Archivio mensile:Giugno 2009

Asso Rifugi del Friuli Venezia Giulia: la nuova moda della vacanza in rifugio


Il sistema dei rifugi alpini dislocati nei punti nevralgici dei gruppi montuosi di Dolomiti friulane, alpi Carniche e Giulie, in questi ultimi anni hanno assunto un ruolo di servizio importante per i frequentatori della montagna friulana, soggetta al continuo lievitare del numero degli escursionisti che, in genere, hanno proprio nel rifugio e il suo circondario, la meta della propria gita. Son lontani, infatti, i tempi in cui dei rifugi si servivano principalmente gli alpinisti per utilizzarli come base per le loro ascensioni. E la crisi economica mondiale pare proprio consigliare a ricercare vacanze più semplici a contatto con l’ambiente naturale di utilità per il proprio e senz’altro anche di sicuro appagamento. «Il ritorno di tanti a riscoprire il valore del territorio – conferma il presidente dell’Asso Rifugi del Friuli Venezia Giulia, Milo Pravisano, gestore del rifugio De Gasperi di Prato Carnico -, è una realtà che si sta consolidando in questi ultimi anni caratterizzati dalla preposizioni di tante belle escursioni in montagna e anche dai miglioramenti apportati alla strutture che in generale offrono un’accoglienza ospitale che, avuta considerazione per le particolarità oggettive, non ha nulla da invidiare alle strutture alberghiere delle vallate. Appunto – aggiunge – ci auguriamo che questa stagione estiva, cominciata con condizioni climatiche sfavorevoli, possa assicurare a tutti i gestori le soddisfazioni per una ulteriore crescita del numero dei frequentatori, perciò speriamo che l’estate 2009 sia di crescita per tutti». Nell’area che comprende il pordenonese, Carnia e Tarvisiano, i rifugi in Friuli sono 25 e complessivamente offrono oltre mille posti letto per soggiorno veramente speciali, importanti anche per incrementare il numero delle presenze turistiche della montagna. «Noi facciamo la nostra parte anche nella promozione – afferma il presidente dell’Asso Rifugi -, basti ricordare che i nostri prezzi, molto contenuti, dai 33 ai 38 euro, per la mezza pensione. I prezzi praticati sono anche sotto il controllo del Cai che per incrementare la frequenza giovanile in montagna ha imposto a 5 euro il pernottamento per un giovane sotto i 18 anni di età. E noi anche questa estate proponiamo le iniziativa "Note in Rifugio" e "Parole in Rifugio", per portare sui monti anche eventi culturali con protagonisti musicisti professionisti e scrittori di prestigio e auspichiamo che anche quest’anno la Regione possa assicurarci l’importante sostegno economico al nostro programma».

Crisi Alto Friuli: la situazione al 25 giugno 2009

Nessun miglioramento sul fronte delle grandi imprese in Alto Friuli. Negli ultimi sei mesi, salvo Automotive lighting che si è chiamata fuori dalla crisi (unica azienda del gruppo Fiat a non usufruire attualmente degli ammortizzatori sociali), le maggiori industrie, metalmeccaniche sì, ma anche tessili e quelle impegnate nei settori di carta e legno, accusano il colpo . Sono complessivamente oltre 4 mila e 500 i lavoratori dell’Alto Friuli alle prese con uno strumento di ammortizzazione. Mille 238 i contratti di solidarietà, 2.043 le Cigo, 1.245 le Cigs. Fa eccezione, come detto, lo stabilimento tolmezzino del gruppo Automotive: «Non solo ha smesso con gli ammortizzatori richiamando tutti al lavoro – dichiarano Alessandro Forabosco e Ivano Monguzzi, rispettivamente segretario generale della Cgil Alto Friuli e membro della segreteria Cisl AF -, ma sta addirittura chiedendo straordinari. L’inversione di tendenza è frutto degli incentivi auto concessi dalla Germania, ma soprattutto del prodotto d’alta gamma che esce dallo stabilimento carnico. Qui, infatti, si producono fanali a led per alcuni grandi marchi. Audi e Bmw per tutti». Altrove si sta peggio. «In ambito metalmeccanico desta preoccupazione la Weissenfels a Tarvisio, che stiamo seguendo con attenzione, mentre speriamo che la chiusura della Luvata (Ex Eco) a San Vito non incida sulla Eco di Amaro che, salvo la Cigo in corso, a oggi non presenta particolari criticità». Nuovi ammortizzatori in vista per due aziende del gruppo Pittini. «Dopo la Cigs di Ferriere Nord, aperta negli ultimi sei mesi così come alla Dm Elektron di Buja e alla Weissenfels, ora ci è stato chiesto un incontro per estendere la cassa straordinaria anche a Siat e Pittarc – annunciano Monguzzi e Forabosco -. Non possiamo certo dire che in generale la situazione sia migliorata. Anzi, un leggero peggioramento è evidente se consideriamo in questo quadro anche la difficoltà delle piccole imprese». Dall’analisi dei dati raccolti al 22 giugo, emerge infatti un generale ricorso agli ammortizzatori, che come detto coinvolge anche settori diversi dal metalmeccanico. Quello del legno – sia Snaidero che Fantoni hanno fatto ricorso a contratti di solidarietà -, quello del tessile – Cascami, Visottica, Ledragomme, Complast hanno Cigo in corso – infine la carta, «che ci preoccupa particolarmente – dichiarano i due sindacalisti -. Più volte nel corso degli ultimi mesi abbiamo chiesto incontri alle proprietà, ma interloquire con questi grandi gruppi nazionali è difficile. Tre mesi sono passati dalle richieste. Stiamo ancora aspettando».

Intanto la crisi si fà sentire anche nell’artigianato: prima era toccato alle grandi patire questa crisi, pagarne il prezzo, riducendo la produzione e facendo ricorso agli ammortizzatori sociali per tenersi strette le maestranze.
Oggi a sentire il contraccolpo sono piccole aziende, artigiane per lo più, molte delle quali operative nell’indotto delle grandi industrie.
L’effetto a catena, soprattutto in quest’ultimo caso, era presto o tardi inevitabile e a oggi ha investito decine e decine di micro aziende. Di queste, 43 hanno fatto ricorso agli accordi di sospensione per un numero complessivo di 360 dipendenti. Nella lista compaiono ditte di rilievo come le bigiotterie Az e Az2 di San Daniele, ricorse alla sospensione per un totale di 40 dipendenti, la Lampor di Prato Carnico per 20, la Ektron di Trasaghis per 18, la I.E.S. di Buja per 12.
Molte, invece, in questo elenco non ci sono, alcune perché fortuna loro ancora reggono, altre perché invece hanno scelto la via del licenziamento.
«La più parte – dichiarano i sindacalisti Alessandro Forabosco (Cgil) e Ivano Monguzzi (Cisl) – non si rivolge nemmeno al sindacato e licenzia direttamente, senza usufruire degli ammortizzatori a disposizione. Sappiamo dagli uffici vertenze che di casi ce ne sono diversi, ma definirne con precisione il numero è difficile. Certo è che il fenomeno esiste e che non ci permette di avere interamente sotto controllo la situazione.
Se non riusciremo a frenare questa tendenza e d’altro canto le istituzioni non sosterranno la possibilità di un concreto accesso al credito per queste micro aziende, in autunno molte di loro potrebbero correre e seriamente il rischio di chiudere i battenti».
Con tutto ciò che ne conseguirebbe dal punto di vista occupazionale in un territorio, come quello dell’Alto Friuli, costellato di piccole imprese

Lauco: Sandro Menean muore in un incidente sul lavoro

Un operaio di 45 anni di Paularo, Sandro Menean, e’ deceduto in Carnia, nel comune di Lauco, in provincia di Udine, in un infortunio. Secondo le prime frammentarie ricostruzioni, l’uomo era impegnato nella costruzione di un muro , quando sarebbe stato urtato dalla benna di un piccolo escavatore e poi investito da una massa di cemento. I soccorsi sono stati inutili. Sul posto, sono intervenuti i carabinieri di Villa Santina, tuttora a Lauco per effettuare i rilievi.  L’uomo era impegnato nella costruzione di un muro, quando sarebbe stato urtato dalla benna di un piccolo escavatore e poi investito da una massa di cemento.

Ulteriori approfondimenti nei  commenti







Valli del Natisone: il 23 giugno è protagonista il Kries

di CRISTINA BURCHERI

Nelle Valli del Natisone, la notte di San Giovanni (a cavallo tra il 23 e il 24 giugno), si illumina di fuochi. Questa antica festa del solstizio d’estate ha come protagonista il kries: un falò che prolunga nella notte la luce del giorno più lungo dell’anno . Con l’avvento del cristianesimo questo rito di passaggio di matrice pagana è stata dedicata a San Giovanni, mantenendo comunque intatta l’unicità di questa notte a cui sono legate pratiche particolari che riguardano maggiormente la sfera femminile come la confezione dei križaci e krancelni (croci e ghirlande) con fiori di campo, la divinazione del futuro con il bianco d’uovo, la raccolta della rugiada all’alba. Tradizioni che rivivono anche quest’anno nelle Valli del Natisone che domani sera alle 20 si concludono prima con un “calice di fiori” presso la trattoria “Sale e Pepe” di Stregna, all’agriturismo “Casa delle rondini” a Dughe e ad Altana nella trattoria “da Walter”. La festa prosegue alle 21.30 con l’accensione del kries a Tribil inferiore. Altri fuochi di San Giovanni saranno accesi in diversi paesi delle Valli del Natisone. Per il programma completo della “Festa di San Giovanni”: www.comune.stregna.ud.it In tutto il Friuli di una volta la notte di San Giovanni era considerata propizia per tentare previsioni (argomento approfondito nell’appuntamento di lunedì scorso). A essa erano riferiti anche antichi riti magico-agrari connessi con l’acqua e con la rugiada – celebre è il mac di san Zuan – e altri legati al fuoco come l’accensione di grandi falò e il lancio das cidules: probabili estensioni nostrane di quei fuochi giovannei che, per diffusione nell’uso, erano e sono tra i più popolari d’Europa. Il lancio di rotelle, caratteristico della montagna friulana, è anche tradizionale presso i popoli tedeschi: il Funkensonntag o Scheibensonntag è la domenica delle scintille o delle rotelle. In area francese si celebra la fête de brandons (chidôle, schibée). In Inghilterra il Firebrand – Sunday. Riti molto simili si fanno in Carinzia e Carniola, a Cortina d’Ampezzo e in Trentino. In Val Venosta e nell’Alto Adige vengono descritte «ruzzole di legno verniciato, di numero, colore e proporzioni a volontà». Ma anche in Svizzera, in Polonia e in Bulgaria. In area slava, nell’Alto Isonzo è nell’Alto Natisone, le rotelle sono chiamate šiba o šibra, a Caporetto invece le conoscono come il fageta che lo studioso Maticetov fa derivare probabilmente dal friulano fûc.

Pallacanestro Udine: incominciata la rifondazione


Definito il nuovo assetto societario si sta incominciando a parlare finalmente di pallacanestro in casa Snaidero, o forse al momento è meglio dire in casa Pallalcesto Amatori , e nei prossimi giorni dovrebbero spuntare i primi nomi che nell’ordine riguarderanno nuovo direttore generale, allenatore e quindi il roster per la stagione 2009-10.
      Intanto trapelano le prime indiscrezioni in ordine alle cinque realtà imprenditoriali friulane che unitamente a Snaidero, Pozzo e Massimo Blasoni, hanno dato la loro adesione a far parte della compagine sociale con quote minoritarie quantificabili intorno al 5% ciascuna. Tra i più gettonati (secondo quanto anticipato anche dal blog http://ilperbenista.blogspot.com/) il gruppo Luci che fa capo al presidente dell’Assoindustria friulana Adriano Luci; l’impresa di costruzioni Rizzani de Eccher, la Vidoni S.p.A., Coop Consumatori Nord Est e Banca di Udine. Nomi tutti che Massimo Blasoni, che si muove con il proprio collaboratore Simone Bressan ed è stato indicato come portavoce dalle parti ad accordo siglato, aveva voluto tenere “top secret” se non segnalandone la friulanità e rimandando la loro presentazione ad una conferenza stampa prevista per giovedì prossimo.
      “Interlineato” così il termine del 22 giugno, ovvero quello dell’ultimo giorno utile per procedere ad una cessione dei diritti sportivi, il termine più prossimo in scadenza nella agenda arancione è dunque ora quello del 30 giugno, entro il quale la società dovrà procedere all’iscrizione alla Legadue basket. Una seconda scadenza è annotata in corrispondenza della medesima data.
      Si tratta infatti dell’ultimo giorno in cui la società, o Cristian Di Giuliomaria, possono esercitare il diritto di uscita dal contratto stipulato (con tanto di pagamento di una penale) la cui durata è prevista per un anno ancora. Sono cifre importanti, si parla di un compenso annuo non distante dai 180mila euro, se rapportate agli ingaggi dei migliori giocatori italiani di serie A2; forse il solo Galanda a Varese l’anno scorso costava di più, e che può incidere in maniera rilevante sul budget con cui la società vuole costruire la squadra. Non è escluso che le parti possano trovare un’intesa “spalmando” l’importo attraverso la firma di un nuovo contratto pluriennale.
      Detto che il ritorno ad Udine di Andrea Fadini, quale nuovo general manager pare sempre più vicino, per quanto riguarda la panchina paiono salire le quotazioni del casertano Franco Marcelletti già con Fadini in passato a Verona e la scorsa stagione in Legadue fino all’esonero di gennaio con Reggio Emilia.

La Patrie dal Friûl a giugno in edicola

Tal mês di Jugn il Friûl al à ospitât la Bikerfest, un dai events plui impuartants pal popul dai motârs che a rivin di dute Europe ma ancje di chei altris continents. Pe ocasion la riviste in lenghe furlane “La Patrie dal Friûl” (www.lapatriedalfriul.org) e
à volût dedicâ l’ultin numar propit ai motôrs in gjenerâl, un mont che al viôt i furlans come protagoniscj in diviersis dissiplinis.
Il numar di Jugn si vierç cun Edi Orioli, l’innomenât campion dal desert, trionfadôr in tantis edizions de Parîs-Dakar e no dome, intervistât di Valentina Pagani.
Un altri ospit di chest mês al è Moreno Persello, fondadôr dal motoclub “Motârs” e diretôr de riviste Bikerslife.
Ma tal numar no si fevele dome di motos e machinis sportivis: e tache une inchieste a puntadis su lis aziendis che a decidin di doprâ il furlan par promovisi, po dopo si cjate ancje tante atualitât e in particolâr tante musiche cuntune lungje interviste a
Mauro Tubetti, DJ Tubet, rapper furlan-gjamaican che al regale une esclusive internet a La Patrie dal Friûl: un rap inedit che si pues scoltâ dome sul sît www.lapatriedalfriul.org.
E simpri par restâ su lis novitâts web, une altre esclusive interviste ai autôrs dal fenomen dal moment sul Facebook furlan: i creatôrs di “Tô Agne”.
Cun di plui si vise che dai 15 di Jugn, sul sît www.lapatriedalfriul.org a son disponibii i contignûts dal numar di Mai dedicât al volontariât. La Patrie dal Friûl si pues vêle par abonament o lant a comprâle tes miôr ediculis e librariis.

Friuli: il 64% delle famiglie sceglie il Friulano

Di Andrea Valciç
 Un senso di forte commozione. È quello che ho provato nel momento stesso in cui sullo schermo del monitor è apparso il primo lancio dalla Provincia. Compariva il dato, appena comunicato dall’assessore Molinaro, relativo alla percentuale di famiglie che avevano dato il loro assenso all’insegnamento del friulano nelle scuole: il 64% .
      Ho immaginato i genitori dietro quel numero. Le migliaia e migliaia di mamme e papà che hanno detto di sì, che, ancora una volta, hanno creduto fosse giusto che ai propri figli venisse insegnata la lingua di un popolo.
      Una commozione dettata dalla semplicità con cui la maggioranza dei friulani considera la questione anche dal punto di vista strettamente scolastico. Ad essa certo in molti casi va aggiunta la consapevolezza, la coscienza di cosa rappresenti questa scelta, ma oserei dire che a prevalere sia stata la naturalezza del percorso. E questo la dice lunga invece sulle tortuose e traverse vie adoperate da chi tenta, da sempre, di ostacolarne il cammino.
      A chi le scorse settimana portava in campo la crisi, le difficoltà delle aziende e del mondo del lavoro, cui dovevano essere indirizzate tutte le risorse e le attenzioni, giunge ora questa risposta onesta e pulita. Perchè nessuno può dubitare che dietro a quell’assenso non ci siano anche le famiglie di chi si trova in cassa integrazione, che non ci siano le operaie della Safilo, i lavoratori della Caffaro, della Luvata, delle decine di piccole aziende artigiane che chiudono i battenti. O dietro quel 64% ci sono solo i ricchi?
      Penso inoltre che la percentuale potrebbe essere senza dubbio più alta, se non si fosse registrata una vera e propria campagna denigratoria sul friulano a scuola, se, su quei genitori chiamati a decidere, non si fossero riversate le assurdità più incredibili sulla didattica e sulla formazione. Non importa, sarà per la prossima volta, sempre che restino invariati i fondi a disposizione degli istituti.
      Dopo le insinuazioni sul T9 e gli sms in marilenghe, dopo i veleni attorno a costi e lavori del Dizionari bilengal, chissà cosa s’inventerà per bloccare lo sviluppo, l’uso del friulano tra le giovani generazioni?
      Come sempre c’è da attenderci di tutto, ma quel 64%, più che una speranza rappresenta una diga umana. E volete non commuovervi.

Tolmezzo: eventi in ricordo di Gianni Cosetti


Gianni Cosetti “L’orso di Carnia”, l’indimenticato cuoco-ricercatore, sarà ricordato con una serie di iniziative che cominceranno venerdì 26 giugno e continueranno, con varie tappe, fino al 26 settembre.
Cosetti era nato a Villa Santina ne 1939 e si è spento nel 2001 a Tolmezzo) maestro d’arte culinaria, un’icona della Carnia in Italia e nel mondo. In ogni suo piatto Cosetti stupiva, lasciava il segno, non era mai banale o scontato, e tendeva sempre a soluzioni originali.
E negli anni, nonostante fosse un uomo di poche parole e dal carattere all’apparenza burbero, era diventato un personaggio di primo piano nel settore enogastronomico e le stelle dedicate alla sua cucina spuntano sulle più quotate guide gastronomiche. Per Veronelli Cosetti era il cuoco più moderno che l’Italia abbia mai avuto.
Il progetto per ricordarne in maniera idonea la sua figura si svilupperà in quattro eventi: venerdì alle 18 ci sarà l’inaugurazione ufficiale con ricordi su Gianni Cosetti da parte di Renzo Tondo, Alberto Terasso, Bill Favi, Giannola Nonino e Walter Filiputti, che saranno alternati dall’esibizione di gruppi folkloristici della Carnia: coro “Val Pesarina”, coro “Zahre” di Sauris, gruppi folkloristici “Is Guldana Pearl” e “Da Jutalan” di Timau, cui seguirà l’inaugurazione della mostra “Gianni Cosetti, maestro d’arte culinaria – Momento Primo” e un buffet con piatti tipici della cucina di Gianni Cosetti riproposti dalla figlia, Anna Cosetti (Laboratorio Gastronomico “Q.B. Quanto Basta” di Tolmezzo, da due suoi allievi: Romel Puntel (Ristorante “Alla Pineta” di Villa Santina”) e da Daniele Cortiula (Ristorante “Al Cison” di Amaro)

Andar per monti: le regole da seguire redatte dalla Guardia di Finanza

Due interventi nei giorni scorsi dei finanzieri del Soccorso Alpino di Tolmezzo allertati dai familiari preoccupati perché non hanno visto rientrare i propri congiunti partiti per una uscita in montagna. Vicende conclusesi positivamente , in quanto gli escursionisti, che avevano perso l’orientamento ed erano rimasti bloccati in una zona boschiva, hanno fatto ritorno a casa riportando solo un brutto ricordo della gita in montagna.Un altro intervento, effettuato sempre nell’ultima settimana dai militari del Soccorso Alpino, ha riguardato invece la localizzazione ed il recupero di due cittadini sloveni che, durante un volo in parapendio, sono finiti in un’area impervia e difficilmente raggiungibile. Anche loro sono stati trasportati a valle senza grosse conseguenze.
L’attività dei finanzieri, frutto di addestramento e costante aggiornamento professionale, si è concretizzata, nei soli primi cinque mesi dell’anno, in circa 20 interventi con 16 persone tratte in salvo ed il recupero, purtroppo, di 4 corpi senza vita.
Perfetta l’intesa durante gli interventi con gli uomini del soccorso civile del Cnsas (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) del Friuli Venezia Giulia, capillarmente diffuso su tutto il territorio regionale: soccorritori identici nell’animo e nella professionalità.
La Guardia di Finanza del Friuli Venezia Giulia, nelle zone montane, è sinonimo di soccorso, di assistenza e di aiuto. La popolazione da sempre trova infatti nelle due Stazioni di Soccorso Alpino dislocate a Tolmezzo e a Sella Nevea un punto di riferimento cui segnalare eventuali scomparse di soggetti avventuratisi in escursioni senza adottare le opportune precauzioni.
Poche, chiare e basilari le regole che i finanzieri “montanari” raccomandano a quanti si incamminano nelle nostre montagne.
Prima regola: coscienza delle proprie capacità e conoscenza del territorio e delle previsioni meteo.
Seconda regolao: abbigliamento adeguato, viveri e bevande ad alto potere energetico al seguito.
Terza regola: portare pila frontale e telefono cellulare con i numeri di pubblica utilità in memoria.
Quarta regola: comunicare, sempre, a qualcuno di assoluta fiducia, la propria destinazione e la durata “presunta” dell’escursione; lasciare un biglietto all’interno dell’automobile prima di intraprendere il cammino e fissare dei punti di riferimento durante il movimento.
Quinta regola: se ci si perde, mantenere la calma, evitando il movimento continuo, specialmente con l’avvicinarsi delle ore notturne: cercare un riparo, segnalare la propria situazione e posizione ed attendere l’alba.
Attenzione dunque – dice la Dgf -, nella stagione estiva che sta per iniziare e che verosimilmente invoglierà numerosi escursionisti, in quanto ogni superficialità, durante lo stazionamento in un ambiente montano, se mancano le condizioni di sicurezza, aumenta in maniera esponenziale il pericolo di gravi danni.
Resta comunque certo che i finanzieri del Friuli sono e restano un sicuro punto di riferimento per escursionisti, scalatori, scout e villeggianti della domenica che dovessero trovarsi in difficoltà.