Archivio mensile:Gennaio 2012

Friuli: il Governo impugna la legge regionale 16/2011 sul welfare perchè ritenuta ”discriminatoria”

Un’altra legge (la legge 16/2011 )  approvata dal Consiglio regionale  FVG che incontra l’opposizione dell’attuale governo che la impugna davanti alla Corte Costituzionale. Una impugnazione che potrebbe rendere ancora più tesi i rapporti nella maggioranza di centro destra che nella nostra regione vede da sempre insieme sia l’UDC che la Lega.  Il Governo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la nuova legge del Friuli Venezia Giulia sull’accesso ai servizi del welfare. L’impugnativa e’ stata decisa perche’ i requisiti di residenza previsti dal testo, approvato dalla maggioranza di centrodestra lo scorso novembre ”introducono – si legge nella motivazione – inequivocabilmente una preclusione destinata a discriminare”. I provvedimenti erano stati gia’ impugnati e censurati dalla Consulta come ”discriminatori”.

“Il Consiglio regionale ha approvato le norme di cui alla legge regionale 16 del novembre 2011 per adeguare la legislazione regionale alla normativa europea e per una doverosa semplificazione delle procedure per accedere a talune prestazioni sociali”, sottolinea l’assessore regionale alla Famiglia Roberto Molinaro a seguito della notizia odierna dell’impugnazione da parte del Governo, davanti alla Corte costituzionale, della legge 16/2011 recante “Disposizioni di modifica della normativa regionale in materia di accesso alle prestazioni sociali e di personale”. “Prendiamo atto della decisione del nuovo Governo nazionale – rileva l’assessore Molinaro – analoga a quella assunta poche settimane fa in relazione ad una legge della Provincia di Bolzano”.
“Esamineremo le motivazioni dell’impugnativa che attiene in particolare alla competenza legislativa della Regione e decideremo il da farsi”. “Quello che il Governo regionale vuole – rileva infine l’assessore – è che l’azione amministrativa, in questo caso per la famiglia, la casa ed il diritto allo studio, possa svolgersi in continuità e nel rispetto dei principi costituzionali”.

Tolmezzo: nuovi marciapiedi, lavori per oltre 400 mila euro anche a Terzo e Betania

di Tanja Ariis

Saranno realizzati per 437 mila euro marciapiedi in città e infrastrutture nelle frazioni di Terzo e Betania grazie al progetto esecutivo “Por Fesr 2007-2013 obiettivo competitività regionale ed occupazione”, appena approvato dalla giunta comunale e relativo a interventi di ripristino e riqualificazione di infrastrutture, aree pubbliche, itinerari e percorsi attrezzati. Esso è legato al progetto di Albergo diffuso ed ammonta ad una spesa complessiva di 435 mila euro di cui 357 mila per soli lavori. Di essi oltre 276 mila e 474 euro, pari al 77% dell’importo, sono coperti da contributo regionale, per il resto da fondi comunali. Con tale progetto saranno innanzitutto realizzati interventi per migliorare la sicurezza dei pedoni in città. Sarà infatti costruito un tratto di marciapiedi in via Paluzza, partendo dall’area di fronte al Consorzio agrario, nella zona laddove il 13 novembre 2008 perse la vita la nota titolare della pasticceria Manin, Gabriella Bano, investita da un’auto pirata che, grazie alle indagini serrate dei Cc della Compagnia di Tolmezzo, venne rapidamente rintracciata. Ora, quel punto piuttosto pericoloso per i pedoni, verrà dotato di marciapiede sul lato destro, uscendo da Tolmezzo, e fino all’Eurodespar. Verranno invece rifatti su entrambi i lati di via Divisione Osoppo i marciapiedi da piazza Martiri della libertà fino all’ospedale. Il vicesindaco Gianalberto Riolino illustra la situazione in via Divisione Osoppo dove negli anni gli alberi hanno invaso i marciapiedi, rendendo difficoltoso per i pedoni camminarci. «Non è raro vedere le persone camminare sulla strada, perché non riescono, soprattutto se con le carrozzine, a farlo sui marciapiedi». Riolino spiega che saranno anche allargati e che nella stessa via è allo studio un senso unico alternato per recuperare ulteriori parcheggi in città. Ma il progetto appena licenziato dalla giunta comunale va anche a dare risposte a due istanze che da anni provenivano dalle frazioni: è, in primo luogo, il caso dell’ampliamento del parco giochi di Betania in via Aquileia dove si interverrà su giochi, verde pubblico e recinzioni. Un altro intervento richiesto da tempo dalla consulta frazionale di Terzo è la realizzazione nel campo sportivo di una piccola struttura polivalente con tettoia per attività sportive e di intrattenimento e svago.

Friuli: per Honsell il gioco d’azzardo è una tassa sulla stupidità

 

di Michela Zanutto

L’azzardo è un business che in Italia nel 2012 frutterà 80 milioni di euro. «Una tassa sulla stupidità», secondo il primo cittadino Furio Honsell, ma che soltanto in città ha fatto fiorire 36 attività commerciali e più precisamente «11 sale da gioco e 25 centri scommesse», come ha specificato l’assessore alla Salute, Antonio Corrias. Dati emersi durante il convegno “Gioco d’azzardo patologico e nuove dipendenze”, organizzato ieri in sala Aiace dal Lions club Udine Duomo in collaborazione con il Comune e con il patrocinio dell’Unesco. «Il giocatore è un soggetto fragile – ha proseguito Corrias – e azzardando alimenta una spirale autodistruttiva. In media ogni italiano spende 800 euro l’anno per tentare la fortuna, ma la possibilità di vincita di 200 mila euro a un Gratta e vinci è soltanto di uno su 8,4 milioni». E sono molte le persone che chiedono aiuto agli uffici del Comune: «Purtroppo in questo gioco lo Stato guadagna, ma ai Comuni rimane il conto da pagare: sempre più persone bussano ai servizi sociali raccontando di tentativi inutili di riappropriarsi della loro vita affidandola alla sorte». Dal punto di vista urbanistico, il Comune nel Piano regolatore ha stabilito precisi criteri per l’apertura di sale da gioco in città: ecco allora che non potranno più nascere nel centro storico e l’assessore Corrias ha assicurato che sarà prestata attenzione pure alle periferie. «Nel 2011 – ha aggiunto – è stata negata l’apertura di tre attività e una licenza è stata sospesa». Il giocatore d’azzardo è rapito in una vera e propria «dipendenza», come ha evidenziato Rolando De Luca, psicoterapeuta e anima del Centro di terapia di Campoformido che dal 1998 a oggi ha aiutato 150 persone fra giocatori e familiari e attualmente segue 100 persone attraverso i gruppi di terapia. «Nel giocatore d’azzardo non esiste più l’autocontrollo – ha proseguito –, la spesa di denaro aumenta nel tempo e tende a nascondere il problema soprattutto alla famiglia. È impossibile sapere a priori chi, giocando, cadrà nella patologia. È però certo che nessun giocatore ha mai vinto più di quanto non abbia investito». All’incontro, introdotto dalla presidente del Lions club Udine duomo, Maria Stellina Parussini, ha partecipato anche il procuratore della Repubblica di Tolmezzo Giancarlo Buonocore, che ha rimarcato la necessità di un «osservatorio sulle dipendenze in regione perché il problema dell’azzardo sul nostro territorio è molto consistente». Al dibattito, coordinato da Giovanni Castaldo, è intervenuto lo psicologo Vitantonio Chimienti che ha presentato i dati di una ricerca svolta a Campoformido che conferma la validità delle terapie: «A distanza di 3 anni gli ex giocatori non vivono più gli stati d’ansia che avevano determinato l’azzardo».

Friuli: i reati sono in calo, impennata invece di fallimenti e stalking

La Giustizia in Friuli-Venezia Giulia funziona nonostante le carenze d’organico. È stato sottolineato oggi a Trieste alla presentazione della relazione redatta per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, fissata per domani. I versanti caldi nelle province: fallimenti aziendali a Trieste (88 istanze presentate), denunce per stalking a Udine e Gorizia, triplicate in Friuli e raddoppiate nell’isontino, e i casi di violenza sessuale a Pordenone, raddoppiati, da 27 a 50.
 

Trieste si conferma tribunale fra i più efficienti in Italia, al primo posto per produttività nel civile e al 6° nel penale, con un record per i magistrati che operano alla Corte d’Appello: 215 sentenze a testa nel 2011 (1721 in tutto) e con percentuale di processi in prescrizione del 6,3%, un terzo rispetto alla media nazionale. Anche negli altri tribunali della Regione il livello di efficienza è alto. «Anche il tribunale di Gorizia, che negli ultimi tempi aveva avuto difficoltà di funzionamento – ha detto Mario Trampus, presidente Corte d’Appello Trieste – ha aumentato l’efficenza, le pendenze sono relativamente scese e la durata dei processi è migliorata».  Sul contenimento della spesa, la Giustizia regionale ha abbattuto del 48% negli ultimi 2 anni la spesa per intercettazioni telefoniche, con un risparmio di 3,5 milioni.
 
No alla chiusura del tribunale di Tolmezzo. Sì alla soppressione degli uffici non circoscrizionali dei giudici di pace e delle tre sezioni distaccate dei tribunali in Friuli-Venezia Giulia, ma il Tribunale di Tolmezzo deve essere salvato. È il messaggio lanciato dal presidente della Corte d’Appello di Trieste, Trampus, nell’incontro di oggi con i giornalisti. “Concordiamo sulla necessità di razionalizzare sezioni distaccate e uffici dei giudici di pace per mettere a disposizione il personale e le risorse ai tribunali, tentando così di migliorarne l’efficienza – ha detto Trampus – va, invece, difeso e mantenuto il tribunale di Tolmezzo, perché nel caso in cui venisse cancellato tutto il peso di quel Tribunale e di quella Procura verrebbe a gravare su quelle di Udine, con un territorio enorme della regione che perderebbe un punto di riferimento. Senza contare – ha aggiunto – che proprio a Tolmezzo c’è l’unico carcere di massima sicurezza del Friuli-Venezia Giulia che necessita, per la propria attività, di avere degli uffici giudiziari in prossimità della struttura di detenzione”. Il tribunale di Tolmezzo ha competenza su un territorio di 2340 chilometri quadrati che confina con 2 Stati attraverso 7 valichi di confine, e su cui insistono 44 Comuni, la gran parte dei quali di area montana con collegamenti viari tortuosi con il resto della Regione. Gli uffici del giudice di pace in regione, invece sono 19, e 14 rischiano la cancellazione ovvero tutti quelli collacati in sedi in cui non insistono i tribunali. Sono 3, invece, le sezioni distaccate dei tribunali: San Vito al Tagliamento (Pordenone), Palmanova e Cividale. Almeno due di queste rischiano la soppressione.

Collalto: primo congresso ordinario Fronte Friulano – Front Furlan

Domenica 29 Gennaio 2012

Collalto di Tarcento c/o Hotel Ristorante Costantini

prima convocazione ore 8.30

seconda convocazione ore 9.30

Al congresso potranno intervenire tutti i soci, sia ordinari che sostenitori; il diritto di voto sarà riservato ai tesserati con la qualifica ordinaria in regola con le quote di iscrizione per gli anni 2011 e 2012

Le candidature dovranno pervenire presso la Sede del Front entro le ore 12.00 di Sabato 28 Gennaio 2012.

 Ordine del Giorno:

1) apertura tesseramento 2012

 2) rinnovo cariche sociali

 3) Determinazione in merito a proposte di fusione / collaborazione con altri movimenti politici

 4) Proposta di allargamento del Consiglio Nazionale di FF ai rappresentanti di altre associazioni (art. 8 Statuto FF)

 5) Opzione indipendentista

 6) approvazione programma azione politica triennio 2012-2014

In seguito all’ assemblea generale tenutasi il giorno 7 Dicembre 2011 il Consiglio Nazionale propone la votazione dei seguenti punti programmatici e piano d’ azione:

PUNTI PROGRAMMATICI

volti al miglioramento della qualità della vita materiale e morale di chi vive in Friuli ed accetta come riferimento il “modello Friuli”

6.1) SEMPLIFICAZIONE; eliminazione degli enti e/o delle funzioni sovrapposte mediante riorganizzazione degli EE.LL.

con riassegnazione delle deleghe amministrative in forma decentrata.

Impostazione del un tetto massimo di costo per gli EE.LL.

che in nessun caso deve superare il 30% del PIL locale Separazione amministrativa Friuli / TS e costituzione di una forma confederativa per le comunità del Friuli

6.2) RIDUZIONE DEL CARICO FISCALE regionale mediante gestione totalmente autonoma di tutte le funzioni oggi gestite dallo stato; per le funzioni svolte dalla Regione per conto dello Stato o di altri Enti non regionali verrà chiesta la compensazione (autostrade, ferrovie, metanodotti, oleodotti, elettrodotti, basi miltari ecc.) Istituzione Ente di riscossione regionale

6.3) DIFESA DELL’ AUTONOMIA DELL’ UNIVERSITÀ FRIULANA e ricostruzione del sistema formativo professionale per riqualificazione manodopera; incentivi alle imprese che assumono personale qualificato / tecnologie avanzate

6.4) NEGOZIAZIONE SU OGNI TIPO DI SERVITÙ ritenuta necessaria; le popolazioni saranno chiamate a decidere attraverso processi di democrazia partecipativa.

Il territorio deve essere compensato per ogni forma di sfruttamento; la compensazione deve avere vigore fintanto che l’opera di sfruttamento insiste sul territorio.

6.5) SANITÀ RIORGANIZZATA garantendo la qualità dei servizi, ponendo priorità all’ eliminazione dei tempi di attesa ottenuta mediante la razionalizzazione del personale (meno dirigenti), dei finanziamenti e dell’ utilizzo delle strutture (via i doppioni, ciclo utilizzo macchinari, limite utilizzo privato strutture pubbliche)

6.6) DIFESA DI RADICI E CULTURA dei gruppi linguistici storici insediati in regione; attuazione delle normative di tutela finora inapplicate. Incentivazione degli investimenti privati su lingua e cultura. Sostegno alle comunità friulane del Veneto che chiedono di ricongiungersi alla nazione Friuli.

6.7) Introduzione degli strumenti di DEMOCRAZIA DIRETTA (referendum di iniziativa e di revoca, difensore civico) negli statuti di tutti gli EE.LL.

6.8) QUESTIONE MORALE in tutti gli ambiti della Pubblica Amministrazione (limite mandati / no candidature con processi in corso e passati in giudicato, responsabilità su sprechi e dissesti di bilancio). No alleanze con movimenti / partiti collusi con poteri centrali o deviati.

 

AZIONI:

6.9) Presentazione liste di bandiera a Cervignano e Tricesimo e partecipazione in Liste Civiche

6.10) Costituzione coalizione/cartello indipendente per le elezioni regionali 2013 organizzazione raccolta firme, reperimento certificatori raccolta fondi, avvio sovvenzione popolare

6.11) azioni di rivendicazione per ottenere applicazione leggi di tutela della lingua friulana, in tutte le maniere, possibilmente coinvolgendo l gruppo parlamentare europeo ALE/EFA

6.12) azioni anti fisco, boicottaggi, picchetti, volantini, occupazioni,

6.13) azioni informative: conferenze, comizi in ogni comune

 

Fronte Friulano – Front Furlan

Il portavoce

Federico Simeoni

www.frontefriulano.org

Amaro: l’unico paese della Carnia in controtendenza, dove anche le Poste allungano l’orario

dal MV di oggi

 Cresce di poco dal punto di vista demografico, ma si candida a essere protagonista non soltanto a livello industriale, ma anche nell’edilizia e nei servizi. Esempi su tutti sono le nuove case e le Poste, che in controtendenza aumentano la loro presenza nel paese che apre le porte alla Carnia. Ma non solo questo. È dunque con grande ottimismo che il sindaco di Amaro Laura Zanella disegna il futuro prossimo. Lo fa sulla base dei dati del movimento demografico, che nel 2011 che registra una crescita di residenti di 21 unità passando dagli 820 di fine 2010 agli 841 di fine 2011. I nati nel corso del 2011 sono stati 6 e i decessi 9. L’incremento residenziale è quindi dovuto al bilancio positivo tra movimento immigratorio ed emigratorio. Il Comune di Amaro conferma quindi anche per il 2011 il trend di crescita demografica. Un dato positivo certamente dovuto alla posizione geografica del comune, a poca distanza da Tolmezzo, capoluogo della Carnia dove i prezzi delle aree e degli alloggi è superiore, ma anche, secondo il sindaco Zanella, alla politica delle amministrazioni comunali, attuale e precedenti, che hanno puntato soprattutto sulla crescita occupazionale con la buona espansione della zona industriale, dove attualmente operano circa 1.100 persone, e all’incremento dell’offerta immobiliare residenziale attraverso un’adeguata gestione del Piano regolatore e la disponibilità di alloggi sia privati che pubblici. Proprio in tale settore, nei prossimi mesi l’Ater Alto Friuli darà avvio ai lavori di realizzazione di sei nuovi alloggi di edilizia convenzionata che daranno un nuovo impulso al movimento immigratorio. Ma accanto a ciò l’amministrazione comunale si è impegnata e continua a impegnarsi nei servizi primari ai cittadini. Nelle scuole primaria e dell’infanzia – spiega il sindaco – continua a essere garantito gratuitamente il servizio di pre e post accoglienza dei bambini per venire incontro alle esigenze delle famiglie. Le stesse Poste italiane, in controtendenza rispetto ad altri uffici del comprensorio, hanno proprio in questi giorni dato avvio all’ampliamento dell’orario di servizio di sportello che resterà aperto sei giorni la settimana dalle 8.15 alle 13.45 eccettuato il sabato in cui l’orario di chiusura sarà anticipato alle 12.45. «Nessuna mira espansionistica – secondo il sindaco Laura Zanella – ma puntiamo a raggiungere un’entità residenziale che ci permetta di mantenere a un buon livello i servizi primari, uffici comunali compresi, senza perdere l’identità del nostro paese e la qualità di vita che esso offre».

Friuli: Ora nei distributori automatici anche farmaci da banco

 

Con una battuta possiamo dire che da apripista hanno fatto le confezioni di “Condom”. Ora l’idea si estende anche ai farmaci da banco.  Vi siete procurati una ferita e non avete un cerotto? Potete trovarlo alle “macchinette”. L’idea è di Cda, azienda friulana operante nel settore della distribuzione automatica di alimenti e bevande, che dopo aver inaugurato i primi open shop 24 in regione si apre nuovamente alla sperimentazione. Infatti, dopo i prodotti biologici a “chilometro zero”, adesso nei distributori automatici arrivano anche i parafarmaci. In questo modo, l’azienda di Talmassons, prima in regione ad aprire i bar automatici “Punto Pausa” e a inserire all’interno della gamma dei prodotti anche alimenti dietetici e biologici, ha deciso di allargare il proprio raggio d’azione per andare incontro alle numerose necessità di una clientela sempre più esigente, e più in generale degli utenti della distribuzione automatica. Il debutto di questa operazione si terrà all’interno dei distributori automatici nel Punto Pausa di viale Venezia, a Udine. «Spesso i distributori sono posizionati in luoghi di grande affollamento come i reparti produttivi, o in aziende di grandi dimensioni, o ancora nelle palestre – spiega Fabrizio Cattelan, ceo di Cda -. L’idea di avere a portata di mano dei generi di primo conforto, parafarmaci compresi, ci è sembrata vincente, dal momento che talvolta non c’è il tempo di passare in farmacia».

Udine: la Procura sequestra il video sul mostro di Udine in onda a “Chi l’ha visto?”. Indagini riaperte?

Ne avevamo parlato in questo precedente post e dopo ben due settimane di ritardo la trasmissione “Chi l’ha visto?” ha mandato in onda un servizio in cui si ricostruisce uno dei delitti riconducibili a quello che è stato ribatezzato il mostro di Udine. E il risultato è stato immediato : il Procuratore capo di Udine, Antonio Biancardi, ha dato incarico ai Carabinieri di sequestrare il video sul caso del cosiddetto ‘mostro di Udine’, risalente a oltre venti anni fa, messo in onda ieri sera durante la trasmissione tv di Rai3 ‘Chi l’ha visto?’. ”Qualcosa si fara’, senza giustizia spettacolo – ha dichiarato Biancardi – intanto vediamo di acquisire la cassetta e sentire le persone informate dei fatti”. Probabilmente verra’ sentita anche la figlia di Marina Lepre, la maestra elementare di Cividale del Friuli (Udine), uccisa a 40 anni il 25 febbraio 1989

Friuli: le ragioni di una famiglia che sceglie di avere sei figli

di Egidio Marin
portavoce famiglie numerose del Friuli

Recentemente mi è venuto tra le mani un vecchio detto che recita: «Se le parole che stai per scrivere non sono migliori del silenzio, non scriverle»! Nonostante l’argomento mi tocchi da vicino e mi chiami in causa finora ho cercato di rispettare questo saggio consiglio. Ho cambiato però l’idea dopo aver letto il monito lanciato dal presidente della Cei, cardinal Bagnasco, alla presentazione di un libro sulla crescente denatalità in Italia. Riporto testualmente: «In Europa, ma in particolare nel nostro Paese, stiamo andando verso un lento suicidio demografico… il tasso di nascite è uno dei più bassi del mondo e non ha precedenti… se non si cambia tendenza sarà molto difficile saldare questo enorme debito demografico. La nostra cultura fa talvolta vedere i figli come un peso, un costo, una rinuncia, ma i figli sono prima di tutto una risorsa, un bene pubblico oltre che dei propri genitori. Non è con più consumo e meno figli che risistemiamo l’economia, ma facendo il contrario». E’ sotto gli occhi di tutti che in Italia aumentano più i vecchi che i bambini. Io non mi sento qualificato per ricercare le cause di questa drammatica situazione, ma non ci vuole molto per capire che è la conseguenza dei cambiamenti sociali e culturali avvenuti negli ultimi decenni. Viviamo in una società malata, confusa, in profonda crisi morale, spirituale ed esistenziale. E’ dunque in questo contesto storico preoccupante e allarmante che vorrei inserirmi con la mia personale e diretta testimonianza per dire ai giovani d’oggi che capisco le loro difficoltà per mettere su famiglia, per farsi una casa col mutuo o per pagare l’affitto, e principalmente per mettere al mondo figli. Li capisco quando dicono che dal punto di vista economico sposarsi non conviene e la scelta della maternità diventa sempre più un atto legato alle possibilità. Il quadro che si presenta loro davanti non induce certamente all’ottimismo. Li capisco, poi, più di altri per essere stato io stesso protagonista di un’esperienza (che vado subito a presentare). Ma proprio per questo non mi sento di condividere il loro atteggiamento. Mia moglie e io, pur consapevoli della nostra scarsa disponibilità economica abbiamo scelto di avere 6 figli (cosa molto rara nel Friuli post-terremoto) fermamente convinti di aver scelto la cosa più importante, più bella, più gratificante, anche se la più impegnativa. Decisamente fuori moda per il mondo, ma gradita agli occhi di Dio. Per questa scelta non son mancati coloro che ci hanno irrisi e tacciati da irresponsabili. Invece di ottenere ammirazione, il più delle volte siamo stati oggetto di facili battute, umiliazioni di ogni genere. Né io né mia moglie abbiamo da vergognarci per questa scelta: anzi ne siamo orgogliosi. Non sono mancati neppure tanti sacrifici e rinunce, spesso schiacciati dal peso della responsabilità familiare (si era costretti a tirare avanti in otto con un unico stipendio) e ci siamo sentiti abbandonati proprio dalla società che avrebbe dovuto tutelarci. Abbiamo subito l’abbraccio della solitudine e dell’abbandono, ma non ci è mai mancato l’abbraccio di tante fonti di carità… E’ proprio vero che durante questi anni abbiamo assistito impotenti a evidenti discriminazioni della sua provvidenza. Non posso negare che abbiamo assistito impotenti a evidenti discriminazioni delle coppie sposate rispetto alle persone “single”. Lo Stato inoltre non agevola le famiglie numerose e in particolare quelle monoreddito. Il lavoro (non retribuito) che svolgono le mamme–casalinghe, è spesso ignorato e sminuito; per la loro scelta (obbligata) di dedicarsi a tempo pieno alla famiglia, in Italia non riceveranno mai un centesimo di pensione? Riferendomi al mio presente, gli aiuti dovrebbero essere destinati ai figli piccoli, ma anche a quelli che, seppur maggiorenni, sono senza reddito perché studenti. Particolare riguardo dovrebbero avere le famiglie numerose (Costituzione italiana). Ma tant’è… In quasi tutti i paesi d’Europa da anni si tende ad aiutare e sostenere, in particolare quelle monoreddito; solo in Italia più figli hai e più sacrifici ti tocca fare. L’evidenza di questo status preoccupante che non favorisce l’accesso alla maternità, non deve comunque costituire motivo di scoraggiamento per i giovani. A questi nonostante tutto, mi sento di dire: «Non abbiate paura, fate il grande salto, andate controcorrente, sposatevi regolarmente, fate dei figli, lasciatevi attrarre dal misterioso fascino di una famiglia propria: dopo una certa età potrebbero rimanere solo i rimorsi»! Il Signore che è generoso con tutti, con voi lo sarà ancora di più; lasciatevelo dire da uno che se fosse costretto a tornare indietro, rifarebbe tutto quello che ha già fatto.

Carnia: la “guerra” tra Carniacque e comitati si sposta sui contatori

di Tanja Ariis

Nel 2011 Carniacque spa ha installato mille contatori in Carnia, in gran parte richiesti dagli utenti, come a Preone, Zuglio ed Enemonzo, mentre in parte facevano parte di un programma concordato con l’Ato. Oltre ai cittadini, molti sindaci li chiedono. E sempre nel 2011 Carniacque è intervenuta su almeno 400 perdite d’acqua in Carnia, oltre alla sostituzione di diverse tratte di acquedotto (come a Paluzza e Zuglio). A renderlo noto è l’ad di Carniacque, Michele Mion, che indica anche in base a quale normativa i contatori vanno installati: se l’indicazione era contenuta già in delibere del Cip, poi Cipe, degli anni ‘70, la legge 152 del 1999 e sue successive modifiche riporta la necessità di dotarsi degli strumenti di misura, ossia i contatori. Oggi la metà dei paesi carnici manca di contatori e a tutte le nuove utenze viene richiesto il contatore. I vantaggi per il cittadino, spiega Mion, risiedono «nel tener controllato i consumi, visto che l’utente può avere un uso improprio dell’acqua e così rendersene conto o, peggio, può avere una perdita e così accorgersene. Con il pagamento a forfait invece l’utente può non usare l’acqua e pagare ugualmente o può usarne molta e la pagano gli altri. Diciamo che il contatore consente una bolletta più corrispondente ai reali consumi». Mion non nega situazioni in seconde case o stavoli in montagna dove può esserci qualche difficoltà, ma osserva «eseguiamo l’installazione dei contatori laddove è possibile. Prima di posare un contatore facciamo i debiti accertamenti». Riemerge poi il nodo delle reti colabrodo in Carnia. Barazzuttti aveva negato una situazione così diffusa in zona, ma Mion lo smentisce: «Noi abbiamo trovato – dice – paurose situazioni di reti idriche colabrodo in Carnia. Le criticità sono importanti, non c’è solo qualche situazione, ce ne sono molte». Tra gli ultimi interventi effettuati alle reti Mion segnala quello a Paluzza in via Roma, «dove c’erano problemi piuttosto seri», a Zuglio e da anni a Villa Santina». Ma è vero che non c’è spreco d’acqua in montagna e non ci sono problemi di carenza d’acqua? Per Mion i problemi ci sono anche in Carnia. «Se le perdite – spiega – sono superiori all’approvvigionamento dalla sorgente, manca acqua. A Comeglians, per esempio, in questi giorni abbiamo avuto frazioni senza acqua per perdite della rete, aggravate dal periodo di siccità prolungato».