Archivio mensile:Maggio 2015

Friuli: il Programma per le manutenzioni ordinarie di FVG Strade da priorità alla montagna

La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, su proposta dell’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità Mariagrazia Santoro, ha approvato il Piano triennale delle manutenzioni straordinarie e il Programma per le manutenzioni ordinarie di FVG Strade S.p.A. per gli anni 2015-2017.
Sono 11 gli interventi di manutenzione straordinaria programmati per il 2015, ispirati, come ha spiegato Santoro, da “priorità rispetto alla messa in sicurezza della viabilità montana. Nell’aggiudicazione degli appalti – ha aggiunto – sarà privilegiato il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”.

“Innanzitutto – ha evidenziato Santoro illustrando le linee guida – il Programma dà priorità alla rete stradale montana, compatibilmente con le caratteristiche di cantierabilità e sulla base dei dati dell’incidentalità raccolti dal Centro Regionale di Monitoraggio della Sicurezza Stradale (CRMSS), da cui emerge che nelle aree montane le conseguenze degli incidenti stradali sono mediamente più gravi”.
“In generale – ha affermato l’assessore regionale – il Programma risponde all’esigenza di una maggiore sicurezza e funzionalità della viabilità nei punti maggiormente a rischio”. Quanto alle modalità di aggiudicazione dei lavori e alla razionalizzazione della spesa Santoro ha sottolineato che “la Società FVG Strade ha ricevuto l’indicazione di prediligere, ove sussistano i presupposti di legge, la procedura negoziata con rotazione delle imprese, ricorrendo al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Abbiamo inoltre autorizzato che tutte le economie derivanti da ribassi d’asta o eventuali riduzioni del quadro economico degli interventi realizzati possano essere utilizzati per lavori di somma urgenza nel 2015”.

Le opere finanziate per il 2015 sono coperte da fondi di FVG Strade per un importo complessivo di 4.960.000,00 euro, finanziati per 2 milioni come contributo in conto impianti, per 1.510.000,00 euro con lo svincolo di economie da opere già concluse e per 1.450.000,00 euro con fondi accantonati ex lege 447/1995 per interventi di riduzione dell’inquinamento acustico.
Il Programma 2015 approvato include l’intervento di ripristino del ponte girevole di Grado sulla strada regionale 352 che presenta una criticità per l’accesso funzionale alla località turistica. Sono inoltre programmati lavori urgenti di manutenzione straordinaria per la messa in sicurezza del ponte sul Rio Siera in località Culzei a Prato Carnico (UD) sulla strada regionale 465 “della Forcella Lavardet e Valle San Canciano”; lavori nelle gallerie di Fara, Dint e Prapiero in località Montereale (PN) sulla strada regionale 251 “della Val di Zoldo e Val Cellina”; sulla strada regionale 552 “del Passo Rest” sono previsti lavori di manutenzione straordinaria per il consolidamento dei muri e la realizzazione di una rotatoria in località Sequals.

Vi sono poi interventi di sistemazione dell’incrocio per la Zona Industriale in comune di Villa Santina (UD) sulla strada statale 52 “Carnica”, lavori di riqualificazione sulla strada regionale 305 “di Redipuglia” a Mariano del Friuli. Con riguardo all’installazione di barriere fonoassorbenti, sono previsti interventi sulla strada statale 13 “Pontebbana” in comune di Tavagnacco e sulla strada regionale 354 “di Lignano” in corrispondenza del ponte di Bevazzana.

Infine, saranno finanziati interventi di manutenzione straordinaria urgente per la sostituzione di giunti di dilatazione sulla strada statale 13 nei comuni di Chiusaforte, Dogna e Pontebba (UD), sulla strada statale 14 in comune di San Giorgio di Nogaro (UD), sulle strade statale 676 e regionale 56 in comune di Udine, sul raccordo autostradale 16 in comune di Fiume Veneto, sulla strada regionale 464 in comune di Arba, sulla regionale 463 in comune di Majano, sulla regionale 552 in comune di Tramonti di Sopra e sulla regionale 251 nei comuni di Montereale Valcellina, Andreis e Claut.

La Giunta regionale ha approvato anche il Programma per le manutenzioni ordinarie che prevede asfaltature urgenti, potatura di alberi e sfalci d’erba e il ripristino e riordino della segnaletica verticale, per i quali sono stati prenotati fondi per 8,5 milioni di euro. Oltre ai programmi già finanziati è stato inoltre approvato il Piano triennale delle manutenzioni straordinarie e considerate inseribili nelle puntuali programmazioni annuali successive, per le quali gli investimenti stimati ammontano a 13.237.000,00 euro al netto dell’IVA.

Il Programma include un intervento complessivo in sei lotti sulla regionale 355 “della Val Degano” che interessano i comuni di Rigolato, Comeglians e Forni Avoltri; si aggiunge la realizzazione della rotatoria a Ovaro per l’accesso alla Cartiera e la posa di reti paramassi a Rigolato.

Sono inoltre inseriti nella programmazione triennale lavori di messa in sicurezza del rio Possal sulla regionale 465 in comune di Prato Carnico, la posa di barriere paramassi sulla statale 13 nei comuni di Dogna e Pontebba, l’allargamento della tratta stradale sulla regionale 465 “della Forcella Lavardet e Valle San Canciano in comune di Ravascletto e sulla medesima strada interventi urgenti in comune di Prato Carnico.

Vi sono poi lavori di manutenzione in località Ponte Rosso a San Vito al Tagliamento lungo la regionale 463, ripristino e consolidamento di muri di sostegno lungo la regionale 251 “della Val di Zoldo e Val Cellina” in comune di Claut, la manutenzione straordinaria del sovrappasso del raccordo autostradale di Sistiana e la realizzazione di un sottopasso ciclo-pedonale sulla regionale 252 a Ontagnano di Gonars.

È inoltre programmata la prosecuzione dell’eliminazione dei punti critici lungo la rete regionale con realizzazione di rotatorie sulla statale 13 “Pontebbana” a Ronche, sulla regionale 463 “del Tagliamento” a Sedegliano in località Pannellia, sulla regionale 356 “di Cividale” tra Torreano e Cividale del Friuli e sulla regionale 252 a Palmanova in prossimità di Porta Aquileia.

Tolmezzo: per camion e camper il Comune pensa a spazi opportuni per la sosta

Il Comune sta valutando dove realizzare un’area attrezzata per i camper in città. Lo si è appreso in Consiglio comunale dal vicesindaco e assessore, Simona Scarsini, che lo ha reso noto, rispondendo all’interrogazione del consigliere Valter Marcon il quale faceva notare come il parcheggio in via Marchi (nella foto) di fronte al cimitero da qualche tempo veda la sosta anche di più giorni, specie dal venerdì al lunedì, di diversi camion. L’area, rilevava Marcon, non è attrezzata per soste prolungate per l’assenza di servizi igienici, così purtroppo per tali esigenze vengono utilizzate le aree verdi private circostanti, con il degrado che ne deriva. Tutto ciò accanto alla passeggiata del parco urbano. Marcon ha chiesto, per ovviare al problema, di limitare la sosta ai soli autoveicoli con peso complessivo inferiore ai 70 quintali, di indirizzare la sosta dei mezzi pesanti verso la piazzola illuminata realizzata dal Cosint nella zona industriale sud, di invitare le maggiori aziende locali a cui i trasporti sono dedicati, di dotarsi di adeguate aree all’interno della loro proprietà, come hanno fatto altri Comuni, e di attrezzare un ambito per il parcheggio prolungato. Marcon suggeriva anche di realizzare la prima area attrezzata per camper/roulotte in città. Scarsini ha spiegato di essere consapevole che il parcheggio di via Marchi non è attrezzato né per la sosta dei camion, che però non sono tanti, né per i camper,che invece sono più frequenti e numerosi. L’area Cosint per Scarsini è lontana dal centro,non ha servizi di ristoro e non è comunque strutturata per una sosta decorosa. Le aziende locali contattate poi avrebbero obiettato problemi sicurezza alla soluzione proposta da Marcon. Per un’area attrezzata per i camper Scarsini ha invece spiegato che si stanno valutando varie aree, abbastanza vicine al centro abitato.

Tolmezzo: per la frana di Cazzaso è pronto il piano di evacuazione

(t.a. dal MV di oggi)

Sapere come muoversi se la frana di Cazzaso si dovesse spostare più del previsto, creando situazioni di pericolo: è questo lo scopo del piano di evacuazione approvato dal Consiglio comunale giovedì relativamente alla frana che dal febbraio 2014 ha presentato nuovi segnali di movimento nella frazione tolmezzina. La frana storica (la guida di Marinelli sulla Carnia ricorda come il paese nel 1851 si spostò di 24 metri) è stata monitorata per un anno, con risultati che hanno imposto, ha spiegato il sindaco, Francesco, Brollo, un aumento della soglia, senza inutili allarmismi, ma con estrema concretezza e con una corretta informazione sulle azioni da intraprendere in caso di necessità. Brollo ha spiegato di aver chiesto alla struttura comunale massima priorità al tema per dare serenità ai 74 abitanti di Cazzaso e Cazzaso Nuova: c’è un monitoraggio implementato costante e c’è questo piano, di cui si spera di non aver mai bisogno, ma se così non fosse, ci sarà tutta una serie di misure che scatterà immediatamente. Il piano individua azioni e aree dedicate: sarà apposto ad esempio un cancello(per regolare gli accessi dei soccorsi e il flusso delle persone) verso Salaris, il parcheggio del cimitero sarà area parcheggio soccorritori, a Fusea presso l’ex scuola dell’infanzia sarà attivato un centro per primo soccorso e per 1-2 notti di pernottamento, per poi essere portati in albergo o alloggiati presso parenti. La via di fuga sarà la strada inferiore che da Cazzaso porta al bivio per Fusea e Tolmezzo. Elisuperficie e area di attesa per i cittadini non automuniti sono state individuate nel’area più ai margini della frana.

Arta Terme: all’Hotel Gardel “quattroquarti”, degustazioni delle cantine di Zidarich, Bulfon, Broilo e Roman

Prima rassegna di degustazione vini delle quattro Province della Regione.

Quattro appuntamenti dedicati alla scoperta di quattro differenti cantine, appartenenti ognuna a storie e realtà completamente diverse tra loro, ma con un unico filo conduttore: la capacità di riportare il palato alle origini, riscoprendo l’essenza del gusto.


Primo appuntamento giovedì 21 maggio dalle ore 18:00 alle ore 20:00 con la cantina di Benjamin Zidarich nel cuore del Carso; il suo Terrano e la sua Vitovska.


Secondo appuntamento giovedì 28 maggio con la cantina di Emilio Bulfon dalla Provincia di Pordenone e i suoi antichi vitigni, come il Blanc di San Zuan o l’Ucelùt.


Terzo appuntamento giovedì 4 giugno con la cantina dell’Antico Broilo di Prepotto, in Provincia di Udine e il suo pluripremiato Schioppettino, con gli uvaggi del Pinot Nero e del Cabernet.


Quarto appuntamento per l’11 giugno che chiude la rassegna delle quattro cantine, per la Provincia di Gorizia, l’Azienda di Rizzi Roman, Piè di Mont, con le sue tantissime e preziosissime bollicine.


Ogni appuntamento manterrà lo stesso orario, cioè dalle 18:00 alle 20:00, e ad ogni degustazione verrà abbinato un piatto, tale da poter esaltare anche le ricchezze del nostro territorio.


È gradita la conferma per facilitare la buona riuscita delle serate. Si chiede una quota partecipativa per ogni singolo appuntamento pari a 15€ a persona.

Per prenotazioni e/o ulteriori informazioni:
tel. 0433 92588
e-mail [email protected]
cel. 333 5690436
facebook: Gardel Hotel

 

Illegio: torna Illegio con la Giuditta di Caravaggio, presentata la mostra “L’ultima creatura”

di Melania Lunazzi.
Torna Illegio, appuntamento con la grande arte molto apprezzato, ma che dopo gli accadimenti dell’anno passato si temeva non potesse essere piú ripresentato. Invece torna con un tema inaspettato: nella Casa delle Esposizioni del piccolo paese montano questa volta si parlerà di donne. “L’ultima creatura. L’idea divina del femminile” è, infatti, il nuovo progetto espositivo ideato e curato da don Alessio Geretti e dal Comitato di San Floriano, presentato ieri a Udine nella sede della Regione. L’inaugurazione è prevista per domenica 17 maggio, alle 16, giornata di apertura gratuita per i visitatori entro le 21. La rassegna resterà aperta fino al 4 ottobre. Dopo un anno di inattività forzata – imposta dal contenzioso giuridico con la Soprintendenza a Roma, in via di soluzione, ma ancora aperto – il Comitato di San Floriano si è rimesso al lavoro grazie anche al conforto di donazioni private che hanno reso possibile procedere con le iniziative culturali. Il Comitato ha potuto avvalersi del contributo regionale (140 mila euro) di quello della Fondazione Crup (50 mila) e con questo insieme di risorse ha approntato la mostra. Don Geretti ha tenuto a sottolineare che per ogni euro pubblico investito Illegio produce un risultato di 1 euro e 60 centesimi e che la percentuale dei contributi istituzionali è, sí, del 39%, ma il 36% delle risorse è frutto dello sbigliettamento e il 25% viene da sponsor privati. A essere indagate questa volta sono le figure femminili presenti nelle Sacre Scritture in particolare dodici tra queste: Eva, Hagar, Rebecca, Rachele, Tamar, Miriam, Dalila, Giuditta, Giaele, Ester, Susanna, la Divina Sapienza. «Questa mostra – ha detto don Geretti – ci offre racconti avvincenti, emozioni potenti e confronti intriganti. Il primo aspetto di interesse è riscoprire il grande repertorio di racconti biblici dedicati alle protagoniste femminili. Queste, nella storia di Israele della divina rivelazione, sono assai piú abbondanti e decisive di quanto si possa immaginare, nonostante qualche tratto antifemminista della cultura di Israele. Nelle pagine bibliche questo aspetto è sorpassato dal protagonismo positivo e dal valore di donne sorprendenti che Dio ha scelto per potare avanti la sua storia di salvezza. Donne sconcertanti e a volte scandalose. Basta leggere la genealogia di Gesú nel Vangelo di Matteo, che ha quattro eccezioni rispetto alla tradizione ebraica del seguire la linea paterna maschile: Tamar, che per entrare nel popolo di Israele si congiungerà con suo suocero per dare una discendenza ai figli; Rachab una prostituta che con l’inganno salva sé e la sua gente; Ruth, che non esitò a farsi strada nelle vicende familiari di alcuni uomini di Israele per conquistarsi un posto preminente e Betsabea». Quaranta tra pitture e sculture proposte, che coprono un arco di tempo dal XV secolo al Novecento e provenienti da trenta tra gallerie, musei, istituzioni italiani di prestigio, per una mostra suddivisa in cinque sezioni tematiche. Il pezzo forte sarà la “Giuditta” di palazzo Barberini del Caravaggio, uno dei capolavori assoluti dell’arte mondiale. Accostata da opere di Rubens, Pinturicchio, Palma il Giovane, Veronese, Lanfranco, Piazzetta, Ricci, Solimena, Hayez e molte altre. E forse in corso d’opera potrà aggiungersi anche la “Giuditta” degli Uffizi di Firenze dipinta da una grande donna dell’arte, Artemisia Gentileschi: «Ci stiamo lavorando». In soli quattro mesi di lavoro il Comitato di San Floriano è riuscito insomma a ottenere un risultato apprezzabile. E se il paesino carnico di sole 360 anime ha visto passare, grazie alle venticinque mostre a oggi realizzate, 220 mila visitatori, questo evento non potrà che accrescerne la notorità. «La missione di Illegio – cosí monsignor Angelo Zanello, presidente del Comitato – è custodire la bellezza tra i nostri monti, aprendola alla comunità. Le proposte illegiane sono sempre un evento di comunità. In questi giorni tutto il paese è un grande cantiere e tutto il contesto diventa educativo e occasione di riscatto. Tra l’altro ci sono 25 giovani che si stanno preparando ad accompagnare i visitatori alla mostra». L’assessore regionale alla Cultura, Gianni Torrenti, si è detto «soddisfatto della proposta di grande qualità e anche del tema scelto. Sono fiero del fatto che in un paesino quasi sperduto come Illegio si svolga una delle iniziative culturali piú importanti che offre la nostra regione. La mostra ha un’attrattività di incoming importante ed è un sintomo di come i nostri modelli di turismo alpino siano cambiati. Dobbiamo continuare a qualificarci cosí».

Zuglio: bacio delle Croci, nel 2015 alla pieve il bacio con una croce in più


di Gino Grillo.
Quest’anno, per la prima volta, alla cerimonia del “bacio delle croci” prevista per domenica 17 maggio, parteciperà una nuova croce: si tratta della “Croce degli emigranti” che si rifà integralmente alla croce aquileiese; un’iniziativa voluta dai molti emigranti carnici sparsi nel mondo per ricordare il loro pellegrinaggio e il legame solido con le proprie origini. Il rituale, nato con buona probabilità in epoca medievale, sancisce il legame che lega da centinaia di anni le chiese figlie alla chiesa madre di San Pietro, ricordando così il ruolo che il piccolo centro carnico rivestì in passato, prima come importante insediamento romano e successivamente come sede vescovile con la costituzione della diocesi di Iulium Carnicum tra il IV e il V secolo d.C. per volontà del vescovo aquileiese Cromazio. Durante il rituale, ogni chiesa, rappresentata dalla sua croce astile decorata con nastri multicolori, motivi floreali o gioielli come segni di ex voto, si raduna nel “Plan da Vincule”, pianoro sottostante alla Pieve e, alla chiamata del parroco, rende omaggio alla croce rappresentante la chiesa matrice sfiorandola in un bacio simbolico. Dopo la cerimonia i fedeli si avviano in processione verso la pieve per partecipare alla messa recitata in marilenghe. La giornata di devozione e di festa s’inizierà alle 10.30 con il raduno delle croci astili presso la chiesa della Beata Vergine delle Grazie, sottostante San Pietro; sarà quindi dato il via alla processione dei fedeli verso il Plan da Vincule, ove alle 11 si terrà l’antico rito del Bacio delle Croci. Seguirà, alle 11.30, una messa solenne celebrata da don Giordano Cracina e dai canonici di San Pietro. Alle 15 i cantori delle cantorie parrocchiali della Carnia canteranno i vesperi in latino. Saranno aperti anche la Polse di Cougnes e il Museo archeologico Iulium Carnicum dalle 9 alle 18. Nell’occasione la strada che collega Zuglio con la Pieve di San Pietro e la frazione di Fielis verrà chiusa al traffico. Sarà possibile raggiungere San Pietro e Fielis a piedi o con i bus navetta che saranno disponibili fin dalle ore 8 con sosta dalle 12.30 alle 14.

Coopca: perizie sui negozi e bilanci gonfiati, la Procura ora indaga 2 professionisti

di Lodovica Bulian dal MV di oggi.
Perizie «autoreferenziali» e plusvalenze solo «apparenti», in grado di mascherare ad arte le perdite del bilancio. Così faceva notare la Procura della Repubblica nei rilievi depositati al tribunale di Udine nell’ambito del piano di ammissione al concordato della CoopCa. Ora, l’inchiesta sul crac della cooperativa carnica condotta dal pm Raffaele Tito e dal sostituto procuratore cotitolare del fascicolo Elisa Callgaris, si allarga a uno dei punti cardine di tutta la tempesta finanziaria e giudiziaria che si è abbattuta sulla società. Le perizie. Le valutazioni immobiliari. Si ripercorre a monte, dunque, il percorso che ha condotto a quelle stesse plusvalenze che poi hanno consentito di velare il rosso degli esercizi contabili, profondo invece fino a 83 milioni di euro. Spuntano così altri due indagati nell’inchiesta che dovrà accertare i responsabili del dissesto della cooperativa con sede a Tolmezzo. I nomi questa volta vanno oltre al ristretto giro del consiglio di amministrazione e dei revisori, e che conta già dodici indagati – Leonardo Agostinis, Sonia Cacitti, Ermano Collinassi, Alfio Colussi, Corrado Di Doi, Claudio Lomuscio, Francesco Zilli, Vanessa Gressani, Silvano Giorgis, Giancarlo Veritti, Daniele Delli Zotti e Fosca Petris – per cui si ipotizzano i reati di falso in bilancio, false comunicazioni sociali e abusiva attività di raccolta del risparmio. Nel mirino della Procura finiscono anche il commercialista tolmezzino Davide Veritti e il geometra Bruno Dionisio di Villa Santina. Entrambi avrebbero firmato diverse perizie sugli edifici della Immobilcoopca, la controllata della cooperativa deputata a gestire il patrimonio immobiliare della casa madre. E sarebbero state proprio le perizie, stando a quanto riferito dalla memoria della Procura allegata al piano concordatario, a dare una diversa rappresentazione della reale salute dei conti della società e, di conseguenza, a consentire alla cooperativa di continuare a raccogliere il prestito sociale. Così ora nella bufera viene travolto anche chi su quelle valutazioni ci ha messo il timbro e la firma. Ma, facciamo un passo indietro. Chi è Davide Veritti? E’ il figlio di Giancarlo Veritti, presidente del collegio sindacale di CoopCa, anch’egli indagato. E lavora, insieme al padre, in quello stesso Studio Cover con sede in via del Din a Tolmezzo, che tanti incarichi ha ottenuto in Coopca, come già aveva denunciato al Messaggero Veneto l’ex sindaco di Tolmezzo, Dario Zearo. Del medesimo studio, ricordiamo, fanno anche parte i commercialisti Alfio Colussi, membro del cda di Coopca, e vice presidente di Immobilcoopca, anch’egli indagato. Ci sono anche Gianluigi Romanin e Luca D’Orlando revisore contabile della cooperativa. Era stato ancora Zearo a invitare a rizzare le antenne su quelle plusvalenze legate alla rivalutazione degli immobili, rispetto ai valori iscritti a bilancio CoopCa, proprio a seguito della cessione degli stessi. «Vorrei sapere come sono state fatte le valutazioni di quegli edifici» aveva polemizzato l’ex sindaco. All’attenzione degli inquirenti, che sulla crisi della CoopCa hanno aperto un’inchiesta a seguito dell’esposto querela presentato a gennaio dal comitato dei soci prestatori, era balzata da subito anche la stessa Immobilcoopca. Tanto che nella memoria depositata in tribunale i pm sottolineavano come «le perizia di stima degli immobili sarebbero state esperite in un circuito assolutamente autorefenziale» e «i dati riportati nei bilanci, anche relativamente alla valorizzazione della partecipazione Immobilcoopca, sarebbero stati ampiamente gonfiati così da creare l’apparenza di una situazione economico-patrimoniale della cooperativa più rosea di quella reale». In sostanza, aveva tirato le somme la Procura, le iscrizioni a bilancio «appaiono strumentali a consentire a CoopCa l’ulteriore accesso al prestito sociale rispettando formalmente ma non sostanzialmente i limiti patrimoniali stabiliti dall’ordinamento per la raccolta del prestito sociale».
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aggiornamento
Dionisio replica alle accuse dopo il sequestro delle fatture: «L’incarico mi fu affidato dall’ex dg»
«Ho fatto solo quello che mi è stato chiesto»
«Non lo so. Non lo so – ripete -. Ma io non ho problemi – dice ancora -. Sono venuti qui, nel mio studio, hanno sequestrato tutte le carte, i documenti e le fatture. Non capisco. Io ho solo fatto il mio lavoro». Bruno Dionisio, il geometra carnico che ha effettuato diverse perizie di stima sugli immobili della CoopCa e della sua controllata, la Immobilcoopca srl, che ne gestiva il patrimonio, non si spiega perché il suo nome sia stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Udine nell’ambito dell’inchiesta sul crac della società che ora è alle prese con la procedura concordataria. Dionisio si limita a ricordare che «era stato l’allora direttore generale Mauro Veritti a chiamarmi e ad affidarmi il compito di svolgere le perizie di stima di tutti gli immobili della cooperativa, e io l’ho fatto, ho fatto quello che mi ha detto – dice ancora -. E la mia ultima fattura per CoopCa risale al 2014». Non intende rilasciare dichiarazioni, invece, Davide Veritti, commercialista di Tolmezzo (non vanta alcun grado di parentela con l’ex dg) e anch’egli indagato insieme a Dionisio e ad altre dodici persone, tra revisori dei conti e membri del cda della cooperativa. «No mi scusi, non sono interessato a dire alcunché. Questa è una questione parecchio delicata, non intendo rilasciare dichiarazioni a riguardo», taglia corto Veritti raggiunto al telefono presso lo studio Cover, che ha sede nel capoluogo carnico, e dove lavora insieme al padre Giancarlo, già presidente del collegio sindacale di CoopCa e anch’egli destinatario di un avviso di garanzia. Entrambi sono difesi dall’avvocato Virio Muzzolese. Parallelamente alla procedura concordataria, che il 20 giugno attende il via libera dall’adunanza dei creditori, tra fornitori e prestatori, prosegue così anche quel filone penale che dovrà accertare le responsabilità del dissesto della coop e che, aveva garantito lo stesso Tribunale nel decreto di ammissione al concordato, andrà avanti a prescindere dalla procedura di salvataggio. Un approdo, quello delle indagini, atteso soprattutto dagli oltre tremila soci prestatori sparsi tra Fvg e Veneto, perché gli esiti dell’inchiesta saranno fondamentali per la pianificazione di maxi azioni legali e risarcitorie, già annunciate, nei confronti degli eventuali colpevoli.

Venzone: si sperimenterà la chiusura del centro storico

di Piero Cargnelutti.
Un percorso pedonale per il commercio venzonese. È quello previsto dalla nuova ordinanza che la giunta comunale si appresta a rendere effettiva nel corso delle prossime settimane. Nel dettaglio, si prevede che la centrale via Mistruzzi diventi chiusa al traffico ogni giorno dalle 10 alle 15. Si tratta di una sperimentazione che l’amministrazione civica vuole avviare per un mese di prova, con l’obiettivo di verificarne in seguito l’effettivo funzionamento. «Andando verso la stagione estiva – spiega il sindaco Fabio Di Bernardo -, ed essendo Venzone una cittadina turistica che anche durante la settimana registra già una presenza di visitatori, vogliamo verificare se questa scelta può venire incontro alle esigenze dei commercianti, ma anche in considerazione di alcune segnalazioni che ci sono giunte in merito a rischio incidenti che potrebbero capitare nel centro cittadino». In pratica, nelle ore centrali della giornata, il centro non sarà raggiungibile in auto dall’entrata nord dove è comunque presente l’ampio parcheggio accanto al centro scolastico. L’amministrazione ha scelto di avviare la limitazione del traffico dalle 10 per venire incontro alle necessità di scarico di gestori di locali ed esercenti: «Anche ai commercianti di via Mistruzzi – dice ancora il sindaco Di Bernardo – vogliamo dare la possibilità di mettere tavolini e sedie oppure esporre le loro merci sulla via, così come avviene già nella piazza centrale chiusa durante le domeniche e nei festivi. A ogni modo, terminato il mese di sperimentazione, avremo la possibilità di verificare come sono andate le cose ed eventualmente cambiare se questa scelta non avesse funzionato». Nel corso delle ultime settimane, l’amministrazione comunale ha provveduto ad adeguare e sistemare la segnaletica interna al centro storico.

Friuli: troppi inesperti in montagna e gli incidenti si moltiplicano


di Alessandra Ceschia
Fino a qualche decennio fa erano pochi i casi di persone disperse sul territorio di cui dovevano essere attivate le ricerche. Ma non è più così: sono più di 200 gli interventi di recupero dispersi di cui si sono occupati i volontari del soccorso alpino nel 2014. «I numeri aumentano ogni anno del 10 per cento – conferma il delegato regionale del Cnsas Vladimiro Todesco – si tratta principalmente di casi che riguardano l’escursionismo. Le persone si spostano più facilmente, spesso sono anche anziani che si avventurano sui sentieri» fa il punto. Sempre più spesso infatti le persone pensano di aver tutto a portata di click: si aggiornano su internet, reperiscono in rete informazioni sommarie e affrontano anche percorsi impegnativi senza avere una preparazione adeguata, come spiega il vicepresidente regionale Cnsaa Spartaco Savio. «Una volta ci si avvicinava all’alpinismo attraverso un percorso graduale, erano gli esperti a misurarsi con la montagna – osserva Savio – oggi gli escursionisti del finesettimana sono spesso inesperti e privi di quelle conoscenze di base che permettono loro di affrontare le difficoltà: il 30 per cento dei nostri interventi è conseguente a cadute, il 13 per cento dipende da malori, poi seguono i ritardi da parte di chi si è perso, chi ha sbagliato sentiero». Anche l’età degli escursionisti si sta progressivamente alzando e oggi sono numerosi i settantenni che arrampicano con disinvoltura. Da una sessantina d’anni i volontari del soccorso alpino si cimentano nella ricerca e nel soccorso dei dispersi, garantiscono anche un supporto alle équipe del 118 che si muovono su terreni impervi e collaborano con i colleghi delle stazioni della guardia di Finanza e dei carabinieri. In Friuli sono 350, di cui 180 nella provincia di Udine, suddivisi fra le stazioni di Udine, dove è presente anche un’unità speleologica, Cave del Predil, Moggio, Forni Avoltri e Forni di Sopra. Sono tutti volontari, vengono reclutati sulla base delle loro competenze alpinistiche e sottoposti a rigorosi corsi di formazione. Vengono attivati per la ricerca delle persone disperse, mentre, nel caso di persone di cui sia stata denunciata la scomparsa, operano con le altre forze dell’ordine, vigili del fuoco compresi. Il loro impegno può protrarsi per alcune ore o per diversi giorni, estendersi all’estero, nei Paesi confinari e, su richiesta del Ministero degli Interni, anche oltre. L’ultimo intervento che li ha visti impegnati è quello di domenica a Preone, dove il lignanese Francesco Bertelli è stato ritrovato dopo una lunga ricerca che ha coinvolto una decina di volontari del soccorso alpino della stazione di Forni Avoltri, che hanno affiancato i colleghi della guardia di Finanza, dei carabinieri e i vigili del fuoco. «Già nella mattinata alcuni dei nostri volontari avevano perlustrato parcheggi e aree di sosta nei pressi della riserva di caccia a Tramonti di Sopra, visto che conoscevamo la persona dispersa e sapevamo che era un cacciatore che si recava in quelle zone – premette Todesco – provvidenziale è stato l’intervento dei familiari che hanno prima individuato la macchina del congiunto in Val di Preone, quindi il suo cane e, poi hanno localizzato il disperso». A quel punto sono scattati i soccorsi, l’uomo è stato issato con una fune e recuperato. A volte però, l’esito non è felice, si tratta di pochi casi. Per giustificarli qualcuno scomoda il destino, ma una partenza più intelligente li potrebbe evitare.

Carnia: aperte le iscrizioni al “4° Concorso Internazionale Fisarmonicistico Trio Pakai” 2015

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A 30 anni dalla scomparsa del mitico fisarmonicista Amato Matiz, noto a tutti come “Pakai”, l’associazione Giovins Cjanterins di Cleulas indice ed organizza il 4° Concorso Internazionale Fisarmonicistico “Trio Pakai”, il premio della fisarmonica e della diatonica più significativo della montagna friulana. Il concorso avrà luogo domenica 14 giugno 2015 presso la Sala della Gioventù di Timau (UD), anticipato da un concerto inaugurale sabato 13 giugno a Paluzza, per una due giorni di pura passione fisarmonicistica. L’iscrizione al concorso scade il 3 giugno 2015 e può essere effettuata via posta tradizionale o via posta elettronica. Il bando trilingue (ita, deu e slo) e la domanda d’iscrizione sono disponibili sul sito carniarmonie.it/premiopakai e su Facebook all’indirizzo www.facebook.com/premiofisarmonicisticotriopakai. Per info: [email protected]

Questa importante manifestazione, giunta alla sua quarta edizione, ha visto finora la partecipazione di concorrenti provenienti da Italia, Austria e Slovenia e la giuria internazionale quest’anno è presieduta da Verena Unterguggenberger, docente di fisarmonica presso la Scuola di Musica Kötschach-Mauthen – Lesachtal. La giuria slovena è rappresentata da Alexander Ipavec e quella italiana da Alex Modolo, Massimo Pividori ed Adolfo Del Cont. Il Concorso prevede quattro sezioni: fisarmonica classica, fisarmonica variété/folk, diatonica variété/folk e musica da camera classica. Le categorie sono divise per fasce d’età: Baby (fino a 10 anni), Junior (da 11 a 14 anni), Young (da 15 a 17) e Senior (da 18 anni a senza limiti di età).

Tanti e ricchi premi in denaro, per un montepremi totale di 2500 euro e sconti d’acquisto ed accordatura presso negozi consociati al Concorso. Inoltre, per le sezioni fisarmonica variété/folk, diatonica variété/folk, l’organizzazione riserva un premio speciale per le composizioni inedite, ovvero la stampa dello spartito singolo con l’immagine in copertina del compositore fisarmonicista. Le migliori composizioni saranno inserite in una raccolta di spartiti “Stile Pakai” e tutte le esibizioni saranno raccolte in un prodotto discografico per l’etichetta Accademia del Disco.

Amanti del mantice, è questa la migliore occasione per unirsi tutti nel nome dell’ensemble carnico che ha fatto ballare e sognare un’epoca: l’estro irripetibile di Pakai, Genesio Puntel al contrabbasso, Paolo Morocutti alla chitarra e la voce unica di Stefano Paletti.

In onore dei moschettieri del folk carnico e alla gloria di Amato, i padri di una storia non solo musicale, festeggiamo e ritroviamoci tra canti, danze e le irresistibili voci della fisarmonica!

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Il Concorso è realizzato dall’Associazione Giovins Cjanterins di Cleulas con il sostegno di: Comune di Paluzza, Associazione intercomunale Alta Valle del But, Associazione Elio Cav. Cortolezzis di Treppo Carnico, Gruppo Fisarmonicisti di Tarcento, Associazione Musicale della Carnia, Gruppo Promozione Musicale di Paularo, Carniarmonie, Biasin Musical Instruments, Friulfisa.  

Direzione artistica: Alessio Screm. Direzione organizzativa: Hans Puntel.