sud America.
A finire nei guai sono stati i direttori delle riviste specializzate “Best Annunci” e “Top Annunci” e dei collegati siti Internet
www.bestannunci.com e www.topannunci.com, oltre al sito www.cercoamicivip.com e alla collegata casa editrice di Padova. Si tratterebbe comunque di società che in Veneto hanno lasciato solo gli uffici e che da un annetto avrebbero spostato la sede legale in Croazia. La Procura sta indagando anche sugli annunci che le prostitute avrebbero fatto pubblicare autonomamente, cioè senza l’intermediazione dei due arrestati, sulla stampa locale. Da qui, gli avvisi di garanzia notificati anche al rappresentante legale della società che pubblica il periodico “Città Nostra” di Pordenone, all’amministratrice legale del settimanale “Affare fatto” di Treviso, al presidente del Cda della pubblicità del settimanale “La Bancarella” (nell’elenco figura anche il direttore responsabile, al quale però ieri non è stato possibile notificare l’avviso), al direttore responsabile del Messaggero Veneto, Andrea Filippi, e al direttore di filiale della concessionaria pubblicitaria “Manzoni”. Analoga indagine è scattata nei giorni scorsi a Trieste, ma con esiti in parte diversi: sono state infatti arrestate due persone che gestivano siti Internet di appuntamenti, ma la procura non ha ritenuto di dover procedere nei confronti dei giornali che – come nel caso del nostro e della quasi totalità dei quotidiani italiani – pubblicano da sempre annunci a pagamento.

Ravascletto: incontro sui migranti carnici nel Reich 25/01/2009


 Dopo aver riportato alla luce, in occasione della quinta edizione del Presepio dei Cramârs / Die Krämerkrippe, le vicende dei Fremdarbeiter della Valcalda (ovvero quegli uomini e quelle donne che, nell’ambito degli accordi fra l’Italia fascista e la Germania nazista, fra 1938 e 1943, furono costretti a lavorare in terra tedesca  come contadini, muratori e operai), la Pro loco di Ravascletto propone un’ulteriore opportunità di conoscenza del fenomeno, allargando lo sguardo all’intero contesto regionale. L’occasione sarà un incontro pubblico in programma domani, alle 15, all’hotel Harry’s di Zovello. La presentazione del contesto storico e politico in cui si mossero gli stagionali di Ravascletto, Salârs e Zovello e i loro compagni carnici e una quantificazione della reale dimensione di quel flusso migratorio, a livello friulano e italiano, saranno affidate a Matteo Ermacora di Gemona. Laureato in storia, insegnante e dottore di ricerca in storia sociale, collabora con l’Università Cà Foscari di Venezia. Nel corso dei suoi studi sulla storia dell’emigrazione friulana, sulla Grande Guerra e sulla storia dei giovani e del movimento operaio, Ermacora ha avuto modo di approfondire la stagione dei Fremdarbeiter, riassumendo le proprie indagini nel saggio Campi e cantieri di Germania. Migranti friulani nel Reich hitleriano (1938-1943), apparso nel 2002 nell’opera curata da Marco Fincardi Emigranti a passo romano. Operai dell’Alto Veneto e Friuli nella Germania hitleriana che ha avuto come coeditore l’Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione. Fra i rurali di Mussolini partiti dalla Valcalda (almeno 67 compaesani di cui quattro tuttora viventi), la comunità di Zovello annovera anche Alice Casanova dal Podar, che al termine della guerra seguì, dopo averlo sposato, il giovane prigioniero polacco Stanislao Jaskiewicz, trapiantandosi definitivamente a Radom.